lunedì 18 giugno 2018

The Strangers: Prey at Night di Johannes Roberts (2018)



USA 2018
Titolo Originale: The Strangers: Prey at Night
Regia: Johannes Roberts
Sceneggiatura: Bryan Bertino, Ben Ketai
Cast: Christina Hendricks, Bailee Madison, Martin Henderson, Lewis Pullman, Emma Bellomy, Damian Maffei, Preston Sadleir, Sunny Dixit, Lea Enslin
Durata: 85 minuti
Genere: Horror


Dopo aver rivisto per finta "The Strangers", decente home invasion diretto da Bryan Bertino nel 2008 e proclamato da molti come vero cult dell'horror del primo decennio del duemila che io però non ho particolarmente apprezzato, attendevo al varco la visione di "The Strangers: Prey at Night", seguito del già citato film che esce nelle sale con ben dieci anni di distanza rispetto al suo predecessore. Seguito sicuramente non richiesto - la storia del primo film sarebbe autoconclusiva - e che denota anche come lì da quelle parti dove si fanno i film le idee scarseggino alla grande, motivo per cui si tirano fuori seguiti o remake di vari film senza dar loro un vero e proprio costrutto o una vera e propria giustificazione. La saga di "Scream" con il suo "Scream 2" aveva tracciato le regole auree per i sequel tra cui una è quasi sempre stata seguita: uguale al primo, ma di più - come spesso ci tiene a ricordare il mitico Cassidy de "La bara volante", un altro che "The Strangers: Prey at Night" pare proprio non averlo apprezzato moltissimo -. Ecco, in questo caso non solo non è uguale al primo, ma soprattutto non è nemmeno di più e proverò a spiegarne il perchè.
Si parte ovviamente dagli stessi presupposti del film precedente: una famiglia che deve risolvere un conflitto al suo interno, questa volta tra la figlia adolescente Kinsey, interpretata da Bailee Madison, e i genitori Cindy e Mike, rispettivamente interpretati da Christina Hendricks e Martin Henderson, si ritrova a passare un weekend in un prefabbricato isolato di proprietà degli zii. Kinsey e il fratello Luke, interpretato da Lewis Pullman, scoprono per caso che gli zii sono stati torturati e uccisi all'interno di un capanno e, una volta tornati a casa, non riescono a chiamare la polizia perchè i loro cellulari sono stati tutti rotti. All'improvviso bussa alla loro casa una tizia folle che chiede di Tamara e in qualche modo la storia si ripete anche con loro, solo che invece che limitare lo scenario alla sola casa dei protagonisti, la storia si svolge anche all'esterno, un po' come fatto già qualche anno fa in "Anarchia - La notte del giudizio" che non si limitava più ai confini di una casa come il suo predecessore.
Fondamentalmente con questo secondo capitolo di quella che spero non diventerà una saga nel corso dei prossimi anni ho avuto qualche problemino, uno su tutti la lunghissima parte introduttiva, che oltre a svolgersi con una lentezza impressionante, mette subito in luce quanto i nostri protagonisti siano degli imbecilli patentati, come buona parte dei protagonisti dei film horror degli ultimi anni, che non fanno mai una scelta intelligente nemmeno sotto suggerimento. Quando poi l'azione vera e propria incomincia, oramai l'empatia verso la pellicola è compromessa da una prima parte inutile e noiosa e, nonostante ci vengano mostrate delle scene interessanti e qualcuna anche in grado di mettere una certa ansia - ho apprezzato ad esempio il modo in cui sono state girate le sequenze finali - non si riesce a salvare la pellicola nel suo complesso.
Con "The Strangers: Prey at Night" siamo purtroppo davanti ad un film completamente inutile che prende le poche buone idee del predecessore, le sposta in un ambiente più aperto - diminuendone la carica di tensione -, ma soprattutto le gestisce in una maniera così stupida che a un certo punto lo spettatore è portato quasi quasi a fare il tifo per gli assassini, vista l'eccelsa stupidità dei protagonisti. Resta di buono in questo film alcune sequenze finali, davvero ben gestite soprattutto registicamente e l'atmosfera anni '80 che gli è stata data, che in realtà poco ci azzecca con la situazione in cui si trovano i protagonisti, ma quanto meno è fascinosa e la colonna sonora, che si ispira prepotentemente a quelle atmosfere, a suo modo risulta funzionale. Per il resto, purtroppo, rimane poco altro a questa pellicola di cui sicuramente ci dimenticheremo presto... o almeno spero.

