lunedì 13 agosto 2018

Il signore della morte di Rick Rosenthal (1981)


USA 1981
Titolo Originale: Halloween II
Regia: Rick Rosenthal
Sceneggiatura: John Carpenter, Debra Hill
Cast: Jamie Lee Curtis, Donald Pleasence, Charles Cyphers, Jeffrey Kramer, Lance Guest, Pamela Susan Shoop, Hunter von Leer, Dick Warlock, Leo Rossi
Durata: 86 minuti
Genere: Horror


È cominciato solamente la settimana scorsa lo speciale organizzato dal sottoscritto in attesa dell'uscita, che avverrà immagino verso la fine di Ottobre, di "Halloween" diretto da David Gordon Green e seguito diretto di "Halloween" di John Carpenter del 1978, di cui avevo parlato proprio pochi giorni fa. Obiettivamente, viste le importanti rivelazioni sui personaggi di Michael Myers e di Laurie Strode in questo secondo capitolo della saga originale, mi chiedo come il film di imminente uscita possa essere seguito diretto solamente del primo film, cancellando in qualche modo ciò che ci viene detto in questo, però per le risposte a queste domande bisogna aspettare, nel frattempo è bene continuare a godersi la saga originale, di cui "Il signore della morte" era stato anche l'ultimo film visto, se escludiamo i due remake diretti da Rob Zombie.
"Il signore della morte" riparte esattamente da dove era terminato "Halloween", siamo nella notte del 31 Ottobre del 1978 e il dottor Sam Loomis, interpretato da Donald Pleasence, ha appena colpito a morte Michael Myers, interpretato qui da Dick Warlock, e salvato da morte certa Laurie Strode, sempre interpretata da Jamie Lee Curtis che in "Halloween" si era presentata egregiamente al mondo del cinema. Michael Myers è stato colpito a morte da Loomis, ma in qualche modo sembra essere riuscito a scappare e a lasciare dietro di sè ancora qualche morto lungo il viale. Laurie invece viene portata in ospedale, dove viene operata ed anestetizzata e proprio lì in ospedale comincerà ad avere degli strani incubi sul suo passato e sulla sua adozione da parte della famiglia Strode, adozione fino ad allora a lei completamente ignota.
Se con il primo film della saga John Carpenter aveva contribuito in maniera decisiva alla creazione di un vero e proprio genere cinematografico, quello dello slasher, ecco che con "Il signore della morte" si occupa solamente della sceneggiatura, con questo che sarà poi l'ultimo film della saga in cui il regista canadese entrerà in maniera importante nelle fasi produttive. E la sua mano si vede eccome, con un seguito che fortunatamente non si dimentica delle ottime cose fatte nel film che lo ha preceduto, ma anzi, riesce ad ampliare la mitologia sul principale antagonista della vicenda e dà importanti informazioni su quella che è la storia della protagonista dei primi due film. Ed è proprio alla luce della scoperta che in realtà Laurie sarebbe la sorella di Michael Myers che mi chiedo come l'"Halloween" che uscirà tra qualche mese possa essere un seguito diretto del primo capitolo e non di questo secondo.
Detto questo, importanti rivelazioni sulla trama a parte - che poi qualcosa mi dice che saranno anche le ultime e che nei prossimi film, a parte il prossimo in cui Michael Myers non ci sarà nemmeno, sarà semplicemente una dura e pura macellazione -, anche questo "Il signore della morte" risulta godibilissimo per quel che riguarda la narrazione resa ancora più angosciante da quel motivetto composto dallo stesso Carpenter per il precedente film, che ancora una volta si presenta in maniera chirurgica nei momenti più tesi e importanti della pellicola. Se dal punto di vista registico Rick Rosenthal non si inventa nulla di nuovo e non fa altro che prendere quanto di buono fatto da Carpenter nel primo capitolo e riproporlo, è interessante vedere come il livello di sangue si mantenga sempre elevato e, cosa che i film successivi dovranno in qualche modo spiegarmi perchè seriamente, non la so, il perchè Michael Myers sia a tutti gli effetti indistruttibile. Vedremo poi cosa succederà con i prossimi film!

