martedì 28 febbraio 2012

In Time

La Locandina del film, con Justin Timberlake e Amanda Seyfried

Uscito da poco nelle sale cinematografiche italiane, io lo avevo accolto con un commentino su Facebook in cui affermavo che per quanto la trama fosse interessante, un film con Justin Timberlake puzzasse di merda da lontano un miglio. Alcuni amici, in particolare uno, hanno commentato consigliandomi Alpha Dog. Ovviamente non ho visto Alpha Dog ma In Time, semplicemente perchè è nuovo, molto pubblicizzato e il tema è molto interessante.


La trama in breve: in un futuro prossimo (circa alla fine del XXI secolo) il progresso e le scoperte scientifiche hanno portato alla conquista di una sorta di immortalità. Infatti le persone sono programmate geneticamente per raggiungere il venticinquesimo anno di età, dopo il quale hanno soltanto un altro anno di vita. Per continuare a vivere devono acquistare il tempo, che è diventata la moneta con cui la gente viene pagata del proprio lavoro ed anche la moneta con cui la gente paga per l'acquisizione di beni e servizi. Il nostro protagonista, Will Salas, vive nella zona 12, la zona più povera, in cui la gente vive letteralmente alla giornata, guadagnandosi all'incirca un giorno di vita per ogni giorno di lavoro. Will viene accusato di avere ucciso un uomo e di avergli rubato oltre un secolo di vita, così è costretto alla fuga e a mettere in atto un piano per "riabilitare" la zona 12.



Will e Sylvia in fuga

Non ho mai guardato molti film di fantascienza. Molti di quelli che ho guardato però, rischiano di far cadere il reale tema che trattano facendo diventare l'intera pellicola un film d'azione, con qualche particolarità aggiuntiva. Secondo me ci cade anche In Time. Come detto, il tema molto molto interessante. L'immortalità, la sua ricerca, il controllo delle vite umane decidendo già alla nascita quanto dovranno vivere. Temi che questo film poteva trattare e che vengono sviluppati solamente in minima parte.


Se prima però questo film mi puzzava di merda da lontano un miglio, guardandolo ne sono comunque rimasto coinvolto. Nonostante deluda le mie aspettative su tutti i temi che un film del genere potrebbe trattare, ma che vengono banalizzati in un semplice film d'azione, l'intero risultato si lascia guardare.




[caption id="" align="alignright" width="414" caption="La mamma di WIll Salas"][/caption]

La protagonista femminile, Amanda Seyfried, non mi è particolarmente piaciuta. Mi è sembrata molto anonima. Diciamo che con l'equivoco iniziale Olivia Wilde madre di Justin Timberlake, forse se avessero scambiato i ruoli delle due attrici il risultato sarebbe stato migliore.


Piccola apparizione anche per l'idolissimo Johnny Galecki, l'attore che interpreta Leonard in "The Big Bang Theory".

sabato 25 febbraio 2012

The Woman in Black

Uscirà nelle sale il 2 Marzo, ma è già disponibile in lingua originale, allora, vista l'immensa curiositàche provavo verso questo film, ho deciso di guardarmelo. Ultimamente non mi fido troppo degli horror moderni, basati sullo spavento improvviso e pochissimo sulla tensione, ma questo, ispirato al romanzo gotico omonimo dell'autrice britannica Susan Hill, prometteva grande tensione, ambientazione molto evocativa e una trama interessante.




[caption id="" align="alignright" width="339" caption="Una locandina con primo piano del "Maghetto""][/caption]

La trama in breve: Arthur Kipps, avvocato londinese vedovo, viene incaricato di recarsi in un villagiio sperduto per partecipare ai funerali di una cliente defunta e occuparsi della sua eredità. La donna viveva in una magione circondata da paludi, in cui l'avvocato decide di soggiornare nel periodo di permanenza al villaggio. Ben presto scoprirà che intorno alla tenuta vi è una forte maledizione, che colpisce in particolar modo tutti i bambini del villaggio, causando strane e inquietanti morti.


Il film cerca di ricreare l'atmosfera gotica, soprattutto dando un'occhiata a costumi, ambientazioni e personaggi, e ci riesce in maniera significativa. Atmosfera gotica che contribuisce a creare la tensione, concentrata soprattutto (ovviamente) nei momenti in cui Arthur si trova da solo nella magione disabitata. Il nostro bravo "Harry Potter" (ecco diciamo che se volevo sponsorizzare un film horror non avrei scelto lui, ma mi farà ricredere), regge abbastanza bene la scena.


L'intero film cerca appunto di creare tensione e paura attraverso l'atmosfera, come secondo me un vero horror dovrebbe essere, così ci evitiamo l'abuso di spaventi improvvisi (stratagemma dovuto secondo me a scarsa fantasia e nient'altro) e di sangue gratuito (idem). Ovvio, qualche scena che ti fa saltare c'è, ma questo stratagemma non viene usato molte volte nel corso del film.


Il finale vale molto. Farà discutere chi lo vedrà ed è questo che secondo me un buon film deve "creare", molti decideranno in base al finale di amare od odiare questo film. A me è piaciuto molto, ma non riesco a ridurre l'intera ora e mezza a quella scena (che si, è da "Oh My God", però per come si sviluppa è anche abbastanza telefonata).


Non un capolavoro del genere, ma un buon film, soprattutto se lo confrontiamo con le ultime uscite horror mega-sponsorizzate che poi si rivelano delle cagate mostruose.

venerdì 24 febbraio 2012

6 passi nel giallo - Presagi

E' iniziato mercoledì 22 Febbraio questo ciclo di film gialli/thriller che andrà in onda su Canale 5 ogni mercoledì alle 21. Il promo mandato in onda promette brividi e grandi nomi della regia del mistero italiana, quali Lamberto Bava e il figlio Roy, a fare da regia a questi sei film, slegati l'uno dall'altro, che andranno in onda. Il primo di questi film è "Presagi", con Andrea Osvart, Craig Bierko e Alessandro Riceci. Inutile dire che di questi tre non ne conosco neanche uno.