Voto: 5

domenica 17 giugno 2018

IL TRAILER DELLA DOMENICA #23 - Halloween

Eccoci qua per il ventitreesimo appuntamento con la rubrica dei trailer e, come preannunciato la scorsa settimana - in cui erano usciti almeno tre trailer interessanti - anche oggi si parla di un horror. Chissà quale sarà?!?



La mia opinione: Della saga di "Halloween", iniziata nel 1978 da John Carpenter, ho visto solamente i primi due film e il primo dei due remake diretti da Rob Zombie e devo dire che li apprezzo particolarmente tutti e tre. Ora però a quanto pare tutti i film della saga verranno buttati via ed ecco che arriva, dopo ben quarant'anni, il sequel diretto di "Halloween - La notte delle streghe", con tanto di ritorno di Jamie Lee Curtis come protagonista. Il trailer trovo sia ottimo, fa semplicemente venire l'acquolina in bocca e i mesi autunnali saranno qualcosa di incredibile per gli appassionati di cinema horror - uscirà anche un altro film di cui è uscito il trailer un paio di giorni fa... -. Però, come ho già detto, non ho visto tutti i film della saga, quindi, facendo uno strappo alla regola, ecco un annuncio per i prossimi mesi anche se non so quando comincerò a fare sul serio.

venerdì 15 giugno 2018

I FAKE REWATCH DI NON C'É PARAGONE #5 - The Strangers di Bryan Bertino (2008)

"Però sono dieci anni che è uscito The Strangers, sta pure uscendo il seguito, non puoi non avere mai visto nemmeno questo... è un cult assurdo!"
"No, ma l'ho visto, è che ho preferito rivederlo per prepararmi per bene alla visione del secondo!"



USA 2008
Titolo Originale: The Strangers
Regia: Bryan Bertino
Sceneggiatura: Bryan Bertino
Cast: Liv Tyler, Scott Speedman, Gemma Ward, Kip Weeks, Laura Margolis, Glenn Howerton
Durata: 84 minuti
Genere: Horror


Torna dopo un po' di settimane la rubrica sui miei fake rewatch, quei film che ho visto tanto tempo fa, ma di cui magicamente non ricordo la trama e nemmeno il minimo dettaglio sui personaggi oppure quei film di cui, dopo una vita, sta per uscire un seguito o un remake e quindi vanno riguardati per la prima volta per arrivare davvero preparati alla visione del secondo. E siccome da un paio di settimane è uscito nelle sale italiane "The Strangers: Prey at Night" ecco l'occasione per fare un finto rewatch di "The Strangers", film diretto e sceneggiato da Bryan Bertino nel 2008 e diventato nel corso di questi anni uno degli home invasion più discussi e apprezzati dal pubblico. Persino da me che non lo avevo mai visto.
Kristen e James, interpretati da Liv Tyler e Scott Speedman, sono di ritorno da un matrimonio e decidono di passare la notte nell'isolata casa di lui. Ora tutti sappiamo che in un film horror passare la notte in una casa isolata non è mai una buona idea e infatti la nottata per i due sarà tutt'altro che tranquilla. Ovviamente i due sposi non se la passano benissimo, stanno vivendo un periodo di crisi dovuta al fatto che tempo prima James aveva chiesto a Kristen di sposarlo, ma lei aveva rifiutato. Come se non bastasse il periodo di crisi tra i due, una ragazza bionda bussa alla loro porta e chiede se Tamara è in casa. Ovviamente i due non sanno da quale uovo di Pasqua sia uscita la ragazza e di Tamara ne sanno quanto io so parlare il sanscrito e la congedano e, come in ogni buon film horror che si rispetti, decidono di non dare peso al fatto che una folle di cui non hanno visto il volto chieda di una ragazza inesistente e decidono di rimanere nella casa isolata tipica dei film horror a subire cose tipiche dei film horror.
La ragazza torna, con altri loschi figuri mascherati, e per la coppia inizierà l'incubo.
Lasciando per un attimo da parte gli scherzi, durante la visione di questo film mi sono chiesto a più riprese che cosa spingesse le persone che conosco a consigliarmelo con così tanta forza: certo, è meglio di moltissimi altri horror visti nel corso di questi ultimi dieci anni, è un home invasion sicuramente ben diretto da Bryan Bertino che ha aperto la strada ad un certo tipo di film horror che negli ultimi anni hanno abbastanza spopolato - in qualche modo si può anche dire che abbia ispirato il primo capitolo de "La notte del giudizio" che poi ha preso tutta un'altra strada -, ha anche delle scene che mettono una certa ansia e fanno spaventare, ma da qui ad essere un cult del genere ce ne passa e ci sono altri lavori che lo hanno preceduto che affrontano lo stesso canovaccio in maniera sicuramente migliore, soprattutto dal punto di vista della sceneggiatura.
A "The Strangers" va dunque il merito, oltre a quelli già citati, di aver in qualche modo aperto le porte dei cinema agli home invasion rivolti ad un pubblico più giovane rispetto ad altri lavori più autoriali usciti prima di lui. Ma da qui a definirlo un cult ce ne passa eccome: è un film carino, che mette un po' d'ansia, ma in realtà nulla di più... e un po' mi spiace per quelli che lo adorano così tanto!

