martedì 31 gennaio 2012

Bon Jovi - Live in London

L'avessi ascoltato una volta sola! L'ho ascoltato per intero almeno una decina di volte, e ogni tanto attingo qualche pezzo qua e là quando ne ho bisogno. Live in London del 1995, probabilmente uno dei momenti più alti della carriera dei Bon Jovi.

Partenza a razzo con Livin' On a Prayer, eseguita magistralmente sia dal gruppo sia dal pubblico coinvoltissimo. Il talk box di Sambora fa magie fin dall'inizio. Non a caso è la mia canzone preferita di Bon Jovi! Subito dopo l'altra tra le canzoni più amate e più famose, "You Give Love a Bad Name", anche qui, inutile dirlo, pubblico coinvoltissimo che la canta tutta e Sambora che fa un assolo molto molto bello.

Poi si passa a qualcosa di più leggero come Keep The Faith e Always. La prima non mi ha mai fatto impazzire, la seconda l'ho ascoltata fino alla nausea, canzone adorabile, anche se la versione live non rende moltissimo l'emozione secondo me...

Sono altri due i punti veramente alti del concerto. Bad Medicine e Wanted Dead or Alive (nel video in fondo) suonata da Sambora con la doppia chitarra! La prima una canzone classicamente rock, anche questa tra le migliori di tutta la carriera di Bon Jovi, la seconda una bellissima ballata come solo lui sa farle...

Unico appunto. Manca Bed of Roses, la sua ballata migliore, mai più superata da nessun'altra ballata scritta dal gruppo e che avrebbe dato quel qualcosa in più a questo magnifico concerto.





lunedì 30 gennaio 2012

Touch

Come se non ne stessi guardando già troppe, girando su varie pagine di Facebook sono incappato nel commento di qualcuno che consigliava vivamente di guardarsi la puntata pilota di questa nuova serie. Io ovviamente non me la sono lasciata scappare la cosa e all0ra mi sono guardato questo benedetto episodio.

La trama in breve: con la moglie morta durante gli attentati dell'11 Setteembre, un padre vive ormai da anni da solo con il figlio autistico, che in 12 anni di vita non ha mai detto una parola e odia farsi anche solo toccare da chiunque. Senonchè un bel giorno il padre scopre che il figlio ha delle particolari abilità matematiche che gli permettono quasi di poter prevedere il futuro. Infatti, come viene detto nel discorso che apre la serie, il caos non esiste, è tutta una questione di calcolo delle probabilità matematiche.

Sempre nel discorso iniziale viene fatto riferimento ad una leggenda cinese secondo cui ogni persona sarebbe collegata con un filo rosso ad ogni altra persona che è destinata ad incontrare nel corso della propria vita, ed è anche la cosa che sembra essere il proposito principale della serie.

Infatti in questo episodio pilota, oltre ai due protagonisti, ci vengono introdotti altri personaggi secondari da diverse parti del mondo: un commerciante da Mumbai, il figlio di un panettiere arabo, una studentessa cinese e così via. Tale introduzione fa appunto pensare alla leggenda dei fili rossi, che non è sicuramente stata detta senza cognizione di causa.

In tutto questo l'episodio pilota pare abbastanza avvincente, soprattutto per me che sono un amante dei numeri. Molto probabilmente continuerò a guardare la serie per poterla valutare meglio...

venerdì 27 gennaio 2012

Spartacus: Vengeance

Ci eravamo lasciati, ormai due anni fa, con Spartacus e la sua orda di schiavi che si ribellavano contro la casa di Batiatus giurando di "far tremare Roma". Ora le cose sono cambiate, e anche molto. Intanto è cambiato l'attore protagonista. Liam McIntyre sostituisce il compianto Andy Whitfield. Poi a livello di storia. Ritroviamo gli schiavi ribelli che si rifugiano a Capua, lontano dagli sguardi dell'esercito romano ognuno con un proprio obiettivo.