[caption id="attachment_162" align="alignright" width="330" caption="La bambina "protagonista" del primo film del ciclo."][/caption]

La trama in breve: Annalisa Dossi (Andrea Osvart) è proprietaria di un bar a Malta. Ha perso il marito tre anni prima e vive con la figlia Margherita. Annalisa ha spesso dei sogni o delle visioni che le prevedono eventi futuri. In uno di questi sogni vede una bambina in fuga che viene inseguita da un uomo in nero, che presto si trasforma in una pantera. La donna avverte la polizia ma non viene creduta. In realtà, invece, è appena scomparsa una bambina che è molto simile a quella del sogno. L'unico a crederle è il detective Harry Chase, ex agente dell'FBI, che inizierà ad indagare basandosi sulle sue visioni.


Diciamo che il film, per quanto riguarda la trama, la fotografia ben curata (soprattutto nelle scene dei sogni), il film regge. E' un discreto film giallo adatto per il pubblico televisivo che non si vuole impegnare troppo. Peccato per gli attori e per i doppiatori (il film è stato girato tutto in inglese). Se da un certo punto di vista gli attori sono molto anonimi, l'espressività del volto è quasi nulla, mantengono sempre la stessa faccia per tutto i film nelle situazioni più disparate, il vero duro colpo inferto alla buona riuscita del film è stato il doppiaggio. Recitato malissimo, senza alcun tipo di coinvolgimento e recitato in maniera pessima durante tutte le scene di tensione (anche se poche).


Insomma, questi grandi nomi del grande cinema giallo promesso mi hanno deluso in questa prima puntata. E' ovvio che se i doppiatori rimarranno grosso modo gli stessi per tutto il resto del ciclo questi film che andranno in onda non potranno di certo funzionare. Potrei dare una nuova possibilità guardando il prossimo film "Sotto protezione", ma le premesse, visto come è stato trattato il primo film, non mi affascinano per niente.

mercoledì 22 febbraio 2012

Supernatural - L'evoluzione

Negli ultimi post mi sono sempre dedicato a scrivere qualcosina sulle serie nuove, quelle appena uscite che fanno più o meno successo in America. In questo articolo invece cercherò di rappresentare, in maniera più o meno personale, come una serie di buon successo, che ha ormai sette anni, si sia evoluta nel tempo e durante le sei stagioni e mezzo che sono finora andate in onda.



Sam e Dean agli inizi... Sam è diventato quasi un'altra persona!
Come chi l'ha vista sa bene tutto inizia il 2 Novembre del 1983, quando Mary Winchester muore per mano di un demone che incendia la loro casa. Da quel momento il marito John decide di vendicarla, addestrando i suoi stessi figli alla vita da cacciatori di demoni, mostri e varie ed eventuali, con l'obiettivo di trovare quel demone che uccise la moglie. Ventidue anni dopo, John scompare misteriosamente e Dean decide di andare a cercare Sam all'università di Stanford per chiedergli un aiuto nelle ricerche. Inizialmente riluttante, Sam decide di seguire Dean, dopo che la sua ragazza viene uccisa dalle stesso demone che ventidue anni prima gli portò via la madre. La prima e la seconda stagione si occupano fondamentalmente delle ricerche di questo demone, Azazel, che ha sparso in giro per il mondo il suo sangue, facendolo bere ai bambini nel giorno del compimento del loro sesto mese ed uccidendo le loro madri. Ovviamente Sam è tra questi.

Con una prima stagione dalla forte verticalità (le puntate sono molto divise l'una dall'altra e sembra che la trama reale dell'intera serie non interessi) sono state create una seconda stagione che pur mantenendo una gran componente verticale (il demone/mostro di settimana c'è sempre) vuole comunque tenere ben chiaro quale sia l'obiettivo, senza mai farcelo dimenticare. Ed è dalla seconda stagione che iniziano anche le grandi citazioni o rivisitazioni bibliche. Infatti Dean, per resuscitare Sam ucciso da uno dei mostri creati da Azazel, sigla un patto con un demone, che in cambio gli chiede la sua vita esattamente un anno dopo.


Ed è così che si è creata una grande trama orizzontale per la terza stagione. Un piccolo escamotage, come l'uccisione di uno dei due fratelli, crea le premesse per la terza, ma perchè no anche per la quarta e la quinta stagione, le tre meglio riuscite sicuramente. Mentre nella terza si cerca una via per salvare Dean da morte certa conosciamo il demone Lilith, che ci accompagnerà per due stagioni, così come Ruby, anche lei demone che cercherà l'amicizia dei due fratelli. Ma come ormai sappiamo, i demoni mentono, è nel loro "DNA" e forse l'amicizia di Ruby non era la più giusta.



Ecco i due corpi (molto molto sexy), di cui si è impossessata Ruby!

Dicevo, la terza, la quarta e la quinta stagione sono quelle più riuscite. Alla fine della terza non si riesce a salvare Dean dal patto col demone. Risultato: un'altra resurrezione, preparata per la prima puntata della stagione successiva, per mano di Castiel, un Angelo mandato da Dio. Ecco è in questa stagione che i due fratelli scoprono che oltre a qualcosa sotto di loro (l'Inferno), c'è anche qualcosa al di sopra, il posto in cui vivono Angeli e Arcangeli. Ed è nella terza stagione che ci viene introdotta la trama per l'Apocalisse, che si verificherà se Lilith riuscirà ad aprire i 66 sigilli necessari per aprire la gabbia di Lucifero. I nostri eroi però non sanno che il loro maggiore nemico, proprio Lilith, è l'ultimo sigillo e che quando verrà ucciso, le porte dell'Inferno si apriranno, mettendo Sam e Dean davanti al loro destino. Ebbene si, Lucifero vs Michele, per i quali i due dovranno essere il tramite terreno. Sam sarà il tramite di Lucifero, mentre Dean è destinato ad essere quello di Michele. Qui scopriamo anche che tutto era stato preparato a puntino, già da Azazel il 2 Novembre del 1983, rendendo Sam l'unico uomo al mondo in grado di fare da tramite per Lucifero.