Voto: 6

giovedì 14 giugno 2018

WEEKEND AL CINEMA!

Siamo ufficialmente entrati in quel periodo dell'anno in cui i cinema italiani puntano sempre meno sulle uscite di qualità e cercano di vivere di inerzia su una sola uscita cinematografica interessante al mese e pochi film veramente meritevoli. Dei dieci che escono oggi, infatti, me ne interessano, seppur molto moderatamente, solamente due. Tutti però, come al solito, verranno commentati in base ai miei pregiudizi!!!


Pitch Perfect 3 di Trish Sie


Terzo e forse conclusivo film della saga di "Pitch Perfect", dedicata ad un gruppo di canto a cappella che con il suo primo capitolo, nel pieno del periodo in cui "Glee" stava avendo un enorme successo, aveva saputo sorprendermi con il suo stile fresco e divertente. Il secondo pure me lo sono guardato con piacere, ma non è che sentissi proprio bisogno di un terzo capitolo in questo preciso momento. Staremo a vedere come sarà l'andazzo.

La mia aspettativa: 6/10


La stanza delle meraviglie di Todd Haynes

Tratto dall'omonimo romanzo illustrato - che manco a dirlo non ho letto -, la trasposizione cinematografica della storia di due bambini nati sordi a distanza di cinquant'anni l'uno dall'altro, ma dalle vite collegate più di quanto si potrebbe pensare, potrebbe affascinarmi e soddisfarmi, senza che però ci sia la possibilità di trovarsi davanti al miracolo cinematografico di questo 2018.

La mia aspettativa: 6,5/10


Le altre uscite della settimana

211 - Rapina in corso: Nicholas Cage protagonista di un film sulla storia della rapina che ha per sempre cambiato il modo di affrontare le trattative della polizia di Los Angeles. Sembra la solita porcatona.
A Quiet Passion: Penso che non potrei reggere un film su Emily Dickinson
Blue Kids: Pellicola italiana su due fratelli protagonisti di una storia d'amore e di vendetta. A leggerla così potrebbe non ispirare nulla di buono, però ho l'impressione che sia meno male di quanto si potrebbe pensare.
Due piccoli italiani: Road movie all'italiana che volendo può essere adatta per una visione spensierata. Non lo escludo dalle mie visioni a prescinedere.
Macbeth neo film opera: Ecco no, di un nuovo film su "Macbeth" dopo quello noiosissimo con Michael Fassbender, non ne sentivo proprio il bisogno.
Mary e il Fiore della Strega: Arriva nei cinema italiani l'eredità del cofondatore dello Studio Ghibli Hiromasa Yonebayashi. Spero di riuscire a vederlo al cinema.
Ogni giorno: Film romantico dalla trama interessante e dai presupposti fantasy. Forse potrebbe fare al caso mio, ma non so quante siano le possibilità di vederlo, per me.
Ulysses: A Dark Odissey: Ecco io un film italiano con Danny Glover proprio non penso di farcela a reggerlo, il problema è che questo potrebbe essere uno di quei film con cui il regista italiano tenta di sperimentare qualcosa di nuovo per il cinema nazionale. Insomma, un pochino ci spero che il film sia carino.

mercoledì 13 giugno 2018

Trauma di Dario Argento (1993)




