venerdì 20 ottobre 2017

Saw VI - Credi in lui di Kevin Greutert (2009)


USA 2009
Titolo Originale: Saw VI
Regia: Kevin Greutert
Sceneggiatura: Patrick Melton, Marcus Dunstan
Cast: Tobin Bell, Costas Mandylor, Mark Rolston, Betsy Russell, Shawnee Smith, Peter Outerbridge, Athena Karkanis, Samantha Lemole, Tanedra Howard, Marty Moreau, Gerry Mendicino, Shawn Ahmed, Janelle Hutchinson, Caroline Cave, George Newbern, Shauna MacDonald, Devon Bostick, Darius McCrary, Shawn Mathieson, Melanie Scrofano, Karen Cliche, James Gilbert, Larissa Gomes, Billy Otis, James Van Patten, Elle Downs, Mpho Koaho, Scott Patterson, Mike Butters, Joris Jarsky, Angus Macfadyen, Bahar Soomekh, Niamh Wilson, Jeff Pustil, Oren Koules, Leigh Whannell
Durata: 92 minuti
Genere: Horror


Siamo quasi giunti alla fine di questo speciale sulla saga di "Saw" che ha accompagnato voi lettori di questo blog in queste ultime settimane e che, arriva oggi, al terzultimo episodio - il penultimo sarà presumibilmente nel corso della prossima settimana, mentre l'ultimo sicuramente dopo il 31 Ottobre, giorno in cui nei cinema italiani uscirà "Saw: Legacy", anche se ancora non so bene quando riuscirò a vederlo, potrebbero anche passare dei mesi - che rappresenta quello che per me è il peggior film dell'intera eptalogia che diventerà tra poco una octalogia. Non che ci passi molto rispetto ai due capitoli precedenti, che portavano avanti una storia che si sarebbe probabilmente dovuta concludere in maniera più che giusta con il terzo capitolo, ma questo ha come unica freccia al suo arco la velocità della narrazione che implica il fatto che la visione, in qualche modo, scorra via senza particolari problemi. Ma per il resto rappresenta quanto di peggio la saga abbia avuto da offrirci, senza la benchè minima traccia di qualcosina - non dico cose enormi, ma almeno qualcosina - di nuovo e senza che dunque, lo spettatore, riesca a comprendere bene quale sia il motivo per dare credito a questa pellicola.
"Saw VI - Credi in lui" riparte esattamente dove ci eravamo lasciati con l'episodio precedente: il detective Strahm è morto e Hoffman è sempre più braccato dalla polizia. Appena prima di essere catturato fa in tempo a far partire il suo ultimo piano, quello che vede come vittima William Easton, che tempo prima si era rifiutato di concedere a Jigsaw di partecipare ad un ciclo di cure sperimentali, dover superare quattro prove all'interno di uno zoo per poter rivedere la sua famiglia. Al termine di ogni prova una delle quattro bombe collegate alle sue gambe si disinnescherà e il tutto si tradurrà in qualche modo nella solita, nemmeno particolarmente originale, fiera della tortura. Non che arrivati al sesto capitolo di una saga che ha basato il suo successo su questo ci aspettassimo altro, ma effettivamente si vede come le idee, per lo meno per quel che riguarda la realizzazione di questa pellicola, fossero finite, anche se il settimo capitolo poi rappresenterà, almeno secondo la mia opinione, un leggerissimo passo in avanti.
Il tentativo da parte degli sceneggiatori di tirare le fila riguardanti la vicenda di Jigsaw non va dunque in porto ed è il coinvolgimento dello spettatore davanti a questa pellicola a risentirne principalmente: il tutto avviene in maniera così veloce che è chiaro che non ci si annoi particolarmente, ma non si fa nemmeno in tempo ad appassionarsi alla vicenda, a prendere fiato per riflettere su questo o su quel personaggio, che qui viene irrimediabilmente appiattito, così come appiattito è il protagonista principale di tutti i film, lo stesso Jigsaw nei flashback che lo vedono di nuovo in scena. Hoffman, praticamente il nuovo protagonista di questa seconda trilogia, non ha mai saputo reggere lo schermo come il suo predecessore e in questo sesto capitolo dimostra quanto, forse, sarebbe stato davvero il caso di fermarsi con la morte del protagonista della saga, che rimane nei flashback una delle poche cose buona di questa seconda trilogia.

Voto: 4

giovedì 19 ottobre 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Eccola qua la rubrica delle uscite della settimana, una settimana che, finalmente, ritorna ad essere davvero interessante, con tre film da mettere in risalto facili da scegliere ed altri che potrebbero riservare delle grandi sorprese. Vediamoli come al solito tutti commentati in base ai miei pregiudizi!


Brutti e cattivi di Cosimo Gomez

Il cinema italiano prova a spostarsi su altri generi come aveva fatto benissimo lo scorso anno con "Lo chiamavano Jeeg Robot" e con "Veloce come il vento". In questa commedia action ci sono pure Claudio Santamaria e la rivelazione di "Gomorra - La serie" Marco D'Amore, motivo per cui c'è da ben sperare. Il trailer poi sembra promettere grosse e sincere risate.

