giovedì 21 giugno 2018

WEEKEND AL CINEMA!

Altro giro e altro regalo e siamo qui pronti per un altro weekend cinematografico di uscite sì estive, ma delle quali alcune sicuramente interessanti. Come al solito le commentiamo qui in base ai miei pregiudizi!


Obbligo o verità di Jeff Wadlow


Il fatto che uno dei film che metto in evidenza della settimana sia un horror teen e potenzialmente stupidissimo non vi deve ingannare sugli altri film del weekend, alcuni dei quali secondo me meriteranno una visione. Però io per gli horror teen e stupidi - anche se poi dopo la visione mi incazzo - ci vado veramente matto, quindi mi sa che me lo pappo già tra pochi giorni proprio!

La mia aspettativa: 5,5/10


Thelma di Joachim Trier

Arriva anche in Italia, dopo essere uscito in rete qualche tempo fa, il nuovo film di Joachim Trier, a più riprese consigliato da altri colleghi della blogosfera. Ecco, diciamo che Venerdì sera dovrò decidere tra l'horror scemo e il thriller drammatico impegnato. Non sarà facilissimo.

La mia aspettativa: 7/10


Le altre uscite della settimana

Sposami, stupido: Commedia francese leggera leggera che però sembra essere un po' meno stupida di quanto vorrebbe lasciare intendere il titolo.
Big Fish & Begonia: Film d'animazione cinese che, come è ovvio che sia, mi ispira meno di zero.
Dei: Come in ogni buon weekend cinematografico estivo che si rispetti c'è spazio anche per il cinema italiano impegnato che però non guarderà nessuno.
L'affido: C'è spazio anche per il cinema francese impegnato. Io però di voglia di impegnarmi, se non per "Thelma", questa settimana.
Noi siamo la marea: Dalla Germania e dal 2016 arriva un film di fantascienza che sembra essere seriamente interessante!
The Escape: Pellicola britannica dalla quale non so benissimo che cosa aspettarmi. Ci devo pensare un attimo se e quando dar lei un'opportunità.
Toglimi un dubbio: Altro film impegnato, ma che mostra qualche segno di leggerezza, in arrivo dalla Francia. Anche su questo non saprei che cosa pensare.
Una vita spericolata: Commedia italiana con la giovane Matilda De Angelis che penso potrà darmi delle grosse soddisfazioni.

mercoledì 20 giugno 2018

I FAKE REWATCH DI NON C'È PARAGONE #6 - Mediterraneo di Gabriele Salvatores (1991)

"Ecco però "Mediterraneo" non puoi averlo visto. Ha pure vinto un'Oscar come migliore film straniero"
"Perchè, scusa, tu hai visto "Treni strettamente sorvegliati"? Perchè pure quello ha vinto l'Oscar eh..."



Italia 1991
Titolo Originale: Mediterraneo
Regia: Gabriele Salvatores
Sceneggiatura: Enzo Monteleone
Cast: Diego Abatantuono, Claudio Bigagli, Giuseppe Cederna, Ugo Conti, Claudio Bisio, Gigio Alberti, Antonio Catania, Vana Barba, Memo Dini, Vasco Mirandola, Luigi Montini, Irene Grazioli, Alessandro Vivarelli
Durata: 96 minuti
Genere: Commedia, Drammatico