Italia, USA 1993
Titolo Originale: Trauma
Regia: Dario Argento
Sceneggiatura: Dario Argento, T.E.D. Klein
Cast: Piper Laurie, Asia Argento, Frederic Forrest, Christopher Rydell, Laura Johnson, James Russo, Hope Alexander-Willis, Sharon Barr, Ira Belgrade, Brad Dourif, Dominique Serrand, Isabell Monk, Cory Garvin, Terry Perkins, Tony Saffold, Peter Moore, Lester Purry, David Chase, Jacqui Kim, Rita Vassallo, Stephen D'Ambrose, Bonita Parsons, Gregory Beech, Kevin Dutcher, Kathy Quirk, E.A. Violet Boor, Les Exodus, Onesmo Kibira, Innocent Mafalingundi, Charles Petrus, Lance Pollonais, Fiore Argento
Durata: 105 minuti
Genere: Thriller


Dopo aver visto "Due occhi diabolici", film ad episodi che segnava una ulteriore collaborazione con George A. Romero dopo aver partecipato al montaggio della versione italiana di "Zombi", ecco che entriamo nel vivo della produzione di Dario Argento per quel che riguarda gli anni novanta, quelli che, secondo molti critici, hanno segnato l'inizio del declino del regista. Personalmente non posso dire la stessa cosa, semplicemente perchè, dopo "Phenomena" del 1985, non avevo visto nessuno dei film del regista fino a "La terza madre" del 2007, quindi la produzione argentiana degli anni novanta e quella dei primi anni duemila la sto esplorando ora per questo speciale e andrò avanti ad esplorarla nel corso delle prossime settimane, per portare a termine questa infinita rassegna e magari iniziarne subito un'alta - fa l'occhiolino e ammicca prepotentemente alla telecamera -.
Siamo dunque arrivati a "Trauma", film che segna la prima collaborazione del regista con la figlia Asia Argento, per la quale sinceramente non ho mai capito cosa, a parte l'ovvio amore paterno, ci abbia visto per quel che riguarda le sue doti come attrice. Ma la cosa ancora più strana e che fatico a spiegarmi è il fatto che la ragazza abbia pure fatto una discreta carriera negli anni successivi e per capire questa cosa mi appello a qualcuno, se dovesse esistere, che pensa sia una brava attrice, per spiegarmi cosa possa spingere ad un'affermazione del genere. La protagonista del film è Aura Petrescu, interpretata da Asia Argento, figlia di due medium professionisti che, durante una seduta spiritica, vede i suoi genitori fuggire nel bosco. Nel seguirli scorgerà le fattezze di un assassino che tiene nelle mani le teste della madre e del padre e disperata, decide di suicidarsi lanciandosi da un ponte. Verrà però salvata da un giovane che comincerà a prendersi cura di lei come se fosse una sorella.
Siamo di nuovo davanti ad un Dario Argento che si dedica al genere thriller e lo fa ancora una volta seguendo quello che è lo schema più classico dei suoi film, ovvero far condurre le indagini sugli omicidi a persone che ne vengono coinvolte direttamente, ma che non sono persone del mestiere. Altra questione che ritorna come nei suoi primi film è il fatto di far credere allo spettatore determinate cose nella prima scena - la morte dei due genitori - per poi ribaltarle totalmente in un finale con un gran colpo di scena che fa capire allo spettatore di aver avuto la risposta davanti agli occhi sin dall'inizio, ma non è riuscito a vederla perchè concentrato su altro - l'assassino è in realtà la madre di Aura e no, questo non è spoiler perchè se sono passati più di cinque anni non è spoiler -. È interessante anche l'atmosfera che il regista crea per tutta la durata del film e azzeccata mi è sembrata anche la colonna sonora composta da Pino Donaggio, scelto al posto dei Goblin perchè più noto al pubblico americano e già aveva composto colonne sonore per film di Brian De Palma.
Il tutto ovviamente è in tono molto minore rispetto ai suoi più grandi lavori, ma personalmente devo dire che, a parte qualche scelta un po' infelice e che a volte cade nel trash e nell'eccesso smodato, mi è piaciuto sicuramente più di "Opera", con la sola differenza che in "Opera" l'attrice protagonista sapeva come stare in scena e la sua recitazione era credibile, mentre Asia Argento si lascia andare troppo spesso a smorfie insensate e ha per tutto il tempo un modo di recitare che enfatizza ogni sua battuta, cosa che personalmente detesto da parte di qualsiasi attore. Non avendo visto gli altri film degli anni novanta di Dario Argento ora la domanda sorge spontanea: ma davvero sarà tutto un disastro da qui in avanti? Beh, nel corso delle prossime settimane vedremo cosa ha fatto il regista di così scandaloso nel corso del mio primo decennio di vita!