Castiel col suo impermeabile da esibizionista!

Mentre entrambi non vogliono adempiere al loro destino, si dovrà arrivare ad una conclusione in qualche modo, e mentre Sam accetta di fare da tramite a Lucifero, Dean non accetta di farlo per Michele e così, scoperto un modo per riaprire la gabbia, Sam/Lucifero si getta all'interno di essa assieme al nuovo tramite di Michele, ponendo probabilmente fine ad un'era. Infatti, non c'è modo per liberare Sam da laggiù.


Ma, ecco, sorpresa delle sorprese, all'inizio della sesta stagione Sam ritorna. Senza anima. Si perchè con l'anima sarebbe stato tutto troppo difficile, sopportare tutto ciò che aveva visto Sam durante lo scontro epocale tra Lucifero e Michele all'interno della gabbia. Ma Sam ha bisogno della sua anima e allora "Morte" (uno dei cavalieri dell'Apocalisse) decide di costruire una barriera all'interno del suo cervello, che non gli permetta di "ricordare". Una sesta stagione che è sicuramente la meno riuscita di tutte. Un mischione tremendo in cui non si capisce bene, se non proprio nelle ultime puntate, dove si voglia andare a parare. Eh si, perchè Castiel, ormai corrotto dal demone Crowley (che è diventato il nuovo padrone dell'Inferno dopo la dipartita di Lucifero), decide di conquistare il Purgatorio (abbiamo conosciuto l'Inferno, il Paradiso, una qualche citazione del Purgatorio ci stava anche) per impossessarsi di tutte le anime che vi abitano e diventare il nuovo "Dio". In questa serie si torna alla verticalità vertiginosa, puntate e storie di due/tre puntate fini a sè stesse, in cui solo il finale, indegno per quello che poteva diventare, ma recuperato alla grande a inizio settima stagione, riesce a dirci qualcosa di utile.



Il primo corpo di cui si è impossessato Lucifero ed anche il corpo che vede Sam nel suo delirio post-gabbia!

La storia Castiel-Dio infatti non può durare a lungo. Il corpo di un semplice angelo non può contenere tante anime così potenti, tra cui spiccano tutte le anime dei Leviatani (altra bella citazione biblica) che prima o poi avranno il sopravvento su di lui e inizieranno a terrorizzare il mondo. Ora. La settima stagione per come viene presentato il cattivo di turno, per come Sam sia in preda alla pazzia dovuta all'abbattimento della barriera del suo cervello, era iniziata molto bene. Ma piano piano la storia di Lucifero viene accantonata (e ripresa solamente molto bene nell'ultima puntata prima della pausa) e i Leviatani fanno vittime per tutta la prima parte di stagione e sono al centro dei pensieri dei due fratelli, per poi sparire inspiegabilmente (a memoria saranno cinque o sei puntate che non se ne parla) in maniera poco poco credibile, sperando che venga ripresa fin da subito quando, tra tre settimane la serie ricomincerà.


Allora, io amo questa serie. E' chiaro che sia calata, il calo, dopo sette stagioni è anche fisiologico. L'importante è che la storia non scada mai nel ridicolo, abbandonando mostri e quant'altro per creare solo puntate fini a se stesse. Speriamo si riprenda bene in queste prossime puntate finali di questa settima serie, perchè sarebbe un peccato lasciarla morire così.

La nuova piega di Once Upon a Time

Negli ultimi tre episodi di Once Upon a Time ("C'era una volta" in Italia), la serie ha preso una piega ben precisa, cercando di focalizzare maggiormente l'attenzione sul singolo episodio piuttosto che sulla trama orizzontale dell'intera serie. Ed ecco che così ci vengono presentati dei personaggi secondari che entrano nella storia dandole un significato ben preciso.


Il primo personaggio, nell'episodio Fruit of the Poisonous Tree, che ci viene presentato è il Genio di Agrabah o Genio della Lampada che dir si voglia, che nella realtà fiabesca poi, con un colpo di genio degliautori, è diventato lo Specchio Magico della Regina. Secondo me dei tre personaggi che ci vengono presentati è stato il migliore. Innamorato della Regina a tal punto da tradire il Re (l'uomo che tra l'altro ha desiderato la sua libertà dalla schiavitù della Lampada) nel mondo delle fiabe, subdolo e calcolatore nella realtà di Storybrooke.


I secondi personaggi, nella puntata di San Valentino, sono la Bella e la Bestia. Belle, interpretata dalla magnifica Emily de Ravin (che visto il finale di puntata, se dovesse tornare come personaggio fisso della serie non potrei che esserne contento... Adoro quell'attrice dall'interpretazione di Claire in Lost) e la Bestia che in realtà non è il mostro famoso della fiaba ma è Tremotino. La storia della puntata è un po' fine a se stessa, non fosse per l'ufficiale rivelazione che Mr Gold nella realtà di Storybrooke sa di essere stato Tremotino. Non che fosse un mistero, l'avevamo capito tutti, però è sempre bene che ce lo dicano chiaramente. La storia è stata fatta molto bene, non si discosta quasi per niente dalla vera fiaba, è stata fatta più che altro per creare qualcosa di carino per San Valentino.