Voto: 7,5

giovedì 9 agosto 2018

WEEKEND AL CINEMA!

Ci stiamo avvicinando al periodo di Ferragosto e anche le uscite cinematografiche risentono estremamente della calura estiva. Cosa c'è di meglio dunque che il solito commento sulle uscite della settimana, che leggeranno in due gatti, mentre io sono al mare in giro per la Puglia? Ecco, beccatevi i miei pregiudizi sui tre film che escono questo Giovedì!


Il tuo ex non muore mai di Susanna Fogel

Mila Kunis pare essersi dedicata, da qualche anno, a quelle commedie a cui si dedicava tempo fa Jennifer Aniston - piuttosto, dove è finita? -. Non so se le due sono gnocche uguali, di uguale c'è la mia voglia di vedere questo tipo di film, nonostante la presenza di gnagna di un certo livello: praticamente pari a zero.

La mia aspettativa: 4/10


Die in One Day - Improvvisa o muori di Eros D'Antona

Dopo l'action horror della scorsa settimana, ecco che ne arriva un altro, che sembra dalla locandina prendere vagamente - ma nemmeno tanto - ispirazione dalla saga de "La notte del giudizio". Dal trailer non sembra poi così malaccio, ma sento un po' quel non so che di amatorialità che non mi convince a fondo e che penso mi terrà lontano dalla visione nelle sale.

La mia aspettativa: 5,5/10


Shark - Il primo squalo di Jon Turteltaub


A dieci giorni dall'uscita del film dell'estate - "The Last Sharknado" ovviamente -, ecco che arriva nelle sale un altro film che gioca chiaramente sul successo della saga trash più bella degli ultimi sei anni, che sta volgendo al termine con il suo ultimo capitolo. Presentissimi Jason Statham e l'idea che questo film possa essere giustamente trash, presente anche da parte mia la speranza che la pellicola non si prenda sul serio e non tenti di analizzare la "Critica della ragion pura".

La mia aspettativa: 4,5/10

martedì 7 agosto 2018

Non ho sonno di Dario Argento (2001)


Italia 2001
Titolo Originale: Non ho sonno
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, Franco Ferrini, Carlo Lucarelli
Cast: Stefano Dionisi, Max Von Sydow, Chiara Caselli, Roberto Zibetti, Paolo Maria Scalondro, Gabriele Lavia, Roberto Accornero, Daniela Fazzolari, Rossella Falk, Barbara Lerici, Guido Morbello, Massimo Sarchielli, Diego Casale, Alessandra Comerio, Robert Camerio, Elena Marchesini, Aldo Massasso, Barbara Mautino, Linda Giumento, Elisabetta Rocchetti, Conchita Puglisi, Brian Ayres, Daniele Angius
Durata: 112 minuti
Genere: Thriller