Si perchè il piccolissimo esercito (ma loro ci tengono a non essere chiamati esercito) di schiavi è diviso in due, uno capitanato da Spartacus e l'altro da Crixus, ma comunque in buoni rapporti, tesi ma buoni. Spartacus con l'obiettivo di vendicarsi di Glaber, l'uomo che ha portato in schiavitù lui e la moglie, Crixus con l'obiettivo di ritrovare Naevia, suo grande amore, anche lei schiava nella casa di Batiatus.

Intanto Glaber, Ilythia sua moglie e tutti i poteri forti della piccola Capua lottano e complottano per trovare e sconfiggere Spartacus e i suoi alleati.

I punti forti della serie vengono mantenuti: combattimenti all'ultimo sangue, grafica in stile Frank Miller, tanto tanto sesso per dare un po' di realtà alla situazione. Liam McIntyre regge per ora bene il confronto con Andy Whitfield, anche se il leader del cast per ora secondo me è Manu Bennet (Crixus). La storia di questa seconda stagione promette molto bene, ovviamente non siamo esenti da stratagemmi per romanzare e rendere molto più televisiva la storia, ma anche questo fa bene alla serie.

Penso che i combattimenti nell'arena un po' mi mancheranno però...

giovedì 26 gennaio 2012

J. Edgar

Come ogni anno, arriva il momento di Clint Eastwood, questa volta alle prese con la storia della vita di uno degli uomini più importanti della storia recente americana: J. Edgar Hoover,interpretato dal solito, magistrale, Leonardo Di Caprio.

Il film ci racconta l'ascesa al potere dell'FBI da parte di John Edgar Hoover, che diventa giovanissimo capo dell'FBI, che a suo tempo contava 600 uomini al servizio, rimanendo tale per 48 anni, alla fine dei quali gli agenti in servizio saranno oltre 6000. Si vede molto bene anche come, dal momento dell'inizio della sua attività, i metodi investigativi della FBI venissero radicalmente cambiati, consentendo l'ingresso nelle procedure dei metodi scientifici e tecnologici che tuttora (anche se ovviamente più evoluti) vengono usati.

Il film si concentra su tre casi della sua carriera: il primo, il rapimento e l'omicidio del figlio di Charles Lindberg, nel quale viene sottolineata l'importanza del cambiamento nei metodi investigativi; il secondo, la guerra contro i Gangster, con la quale l'FBI ottiene per la prima volta l'autorizzazione ad arrestare e all'utilizzo delle armi, iniziando a diventare una vera forza per la salvaguardia del paese; la terza vicenda, che fa un po' da chiave unificatrice del film, è la salvaguardia della sicurezza nazionale dagli scandali del potere, che vede l'introduzione dell'uso delle microspie, casi che lo portarono pian piano a diventare uno degli uomini più potenti degli Stati Uniti d'America.

In tutto questo viene data molta importanza alla vita privata del protagonista. Il suo rapporto con la madre, con la quale vivrà fino alla morte di lei, la presunta omosessualità e la relazione con Clyde Tolson ci aiutano a comprendere il personaggio vedendolo sia nel suo lavoro, sia nei suoi rapporti più intimi.

Il film risulta piacevole, non è certo un film leggero le cui due ore scorrono via con serenità, ma Clint Eastwood ci ha abituati a questo, c'era da aspettarselo. Tra le sue opere recenti non certo una delle sue prove migliori, ma comunque un buon film.

mercoledì 25 gennaio 2012

Continuiamo con Alcatraz

Dopo aver visto le prime tre puntate di questa nuova serie tv di J.J. Abrams è tempo di fare qualche primissimo bilancio. Partendo da un giudizio poco poco tecnico. Mi piace. Ma mia sta piacendo proprio tanto. L'idea che sta alla base è secondo me fantastica, ci si possono creare molte molte cose e la fantasia di J.J. di sicuro non potrà deludere.