Dopo aver visto qualche anno fa "Marrakech Express" - soprattutto per vedere da cosa era tratta la famosa citazione di "Tre uomini e una gamba" della partita a calcio tra Italia e Marocco - ed averlo particolarmente apprezzato, mi ero ripromesso che avrei, a stretto giro, visto anche gli altri due film che compongono quella che per Gabriele Salvatores è considerata la "Trilogia della fuga", composta appunto da "Marrakech Express", "Turnè" che ancora non ho visto e come ultimo capitolo "Mediterraneo", che poi nel 1992 vinse l'Oscar come miglior film straniero. In questo periodo di mondiali di calcio tutti sono nostalgici del fatto che l'Italia non li stia giocando: sì, devo ammetterlo, un po' mi mancano, ma per me è solo l'occasione per passare delle serate vedendo più film e uno di questi, puntando proprio sul fatto che non ci sia l'Italia ai mondiali, è stato trasmesso da TV8 pochi giorni fa come primo film di un ciclo dedicato al cinema e alla commedia italiana.
Ecco come è andata la mia primissima esperienza con "Mediterraneo", ma ovviamente prima, come al solito, si parte dalla trama. Nel Giugno del 1941, nel pieno della Seconda Guerra Mondiale, otto militari italiani sbarcano su un'isola nel Mar Egeo con l'obiettivo di farne un presidio militare. Tutti senza una vera e propria esperienza militare, tranne il Sergente Maggiore Nicola Lorusso, interpretato da Diego Abatantuono, scoprono presto che l'isola è praticamente deserta, abbandonata dalla popolazione greca dopo una sanguinosa occupazione tedesca. Non appena però la popolazione si accorge che i militari non sono una minaccia, iniziano ad uscire dai propri nascondigli per tentare una collaborazione con loro e anche di stringere amicizia. Questo fatto di approcciare a grandi e anche piccoli classici del cinema mondiale da una parte mi piace - le visioni interessanti di quest'anno sono tante, per questo scremando quelle in partenza meno importanti si può trovare anche del tempo per i grandi recuperi -, mentre dall'altra un po' mi mette a disagio nel momento in cui ne voglio parlare qui sul blog, per l'immensa paura di dire banalità sul film in questione.
"Mediterraneo" mi è sembrato un gran bel film, sin dall'inizio in cui ci vengono presentati i personaggi, che mostrano con ottime interpretazioni, su tutte quelle di Diego Abatantuono, di Claudio Bigagli e Giuseppe Cederna, che mostrano benissimo il disagio di trovarsi in una situazione estremamente più grande di loro, con il solo Lorusso a cercare di tenere le redini di un gruppo eterogeneo e che da un lato non ha minimamente idea di come comportarsi in un contesto bellico, mentre dall'altro mostra tutte le difficoltà di stare in un gruppo con persone estremamente diverse l'una dall'altra. Ma soprattutto in questi otto uomini, che si ritroveranno anni a vivere in questa isola, senza più notizie dai militari italiani che sarebbero dovuti arrivare come ricognizione, c'è il desiderio di fuggire da una realtà italiana in cui il fascismo e la guerra hanno messo la popolazione in ginocchio e la vita nell'isola greca sembra essere per loro un'ancora di speranza.
Il film può essere considerato come una commedia, ma sicuramente non mancano elementi che spingono il pubblico a riflettere e c'è da dire che poche sono le scene in cui si ride veramente, al massimo si sorride, talvolta anche a denti stretti. La ritrovata serenità personale da parte dei componenti del gruppo diventa a tratti estrema amarezza nel desiderio di alcuni, giusto di tornare nella propria patria. Sorprende però un finale in cui colui che si presentava come condottiero per far tornare il gruppetto in Italia e rifondare la nazione, lo ritroviamo ancora in quell'isola greca, ormai vecchio e stanco, assieme all'unica persona che lì era voluta rimanere per stare vicino alla donna amata, proprio perchè alla fine tornati in Italia, a loro non era stato concesso di rifondare proprio nulla.

martedì 19 giugno 2018

Tuo, Simon di Greg Berlanti (2018)

USA 2018
Titolo Originale: Love, Simon
Regia: Greg Berlanti
Sceneggiatura: Elizabeth Berger, Isaac Aptaker
Cast: Nick Robinson, Josh Duhamel, Jennifer Garner, Katherine Langford, Alexandra Shipp, Jorge Lendeborg Jr., Keiynan Lonsdale, Miles Heizer, Logan Miller, Talitha Bateman, Tony Hale, Natasha Rothwell, Drew Starkey, Clark Moore, Joey Pollari, Mackenzie Lintz
Durata: 110 minuti
Genere: Commedia