E l'ultima puntata è invece quella che ci ha dato qualcosa in più sul futuro. La puntata racconta la storia della promessa sposa del Principe Azzurro (che a Storybrooke è sua moglie) e del suo amato Frederick, trasformatosi in una statua d'oro per aver toccato il padre di lei, Re Mida e tanto di comparsa di una Sirenetta assassina, che si trasforma nei desideri più reconditi degli uomini che le vanno a fare visita. In tutto questo ci viene fatto vedere nella realtà di Storybrooke come il Principe Azzurro tenti di fare andare avanti la propria storia con Mary Margareth nonostante la presenza della moglie.


E, dopo aver accantonato per qualche puntata il fatto più strano accaduto nella serie, si è ritornati a parlare, seppur molto vagamente, dello strano figuro che è riuscito a entrare a Storybrooke!

martedì 21 febbraio 2012

Awake


Il primo di Marzo uscirà una nuova serie televisiva, targata NBC, intitolata Awake. Ovviamente come accade molte volte il primo episodio della serie è trapelato e ci è arrivato un pre-air dell'episodio pilota.


La serie parla del detective della polizia Michael Britten che, dopo un'incidente stradale in cui sono coinvolti anche la moglie e il figlio, vive in due realtà parallele: una in cui è morto il figlio, l'altra in cui è morta la moglie. Michael farà così in modo di vivere una sorta di doppia vita, portandosi i problemi dell'una e dell'altra realtà sempre con sè, il tutto continuando a risolvere i casi che si presentano alla polizia.


Ho appena visto il pre-air e posso dire che mi è abbastanza piaciuto. Il tema trattato è stato visto molte volte in molte salse differenti, ma in questo caso ha una visione un po' più originale secondo me. Il regista della serie vuole farci capire bene quali siano le due realtà e da cosa siano contraddistinte. Esempi lampanti sono gli elastici che Michael porta al braccio: uno è verde e viene indossato nella realtà in cui è vivo il figlio, l'altro è rosso, indossato nella realtà in cui vive la moglie. Altro esempio è la colorazione di fondo e le tinte del paesaggio: tonalità che danno sull'azzurro dove è vivo il figlio, giallo/rossastro dove è viva la moglie.


Importanti figure sono i due psicanalisti di Michael. Entrambi che tentano di convincerlo che la realtà sia una sola e che l'altra sia un sogno, ma lui è cosciente di essere sveglio in entrambe le realtà (oppure di non capire quando è sveglio o quando sta"dormendo"). Più che altro gli psicanalisti non servono a lui, che è convinto e vuole continuare a vivere la doppia vita, ma servono a noi spettatori, che potremmo rimanere confusi dalle due realtà.


Attendo con dovuta impazienza l'inizio ufficiale della serie, che sono sicuro ci regalerà qualche bel momento televisivo, sperando che gli autori abbiano deciso di trattare la trama con le dovute "pinze", perchè sì, è potenzialmente molto interessante, tanto quanto potrebbe potenzialmente trasformarsi in una panzana bestiale.

lunedì 20 febbraio 2012

The Next Three Days


Visto l'altra sera questo film del 2010 con Russel Crowe, anche lui non poteva esimersi dal mio personalissimo commento.


La trama in breve: Lara Brennan viene accusata di omicidio e incarcerata. Il marito John Brennan è convintissimo che sua moglie sia innocente per cui decide di fare di tutto pur di liberarla di prigione. Dopo aver fallito i vari tentativi di ricorrere in appello e dopo un tentativo di suicidio da parte della donna sventato dalle guardie carcerarie, decide per il gesto estremo: pianificare un'evasione.


Il film rispecchia molto bene le sensazioni che prova la famiglia della donna, composta dal marito John e dal figlio George, nell'affrontare l'accaduto. Tutti credono ovviamente che la donna è innocente e grazie a questo anche lo spettatore si identifica nella condizione tanto da giustificare l'evasione. Nonostante tutto questo trovo che il film abbia avuto veramente poco da dire. Russel Crowe, di cui adoro molti film, offre una prova abbastanza anonima, di certo non alla sua altezza. E, tra parentesi, Luca Ward, bravissimo e storico doppiatore dell'attore, quando parla a bassa voce lo odio perchè non si capisce niente di quello che dice.


La trama mi sembra piuttosto sempliciotta, ok che quello dell'evasione e dei casi in cui qualcuno è accusato ingiustamente sono utilizzati e riutilizzati nel cinema, ma questo non aggiunge assolutamente niente di nuovo. Il finale del film poi è abbastanza scontato e non ti lascia alcuno spunto successivo.

venerdì 17 febbraio 2012

Birdsong

Ormai sono molti anni che la BBC ci regala dei grandi sceneggiati televisivi sui grandi romanzi della letteratura inglese. Grandi esempi sono "Orgoglio e Pregiudizio", "Cime Tempestose", fino ad arrivare al più recente "Great Expectations" (di questo ne sono stati fatti molti). Stavolta è toccato a "Birdsong" di Sebastian Faulks. Mi esprimo sullo sceneggiato senza aver letto il libro e posso dire che funziona.


Il film esplora su due storie parallele la storia d'amore tra Stephen Wraysfrod, ospite in casa Azaire in Francia, con Isabelle, sposata con il padrone di casa, e la vita in trincea durante la Prima Guerra Mondiale, per la quale Wraysfrod è tenente. Quindi, mentre da una parte vediamo il corteggiamento, l'innamoramento tra i due e la fuga da casa Azaire, dall'altra vediamo un personaggio molto duro, arido, quasi senza emozioni. Sappiamo però che la sua durezza d'animo è dovuta sia ai grandi dolori provocati dalla lunga guerra in trincea, sia alla lontanaza del protagonista dal suo amore, dal quale non sa nemmeno se riuscirà a tornare.


