venerdì 2 agosto 2019

La bambola assassina 3 di Jack Bender (1991)


USA, Regno Unito 1991
Titolo Originale: Child's Play 3
Regia: Jack Bender
Sceneggiatura: Don Mancini
Durata: 90 minuti
Genere: Horror


Procede in maniera abbastanza spedita lo speciale sulla saga de "La bambola assassina", in attesa di arrivare al mio commento sul remake uscito qualche settimana fa e che ho avuto modo di vedere al cinema. Dopo aver dunque commentato "La bambola assassina", un vero e proprio cult anche se non tra i miei slasher preferiti, e "La bambola assassina 2", per me sottovalutato nonostante alcuna scene veramente iconiche, eccoci qui per commentare il film della saga che detesto con tutto me stesso, quello che qualche anno fa, quando l'avevo cominciata, mi aveva fatto smettere di guardarla. La regia di questo terzo capitolo viene affidata a Jack Bender, regista di qualche episodio di serie TV, di certo non noto per i suoi film, mentre i protagonisti della vicenda vengono interpretati da Justin Whalin, che interpreta un Andy Barclay ormai cresciuto in una scuola militare, Perrey Reeves, Jeremy Silvers e Travis Fine, tutti attori che sinceramente poco conosco e che vista la loro partecipazione a questo film non ho la minima voglia di esplorarne la filmografia.
Sono passati otto anni dagli eventi del film precedente e la Play Pals Toys Company ha deciso di creare una nuova serie di bambole Tipo Bello per riprendersi dalla pubblicità negativa scaturita dagli omicidi del film precedente. All'interno della fabbrica, la bambola di Chucky viene raccolta da un braccio meccanico e, causa la fuoriuscita di sangue dalla bambola stessa, fa sì che l'anima di Charles Lee Ray viva nuovamente nel corpo di un'altro bambolotto. Dopo aver ucciso alcuni addetti della fabbrica, Chucky comincia a fare delle ricerche sul luogo in cui si trova Andy Barclay, in modo da poter trovare il corpo che possa accogliere il suo spirito. Lo stesso Andy, traumatizzato dagli eventi che ha vissuto anni prima, viene iscritto ad un'accademia militare dove farà amicizia con il compagno di stanza Harold, con il piccolo Ronald e con la soldatessa Kristen De Silva, mentre è costretto a subire le angherie del cadetto luogotenente colonnello Brett Shelton, che comincerà a prenderlo di mira sin dal suo ingresso nell'accademia.
Ho già detto a più riprese che odio con tutto me stesso questo terzo capitolo ed i motivi sono principalmente due: il primo è una mancanza di idee che ha portato lo sceneggiatore Don Mancini a voler fare una sorta di parodia in chiave slasher di uno dei film di maggior successo di quel periodo, "Full Metal Jacket", in secondo luogo proprio il personaggio di Brett Shelton che è odioso da morire, ma non odioso come qualsiasi bravo villain di un film, ma odioso come quel sacco di persone che se vedessi in giro faccia a faccia non esiterei a nascondere loro quanto penso che siano delle teste di cazzo. La parte parodistica relativa a "Full Metal Jacket" non si risparmia nemmeno battute come la famosa "This is for fighting and this is for fun" - indicando il fucile e il pacco - alla quale ho reagito proprio allo stesso modo in cui reagisce Harold quando vede il personaggio recitare quella frase, ovvero con un'espressione del tipo "Guarda sto mentecatto" e in tutto questo non sono riuscito a capire bene quale fosse l'importanza di Chucky all'interno della vicenda, se non nel momento in cui grazie al suo scherzone del paintball - in cui le cartucce colorate vengono sostituite con pallottole vere - il signor testa di cazzo Brett Shelton viene giustamente e con mia estrema goduria crivellato di pallottole.
Insomma, una nuova visione di questo terzo capitolo, per giunta questa volta in lingua originale, non mi ha fatto cambiare idea sul fatto che io l'abbia odiato con tutto me stesso. Fortuna che a breve, molto probabilmente dopo le mie vacanze in Giappone e in Corea del Sud, arriverà la recensione del quarto capitolo che, visto per la prima volta pochi giorni fa, ho letteralmente adorato. Questo terzo, invece, lo cancellerei tranquillamente dalla faccia della Terra.

2 commenti:

  1. Don Mancini qui stava davvero allungando il brodo, di fatto è il solito Chucky in un’ambientazione differente. Di sicuro uno dei capitoli meno ispirati, forse il più fiacco di tutti, però il nostro Chucky qui raggiunge vette di cattiveria mai finita, sul serio non risparmia nessuno nella sua furia. Per fortuna con il capitolo successivo Mancini ha cambiato completamente registro, non vedo l’ora di leggerti ;-) Cheers

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  2. Ottimo film da guardare. Mi è piaciuto il sito, guardo costantemente tutto lì e non me ne pento affatto altadefinizione01.page Pertanto, consiglio vivamente di studiarlo da soli

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