mercoledì 5 settembre 2012

L'arte di vincere

USA 2011
Titolo Originale: Moneyball
Regia: Bennett Miller
Cast: Brad Pitt, Jonah Hill, Philip Seymour Hoffman, Robin Wright, Chris Pratt
Genere: Drammatico, Sportivo, Biografico


La trama in breve: Alla fine della Major League del 2001, gli Oakland Athletics, dopo l'eliminazione contro i New York Yankees, hanno perso per scadenza di contratto le loro tre stelle più splendenti. Il General Manager della squadra, Billy Beane, con l'aiuto di Peter Brand, giovane laureato in economia a Yale, che propone alla squadra un modo totalmente rivoluzionario di valutare i giocatori. In questo modo la squadra sarà composta da giocatori sottovalutati da tutti gli altri, a basso costo e con ottime probabilità di ottenere risultati soddisfacenti.



I film sullo sport sono sempre portatori di grandi emozioni. Sarà che lo sport in generale è una cosa che amo, ma le pellicole che riguardano l'argomento non mi hanno mai lasciato totalmente indifferente. E ovviamente parlo di tutti gli sport. E' il caso di questo film, che pur parlando di uno sport che ritengo pallosissimo (da guardare, da giocare penso sia tutta un'altra storia) è riuscito a tenermi attaccato alle vicende dei suoi protagonisti e a farmi provare una certa partecipazione e un certo trasporto.


L'idea che sta alla base di tutta la pellicola è semplice: far vedere agli spettatori che una squadra composta da gente comunemente considerata come "di scarto", possa raggiungere risultati davvero ottimi nel campionato che sta disputando. Ecco che in questo film mi è venuta in mente una sorta di analogia con la mia squadra di calcio del cuore, la Juventus. Una squadra composta da giocatori non comunemente considerati al top nel ruolo (tranne Pirlo e Buffon), che riesce a vincere il campionato contro una squadra attrezzatissima come il Milan.


Analogia che non si può applicare in toto, perchè, differentemente dalla squadra di Baseball degli Oakland Athletics i dirigenti della Juventus ci hanno speso un sacco di soldi per ottenere l'obiettivo. Ma comunque, non siamo qui per parlare di calcio, ma per parlare di un film sul baseball.


Il film oltre a farci vedere quanto detto, ci vuole fare entrare nelle emozioni provate dal GM Billy Beane nel vedere la sua squadra ottenere risultati assolutamente sorprendenti ed apparentemente fuori da ogni logica. E in questo Brad Pitt nel ruolo di protagonista è perfetto. Ora, in un modo o nell'altro ogni ragazzo invidia Brad Pitt, perchè, sempre in un modo o nell'altro, per un certo periodo è stato un termine di paragone per motivi extracinematografici. Superato lo scoglio del "Brad Pitt è l'uomo più figo al mondo uuuhhhh (mani nei capelli and so on)" in cui ti viene voglia di uccidere qualunque esemplare di sesso femminile che ti si para davanti, bisogna ammettere senza alcuna riserva, che Brad Pitt è un grandissimo cazzo di attore. A parte Troy che non mi era piaciuto per niente non riesco a ricordare un suo film in cui la sua prova non sia assolutamente ed inconfutabilmente sopra le righe.


La sua spalla, Jonah Hill, che nell'ultimo periodo si è fatto vedere in un bel po' di ruoli comici, riesce ad addentrarsi in un genere che poche volte, o forse mai, prima d'ora aveva esplorato. Nel ruolo è perfetto, un quasi-nerd che sa tutto sui giocatori più sconosciuti del Baseball, che instaura un grandissimo rapporto, di amicizia oltre che professionale, con il General Manager che lo ha assunto.


Voto: 7,5

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