Lo sceneggiato è caratterizzato da ritmi molto lenti, l'obiettivo è proprio quello di farci vedere le varie fasi dell'evoluzione delle emozioni dei protagonisti. Mentre nella parte della storia d'amore molto è giocato sugli sguardi tra i due, durante le scene che ritraggono la guerra moltissimi sono i primi piani, che lasciano trasparire un indurimento sempre più forte.


Il cast è di alto livello, per essere una produzione televisiva. Vediamo Eddie Redmayne nei panni del tenente Wraysfrod (l'abbiamo già visto nei panni di Jack nel grandissimo "I Pilastri della Terra"), Clémence Poésy nel ruolo di Isabelle (già vista in "Harry Potter e il calice di fuoco") e Matthew Goode nel ruolo del Capitan Grey. Tutti e tre si comportano egregiamente per tutta la durata dello sceneggiato (due puntate da un'ora e venti ciascuno) senza lasciar trasparire cali nè falle nella trama.

mercoledì 15 febbraio 2012

Nosferatu - Il Vampiro

Dopo tutto era un film che, arrivato a 21 anni, non potevo evitare di vedere. Appassionato di cinema e soprattutto di cinema horror quale sono, ancora più in specifico di vampiri, la visione di questo vero capostipite e pioniere del genere non potevo rimandarla ulteriormente. Murnau riesce a creare, con i pochissimi strumenti disponibili all'epoca (parliamo del 1922) un film che rimarrà, anche per puro caso, nell'immaginario collettivo e vi rimane tuttora.


Per puro caso, perchè? Come sapete il film è "liberamente" ispirato al romanzo "Dracula" di Bram Stoker. Liberamente mica tanto, è una vera e propria trasposizione, solo che per motivi dovuti ai diritti d'autore Murnau ha dovuto modificare i nomi dei personaggi. Così il conte Dracula diventa Orlok, Peter Hawkins diventa Thomas Hutter e Mina diventa Ellen. Ma ciò ovviamente non bastò, infatti la vedova di Bram Stoker intentò una causa per violazione dei diritti d'autore, la vinse, e il tribunale ordinò che tutte le pellicole esistenti del film venissero bruciate. Se ne salvò clandestinamente una, quella destinata ad arrivare fino ai giorni nostri. Ribadisco, per fortuna.


Cimentarsi con un film del genere dunque non è certo una cosa facile. E' stata anche la prima volta in cui mi sono cimentato con il cinema muto in cui è solo la colonna sonora a farla da padrone. Colonna sonora, appunto. Composta probabilmente con un solo pianoforte, molto ripetitiva (in un'ora di pellicola saranno probabilmente quattro o cinque le musiche che si ripetono ciclicamente) che ti dà anche molta molta angoscia.


E poi c'è Nosferatu, interpretato da Max Shreck, il bruttissimo conte Orlok. Molto belle e suggestive sono le inquadrature in cui lui è protagonista, dal momento in cui si solleva dalla bara, alla famosissima ombra sul muro, per la quale il protagonista non viene appositamente inquadrato, per dare l'illusione che ci sia solamente un'ombra senza corpo che la determini.


Molte sono le leggende che si sono formate intorno alla realizzazione del film. Dall'ipotesi secondo cui Murnau si fosse recato nei Carpazi prima di girare il film per cercare un vero vampiro per interpretare Orlok, al fatto che dietro le vesti del conte Orlok in realtà si celasse lo stesso Murnau, fino ad arrivare ad un film girato nel 2000 che cavalca l'ipotesi secondo cui lo stesso Max Shreck fosse un vero vampiro.


Insomma un film leggendario, che deve molto del suo successo anche a questo, oltre appunto alla miriade di immagini che ormai sono diventate di culto tra gli appassionati.

martedì 14 febbraio 2012

Giustizia Privata


Clyde Sheldon, ex ingegnere per il governo americano, decide di licenziarsi e di passare il suo tempo con la famiglia. Proposito che viene distrutto da due criminali che, dopo aver fatto irruzione in casa sua, uccidono e violentano la moglie e la figlia. Al processo il procuratore Nick Rice decide di patteggiare per vincere la causa, ottenendo la condanna a morte per solo uno dei due criminali. Dieci anni dopo, il giorno dell'esecuzione, il condannato muore dopo una lunga sofferenza (l'iniezione letale dovrebbe essere indolore) e Darby, l'altro criminale ormai libero, viene fatto a pezzi dallo stesso Clyde. Arrestatolo, inizia una lunga catena di omicidi, esplosioni e attentati contro le autorità del paese, compreso il procuratore Nick Rice (principale obiettivo di Clyde) , con l'intento di vendicare la morte della moglie e della figlia.


Un thriller ben riuscito, senza infamia e senza lode. Gerald Butler interpreta molto bene lo spietato, ma sofferente, vendicatore, ingegnere di un'intelligenza e una capacità sopraffine nel pianificare ogni sua mossa. Se la macellazione dei vari obiettivi a me interessa relativamente, molto ma molto bello è il dualismo Clyde/Nick, interpretato da Jamie Foxx, che tirano fuori i dialoghi più belli e importanti del film, che lasciano comunque ad una riflessione abbastanza scontata visto il tema trattato.

lunedì 13 febbraio 2012

The Walking Dead - Il Ritorno

Sono ormai tre mesi che attendo. Una delle mie serie preferite in questo periodo andò in pausa lasciandoci in sospeso su una questione molto molto sconvolgente. Ebbene si, nella prima parte di stagione non è che sia successo granchè. Viene smarrita Sophia, Rick, Shane e soprattutto Daryl si danno da fare in ogni modo per trovarla senza successo. Nel frattempo Carl, figlio di Rick, viene colpito da una pallottola durante un incidente di caccia, così i  nostri protagonisti sono accolti nella fattoria di Hershel, un veterinario che tenta, riuscendoci, di salvare la vita a Carl. E così tra gli infiniti pianti,discorsi sul fatto che non ci sia più speranza e tanto altro, alla fine della prima parte si scopre proprio che il buon Hershel teneva nella sua fattoria tutti i suoi famigliari, ormai divenuti zombie, nella speranza di trovare una cura, e tra questi c'era anche Sophia.