Intanto nei primi tre episodi si è scoperto che ci sarà un gran caso di stagione, visto che di scoprire il perchè i detenuti scomparsi nel 63 stiano tornando per ora non se ne parla neanche. Il caso si scopre nella prima puntata, quando il partner di Rebecca Madsen, la protagonista della serie, viene ucciso da un giovane, che nel corso della puntata si scoprirà essere un detenuto di Alcatraz, nonchè nonno di Rebecca (che aveva sempre creduto essere un secondino).

La cosa che salta subito all'occhio è che la trama orizzontale c'è, ma non è la parte preponderante e non si ha nemmeno tutta questa fretta di svilupparla. Per quanto a me siano sempre piaciute le serie con fortissimza trama orizzontale, questa scelta per ora si sta rivelando vincente. La procedura per ritrovare il criminale della settimana è costruita bene e sono ottime le alternanze tra la vita del criminale ora e la vita passata ad Alcatraz.

I tre criminali che ci sono stati presentati hanno funzionato più che bene. Il primo, Jack Sylvane, è stato un po' uno specchietto per le allodole, serviva fondamentalmente a introdurre la trama dell'intera serie. Il secondo, Ernest Cobb, tra i tre per ora è stato decisamente il migliore. Serial killer e cecchino spietato, con ovviamente qualche turba psichica che in un serial killer non manca mai. Il terzo, Kit Nelson, omicida di bambini, ne ha uccisi 4 prima di essere imprigionato ad Alcatraz, il tutto per ripercorrere la vita trascorsa col fratellino, ucciso da lui stesso a 11 anni.

La serie per ora sta funzionando. Speriamo solo continui così. Ovvio che non farebbe male qualche riferimento in più alla trama orizzontale...

martedì 24 gennaio 2012

Homeland

Dopo 8 anni di prigionia tra l'Afghanistan e l'Iraq, un marine americano viene ritrovato vivo, dopo che le sue tracce erano state perse da anni e lo davano ormai tutti per morto. Tornato a casa dovrà fare i conti con la ricostruzione della sua vita e con un agente della CIA, che crede fermamente che egli sia passato al nemico.

Questa la trama di una delle serie migliori dell'anno passato. Una trama apparentemente difficile, per i temi che tratta, per come li tratta. Una serie drammatica coi fiocchi insomma. Le indagini vengono eseguiti anche con metodi poco ortodossi e man mano che la serie procede si ha questa incessante alternanza tra la vita di Nick Brody nel 2011 e il suo passato durante il sequestro del più pericoloso terrorista di Al Qaeda, Abu Nazir, sul quale si scoprirà pian piano che il buon marine qualche bugia ce l'ha detta.

Una serie post morte di Bin Laden ch fa vedere abbastanza bene come in America si pensi ancora a quel famigerato 11 settembre, che fa vedere molto molto bene come questa specie di paranoia può avere un certo fondamento. In tutto questo aggiungiamoci che nessuno sa che la protagonista è affetta da disturbi bipolari che la portano anche alla paranoia e abbiamo tutti gli ingredienti per una serie quasi perfetta!

Infatti pian piano durante gli episodi si scoprirà facilmente che tra inganni e macchinazioni Brody è realmente passato al nemico e progetta un attentato contro il vicepresidente degli USA. Ma il finale di stagione lascia aperti nuovi ed imprevedibili risvolti che per chi ha amato questa serie è dovere non lasciarsi sfuggire quando inizierà la prossima stagione!

Snow & Charming

Nuova puntata di Once Upon a Time, questa volta dedicata ai due personaggi chiave del racconto. In questo caso c'è stato un grandissimo parallelismo tra mondo reale e mondo delle fiabe. In entrambi i mondi sappiamo che Biancaneve è innamorata del Principe Azzurro. Nel mondo delle fiabe sappiamo che quest'ultimo si sposerà a breve, mentre nel mondo reale sta con sua moglie dopo essersi ripreso dal coma.

In entrami i mondi Biancaneve vuole tentare di dimenticare il Principe Azzurro, non sapendo che anche lui ha un debole per lei. In entrambi i mondi si incontrano, ma le cose vanno diversamente.

