venerdì 23 agosto 2019

Il figlio di Chucky di Don Mancini (2004)


USA, Regno Unito, Romania 2004
Titolo Originale: Seed of Chucky
Regia: Don Mancini
Sceneggiatura: Don Mancini
Durata: 87 minuti
Genere: Horror


Prosegue abbastanza spedito lo speciale sulla saga de "La bambola assassina", nel quale parlerò oggi del quinto capitolo. Dopo che con "La bambola assassina 3" il mio interesse verso la saga era scemato già qualche anno fa, ecco che con "La sposa di Chucky", diretto da Ronny Yu e sceneggiato dal solito Don Mancini, la saga compiva una virata abbastanza importante verso il comico e il grottesco, abbandonando quasi totalmente la componente horror in favore dello splatter e delle risate. Ci eravamo lasciati proprio con il parto da parte di Tiffany, poco prima della sua morte, di un piccolo bambolotto ed è proprio su di lui che si concentreranno le vicende di questo quinto capitolo, da molti considerato il peggiore dell'intera saga, ma rivalutato solamente in tempi recenti. Dopo aver scritto la sceneggiatura di tutti i capitoli precedenti, qui Don Mancini finisce addirittura dietro la macchina da presa, il film ha un cast piuttosto povero di nomi forti tra i quali spicca certamente quello di Jennifer Tilly, nel doppio ruolo di sè stessa e di doppiatrice di Tiffany, dopo aver interpretato la stessa Tiffany da umana nel capitolo precedente.
Sono passati sei anni dagli eventi del film precedente e Glen, figlio di Chucky e di Tiffany, è ostaggio di un sedicente ventriloquo che lo usa come fenomeno da baraccone con il nome di scena di Faccia di Merda. Avendo scoperto che i suoi genitori, in versione bambole, sono protagonisti di un film dedicato alle loro folli gesta, decide di fuggire dal suo aguzzino per andare a cercarli. Riuscito a riportarli entrambi in vita grazie al Cuore di Damballà, Chucky si mostrerà molto sorpreso e sconvolto all'idea di avere un figlio, mentre Tiffany ci si affezionerà subito. I due inoltre non sono nemmeno d'accordo con il suo sesso: Chucky lo ritiene un maschio chiamandolo Glen, mentre Tiffany si rivolge a lui come Glenda, ritenendolo una femmina. La scoperta che il loro figlio non ha istinti omicidi porterà i due a cercare di tenerlo al di fuori delle loro attività criminali, mentre cercano due corpi in cui trasferirsi, identificando nell'attrice Jennifer Tilly e nel rapper Redman i loro due possibili corpi. Il piano è di mettere incinta l'attrice, per poi dare un corpo anche al loro figlio.
Criticato da molti come uno dei peggiori film dell'intera saga, a seguito della visione non mi sento di dare del tutto contro a questo film, che sicuramente non sarà originale e nemmeno di qualità particolarmente alta, ma altrettanto sicuramente non si può dire che sia peggio dell'odiosissimo "La bambola assassina 3". Innanzitutto nella prima scena, che ci mostra un sogno di Glen prima di farsela addosso nel letto, Don Mancini decide di regalare agli spettatori un piano sequenza interessantissimo che, nel giro di pochissime scene, riesce a citare, contemporaneamente, "Halloween - La notte delle streghe", perchè il piano sequenza è interamente in soggettiva, "Psycho", per il modo in cui Glen uccide la signora nella doccia e per come questa cada per terra morta, e infine "Shining", per come viene presentata la signora dietro la tenda della doccia. Lo stesso "Shining" verrà poi citato verso la fine in una scena in cui Chucky impazzirà totalmente cercando di fermare il piano concordato con Tiffany per lui troppo folle per diventare realtà: ora io ho un problema serio con le citazioni a "Shining", mi fanno uscire di testa, per me un'opera audiovisiva che cita o fa una parodia a "Shining" in maniera intelligente come viene fatto in questo film assume immediatamente più valore. Ma a parte questi dettagli che mi mandano sempre letteralmente fuori di testa, non mi è parso che questo "Il figlio di Chucky" fosse così male come molti hanno detto all'epoca della sua uscita. Innanzitutto il personaggio di Glen/Glenda mi è sembrato ben scritto e forse uno di quelli maggiormente approfonditi in tutta la saga, dato che in poco tempo ci viene mostrato in tutte le sue sfaccettature e in tutte le sue personalità. In secondo luogo, forse per la prima volta dal primo film, oltre ad una componente comica forse meno originale e divertente rispetto alla pellicola precedente, ma comunque abbastanza efficace, il film riesce ad affrontare, con il tono che ormai appartiene alla saga un po' canzonatorio, argomenti profondi riuscendo anche, attraverso il personaggio di Glen/Glenda a smuovere i sentimenti dello spettatore.
Con "Il figlio di Chucky" ci troviamo dunque davanti ad un quinto capitolo di una saga seriamente valido, contrariamente a quanto i fan abbiano pensato all'epoca della sua uscita. Forse nel giro di qualche tempo comincerà a piacere al pubblico anche questo film, che a me, con le dovute proporzioni, è parso comunque ben riuscito in buona parte dei suoi componenti, in grado di divertire sicuramente meno rispetto al film precedente, con la paura che se ne è già andata dalla fine del primo capitolo, ma anche interessantissimo dal punto di vista registico, con un "Don Mancini" che, soprattutto nella primissima scena, si diverte a citare grandi classici del cinema horror, mettendo in mostra delle buonissime doti dietro la macchina da presa.


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