Con la retrospettiva sui film di Dario Argento iniziata a Gennaio e che a questo punto potrebbe protrarsi fino al prossimo anno visti i ritmi molto blandi che sto tenendo, siamo finalmente arrivati agli anni duemila, quelli da molti considerati della vera e propria fine del regista che avrebbe, con "Il cartaio", "La terza madre" e "Giallo" inanellato una serie di insuccessi commerciali, ma soprattutto di film qualitativamente di livello basso, al limite della follia. Siamo però qui oggi per parlare del primo film diretto da Dario Argento nel nuovo millennio, quel "Non ho sonno" ritenuto da praticamente tutti gli estimatori del regista come l'ultimo suo buon film e il fatto che i film successivi - di cui ho visto solamente "La terza madre" che lasciamo perdere e su cui ci torneremo tra qualche settimana e "Dracula" per cui valgono le stesse considerazioni - siano così bistrattati dà a "Non ho sonno" una certa importanza a questa rassegna: vediamo dunque come sarà andata la mia esperienza con questo film.
La pellicola comincia a Torino, nel 1983: Giacomo Gallo, un ragazzino, assiste all'omicidio della madre, senza riuscire a vedere in volto il suo assassino. È uno degli omicidi del "Nano Assassino", così viene chiamato da anni il killer dai media, sul quale indaga da tempo il commissario Ulisse Moretti, interpretato da Max Von Sydow, fino a quando il presunto assassino, uno scrittore, viene trovato affogato con un colpo di pistola alla testa. La narrazione poi si sposta nel duemila, con due prostitute che vengono misteriosamente uccise per aver raccolto erroneamente una busta di un cliente, contenente foto degli omicidi commessi diciassette anni prima. Si riapre dunque il caso del "Nano", in quanto questi sembra uccidere nella stessa maniera, e ritornerà ad indagare proprio Ulisse Moretti che si rimetterà in contatto con Giacomo Gallo, interpretato da Stefano Dionisi, per risolvere finalmente il caso dell'omicidio di sua madre.
Sarà dunque vero che "Non ho sonno" è stato l'ultimo film bello di Dario Argento? Ecco, questo lo scoprirò più avanti quando guarderò i due film che mi mancano per completare la sua filmografia, c'è però da dire, come premessa, che questo film non è che sia così tanto bello da giustificare questa sua nomea: certo, lo si guarda tranquillamente e in alcune sequenze, soprattutto nella prima parte, sembra proprio di essere ritornati ai primissimi film del regista, quelli in cui ci si divertiva a sperimentare con le inquadrature e quelli in cui ancora non era ritenuto come uno dei maestri dell'horror italiano - appellativo che sicuramente ha fatto sì che, soprattutto quando avanti con la carriera, se la sentisse parecchio -, con atmosfere che sembrano riportare subito a lavori come "L'uccello dalle piume di cristallo" o "4 mosche di velluto grigio", senza raggiungere i livelli ottimi dei suoi capolavori. Io poi con i film di Dario Argento ho un altro piccolo problemino: quelli in cui sono i Goblin a firmare la colonna sonora mi sembrano subito più belli di quello che poi sono realmente. Il loro è un binomio indissolubile e la loro musica nei suoi film porta subito agli inizi della carriera, quando arrivò la notorietà grazie a quei due capolavori di "Profondo rosso" e di "Suspiria".
Tutto abbastanza carino a livello registico quand'ecco che però arrivano i punti veramente dolenti: al sangue che sgorga a fiumi - sempre visto come mezzo per esprimere arte - non si alterna una sceneggiatura di livello. Sceneggiatura che è sempre stata una delle cose su cui Dario Argento ha posto meno attenzione, solo che laddove ciò che non quadrava in essa veniva sostituito nei vecchi film da un'ammirazione totale per le immagini artisticamente perfette che il regista sapeva creare, qui, essendo un po' tutto in proporzioni minori rispetto ai fati, i vari buchi nella sceneggiatura non vengono coperti da una regia splendida, ma solamente buona. E la trama di questo film, non posso farci niente, non mi convince soprattutto per come si evolve nella sua seconda parte, tirando fuori assurdità una dietro l'altra che spezzano il ritmo e non danno allo spettatore la possibilità di comprendere. Insomma, quello che sarebbe l'ultimo film bello di Dario Argento a quanto pare potrebbe essere il meno peggio, in teoria, un film guardabile, ma sicuramente non un film bello nel vero senso della parola.