Si, esatto. Nel mondo delle fiabe Biancaneve decide di lasciar sposare il Principe, impaurita dalle minacce del Re, mentre nel mondo reale, dopo aver scoperto che la moglie del Principe non è incinta, i due si abbandonano a un lungo bacio liberatorio, e possono finalmente ricongiungersi.

Ma il mondo delle fiabe non ci fa comunque perdere le speranze, visto che da un lato lei decide di bere la pozione datale da Tremotino, che le permette di dimenticare il Principe, ma dall'altro lui, abbandonata la futura moglie, con la forza del sentimento continuerà a cercarla. Anche per sempre.

In questa puntata, molto sentimentale, che scalfirebbe anche il più pietrificato dei cuori, abbiamo scoperto anche pochissimo sul nuovo ingresso di Storybrooke, anche se era quello che un po' tutti volevamo sapere. Ovviamente questo escamotage farà aumentare vertiginosamente gli ascolti per le prossime puntate. E a quanto pare sta per iniziare lo scontro!

 

lunedì 23 gennaio 2012

1408

Ecco qui che dopo l'articolo sul declino del cinema horror, mi dedico proprio ad un film horror, uno dei pochi degli ultimi anni secondo me degno di nota. I film horror tratti dai racconti di Stephen King sono generalmente sempre ben riusciti, si pensi all'adoratissimo Shining e a It ad esempio. Questo mantiene le sue promesse. Probabilmente non un film di grandi pretese per come è stato presentato ormai 5 anni fa, ma secondo me un piccolo gioiellino.

In breve la trama: uno scrittore di libri horror, dopo aver visitato più e più case che si dicevano infestate senza alcun risultato, decide di sfidare la camera 1408 dell'hotel Dolphin (come vedete la camera si trova al quattordicesimo piano, che in realtà negli USA sarebbe il tredicesimo, e, chicca, la somma delle sue cifre fa 13), teatro di oltre 50 decessi quasi tutti per suicidio, morti naturali o annegamenti (di cui uno nel brodo di pollo). In questa stanza si troverà a vivere un impressionante sfida contro le oscure presenze che la abitano, rivivendo eventi devastanti del suo passato, tra cui la morte della piccola figlia, che fa un po' da centro a tutta la trama del film.

Il film è in totale crescita per tutta la sua durata, non si punta tanto allo spavento improvviso (anche se qualche scena c'è e ci sta) quanto all'accumulo inesorabile di tensione, che ti fa vivere pienamente le paure che vive il protagonista. E si gioca soprattutto sul crescendo. Si parte dalle ormai classicissime accensioni improvvise ed inspiegabili degli elettrodomestici, lavandini e così via, a visioni della gente morta in passato in quella stanza, a catastrofi naturali (la stanza prima si congela, poi addirittura si allaga).

Finale tra le altre cose non banale. Infatti in molti si aspetterebbero che il film finisca nel momento in cui il protagonista annega nella stanza a New York e si ritrova in ospedale a Los Angeles dopo aver fatto un incidente col surf, facendo credere a tutto il pubblico che la stanza fosse un sogno.

Menzione perticolare per John Cusack, che recita da solo per quasi tutto il film, tenendo veramente bene tutta la scena.

La ricerca di vivere in posti leggendari per il protagonista rivela in realtà un'ansia, una ricerca di qualcosa che possa provargli che c'è vita dopo la morte, un posto in cui si possa trovare la figlia. Il ricongiungimento con la moglie e l'ascolto della registrazione su audiocassetta dell'ora vissuta all'interno della camera portano quasi chiaramente a pensare che l'abbia trovata...

venerdì 20 gennaio 2012

Dreamworks

Se il decennio che va tra il 1990 e il 2000 è stato decisamente segnato dai film Disney, quello tra il 2000 e il 2010 (e anche il 2011 perchè no) è stato segnato dai film d'animazione della Dreamworks.  Purtroppo non si possono confrontare in maniera equa i due decenni, visto che il primo film della Dreamworks Animation, "Z La Formica", risale al 1998, mentre i film della Disney hanno una storia che va ben oltre nel passato.

