martedì 12 settembre 2017

Death Note - Il quaderno della morte di Adam Wingard (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Death Note
Regia: Adam Wingard
Sceneggiatura: Charley Parlapanides, Vlas Parlapanides, Jeremy Slater
Cast: Nat Wolff, Margaret Qualley, Keith Stanfield, Paul Nakauchi, Shea Whigham, Michael Shamus Wiles, Matthew Kevin Anderson, Masi Oka, Jason Liles, Willem Dafoe
Durata: 101 minuti
Genere: Thriller


E' sempre particolarmente difficile ridurre una storia lunga in un film che dura poco più di un'ora e mezza. E' ancora più difficile trasporre una storia come quella di "Death Note" che poggia su una complessità di fondo della trama e su diversi giochi psicologici di cui sono protagonisti tutti i suoi personaggi - nella fattispecie due - senza snaturarla. Ho però sempre affermato, nel corso dei post che ho scritto su questo blog che a me la fedeltà di un film all'opera originale frega poco o nulla, ciò che mi importa è che questa innanzitutto non venga snaturata - ovviamente nel caso io la conosca -, ma soprattutto mi importa di trovarmi davanti ad un buon film. Cosa che con questo "Death Note - Il quaderno della morte" non è successa. Le questioni fondamentalmente sono due, e verranno ovviamente approfondite più avanti: se si guarda il film pensando all'anime o al manga di "Death Note" questo è un film pessimo; se lo si guarda o non conoscendo l'opera originale oppure tentando di scindere le due cose, questo rimane comunque un film pessimo.
Vorrei in questo post esaminare entrambe le casistiche, per poter scrivere la mia recensione di questo film. Se prendiamo in esame "Death Note - Il quaderno della morte" come trasposizione del quasi omonimo manga e anime, vediamo come il regista e gli sceneggiatori si siano impegnati a fondo per stuprare l'opera originale senza alcuna pietà. Tutto è diverso - ma ripeto poco mi importa della fedeltà negli eventi -, ma soprattutto tutti i personaggi sono completamente diversi. Light Turner, interpretato da Nat Wolff e omologo ovviamente di Light Yagami, è un ragazzo del liceo con una presunta intelligenza superiore. Trova il death note per strada e comincia a uccidere assieme alla sua amica Mia Sutton, omologa di Misa Misa, principalmente per conquistarla e farla innamorare di sè. Si perde dunque tutta la questione riguardante gli ideali di Light e le motivazioni che lo spingono ad uccidere, così come si perde - ed era la cosa più sublime di tutto l'anime - la lotta psicologica con L, qui interpretato da Keith Stanfield, che più che essere il miglior detective del mondo sembra essere la persona più isterica del mondo, che non ha alcuno spessore psicologico e che soprattutto non dimostra praticamente mai tutta l'intelligenza di cui dovrebbe essere dotato se si pensa al personaggio dell'anime. Per non parlare poi del fatto che Ryuk, nell'anime quasi sempre spettatore super partes delle gesta di Light, si diverta ad interferire nelle vicende senza un'apparente motivazione e soprattutto risulta parecchio ininfluente come personaggio.
Dimentichiamo però per un attimo il confronto con l'anime - ah, se non lo aveste capito, io non ho mai letto il manga e ho visto solamente l'anime che però mi dicono esserne una trasposizione parecchio fedele - e pensiamo a "Death Note - Il quaderno della morte" come un film a sè stante: ci si accorge presto di quanto la sceneggiatura sia piena di buchi e faccia acqua da tutte le parti, non si rileva particolare coerenza nelle azioni dei protagonisti - e diciamo che per un thriller la totale mancanza di coerenza è giusto un problemino di poco conto eh... -, ma soprattutto tutti quelli che li circondano sembrano essere dei decerebrati patentati. Mi sta bene che noi spettatori sappiamo già chi sia Kira e che quindi possa sembrare facile dirlo, ma appare abbastanza improbabile che Light non venga mai beccato nè da suo padre nè da nessun poliziotto della polizia di Seattle. O a Seattle ci sono i peggiori poliziotti del mondo oppure qualcosa nella sceneggiatura non va, dato che le azioni di Kira vengono praticamente sbattute in faccia alla polizia senza preoccuparsi di farsi beccare o meno.
In definitiva, come già detto poco sopra, "Death Note - Il quaderno della morte" è un vero e proprio delitto: non c'entra nulla con l'opera originale - e lì quanto meno sarebbe costato poco caratterizzare i personaggi in maniera simile dato che i punti di forza dell'anime sono principalmente in quello e nel gioco psicologico tra Light e L - ed è un aborto totale se considerato come film a sè stante.

Voto: 0,5 (come ho già fatto più volte, non mi sento di dare 0 o 1, sono concetti matematici, filosofici e teologici troppo importanti per essere associati a questo schifo di film, che fa talmente schifo che non riuscirebbe ad arrivare primo nemmeno nella classifica degli ultimi)

4 commenti:

  1. Non avendo letto il manga ne visto l’anime, mi rendo conto parlando di questo film che l’errore più grave e stato cercare di essere aderenti al materiale originale a tutti i costi, se avessero davvero fatto un “Death note” americano, solamente con il diario e Ryuk sarebbe stato molto meglio. Peccato perché Wingard sa il fatto suo, ma qui mancano sempre più sceneggiatori degni di questo nome. Cheers!

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  2. Io sono arrivata alla visione in completa ignoranza sia per quanto riguarda il manga che l'anime. Risultato? Non mi è piaciuto per niente soprattutto per come sono stati gestiti i diversi cambiamenti dei personaggi. Peccato, il potenziale, con Wingard alla regia e Wolff (completa delusione) nei panni del protagonista, c'era, si intravede ma viene bellamente distrutto nella prima mezz'ora...

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  3. E io che pensavo di essere stato cattivo con questo film...

    Tu hai davvero scritto un post della morte. Bravo! ;)

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  4. Io avrei fatto tutt'altra cosa.
    Un film che si discostasse dall'opera originale. Mantenendo solo il Death Note.
    Niente Light, niente L, niente di niente. Ma proprio una storia da zero.
    Queste storie ibride, non mi piacciono per nulla.

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