Voto: 6,5

martedì 12 giugno 2018

The Fall - Stagioni 1, 2 e 3



The Fall
(serie TV, stagioni 1, 2 e 3)
Episodi: 17 (stagione 1: 5; stagione 2: 6; stagione 3: 6)
Creatore: Allan Cubitt
Rete Britannica: BBC Two, RTE One
Rete Italiana: Sky Atlantic, Rai 4
Cast: Gillian Anderson, Jamie Dornan, John Lynch, Laura Donnelly, Bronaugh Waugh, Michael McElhatton, Ben Peel, Frank McCusker, Aisling Franciosi, Colin Morgan
Genere: Thriller, Drammatico


Nella ricerca di qualche serie TV completa da vedere, mi sono imbattuto in questa "The Fall", andata in onda in Gran Bretagna su BBC Two tra il 2013 e il 2016 e arrivata in Italia su Sky Atlantic con un anno secco di delay rispetto alla messa in onda originale. Non so bene cosa mi abbia attratto prima della visione, dato che comunque un'occhiata alla trama gliela dò sempre prima di cominciare una serie, soprattutto se terminata, fatto sta che nel giro di qualche settimana sono riuscito a recuperare tutte e tre le brevi stagioni di questa serie televisiva britannica e ne sono rimasto abbastanza soddisfatto. C'è da dire anche che, pur avendo le singole stagioni una conclusione netta che apre alla stagione successiva, in questo caso preferisco trattare la serie nella sua interezza proprio perchè ogni singolo episodio è importante per lo sviluppo della storia e mi verrebbe più difficile trattare le stagioni singolarmente.
La serie è ambientata in Irlanda del Nord, dove la polizia sta indagando, senza successo, su alcuni casi di omicidi ai danni di giovani donne, che vengono soffocate e poi messe in posa da un misterioso serial killer. Dopo ben ventotto giorni di ricerche infruttuose, arriva a Belfast la sovrintendente Stella Gibson, interpretata da Gillian Anderson, il cui contributo servirà per fermare definitivamente Paul Spector, interpretato da Jamie Dornan - in questa serie lo spettatore è onnisciente e sa fin dall'inizio chi è il serial killer -, che nel frattempo sta continuando a colpire la polizia e l'opinione pubblica uccidendo un'altra giovane donna in carriera e tentando un ulteriore omicidio.
In una serie televisiva in cui lo spettatore sa già praticamente tutto ciò che dovrebbe sapere, persino l'identità del colpevole, ad interessare maggiormente sono da un lato le tecniche investigative che vengono messe in atto per scovare l'assassino seriale, mentre dall'altro l'intero apparato umano che viene coinvolto da questa vicenda. Quasi tutti i personaggi che entrano in gioco sono ben caratterizzati, Stella Gibson come donna forte e tutta d'un pezzo, interpretata da una Gillian Anderson che ancora sta seguendo corsi per imparare a fare una seconda espressione, mentre Paul Spector come amorevole padre di famiglia con un passato oscuro e un'ossessione malata per i corpi femminili, interpretato da un ottimo Jamie Dornan che di lì a poco sarebbe diventato il sex symbol protagonista della saga di "Cinquanta sfumature di grigio" - di cui mi sono risparmiato sia il secondo sia il terzo capitolo -.
Anche i personaggi secondari, comunque fondamentali per la vicenda, sono interessanti e ben sviluppati anche se alla fine su di loro non è che venga sempre detto tutto in maniera proprio soddisfacente. Penso ad esempio a Katie Benedetto, baby-sitter per la famiglia Spector e follemente innamorata di Paul a tal punto di rendersi sua complice in alcune indagini che lo riguardano. È sicuramente ben interpretata dalla giovane e bella Aisling Franciosi, ma il suo personaggio vive tra alti e bassi e alla fine la sua vicenda sembra rimanere un po' in sospeso, come se la sua conclusione fosse un po' affrettata. Insomma "The Fall" è stata sicuramente una buona serie da recuperare nella sua interezza in questo periodo in cui a dire la verità non è che siano uscite tante serie TV davvero interessanti. Ha i suoi difetti e sicuramente dal punto di vista del ritmo non è sempre facile stare dietro all'episodio per intero, che tra l'altro dura sempre un'ora secca, però la recitazione e la narrazione di alta qualità me l'hanno fatta apprezzare abbastanza.

Voto: 7
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