Ma se appunto gli anni 90 ci hanno dato film d'animazione indimenticabili da parte della Disney, questa è stata soppiantata quasi totalmente dai nuovi film d'animazione, fatti con una tecnologia di base molto diversa da quella che ha portato al successo film come "Il Re Leone", "Pocahontas", "Hercules", "Tarzan", "Aladdin" e chi più ne ha più ne metta. Ma perchè ora i film Disney del 2000 non hanno riscosso lo stesso successo, quasi inarrivabile, dei suoi predecessori? Probabilmente il fatto che questi nuovi film hanno fondamentalmente trame fatte per bambini, che attirano in modo diverso il pubblico più adulto.

Cosa che non si può di certo imputare ai film Dreamworks. Il faro nella notte per questa casa produttrice è stato sicuramente il successo planetario di "Shrek", seguito dai suoi seguiti, di "Madagascar", "Giù per il tubo", "Mostri contro Alieni", il più recente capolavoro "Kung Fu Panda"  e l'ultimo "Il gatto con gli stivali" (personaggio preso in prestito da Shrek ovviamente).

La cosa che si nota maggiormente in questi nuovi film sono le citazioni. Citazioni che un pubblico di bambini non può capire a fondo. Altra chiave del successo è la creazione di personaggi che fanno da "macchietta" per l'intero film. Personaggi secondari che tendono ad entrare nel cuore del pubblico per le poche scene, estremamente divertenti, in cui sono coinvolti. Basti pensare ai Pinguini di Madagascar, piccolissimi ed implacabili militari addestratissimi o al Gatto con gli stivali nei film di Shrek, grandissimo ed amorevole spadaccino. E soprattutto, si ride tendenzialmente per tutto il film, mentre i film Disney puntano molto di più sull'emozione.

giovedì 19 gennaio 2012

Hell Freezes Over

Tutti conoscono gli Eagles (almeno spero). Il 99% di quelli che li conoscono (me compreso fino a poco fa), li conoscono solo per la famosissima Hotel California. Di questi il 30% (ad essere generosi), conosce anche Desperado. Poi stop.

Recentissimamente un amico mi ha consigliato di vedere il video di questo live, Hell Freezes Over, il live che segnò la ufficiale reunion della band. In tutto questo già dall'inizio con Hotel California (guarda caso) sono rimasto sorpresissimo da come 17 anni dopo (Hotel California è del 1977, il live è del 1994) la canzone venga eseguita perfettamente, come se fosse una versione in studio. I cori sono sincronizzatissimi, in tutta la canzone (e poi in tutto il live) non esiste che questi migliaia di musicisti (perchè è vero, sul palco sono almeno una decina) sbaglino un solo colpo.

Poi scorri nelle canzoni e passando alla seconda, Tequila Sunrise, ci rimani malissimo perchè vedi che Don Henley, che prima cantava Hotel California, ora sta seduto alla batteria.

In tutto il live la band ripercorre fondamentalmente tutto il repertorio country, alternando perfettamente le voci di tutti i suoi componenti, infatti in tutto il live mi pare che solo uno non canti mai neanche una canzone.

Perle assolute e per me ottime scoperte la ritmata "Take it Easy" e la ballata "Love Will Keep us Alive" (di cui vi posto il video in fondo all'articolo).

Il rammarico di aver sottovalutato questa band, riducendola ad una sola canzone degna di nota in tutta la loro carriera mi pervade. L'unico modo per redimermi è iniziare ad approfondirli.





martedì 17 gennaio 2012

Hansel & Gretel?

L'ultima puntata di Once Upon a Time ci ha presentato (e forse non ce li farà mai più vedere) i personaggi di Hansel & Gretel. Ovviamente per creare trama i due personaggi sono ipoteticamente "complici" della Regina per rubare alla strega la mela che verrà poi data a Biancaneve. Tutto questo in cambio della promessa che il loro padre sarebbe stato ritrovato.