È da ormai qualche anno che tengo questo blog e che quei pochi lettori che mi leggono ogni giorno sanno che, in qualche modo, sono appassionato di cinema adolescenziale. Non condirò questa mia affermazione con le solite frasi del tipo che ho nostalgia di quell'età, della scuola e che sono stati i momenti più belli della mia vita e che quindi mi piace rivederli, magari in salsa americana - ovvero in una maniera del tutto diversa rispetto a come è qui in Italia -, trasposti nel film e nelle serie TV. Semplicemente, non so bene il perchè, ma i film ambientati al liceo mi piacciono e li guardo sempre con un certo gusto, non è che ci deve essere per forza un motivo. In questa annata però ancora non si era visto al cinema un'esemplare di questo genere, mentre lo scorso anno, forse nello stesso periodo, vidi il carinissimo "17 anni (e come uscirne vivi)", mentre quest'anno ecco che sono qui a parlare di "Tuo, Simon".
Simon, interpretato da Nick Robinson, è un diciassettenne che vive una vita tranquilla assieme alla sua famiglia e ai suoi tre amici Leah, Abby e Nick, rispettivamente interpretati da Hannah Baker Katherine Langford, Alexandra Shipp e Jorge Lendeborg Jr.. La sua vita procede come quella di ogni adolescente all'ultimo anno di liceo, se non fosse che il nostro protagonista ha un enorme segreto, che tiene nascosto a tutti i suoi amici: è gay e da tempo intrattiene conversazioni con un ragazzo misterioso che mantiene il suo stesso segreto. Venendo ricattato dal suo compagno di scuola Martin, interpretato da Logan Miller, che è in possesso di alcuni screenshot delle sue conversazioni con il ragazzo, che si fa chiamare Blue, Simon aiuterà Martin a conquistare Abby, di cui è innamorato da tempo e con la quale non è mai riuscito a farsi avanti.
Per parlare di "Tuo, Simon", bisogna partire da un presupposto secondo me doveroso: dopo tutta una serie di film adolescenziali in cui la missione del protagonista era quella di conquistare la ragazza di turno - girate la questione al femminile che è pure la stessa cosa -, arriva finalmente un teen-movie in qualche modo diverso, che tratta anche il tema del cyberbullismo e dell'omosessualità. Un paio di anni fa un film del genere lo si sarebbe tranquillamente potuto considerare fuori tempo massimo, ma ritorna attuale alla luce delle idee politiche e umane di Donald Trump ma anche, per non andare troppo lontano, quelle di uno dei nostri vicepresidenti del consiglio, tanto per puntare il dito contro altri. C'è anche da dire però che ormai il fatto di essere omosessuali non viene più da tempo visto con un segreto da mantenere o un tabù e una buona percentuale della popolazione mentalmente evoluta si può dire che sia pronta ad accettare il fatto di scoprire che un proprio amico sia gay. Se il modo di affrontare il genere teen è vagamente originale, non lo è il modo di affrontare la tematica dell'omosessualità, che segue più o meno i soliti canoni cinematografici per cui essere omosessuali sarebbe un grosso fardello da portare sulle spalle, lontani anni luce dall'idea di "Chiamami col tuo nome" in cui la storia d'amore omosessuale tra i due protagonisti era vista semplicemente come una storia d'amore, punto e basta.
Di questi film però in qualche modo riesco sempre ad apprezzarne la leggerezza e il modo, a volte sin troppo stereotipato ma comunque sempre piuttosto rassicurante, di narrare le vicende dei ragazzini che ne sono protagonisti, magari apprezzandone anche il ruolo dei genitori, a volte principalmente comico, altre, come in questo caso, estremamente umano ed educativo. È un bene dunque ogni tanto per me guardare film di questo tipo, che sanno sempre come divertirmi e come coinvolgermi, sebbene lo facciano nella maniera più convenzionale e rassicurante possibile: d'altronde quando si guarda una commedia adolescenziale non ci si aspetta di trovarsi nulla di diverso rispetto ai soliti stereotipi sui liceali americani. Chi riuscirà a fare una cosa originale e possibilmente anche bella verrà considerato un vero e proprio maestro. Nel frattempo, per non correre il rischio, preferisco godere anche di questi film che vanno sul sicuro.

Voto: 6,5

lunedì 18 giugno 2018

The Strangers: Prey at Night di Johannes Roberts (2018)



USA 2018
Titolo Originale: The Strangers: Prey at Night
Regia: Johannes Roberts
Sceneggiatura: Bryan Bertino, Ben Ketai
Cast: Christina Hendricks, Bailee Madison, Martin Henderson, Lewis Pullman, Emma Bellomy, Damian Maffei, Preston Sadleir, Sunny Dixit, Lea Enslin
Durata: 85 minuti
Genere: Horror