Voto: 6

lunedì 6 agosto 2018

Halloween - La notte delle streghe di John Carpenter (1978)


Il 19 Ottobre corrente anno uscirà negli Stati Uniti - e penso a stretto raggio anche in Italia - "Halloween" diretto da David Gordon Green. Quale migliore occasione dunque per farne uno speciale che, vista l'enorme mole di film appartenenti alla saga, film apocrifi che sono stati inseriti nella timeline e chi più ne ha più ne metta, ancora non so per quanto si protrarrà - ed è anche uno dei motivi per cui lo speciale lo sto cominciando con qualche mese di anticipo -? Dunque benvenuti, si parte ovviamente dall'inizio ed ecco a voi il banner - che ho fatto io con le mie """"immense"""" doti di grafico - che ci accompagnerà in questa rassegna!



USA 1971
Titolo Originale: Halloween
Regia: John Carpenter
Sceneggiatura: John Carpenter, Debra Hill
Cast: Donald Pleasence, Jamie Lee Curtis, Nancy Loomis, P.J. Soles, Nick Castle, Tony Moran, Charles Cyphers, Kyle Richards, Brian Andrews, John Michael Graham, Nancy Stephens, Arthur Malet, Will Sandin
Durata: 91 minuti
Genere: Horror


Una delle mie più grosse lacune cinematografiche è il cinema di John Carpenter. Attenzione, suoi fan, non ho detto che non ho visto proprio nessuno dei suoi film, ma ne ho visti pochi rispetto alla sua produzione cinematografica, probabilmente nemmeno quelli più importanti - così a memoria ricordo di aver visto questo "Halloween - La notte delle streghe" che ho da poco rivisto per questa rassegna, "1997: Fuga da New York", "Grosso guaio a Chinatown", "La cosa" e "Essi vivono" -, mentre molti dei suoi lavori mi mancano. Sono colpevole, lo so, forse potrebbe essere uno dei buoni propositi per il 2019 - proposito che mi sto ponendo con larghissimo anticipo - recuperarmi tutti i suoi film, e magari farne una rassegna su questo blog... strizzo l'occhio sinistro (il destro non sono capace) in maniera ammiccante. Però oggi siamo qui per parlare di "Halloween - La notte delle streghe", il primo capitolo della saga di "Halloween", precursore in qualche modo del genere slasher, che ha presentato al mondo per la prima volta il personaggio di Michael Myers.
Michael Myers, in questo film interpretato da Nick Castle quando ha la maschera e da Tony Moran quando non la porta, è recluso al manicomio di Smith's Grove dal 1963, quando all'età di sei anni uccise a coltellate la sorella. Quindici anni dopo, approfittando di un trasferimento, riesce a fuggire e il dottor Sam Loomis, interpretato da Donald Pleasence, intuisce subito che si sta dirigendo ad Haddonfield, sua città natale, prendendo di mira la giovane Laurie Strode, interpretata da un'esordiente e allora praticamente sconosciuta Jamie Lee Curtis, e le sue amiche, che pedina mentre tornano da scuola. Ponendosi come capostipite del genere slasher e ispirandosi a "Psycho", con questo film John Carpenter riesce in qualche modo, probabilmente senza volerlo, a dettare delle regole che verranno poi seguite da altri film slasher successivi.
Pur avendo respinto a più riprese la lettura di una parte della critica che vedeva il film come una critica sociale alla bassa moralità dei ragazzi negli anni settanta, mentre la protagonista e unica a salvarsi è apparentemente casta e pura, "Halloween - La notte delle streghe" presenta in maniera effettiva questo elemento, che a questo punto non ci è dato sapere se sia una cosa voluta o meno dallo stesso regista. Gli omicidi di Michael Myers vengono a tutti gli effetti attuati mentre i personaggi stanno facendo sesso o comunque stanno per avvicinarsi all'atto sessuale, con alcuni di essi che, come buoni protagonisti di un horror, mostrano anche estrema stupidità nell'affrontare il loro assassino, vedi ad esempio la scena in cui Michael Myers si presenta in camera da letto con addosso un lenzuolo a modi fantasma con due buchi per gli occhi.
Celeberrima, e sicuramente ispirata a quella di "Profondo rosso" che a sua volta appare come una variazione sul tema de "L'esorcista", è la colonna sonora, entrata di diritto nella storia della cinematografia mondiale e composta dallo stesso Carpenter che in seguito dichiarò di essere abile a suonare qualsiasi tipo di tastiera senza saper leggere o scrivere uno spartito musicale. Pazzesca poi l'idea di mostrare, anche se non per la prima volta nella storia del cinema ma quanto meno per una delle prime volte in cui fu usata in maniera così insistente, gli atti omicidi di Michael Myers attraverso la sua stessa visuale. "Halloween - La notte delle streghe" non è dunque un semplice divertissement horror, ma un film che mostra un'idea di cinema ben precisa che il regista vuole trasmettere attraverso delle tecniche per l'epoca innovative e una sceneggiatura che, nonostante l'apparente semplicità di fondo, è riuscita a diventare una vera e propria linea guida per chiunque abbia tentato di girare un film slasher dopo di questo.

