mercoledì 21 agosto 2019

Tolkien di Dome Karukoski (2019)



USA 2019
Titolo Originale: Tolkien
Sceneggiatura: David Gleeson, Stephen Beresford
Durata: 112 minuti
Genere: Biografico, Drammatico


Tornato dalle lunghe vacanze tra il Giappone e la Corea del Sud - con non poca sindrome da rientro e un po' di jet lag, tanto per gradire - il blog riprende la sua routine e si comincerà proprio oggi con uno dei film che ho avuto modo di vedere nel corso di questi dieci giorni. A causa infatti di spostamenti molto lunghi - basti pensare alle dodici ore di aereo di andata e ritorno, ma anche a viaggi in pullman tra una parte e l'altra della Corea del Sud di circa tre ore - sono riuscito a vedere, grazie a Netflix o al catalogo presente sul volo Lufthansa, un gran numero di film. Certo, non le ho viste al cinema e lo schermo fornito non era dei migliori, ma ho avuto così modo sia di recuperare qualche visione che mi ero perso, sia di vedere qualche film in arrivo nei prossimi mesi che difficilmente sarei andato a vedere al cinema. Uno di questi, disponibile sul volo, era proprio "Tolkien", biopic sull'omonimo scrittore de "Lo Hobbit" e de "Il signore degli anelli", diretto da Dome Karukoski, regista finlandese a me non conosciuto con già sette film all'attivo. Personaggi principali della vicenda saranno dunque lo scrittore J. R. R. Tolkien, interpretato da Nicholas Hoult, la sua fidanzata e poi moglie Edith Bratt, interpreta da Lily Collins, ultimamente particolarmente in voga per ruoli in biopic, e i suoi amici con cui condividerà la sua passione per l'arte e per la scrittura.
Il film ripercorre principalmente gli anni giovanili dello scrittore che, una volta orfano, stringerà amicizia con un gruppo di studenti, aspiranti artisti e scrittori, con i quali troverà ispirazione e coraggio per le sue opere, tra le quali l'invenzione di una vera e propria lingua scritta. Mentre la loro amicizia viene conservata nel corso degli anni, messa in seria difficoltà solo dallo scoppio della Prima Guerra Mondiale, egli conoscerà Edith Bratt, di cui si innamorerà perdutamente e con la quale condivide una posizione quasi da emarginato all'interno della società, a causa della loro povertà rispetto agli altri amici del gruppo.
Nel corso degli anni moltissimi sono stati i tentativi di portare al cinema la biografia di J. R. R. Tolkien, ma nessuno prima del regista Dome Karukoski è riuscito a portare su schermo quello che è stato il processo creativo dello scrittore, in grado di regalare all'immaginario di moltissimi lettori avventure fantastiche popolate da creature fantastiche e quasi mitologiche. In questo senso la pellicola di Dome Karukoski mi è sembrato fosse riuscita a metà: purtroppo non ho visto ben chiaro il processo creativo del giovane Tolkien negli anni in cui discute e si confronta con i suoi coetanei, ho visto più che altro una presa di posizione e di coraggio, certo lodevole, da parte del protagonista rispetto alla sua condizione sociale e rispetto alle sue aspirazioni, soprattutto quando, una volta iscrittosi a Oxford, dovrà barcamenarsi tra una media non particolarmente alto e la necessità di una borsa di studio per poter proseguire la sua carriera accademica. Ci si concentra però, anche piuttosto bene, sulla componente personale del protagonista, l'amicizia con i suoi coetanei è ben ritratta dal regista e forse un po' troppo spazio viene lasciato alla storia d'amore con Edith, interpretata da una Lily Collins che ad ogni film mi impressiona sempre di più per la sua particolarissima espressività, che mi arriva sempre in maniera decisa ed efficace.
Mentre su Lily Collins mi sono già espresso, anche se da molti ancora non è riconosciuta, anche Nicholas Hoult mi è parso particolarmente in parte grazie ad una recitazione per niente sopra le righe, che diventa sempre più credibile con il passare dei minuti. La sua recitazione segue un po' l'andamento del film che ad una prima parte per quanto mi riguarda non particolarmente coinvolgente, ne fa da contraltare una seconda in cui, con l'inizio della Prima Guerra Mondiale, si fanno vivi gli orrori e i sentimenti dei protagonisti, che nell'immaginario di Tolkien diventano enormi draghi che dispensano distruzione e morte, ma anche di persone disposte ad affrontare questi mostri e a combatterli. É proprio in questa seconda parte che il film assume decisamente più valore e si esprime in tutta la sua potenza narrativa, laddove non era riuscito nella prima parte, qui si migliora sensibilmente portando il film ad un livello superiore.

Voto: 6,5

1 commento:

Quando commentate ricordate che si sta pur sempre parlando di opinioni, quindi siate educati. Apprezzo sempre una punta di sarcasmo, sarò il primo a tentare di rispondervi a tono.

Non sono in cerca di prestiti ultravantaggiosi, ma sono ben disposto verso le donazioni spontanee!