Mentre nel mondo reale i due gemelli si imbattono nello sceriffo Emma Swan dopo aver commesso un piccolo furtarello in un supermercato, Regina li costringe ad andare a vivere a Boston in adozione, che avrebbe comportato la loro separazione. Per evitare ciò Emma decide di darsi da fare per cercare il loro padre.

Puntata dalla trama orizzontale quasi totalmente assente, tranne l'avvicinamento tra Biancaneve e Emma grazie ad una coperta che Emma dice essere appartenuta ai suoi genitori (la madre come tutti sappiamo è proprio Biancaneve...) e al sorprendentissimo ingresso in città da parte di uno straniero (come tutti sappiamo Emma è stata la prima ed unica a riuscire ad entrare a Storybrook, il chè potrebbe destabilizzare molte cose).

La serie è già stata rinnovata per una seconda stagione visti gli ascolti al limite del trionfale, è chiaro che per questa stagione i giochi sono già fatti, ma non so come non riesco a vedere come una serie del genere possa andare avanti. Bellissima per carità, ma come prospettive a livello di trama non mi sembra molto ampia.

domenica 15 gennaio 2012

Alcatraz e il genio di J.J. Abrams

Come molti sanno, Lunedì 16 Gennaio comincerà in America la nuova serie creata da J.J. Abrams, Alcatraz. Come da tradizione per quanto mi riguarda, una serie di J.J. Abrams riceve a priori solo per il nome del creatore, 2 punti di vantaggio su tutte le altre serie mai viste, tranne una che poi è il suo vero capolavoro. Ovviamente non oserò scrivere il nome qui perchè è una serie troppo oltre e il solo nominarla una volta affiancata a questo nuovo telefilm potrebbe inficiarne il successo. Vi basti sapere che non mi riferisco nè ad Alias nè a Fringe, nè a Six Degrees nè ad Undercovers, ma proprio a quella serie lì.

Ora, la serie ancora non è iniziata e si scatenano sul web già i paragoni con quella serie lì. L'isola, persone scomparse, qualche attore in comune, paragoni che ovviamente creano grande aspettativa e che verrà ovviamente delusa, perchè quella serie lì non può essere paragonata con nessun'altra.

In breve la trama di Alcatraz. Tutti sapete che il carcere è chiuso da molto tempo (dal 1963 per precisione). Ecco, provate ad immaginare che durante il periodo in cui il carcere è rimasto in attività siano misteriosamente scomparse alcuni criminali che vi risiedevano. E provate anche ad immaginare che nel 2012 alcune di queste persone scomparse ritornino, senza essere invecchiate nemmeno di un giorno. Accattivante vero?

Avevamo visto già una cosa molto simile in 4400, che io ho abbandonato a un certo punto visti i ritmi eccessivamente lenti della serie e visto il fatto che non creavano nuove domande nè davano mai una volta che fosse una risposte a vecchie domande.

Qui si deve vedere proprio il genio di J.J. Abrams. E' ovvio che ambientare una serie ad Alcatraz renda il tutto molto molto più affascinante già in partenza, vista la storia del carcere, il mito che se ne è creato successivamente, la cinematografia che ne è derivata.

Attendo con un'impazienza devastante...

sabato 14 gennaio 2012

L'Inesorabile declino del cinema horror

Da qualche anno mi sono appassionato al cinema horror, cercando di guardare un po' di tutto, da quelli considerati grandi classici fino ad arrivare alle nuove leve del genere. E per quanto ci sia stata qualche autentica chicca negli ultimi 10 anni la banalizzazione del genere nel tempo e il suo inesorabile declino penso siano sotto gli occhi di chiunque.

Escludendo Shining (potrei scrivere migliaia di articoli su quanto adoro quel film e sul fatto che lo ritengo il migliore horror di sempre), dal passato ci sono arrivati "L'Esorcista", indiscusso capolavoro del genere, il geniale "Nightmare - Dal profondo della notte" di Wes Craven (ovviamente parlo solo del primo della lunga serie di 7 film che sono solo una pallida imitazione fatta da altri registi, tranne forse il settimo che si conquista un pezzettino della mia stima), il primo Scream, Rosemary's Baby, Suspiria di Dario Argento (questo lo adoro in maniera molto molto particolare) e tantissimi altri.