Voto: 8

domenica 5 agosto 2018

IL TRAILER DELLA DOMENICA #30 - Slender Man

Trentesimo appuntamento per la rubrica che è stata inaugurata all'inizio di quest'anno e che ogni settimana propone il mio commento non richiesto sul trailer di un film di prossima uscita. Stavolta tocca ancora ad un horror, su una delle figure mostruose più interessanti che, clamorosamente, ancora non aveva avuto un film dedicato!



La mia opinione: Un trailer bello, spaventoso e che preannuncia anche scene un po' raccapriccianti, per un film che però, a poco più di un mese dalla sua uscita, ancora non è stato particolarmente pubblicizzato: gli appassionati di cinema horror lo attendono, soprattutto per le leggende legate allo Slender Man, forse però a non attenderlo per nulla è il cosiddetto pubblico occasionale, quello che va al cinema per fare caciara e per dire che "Hereditary" è un film lento e stupido. E dire che da un film come questo io non so bene perchè mi sarei aspettato, con una maggiore pubblicità, proprio un pubblico del genere. Invece il trailer sembra preannunciare un film di buona qualità che potrebbe soddisfare anche coloro che all'horror non sono particolarmente avvezzi. Sarà davvero così? Continuo a pensare che la pellicola potrebbe deludere con una certa facilità, però un po' ci spero.

venerdì 3 agosto 2018

Blade: Trinity di David S. Goyer (2004)



USA 2004
Titolo Originale: Blade: Trinity
Regia: David S. Goyer
Sceneggiatura: David S. Goyer
Cast: Wesley Snipes, Jessica Biel, Ryan Reynolds, Kris Kristofferson, Dominic Purcell, Parker Posey, John Michael Higgins, Natasha Lyonne, Mark Berry, Callum Keith Rennie, Triple H, Michael Anthony Rawlins, James Remar, Paul Anthony, Patton Oswalt, Françoise Yip, Haili Page, Ron Selmour
Durata: 121 minuti
Genere: Azione, Supereroi, Horror