Dopo aver rivisto per finta "The Strangers", decente home invasion diretto da Bryan Bertino nel 2008 e proclamato da molti come vero cult dell'horror del primo decennio del duemila che io però non ho particolarmente apprezzato, attendevo al varco la visione di "The Strangers: Prey at Night", seguito del già citato film che esce nelle sale con ben dieci anni di distanza rispetto al suo predecessore. Seguito sicuramente non richiesto - la storia del primo film sarebbe autoconclusiva - e che denota anche come lì da quelle parti dove si fanno i film le idee scarseggino alla grande, motivo per cui si tirano fuori seguiti o remake di vari film senza dar loro un vero e proprio costrutto o una vera e propria giustificazione. La saga di "Scream" con il suo "Scream 2" aveva tracciato le regole auree per i sequel tra cui una è quasi sempre stata seguita: uguale al primo, ma di più - come spesso ci tiene a ricordare il mitico Cassidy de "La bara volante", un altro che "The Strangers: Prey at Night" pare proprio non averlo apprezzato moltissimo -. Ecco, in questo caso non solo non è uguale al primo, ma soprattutto non è nemmeno di più e proverò a spiegarne il perchè.
Si parte ovviamente dagli stessi presupposti del film precedente: una famiglia che deve risolvere un conflitto al suo interno, questa volta tra la figlia adolescente Kinsey, interpretata da Bailee Madison, e i genitori Cindy e Mike, rispettivamente interpretati da Christina Hendricks e Martin Henderson, si ritrova a passare un weekend in un prefabbricato isolato di proprietà degli zii. Kinsey e il fratello Luke, interpretato da Lewis Pullman, scoprono per caso che gli zii sono stati torturati e uccisi all'interno di un capanno e, una volta tornati a casa, non riescono a chiamare la polizia perchè i loro cellulari sono stati tutti rotti. All'improvviso bussa alla loro casa una tizia folle che chiede di Tamara e in qualche modo la storia si ripete anche con loro, solo che invece che limitare lo scenario alla sola casa dei protagonisti, la storia si svolge anche all'esterno, un po' come fatto già qualche anno fa in "Anarchia - La notte del giudizio" che non si limitava più ai confini di una casa come il suo predecessore.
Fondamentalmente con questo secondo capitolo di quella che spero non diventerà una saga nel corso dei prossimi anni ho avuto qualche problemino, uno su tutti la lunghissima parte introduttiva, che oltre a svolgersi con una lentezza impressionante, mette subito in luce quanto i nostri protagonisti siano degli imbecilli patentati, come buona parte dei protagonisti dei film horror degli ultimi anni, che non fanno mai una scelta intelligente nemmeno sotto suggerimento. Quando poi l'azione vera e propria incomincia, oramai l'empatia verso la pellicola è compromessa da una prima parte inutile e noiosa e, nonostante ci vengano mostrate delle scene interessanti e qualcuna anche in grado di mettere una certa ansia - ho apprezzato ad esempio il modo in cui sono state girate le sequenze finali - non si riesce a salvare la pellicola nel suo complesso.
Con "The Strangers: Prey at Night" siamo purtroppo davanti ad un film completamente inutile che prende le poche buone idee del predecessore, le sposta in un ambiente più aperto - diminuendone la carica di tensione -, ma soprattutto le gestisce in una maniera così stupida che a un certo punto lo spettatore è portato quasi quasi a fare il tifo per gli assassini, vista l'eccelsa stupidità dei protagonisti. Resta di buono in questo film alcune sequenze finali, davvero ben gestite soprattutto registicamente e l'atmosfera anni '80 che gli è stata data, che in realtà poco ci azzecca con la situazione in cui si trovano i protagonisti, ma quanto meno è fascinosa e la colonna sonora, che si ispira prepotentemente a quelle atmosfere, a suo modo risulta funzionale. Per il resto, purtroppo, rimane poco altro a questa pellicola di cui sicuramente ci dimenticheremo presto... o almeno spero.

Voto: 5

domenica 17 giugno 2018

IL TRAILER DELLA DOMENICA #23 - Halloween

Eccoci qua per il ventitreesimo appuntamento con la rubrica dei trailer e, come preannunciato la scorsa settimana - in cui erano usciti almeno tre trailer interessanti - anche oggi si parla di un horror. Chissà quale sarà?!?