Il problema che hanno questi film "vintage" é che non hanno lo stesso effetto da paura folle che avevano negli anni in cui sono stati messi in onda. Li vedi ora e due persone su tre ridono degli effetti speciali antiquatissimi e delle inquadrature mirabolanti facendo perdere tutto l'effetto del film.

Decidi allora di buttarti su film horror recenti. La cui banalitá, a parte rare eccezioni, é disarmante. É purtroppo cambiata in modo inesorabile la maniera di fare paura alla gente. Si punta tantissimo sullo splatter oppure sullo spavento improvviso, senza riuscire a creare nello spettatore un minimo di tensione. Da notare anche come nella maggior parte degli horror del 2000 il cast sia quanto piú scadente passi il convento.

Quei film degni di nota invece sono molto piú vicini al "thriller paranormale" piuttosto che all'horror. Parlo ad esempio di The Others, il primo film della saga di Saw - L'Enigmista (gli altri sei li ho guardati perché una saga non si lascia mai incompleta, ma a parte il secondo che merita un pochino gli altri sono mezza spazzatura), 1408 molto molto carino e, chicca clamorosa, lo spagnolo "La stanza del bambino" che é capace di tenerti in tensione per un'ora e mezza senza puntare neanche un po' su spaventi improvvisi e scene raccapriccianti.

giovedì 12 gennaio 2012

AC/DC Live in River Plate

Oggi mi capitava di vedere qualche video riguardante il live degli AC/DC registrato a River Plate nel 2009. Considerando che Brian Johnson, grazie a quella tecnica vocale sciagurata che ha portato avanti per buona parte della carriera negli AC/DC (eppure quando cantava pulito nei Geordie la sua porchissima figura l'ha sempre fatta!) dopo 28 anni ha quasi completamente perso la voce che lo contraddistingueva. Considerando che nonostante sia nato anni e anni dopo la sua morte preferisco il cantato di Bon Scott. Cavoli che live!

Angus Young per come suona e come corre sul palco è ancora un ragazzino, osannato alla grande dal pubblico con cori che gridano il suo nome. Basti pensare al coro An-gus! An-gus! ritmato seguendo il riff iniziale di Whole Lotta Rosie, la folla in visibilio quando canta UNA frase di Dirty Deeds Done Dirt Cheap ("...but you ain't got the guts"), l'assolo lunghissimo in Let There Be Rock.

Altra immagine bellissima da vedere il buon Phil Rudd che continua imperterrito a fumarsi una sigaretta mentre suona la batteria come un pazzo!

Il finale con For Those About to Rock e i cannoni che sparano (frase di cui fa culto Jack Black in School of Rock, come dimenticarlo!).

La mia scena preferita di tutto il live però è quella che dà inizio a Hell's Bells. Brian Johnson sul prolungamento del palco che saluta la folla. Si gira verso il palco e parte con uno scatto velocissimo. Arriva sul palco e salta su una corda che fa suonare la campana facendo partire i famosissimi 13 rintocchi...





I Journey e le Nuove Direzioni

Nella prima stagione di Glee c'è grandissimo impiego delle canzoni dei Journey. Basti solo pensare che la serie inizia e finisce con la famosissima Don't Stop Believin'. Nella mia pagina su Facebook in cui parlo dei telefilm mi sono lamentato del poco rock presente nelle puntate di Glee, ma mi sono dovuto ricredere dopo poche puntate leggendo la lista delle canzoni che sono state cantate nel corso delle 2 stagioni e mezzo ormai.