Si conclude oggi lo specialino dedicato alla trilogia dedicata al vampiro diurno più famoso delle pagine della Marvel. Specialino che si è aperto un paio di settimane fa con la recensione di "Blade" e che è proseguito la scorsa settimana con "Blade II" e che oggi termina con "Blade: Trinity", film ritenuto da tutti, e sicuramente a ragione, il peggiore della trilogia. Dopo aver amato il primo film e ancora di più il secondo, dunque è arrivato il momento di parlare dello scontro finale, quello con il vampiro dei vampiri, quello in cui il nostro protagonista entra in contatto con l'esemplare per eccellenza della specie a cui appartiene. E il risultato quale è stato? Uhm, ecco, non nascondo che all'epoca della sua uscita mi piacque abbastanza pure questo, solo che ora, rivedendolo, mi tocca per forza di cose ammettere che sia invecchiato piuttosto male e che alcune cose sembrano proprio non funzionare.
Riusciti ad incastrare e fare arrestare Blade, ancora una volta interpretato da Wesley Snipes, per l'omicidio di un essere umano, al momento del suo arresto il suo amico e mentore Abraham Whistler, ancora interpretato da Kris Kristofferson, si fa esplodere, per non fare scoprire tutti i suoi segreti agli agenti dell'FBI. Nel frattempo i vampiri, capitanati da Danica Talos, interpretata da Parker Posey, per sconfiggerlo, sono riusciti a risvegliare il progenitore della loro specie, Dracula o Drake come si fa chiamare in questo film, interpretato da Dominic Purcell, grazie al quale sperano anche di poter diventare tutti dei vampiri diurni. Da una parte il risveglio del primo vampiro non ha gli effetti sperati, in quanto questi si è isolato dal resto del mondo proprio per un disprezzo verso come la sua specie si è evoluta, mentre dall'altra Blade viene liberato dai Nightstalkers, capitanati da Hannibal King e Abigail Whistler - figlia illegittima di Abraham -, interpretati rispettivamente da Ryan Reynolds e Jessica Biel, una cellula di combattenti anti-vampiri.
Prima che un film non propriamente riuscito, "Blade: Trinity" fu un vero e proprio flop al botteghino, che costrinse sia la Marvel sia alcuni suoi interpreti a rivedere i propri piani nell'industria cinematografica: Triple H - sì, signori, il wrestler - vide la sua carriera cinematografica finire ancora prima di iniziarew, David S. Goyer, dopo i due ottimi lavori come sceneggiatore dei primi due capitoli, viene chiamato a dirigere e ne risulta un mezzo fallimento, il progetto su uno spin-off intitolato "Nightstalkers" - annunciato ancora prima dell'uscita di questo ultimo capitolo - si arenò malamente e come se non bastasse Wesley Snipes, come protesta per il suo "povero" compenso, non disdegnava una, due, tre, quattro o dieci cannette tra una ripresa e l'altra. Il risultato però, come detto, visto con gli occhi di un quattordicenne che vuole il sangue, l'azione e possibilmente anche la gnocca - Jessica Biel era in un periodo in cui era ancora parecchio sexy, mentre ora la trovo peggiorata e di parecchio anche! -, all'epoca non mi aveva deluso, anzi mi aveva particolarmente soddisfatto, pur non raggiungendo gli ottimi livelli di soddisfazione del secondo capitolo.
Mi soddisfò perchè era tamarro il giusto, perchè da appassionato della serie "Prison Break" poi la produzione mi aveva conquistato con la chiamata a Dominic Purcell, che però nelle vesti di Dracula mi è parso quanto mai fuori luogo e spaesato e anche perchè i combattimenti sono portati al limite dell'estremo e la cosa mi fece abbastanza godere. È però innegabile quanto in solo quattordici anni il film sia invecchiato in maniera inesorabile: innanzitutto ci sono proprio un paio di errori tecnici evitabilissimi, dei green screen piattissimi che si vedono proprio ad occhio nudo, mentre in secondo luogo sono sia i Nightstalkers - se penso che volevano pure farci un film ringrazio che il film abbia avuto così poco successo - sia il modo in cui viene reso Dracula - con tanto di finale buonista e che accontenta tutti in pieno stile Disney quando ancora non possedeva i Marvel Studios - non convincono per nulla e non bastano di certo delle ottime scene d'azione a risollevare le sorti del film.
Insomma, come molte altre trilogie anche questa si chiude nella maniera forse peggiore possibile, ma nemmeno così disastrosa da far rimpiangere o rovinare i suoi due predecessori: d'altronde è anche grazie a loro se la visione del terzo capitolo, nonostante non sia un buon film, mi soddisfa un minimo ancora oggi.

Voto: 5,5
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