La speranza muore. Con questo titolo si chiudeva la prima parte e in un certo qual modo si riapre anche la seconda. Vediamo i personaggi intenti ad organizzare una sorta di funerale per le vittime, Hershel, disperato, va ad ubriacarsi in un bar in città e Rick e Glenn vanno a cercarlo, incontrando due loschi figuri che [SPOILER ENORME] per me che ho letto il fumetto secondo me saranno molto molto importanti ai fini della storia (se saranno loro quelli che penso io)...[FINE SPOILER ENORME].

La serie è ripartita bene, mantiene i suoi ritmi lenti e angosciosi. Probabilmente è una delle serie più tristi che abbia mai visto, a memoria ricordo veramente due/tre sorrisi ad esagerare, il che la rende molto molto più angosciante. La voglia di andare avanti non te la toglie di certo, ma penso che rispetto alla prima serie andata in onda un anno e mezzo fa abbia perso qualcosa.

giovedì 9 febbraio 2012

The River

Martedì notte è andata in onda la premiere di una nuova serie tv, una serie tv horror (ultimamente va di moda, dopo American Horror Story e The Walking Dead) incentrata sulla ricerca di un noto esploratore, conduttore di un programma tv, Emmet Cole, disperso durante una puntata del suo programma in Amazzonia. Da qui nasce l'idea di creare una sorta di reality show che segua le vicende della moglie di Emmet, Tess, del figlio Lincoln impegnati nelle ricerche dell'uomo.

In tutto questo i protagonisti della serie andranno ad incontrare i più grandi misteri di quel posto, che hanno a che fare fondamentalmente con la magia nera, aiutati anche dal ritrovamento  nella Magus (la nave con cui era partito Emmet) di alcune registrazioni che documentano gli ultimi eventi prima della notizia della scomparsa.

Questa doppia premiere mi è piaciuta molto, è in grado di tenere l'attenzione puntata su ciò che può accadere e ciò che accadrà in futuro. Lo stile fa molto Paranormal Activity (infatti tra i produttori abbiamo proprio Oren Peli, sceneggiatore della più grande cagata tra i film horror degli ultimi anni), qualche ripresa in quel senso è presente, soprattutto nel secondo episodio andato in onda. Per fortuna grazie allo stratagemma delle riprese fatte per un programma televisivo, non abbiamo la telecamera che si muove a caso e vomitevolmente in stile Lucignolo (potrei uccidere chiunque pensa a ta-ta-ta-tata-tata-ta-ta-ta-tata come "la musica di Lucignolo") o in stile Cloverfield (altra bella roba...), ma le riprese sono fatte da professionisti che grazie al cielo hanno anche la mano ferma.

Purtroppo gli ascolti sono stati molto deludenti. 2.5 di rating il primo episodio, calato poi a 2.2 nel secondo episodio, fanno sentire sul collo i fantasmi (è proprio il caso di dirlo), della premiere del remake di Charlie's Angels, cancellato dopo poche puntate, e di Pan Am, la cui cancellazione sarà quasi sicura. Sperando che nei prossimi episodi gli ascolti si risollevino, perchè secondo me questa serie merita davvero, ma forse il problema è un altro in realtà. Le serie totalmente orizzontali, dopo Lost, non destano più il dovuto interesse.

mercoledì 8 febbraio 2012

Smash

Ormai si fanno serie tv su ogni argomento e questa nuopva serie tv, molto attesa in tutta America e anche in Italia a quanto pare (il canale Premium Mya la manderà in onda già tra due settimane, praticamente in contemporanea con la programmazione USA). La nuova serie tv di Steven Spielberg, incentrata su un gruppo di attori e cantanti teatrali che tenta di portare a Broadway un musical originale dedicato a Marilyn Monroe e di far sì che questo sia un grande successo (uno Smash, appunto).

La storia è incentrata sui due autori del musical, Julia Houston e Tom Leavitt, aiutati dal coreografo Derek Willis. La puntata pilota inizia a farci vedere come il mondo del teatro sia competitivo al massimo e molte volte si basi soltanto sulle prime impressioni. E' così che Karen Cartwrigh impressiona Derek durante il primo provino, essendo l'unica a presentarsi non interpretando Marilyn Monroe, ma portando "soltanto" la sua voce (canta Beautiful di Cristina Aguilera). Ed è così che a quanto pare inizia il ballottaggio per il posto da protagonista nel musical con la biondissima Ivy Lynn, che sembra tagliata dal sarto per il ruolo, soprattutto dal punto di vista prettamente fisico.

Una serie che non può fallire, visti anche i recenti insuccessi televisivi di Spielberg (Terra Nova e Falling Skies vi dicono qualcosa?). Gli autori non possono commettere errori, sicuramente la trama dell'episodio pilota, che è servita tantissimo per introdurci i personaggi, le future rivalità, e perchè no anche quelle già in atto, dato che Tom e Derek si odiano ad esempio. Ci viene introdotta anche la vita della produttrice del musical, Eileen Rand, alla quale il marito ha portato via praticamente tutti i soldi dopo il divorzio, cosa che potrebbe ovviamente creare problemi per la riuscita del musical.