La mia opinione: Della saga di "Halloween", iniziata nel 1978 da John Carpenter, ho visto solamente i primi due film e il primo dei due remake diretti da Rob Zombie e devo dire che li apprezzo particolarmente tutti e tre. Ora però a quanto pare tutti i film della saga verranno buttati via ed ecco che arriva, dopo ben quarant'anni, il sequel diretto di "Halloween - La notte delle streghe", con tanto di ritorno di Jamie Lee Curtis come protagonista. Il trailer trovo sia ottimo, fa semplicemente venire l'acquolina in bocca e i mesi autunnali saranno qualcosa di incredibile per gli appassionati di cinema horror - uscirà anche un altro film di cui è uscito il trailer un paio di giorni fa... -. Però, come ho già detto, non ho visto tutti i film della saga, quindi, facendo uno strappo alla regola, ecco un annuncio per i prossimi mesi anche se non so quando comincerò a fare sul serio.

venerdì 15 giugno 2018

I FAKE REWATCH DI NON C'É PARAGONE #5 - The Strangers di Bryan Bertino (2008)

"Però sono dieci anni che è uscito The Strangers, sta pure uscendo il seguito, non puoi non avere mai visto nemmeno questo... è un cult assurdo!"
"No, ma l'ho visto, è che ho preferito rivederlo per prepararmi per bene alla visione del secondo!"



USA 2008
Titolo Originale: The Strangers
Regia: Bryan Bertino
Sceneggiatura: Bryan Bertino
Cast: Liv Tyler, Scott Speedman, Gemma Ward, Kip Weeks, Laura Margolis, Glenn Howerton
Durata: 84 minuti
Genere: Horror


Torna dopo un po' di settimane la rubrica sui miei fake rewatch, quei film che ho visto tanto tempo fa, ma di cui magicamente non ricordo la trama e nemmeno il minimo dettaglio sui personaggi oppure quei film di cui, dopo una vita, sta per uscire un seguito o un remake e quindi vanno riguardati per la prima volta per arrivare davvero preparati alla visione del secondo. E siccome da un paio di settimane è uscito nelle sale italiane "The Strangers: Prey at Night" ecco l'occasione per fare un finto rewatch di "The Strangers", film diretto e sceneggiato da Bryan Bertino nel 2008 e diventato nel corso di questi anni uno degli home invasion più discussi e apprezzati dal pubblico. Persino da me che non lo avevo mai visto.
Kristen e James, interpretati da Liv Tyler e Scott Speedman, sono di ritorno da un matrimonio e decidono di passare la notte nell'isolata casa di lui. Ora tutti sappiamo che in un film horror passare la notte in una casa isolata non è mai una buona idea e infatti la nottata per i due sarà tutt'altro che tranquilla. Ovviamente i due sposi non se la passano benissimo, stanno vivendo un periodo di crisi dovuta al fatto che tempo prima James aveva chiesto a Kristen di sposarlo, ma lei aveva rifiutato. Come se non bastasse il periodo di crisi tra i due, una ragazza bionda bussa alla loro porta e chiede se Tamara è in casa. Ovviamente i due non sanno da quale uovo di Pasqua sia uscita la ragazza e di Tamara ne sanno quanto io so parlare il sanscrito e la congedano e, come in ogni buon film horror che si rispetti, decidono di non dare peso al fatto che una folle di cui non hanno visto il volto chieda di una ragazza inesistente e decidono di rimanere nella casa isolata tipica dei film horror a subire cose tipiche dei film horror.
La ragazza torna, con altri loschi figuri mascherati, e per la coppia inizierà l'incubo.
Lasciando per un attimo da parte gli scherzi, durante la visione di questo film mi sono chiesto a più riprese che cosa spingesse le persone che conosco a consigliarmelo con così tanta forza: certo, è meglio di moltissimi altri horror visti nel corso di questi ultimi dieci anni, è un home invasion sicuramente ben diretto da Bryan Bertino che ha aperto la strada ad un certo tipo di film horror che negli ultimi anni hanno abbastanza spopolato - in qualche modo si può anche dire che abbia ispirato il primo capitolo de "La notte del giudizio" che poi ha preso tutta un'altra strada -, ha anche delle scene che mettono una certa ansia e fanno spaventare, ma da qui ad essere un cult del genere ce ne passa e ci sono altri lavori che lo hanno preceduto che affrontano lo stesso canovaccio in maniera sicuramente migliore, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura.
A "The Strangers" va dunque il merito, oltre a quelli già citati, di aver in qualche modo aperto le porte dei cinema agli home invasion rivolti ad un pubblico più giovane rispetto ad altri lavori più autoriali usciti prima di lui. Ma da qui a definirlo un cult ce ne passa eccome: è un film carino, che mette un po' d'ansia, ma in realtà nulla di più... e un po' mi spiace per quelli che lo adorano così tanto!

Voto: 6
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