Il legame di Domenico Emanuele de Feudis (2020)
Italia 2020
Titolo Originale: Il legame
Regia: Domenico Emanuele de Feudis
Sceneggiatura: Daniele Cosci
Cast: Riccardo Scamarcio, Mía Maestro, Giulia Patrignani, Mariella Lo Sardo, Federica Rosellini, Raffaella D'Avella, Sebastiano Filocamo
Durata: 93 minuti
Genere: Horror
Diretta da Domenico Emanuele de Feudis, con una lunga carriera da assistente alla regia alle spalle, con protagonista Riccardo Scamarcio, la pellicola ci porta direttamente in un'antica villa pugliese, circondata da ulivi centenari. Lì Francesco sta portando per la prima volta la compagna Emma - interpretata da Mia Maestro - e la figlia di lei, Sofia, per farle conoscere alla madre, Teresa. Di lei si dice da tempo che sia una guaritrice, in grado di compiere riti magici sulle persone. Dopo che Sofia verrà punta nel sonno da una tarantola, la bambina comincerà a dare segni di malattia e di possessione, mentre Emma, spaventata dal rapido degenerare delle condizioni della figlia, comincerà a non fidarsi più di coloro che la circondano.
Da discreto appassionato di horror italiani, soprattutto per quanto riguarda le produzioni tra gli anni '70 e '80, non mi sarei potuto far sfuggire l'occasione di visionare "Il legame". Nonostante il cinema dell'orrore da ormai qualche anno a questa parte non sia tra i più battuti da parte dei nostri registi, in questi ultimi anni si sta vedendo una certa riscoperta del genere, grazie a pellicole come "The Nest - Il nido" o "The End? L'inferno fuori", con "Il legame" che in qualche modo conferma la tendenza di quest'ultimo periodo. Ci troviamo soprattutto davanti ad una pellicola che, rispetto a quelle citate precedentemente, si rifa in maniera abbastanza prepotente alla cultura e alle tradizioni del sud Italia, portando il malocchio e la superstizione come principali argomenti della tematica horror trattata.
Lo spettatore si trova davanti ad un lungometraggio che strizza molto l'occhio alla produzione horror internazionale, portandone in scena molti dei clichè, ma anche sfruttando, seppur in tono minore, una buona tecnica registica e una fotografia che riesce a ritrarre bene un certo senso di straniamento. Il film risulta dunque essere una buona visione, se la si affronta senza avere troppe pretese e se non ci si aspetta di trovarsi davanti all'horror dell'anno: in fin dei conti la trama ha uno sviluppo abbastanza prevedibile, ma ciò non rende meno piacevole una visione che scorre con un ritmo costante e coinvolgente per tutta la sua durata.
D'accordissimo sia con la recensione che con il commento del caro Cassidy :)
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