Altro ambito in cui non si può proprio sbagliare sono proprio le canzoni, scritte ad hoc per la serie e che per quello che si è sentito nella puntata pilota funzionano molto. A queste poche canzoni che ci sono state fatte sentire si aggiungono le magnifiche cover di Beautiful e di Somewhere Over The Rainbow, eseguite perfettamente da Karen nei due provini a cui partecipa nel corso della puntata.

martedì 7 febbraio 2012

House of Lies

E' iniziata ormai da un mese questa nuova serie di Showtime incentrata su un team di consulenti finanziari, guidato da Marty Kann (Don Cheadle), assistito da Jeannie Van Der Hooven (Kristen Bell, vi dice qualcosa Veronica Mars?). Purtroppo la prima puntata sottotitolata in italiano è uscita solamente ieri, il che mi fa arrivare molto in ritardo.

La serie è una commedia, con tempi da sitcom, infatti ogni episodio dura tra i 25 e i 30 minuti. Minuti molto concentrati, infatti la puntata pilota scorre abbastanza velocemente, anche se purtroppo, con poche risate. I nostri consulenti finanziari si occupano prettamente di risollevare le sorti di una multinazionale in crisi, la cui perdita continua di titoli la sta sottoponendo a grossi attacchi da parte della stampa. Ovviamente i protagonisti della serie faranno di tutto, ma proprio di tutto, per risollevare le sorti di questa multinazionale. Il che vuol dire anche con ogni mezzo utile per intortare i suoi rappresentanti.

Per ora la mia impressione è positiva. Ci sono molti spunti perchè nasca una buona serie, magari con qualche risata in più sarebbe il massimo. Non mancano personaggi interessanti, come il figlio omosessuale di Marty, che lotta per un posto nel musical Grease nei panni di Sandy. La ex moglie di Marty, nonchè sua rivale in affari, con cui si ritrova Marty a letto proprio nella prima scena.

Inoltre stratagemma interessante l'abbattimento della quarta parete da parte del protagonista. A memoria recente ricordo che lo si faceva in Malcolm, ma qui è fatto soprattutto per spiegare come funziona il lavoro dei protagonisti, visto che comunque la comprensione del linguaggio e delle tecniche usate potrebbe non essere immediata per tutti.

Siamo un po' in ritardo, ma attendo i sottotitoli delle puntate per poter recuperare!

domenica 5 febbraio 2012

Millennium - Uomini che odiano le donne

Seconda trasposizione cinematografica per questo magnifico libro di Stieg Larsson, realizzata da uno dei maestri del thriller contemporaneo David Fincher (Fight Club).

Mikael Blonkvist, giornalista, perde una causa per diffamazione tramite la stampa ed è sull'orlo della rovina economica. A lui viene affidato un caso risalente a 40 anni prima, quando, nel 1966, la sedicenne Harriet Vanger scomparve nel nulla durante una riunione di famiglia nell'isola interamente abitata dalla famiglia Vanger. Il corpo della ragazza non fu mai ritrovato, ma Henric Vanger è convinto che ad ucciderla sia stato uno molto vicino alla famiglia, addirittura un membro della stessa.

In tutto questo si inserisce la storia di Lisbeth Salander, hacker ventiquattrenne asociale costretta a subire violenze sessuali in cambio di denaro dal suo assistente sociale. Nelle ricerche Mikael e Lisbeth si ritroveranno a scavare nel passato della famiglia, che rivelerà risvolti alquanto spaventosi.

Un film sicuramente ben riuscito, anche se visti i recenti capolavori, da David Fincher ci si può sicuramente e ci si deve aspettare di più. L'ambientazione canadese dà quel tocco di noir che fa da sfondo a tutta la storia, Rooney Mara, l'attrice che interpreta Lisbeth Salander, offre una gran prova interpretando un personaggio completamente diverso dal suo carattere (infatti per entrare meglio nella parte i piercing che porta l'attrice sono tutti veri, prima di girare il film non ne aveva neanche uno).

Ho giurato da tempo odio eterno a Daniel Craig e in questo film lui conferma il mio disappunto verso di lui. Mi sembra un attore alquanto anonimo, che in questo film in particolare, riesci a farsi sovrastare da ogni altro attore, in particolare da Rooney Mara, secondo me protagonista assoluta della pellicola.

venerdì 3 febbraio 2012

Tre uomini e una Pecora

Presentato come una delle commedie più divertenti dell'anno, ho deciso di guardarlo, in lingua originale, per godermi al massimo le battute e le scene comiche (e soprattutto perchè il film in Italia esce tra una settimana).

In breve la trama: David e Mia decidono di sposarsi. Il matrimonio è previsto in Australia, nelle Blue Mountains, dove lo sposo andrà soltanto il giorno prima del matrimonio. Mentre Mia ha una famiglia molto importante alle spalle da presentare allo sposo, David è orfano e decide di portare con sè quella che lui considera la sua famiglia: i suoi tre amici, uno peggio dell'altro, che faranno di tutto per rendere difficile la cerimonia ai due innamorati. A tutto questo si aggiunge lo stravagante ariete Ramsy, che il padre della sposa considera fautore dki tutte le fortune politiche conseguite negli ultimi anni.

I tre amici di David sono molto differenti tra di loro: il primo è il tipico demente che non pensa mai a quello che fa, il secondo è uno stravagante personaggio con dei baffetti alla Hitler (perchè gli crescono così) maniaco del controllo e che vomita quando mangia il formaggio, il terzo, appena mollato dalla fidanzata per un uomo senza pisello, che si piange addosso continuamente. E tra ricerca di droga per l'addio al celibato e la scomparsa dell'ariete Ramsy durante il matrimonio c'è di sicuro da divertirsi.

Ovviamente viste le premesse le cose non potranno andare bene. Il film deve moltissimo al recente successo di una notte da leoni, da cui prende inevitabilmente spunto. In tutto questo le scene comiche non sono quasi mai scontate, si ride veramente molto e non ci si annoia mai. Come in tutti i film di questo genere il vero protagonista non sarà David, ma i suoi tre pazzi amici, che bucano decisamente la scena. Infatti David è relegato al ruolo di "controllore" e "risolutore" dei problemi creati dai tre.

