mercoledì 28 agosto 2019

The Nest - Il nido di Roberto De Feo (2019)

Italia 2019
Titolo Originale: The Nest - Il nido
Sceneggiatura: Roberto De Feo
Durata: 103 minuti
Genere: Horror


Quest'anno di film horror ne sono usciti tanti, alcuni dei quali sono riuscito a vederli al cinema, mentre altri ho la volontà di recuperarli man mano che usciranno su qualche piattaforma di streaming. Dei tanti horror visti nel corso di quest'anno la percentuale di quelli che mi hanno soddisfatto appieno è abbastanza bassa, a memoria mi viene in mente soltanto "Noi" di Jordan Peele e il remake de "La bambola assassina" - la cui recensione arriverà a breve - che ho trovato decisamente ben riuscito, con le dovute proporzioni -, mentre per il resto dei casi, un po' come accade da un bel po' di tempo, la qualità non è stata altissima ed erano solo film per passare il tempo il più delle volte nel modo sbagliato. A Ferragosto però è uscito "The Nest - Il nido", primo film da regista per Roberto De Feo, che sin dal trailer mi aveva colpito in positivo e che avevo tutta l'intenzione di sostenere andando al cinema, in quanto horror italiano, dato che ormai è un bel po' di tempo che non si vedono film del genere prodotti nel nostro paese - anche se giusto la settimana scorsa è uscito anche "Il signor Diavolo" di Pupi Avati, che proverò, se riesco, ad andare a vedere nel fine settimana - e anche perchè la canzone del trailer, "Where is my Mind" dei Pixies mi era entrata in testa in maniera incredibile. Il cast è composto da un paio di volti noti del nostro cinema come Francesca Cavallin e Maurizio Lombardi, mentre ad interpretare il protagonista abbiamo il giovane Justin Korovkin.
In un periodo di tempo non ben definito un uomo, dopo aver preso con sè un neonato, cerca di fuggire in auto da una villa. Durante la fuga però la sua auto va fuori strada: l'uomo muore sul colpo, mentre il bambino lo ritroveremo dieci anni dopo, paraplegico, che vive ancora all'interno della villa. Dieci anni dopo l'evento, vediamo la vita di Samuel, il bambino, che prosegue assieme ad una piccola comunità di persone, che vivono tutte all'interno della villa e pare che non possano parlare di come fosse la vita al di fuori di essa, pena il venir torturati e minacciati. La concezione del mondo di Samuel, bravissimo con il pianoforte e molto acculturato grazie agli insegnamenti della madre Elena, viene sconvolta quando all'interno della villa arriva la giovane Denise, interpretata da Ginevra Francesconi, grazie alla quale scoprirà la musica rock - in particolare il brano "Where is my Mind" dei Pixies che imparerà a suonare al piano per lei -, inizierà a desiderare di andarsene dalla villa e comincerà anche a provare affetto e attrazione fisica per lei.
Sono stato piacevolissimamente sorpreso dalla visione di "The Nest - Il nido" semplicemente per un motivo: è un horror molto diverso da come il genere viene concepito negli ultimi anni, in cui mostri e demoni la fanno da padroni. In questo film non c'è nulla di tutto ciò, dato che il regista si concentra maggiormente a mostrarci la vita non proprio normale degli abitanti della villa, in cui abbiamo un dottore inquietantissimo interpretato da Maurizio Lombardi, che ha il volto perfetto per interpretare un medico psicopatico, e una madre estremamente apprensiva che non vuole in alcun modo che il figlio e tutti coloro che vivono nella villa escano da essa. Per tutta la durata del film viene dunque naturale chiedersi cosa ci sia al di fuori di quel luogo isolato in cui si svolge tutta la storia, così come viene da chiedersi cosa sappia a riguardo la stessa Denise, che viene da fuori ed è naturale che sappia cosa c'è all'esterno, cosa dalla quale pare essere turbata. Ad affascinare di "The Nest - Il nido" è dunque quel senso di angoscia costante che si prova lungo tutto il corso della visione, ma anche il rapporto che si viene a creare tra Samuel e Denise, tale per cui a un certo punto lei stessa, nonostante sappia chiaramente cosa ci sia fuori, farà di tutto per portare via Samuel da quel luogo, perchè pensa che sia la cosa migliore per lui.
Ad arricchire il tutto, almeno per quanto mi riguarda, c'è il finale: ora, nonostante io abbia visto un certo numero di film e a volte riesco a capire in anticipo dove questo andrà a parare, mi ritengo molto stupido da questo punto di vista. Spesso e volentieri non riesco ad anticipare i colpi di scena, tanto che il finale di questo film - che a detta di molti era effettivamente l'unico possibile e lo riconosco ripensando poi a come si svolge tutta la pellicola - mi ha lasciato seriamente a bocca aperta, roba che quasi quasi mi sarei alzato ad applaudire. Ripensandoci bene la pellicola è piena zeppa di indizi che portano a quel finale, ma mi sono concentrato talmente tanto sul senso di angoscia che mi ha messo l'intera storia e sul che cosa nascondessero gli altri abitanti della villa, che non ho pensato per nulla a dove sarebbe arrivato il film. Un horror potente e con qualche difetto qua e là, che funziona a livello di ansia ed è totalmente diverso dalla grande maggioranza degli horror che si vedono in questi ultimi anni.

Voto: 7,5

3 commenti:

  1. Delicato e bellissimo, con un gran colpo di scena finale che, sì, avevo intuito più o meno a un quarto di film... ma ce ne fossero lo stesso!!

    RispondiElimina
  2. Mi ispira moltissimo. Spero di trovarlo ancora in sala a Pescara!

    RispondiElimina
  3. Faccio si con la testa, registro il tuo voto, mi mordo le nocche per non aver avuto ancora tempo di vederlo e come un T-800, “I’ll be back”, intanto grazie per il solito certificato di qualità ;-) Cheers

    RispondiElimina

Quando commentate ricordate che si sta pur sempre parlando di opinioni, quindi siate educati. Apprezzo sempre una punta di sarcasmo, sarò il primo a tentare di rispondervi a tono.

Non sono in cerca di prestiti ultravantaggiosi, ma sono ben disposto verso le donazioni spontanee!