La mia aspettativa: 7/10


It di Andres Muschietti


Innanzitutto partiamo da una premessa: non ho mai visto il film per la TV degli anni '90 e da come ne parlano anche i fan del romanzo me ne guardo bene dal farlo, ma soprattutto non ho mai letto il romanzo di Stephen King da cui il film è tratto per via dei miei soliti problemi con l'autore. Eppure sto film, dal trailer e dalle recensioni che arrivano da oltre oceano, sembra essere una vera e propria bomba, in grado di soddisfare anche i fan del romanzo. Per ovvie ragioni a me della fedeltà non me ne frega nulla, ma spero vivamente di trovarmi davanti ad un grande horror. E sarebbe anche ora!

La mia aspettativa: 8/10


La battaglia del sessi di Jonathan Dayton, Valerie Faris

Emma Stone e Steve Carell, adattamento cinematografico della storica partita di tennis avvenuta tra il tennista Bobby Riggs e la tennista Billy Jean King. Sono sempre stato convinto che il tennis sia uno sport molto cinematografico - nonostante i non molti esempi rispetto a calcio e football americano - e questa storia, anche particolarmente importante per motivi extra sportivi, potrebbe rivelarsi davvero interessante da vedere al cinema!

La mia aspettativa: 7/10


Le altre uscite della settimana

Monster Family: Della bambinata della settimana in arrivo dalla Germania mi sa che ne faccio tranquillamente a meno.
Nemesi: Ho visto il trailer di questo film giusto un paio di giorni fa e devo dire che potrebbe, quanto meno, riservarmi delle piacevoli sorprese.
Ritorno in Borgogna: Nella locandina di questo film si vedono tre persone annusare del vino. Io preferisco la birra.
Una donna fantastica: Questa pellicola internazionale mi sa di pesantezza, quindi visto che nelle sale vicino a casa mia difficilmente la proietteranno, direi che non mi sforzerò più di tanto per guardarla.
Veleni: Film drammatico italiano che lascerò a chi ha più voglia di me di impegnarsi.
Vita da giungla: alla ricossa! - Il film: L'altra bambinata della settimana la lascio alla popolazione italiana sotto i dieci anni. Non sia mai che gli tolga posti nelle sale eh!

mercoledì 18 ottobre 2017

Homeland - Stagione 6

Homeland
(serie TV, stagione 6)
Episodi: 12
Creatore: Howard Gordon, Alex Gansa
Rete Americana: Showtime
Rete Italiana: FOX
Cast: Claire Danes, Diego Klattenhoff, Mandy Patinkin, Rupert Friend, Sarita Choudhury, F. Murray Abraham, Elizabeth Marvel
Genere: Drammatico, Thriller


Non posso propriamente considerarmi uno spettatore di "Homeland" della prima ora, ma quasi: recuperai la prima stagione un paio di mesi dopo la sua uscita e da allora ho sempre cercato di seguirla rimanendo in pari, almeno fino alla quinta stagione, dove poi la mancanza di tempo e anche un po' il calo di entusiasmo verso la serie - complice soprattutto la dipartita di Nicholas Brody interpretato da Damian Lewis - hanno preso il sopravvento senza però compromettere mai il disgusto che trovo nel vedere questa serie. Certo, non è che "Homeland" sia una serie piacevole da seguire nel vero senso della parola, anzi, essendo motivo principale del suo successo l'estremo realismo con cui narra vicende ogni anno sempre più attuali ed essendo buona parte dei personaggi e degli eventi decisamente disgustosi, non si può dire che "Homeland" sia una serie piacevole. Eppure rimane, ad oggi, una grande serie proprio per i motivi sopra citati.
Con questa sesta stagione, che io ho recuperato parallelamente alla messa in onda in Italia, si cerca di alzare vertiginosamente il tiro: innanzitutto c'è da dire che gli autori hanno un po' azzardato con la decisione di mettere un presidente degli Stati Uniti donna e dato che la serie è andata in onda a partire da Gennaio - mentre è ambientata nel periodo che va tra le elezioni e l'effettivo insediamento - il tutto sembra un po' stonare. La presidentessa eletta Elizabeth Keane, interpretata da Elizabeth Marvel, però è un osso duro e non sembra essere un personaggio vicino a quelli che sono stati i candidati dello scorso anno: innanzitutto, pur non intendendomene particolarmente di politica americana, appare ben lontana dall'essere trumpiana, così come non mi è sembrata nemmeno particolarmente vicina ad Hillary Clinton come personaggio, ma semplicemente una presidentessa con un'identità ben precisa che appare non volersi avvicinare a nessuno dei due candidati reali ed anzi sembra prendere pregi e difetti di entrambi.
Un'altra cosa che ho particolarmente apprezzato di questa sesta stagione sta nel fatto che l'azione ritorna ad essere quasi interamente ambientata all'interno dei confini statunitensi, con una trama che mette in luce complotti interni alla stessa CIA atti a far cadere, ancora prima del suo inizio, la presidenza della Keane, vista come un personaggio troppo scomodo e inviso ad alcune frange dei servizi segreti americani - ad un personaggio in particolare che si scoprirà nel corso di questa stagione -. Interessantissima è poi l'evoluzione del rapporto che si è formato tra Peter Quinn, interpretato da Rupert Friend, e la protagonista Carrie interpretata dalla solita Claire Danes, che dopo gli eventi del finale della scorsa stagione va verso uno svolgimento sì abbastanza telefonato, ma comunque reso in maniera egregia da attori e sceneggiatori.
Insomma, dopo ben sei anni "Homeland" è una serie che si mantiene su buoni livelli: avrà perso alcuni personaggi interessantissimi e anche un po' di fascino, ma rimane per me un appuntamento praticamente imperdibile nel corso di un'annata.

Voto: 7+
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