mercoledì 13 giugno 2012

...e ora parliamo di Kevin

Di film sulle stragi scolastiche ce ne sono a bizzeffe. Di stragi scolastiche o giovanili, ordite da pazzi criminali e asociali, ce ne sono state, purtroppo a bizzeffe. Quando si pensa a questi tipi di crimini con la mente si va quasi necessariamente a Columbine, nel 1999, in cui due ragazzi in preda alla pazzia uccisero 12 studenti e un professore, ferirono 24 persone e, a loro volta, si suicidarono. Ma anche alla più recente strage di giovani ad Utoya, in cui morirono più di 90 persone. Questi film, basati la maggior parte delle volte sui fatti reali o, quanto meno, ispirati ad essi, hanno sempre come protagonisti o le vittime o i carnefici. Probabilmente mai nessuno aveva pensato alle conseguenze, psicologiche e sociali, che fatti del genere possono provocare in un genitore. E' proprio ciò di cui si occupa questo film.


Regno Unito, USA 2011
Titolo Originale: We Need to Talk about Kevin
Regia: Lynne Ramsay
Cast: Tilda Swinton, John C. Reilly, Ezra Miller
Genere: Drammatico


La trama in breve: Eva ha messo da parte tutte le sue ambizioni professionali per mettere al mondo un figlio, lasciando la città per vivere in provincia. Dalla nascita di Kevin la sua vita cambia radicalmente, e tra madre e figlio nasce subito un rapporto conflittuale. Con il padre, Kevin è un bambino tranquillo e affettuoso, mentre con la madre il rapporto è molto conflittuale. Tutto procdede finchè Kevin, non ancora sedicenne, decide di compiere una strage nella sua scuola. Il film ci fa vedere, con gli occhi di Eva, ciò che è costretta a vivere la donna dopo l'accaduto, ripercorrendo l'infanzia di Kevin ed interrogandosi sulle proprie responsabilità.


Mentre il titolo "...e ora parliamo di Kevin" potrebbe lasciar presagire una semplice commediola non preoccupatevi, è sempre colpa delle traduzioni italiane, che nei tiotli dei film fanno particolarmente pena. Infatti il film è un film pesante, difficile da digerire, drammaticissimo.


Ci viene fatto vedere, molto bene cosa prova la madre di Kevin, con i suoi sensi di colpa, amplificati anche dalla gente che le sta intorno, che la fissa continuamente come "la madre dell'assassino". Nel ripercorrere il suo passato ci viene fatto vedere come era Kevin da bambino. Un bimbo assolutamente inquietante, che a tratti può essere collegato all'apatia inumana. Bambino che cambia radicalmente quando vede il padre, cosa che rende la sua figura ancora più inquietante.


Egli odia sua madre, fin da neonato probabilmente, il problema è che all'inizio non se ne vede il motivo. Perchè un neonato o comunque un bimbo di 3/4 anni dovrebbe odiare sua madre? Impossibile dirlo o capirlo, un comportamento che difficilmente giustificheremmo. In seguito ci vengono anche mostrate le reazioni della madre, che apparentemente non ama come dovrebbe questo bambino. Più e più volte ci viene fatto intendere che lei quel bambino non lo voleva e queste cose, nella mente di un figlio, in un modo o nell'altro, passano.


Non capiamo però le motivazioni che hanno spinto Kevin a compiere la strage a scuola. Che responsabilità può avere la madre in tutto questo? Io non ho una risposta e non sono riuscito a farmi una teoria. Ho preferito guardare il film tentando di non giudicare, ma solo di riflettere.


Voto: 8

2 commenti:

  1. Non ho ben capito se kevin amava profondamente sua madre oppure l'esatto contrario.
    Il ragazzo intuisce la non sincerità dei sentimenti della madre, comprende di non essere amato da lei e questo lo turba fortemente, tanto da spingerlo ad odiarla, rendendole così la vita un inferno.
    Secondo me lui vorrebbe creare un punto di incontro con lei, lo riscontra il fatto che in più d'una occasione si è mostrato disponibile verso le iniziative della madre, che cercava di "avvicinarlo"... ma si capisce di fatto, che ella non è in grado di manifestare con dolcezza alcun sentimento, semplicemente perchè non c'è una reale e consistente traccia di sentimento in lei.
    Dura, distaccata fredda e arida, questa è l'immagine che lo disturba!!!
    In fondo si capisce bene che questo figlio non lo ha mai realmente desiderato..
    Lui compie una strage e nel marasma uccide anche il padre e la sorellina e credo che, in fondo, del padre non gliene importasse un granchè, era l'attenzione della madre che bramava! e nei confronti della sorellina provava solo indifferenza e gelosia acuta, manifestata sempre con una certa arroganza... Ci sono diversi momenti nel film dove è possibile capire tutto questo...
    Il senso di colpa che prova la madre è giustificato dalla consapevolezza di non aver mai realmente amato questo benedetto figlio!!!
    Certo, aggiungiamo pure che ci vuole una buona predisposizione alla follia per arrivare a tanto!

    Quando lui le dice "è stata l'unica cosa sincera che hai fatto" riferendosi al braccio rotto!
    ecco, secondo me questo è un punto chiave che rivela il desiderio di verità e la non accettazione della mancanza di sentimento

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  2. [...] Regia: Lynne Ramsay Genere: Drammatico Leggi la mia RECENSIONE [...]

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