Scena imperdibile: il discorso del testimone.

mercoledì 1 febbraio 2012

Un tributo speciale ai JEFFSTER!

Ecco a voi un tributo alla più grande band mai vista in una serie TV: JEFFSTER!!!


Questa fu la loro prima apparizione, nella puntata "Chuck VS the Best Friend", in cui tentano un audizione per suonare al matrimonio tra Devon e Ellie.
La canzone è Africa dei Toto.






A quanto pare l'audizione è fallita, ma i Jeffster non demordono e, in un modo o nell'altro, riescono a suonare al matrimonio tra Devon e Ellie.
La canzone è Mr. Roboto degli Styx.







Ovviamente il fenomeno Jeffster non poteva fermarsi e rimanere confinato nell'ambito della serie tv. Ecco il loro primo Live, all'apertura del Comic Con 2009!
La canzone è Fat Bottomed Girls dei Queen







Mentre Chuck rivela a Morgan di essere una spia, nel Buy More scatta una rivoluzione e durante il sit in di protesta i Jeffster organizzano un grande concerto!
La canzone è Fortunate Son dei Creedence Clearwater Revival







Ed eccoli ora dedicare una bellissima canzone alla festa di addio a Devon e Ellie, entrambi in partenza per un viaggio in Africa.
La canzone è Leaving on a Jet Plane di John Denver







Dopo la brevissima esibizione con Love Hurts ecco che per l'intramontabile duetto si presenta l'occasione per il primo video musicale. Video che viene mandato in onda nel Buy More durante lo scontro tra Chuck e Shaw nel finale della terza stagione. Video successivamente pubblicato in versione ufficiale.
La canzone è Blaze of Glory di Jon Bon Jovi







La presenza scenica dei Jeffster non si può fermare qui. Eccoli, per la prima volta, in un esibizione di danza, live al Comic Con del 2010. Notare come la folla adori questo duo!
La canzone è Bad Romance di Lady Gaga







Se lester si innamora di una ragazza, è dovere dei Jeffster dedicarle una bella canzone d'amore per conquistarla. Ce la faranno?
La canzone è Is This Love dei Whitesnake







I Jeffster sono sempre pronti ad aiutare il prossimo e, mentre Ellie sta per partorire, loro tentano di aiutarla a modo loro, mandando in onda la loro canzone per tutto l'ospedale.
La canzone è Push It del Salt 'n Pepa.







Ed eccoci quasi alla fine del nostro tributo a questa magnifica band. Il successo può dare alla testa, ed ecco che i Jeffster si cimentano col secondo video della loro carriera. Come saprete l'amico Morgan ha scaricato per sbaglio l'intersect nel suo cervello, ma non è ancora in grado di controllarlo. Nei mesi di vacanza di Chuck, Morgan si allena col nuovo intersect.
La canzone è Eye of the Tiger dei Survivor







Ed eccoci arrivati alla fine. Ed ecco che i nostri amati Jeffster, prima del probabile ed annunciato ritiro dalle scene si ergono ad eroi della situazione. Il generale Beckman ha una bomba collegata alla poltrona del teatro in cui è seduta. Esploderà se lei si alza o quando la musica finisce. Ma la musica non può avere fine. Ci vogliono i Jeffster! (ospite speciale per l'occasione il direttore d'orchestra Morgan Grimes)
La canzone è Take on Me degli A-ha






Cal Sweeney

Ecco, no! Questa nuova puntata di Alcatraz non mi è piaciuta. Il cattivo Cal non aveva alcunchè di interessante sul suo personaggio, era il tipico rapinatore di banche che prima di effettuare il colpo dava un colpo alla cassiera, così da avere un alleato inconsapevole. Non mi è piaciuta perchè sono già due puntate che non si sa alcunchè sul mistero di Alcatraz. Questo, lo sapevamo, perchè la lentezza nello sviluppo della trama orizzontale doveva essere un segno distintivo della serie, ma passare dall'estrema lentezza al nulla assoluto per due puntate mi è parso troppo. E poi, ok, è poco credibile che Doc appena senta qual'è il crimine commesso sappia subito con assoluta certezza quale dei detenuti è ricomparso. Nonostante tutti questi difetti, che derivano però da una sola puntata su tre che non mi è piaciuta, la serie rimane secondo me un gran colpo, molto molto interessante.

Ecco dunque che girovagando qua e là per la rete ho trovato qualche anticipazione sul suo futuro. Come al solito gli autori quando svelano qualcosa sono sempre molto molto criptici, a voi tentare di capirci qualcosa.

Intanto, novità delle novità, nel prossimo episodio, intitolato "Guy Hastings", il protagonista non sarà un criminale tornato dal passato, ma una delle guiardie di Alcatraz che a quanto pare, compirà delle brutte azioni rispetto a quello che era il suo ruolo precedentemente.

Inoltre, forse purtroppo o forse per fortuna, non ci saranno casi su veri detenuti di Alcatraz, o per lo meno non verranno usati i veri nomi, in quanto la maggior parte dei casi che verranno trattati nella serie sono ispirati a fatti realmente accaduti. Verrà mandato in onda un episodio sul blocco dei segregati. Essendo Alcatraz stato chiuso nel 1963 è ovvio che i neri non potessero mangiare con gli altri detenuti nè potevano mescolarsi con gli altri durante l'ora d'aria, perciò in futuro un episodio tratterà questo tema.

Altra piccola anticipazione sul personaggio di Lucy, colpita da un colpo di Cobb nella seconda puntata. Non viene ancora rivelato se morirà o meno, si sa però che lei è una dei ritornati dal 1963, e di sicuro il suo personaggio verrà sviluppato da quel punto di vista.
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