Premetto che non mi permetterei mai di confrontare i Journey con il cast di Glee semplicemente perchè siamo su due piani musicali molto molto differenti e distanti anni luce anche. Addirittura nemmeno Rachel, la cantante forse più brava del cast di Glee e sottolineiamo, donna, riesce ad arrivare alla tonalità toccata dal grandissimo Steve Perry.

Nonostante tutto questo la cover di Don't Stop Believin' la ritengo ben riuscita. Faithfully non è una canzone che amo particolarmente nè conosco abbastanza quindi preferisco tralasciare. Una nota di demerito va invece al mash-up "Any Way you Want It/Lovin', Touchin', Squeezin'". Due canzoni che tra loro c'entrano ben poco, cantate bene, chiaro, ma nessuno mangerebbe mai una bistecca con sopra la nutella (almeno, lo spero).

La prima veloce, tipico rock 'n roll anni 80, la seconda classica ballad, in cui i Journey erano molto ferrati, dai ritmi lenti. La scelta di farne un mash-up non mi è sembrata affatto vincente anche perchè per forza di cose non si poteva rallentare Any Way you Want It e si è stati costretti a velocizzare Lovin', Touchin', Squeezin' perdendone tutto il suo effetto e riducendola a due parole del ritornello.

Dunque Don't Stop Believin' alla fine della prima stagione è stata annoverata tra le canzoni più rappresentative del telefilm. Di certo i bravi cantanti che ci sono all'interno dello show avranno ringraziato alla grande Steve Perry per questo loro successo...

 

martedì 10 gennaio 2012

Tremotino

E' iniziata ormai da qualche settimana la serie considerata un cult per quest'anno, Once Upon a Time (in Italia, C'era una volta). Trovo l'idea che sta alla base della serie una cosa abbastanza geniale e alcuni personaggi sono stati creati e interpretati veramente molto bene.

Un personaggio che mi ha affascinato molto fin dall'inizio di questa serie è quello che dà il titolo a questo post. Il motivo è molto semplice: non sai da che parte prenderlo. E' uno dei buoni? E' uno dei cattivi?

Ed è proprio questa contrapposizione che rende il personaggio ai miei occhi veramente molto accattivante. La doppia faccia è la caratteristica che lo contraddistingue di più, nel mondo delle fiabe sembra essere chiaramente uno dei cattivi, a Storybrooke sembra sempre pronto a volere aiutare Emma Swan nella sua missione, lasciandoti sempre il dubbio se faccia le cose per un suo puro interesse personale.

Ed è proprio questo il punto. In una serie tv come questa è necessaria una netta demarcazione tra il bene e il male o la presenza di un personaggio che gioca solo per sè può servire a dare quel qualcosa in più?

Scrivo tutto questo dopo aver visto la puntata andata in onda la scorsa notte, che mi ha dato l'ispirazione per scrivere questa considerazione. La puntata secondo me lascia la questione Tremotino apertissima e aumenta di moltissimo le difficoltà nel catalogare il personaggio e nel collocarlo in una delle due parti all'interno della serie.

domenica 8 gennaio 2012

Mi è venuta una strana fissazione

In questo ultimo periodo, diciamo da un qualche mese, ho iniziato ad avere una fissazione quasi maniacale per quel mondo demoniaco chiamato "Serie TV". E fin qui uno dice: "Tutto bene". Invece no. L'idea di questo blog nasce dalla serie che sto guardando e che mi sono letteralmente divorato nelle ultime settimane, una serie che tantissimi di voi che mi leggerete non approveranno... Glee.

Da qui l'illuminazione: musica, serie tv, cinema tutte in un unico blog. Cosa c'entra con Glee? In realtà non lo so. Forse l'argomento di cui voglio trattare è un po' presuntuoso, visto che ascolto prevalentemente un solo tipo di musica, guardo serie tv di un certo tipo e non mi ritengo affatto un esperto di cinema. Voglio solo condividere qualcosa e magari perchè no, provare a far scoprire qualcosa di nuovo a qualcuno.

Avevo già un'idea per scrivere un bell'articoletto stasera, ma visto che il mio blog comincia così rimando gli argomenti interessanti a domani!
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