sabato 30 maggio 2015

Mad Max - Oltre la sfera del tuono (1985)


Australia, USA 1985
Titolo Originale: Mad Max: Thunderdome
Regia: George Miller
Sceneggiatura: Terry Hayes, George Miller
Cast: Mel Gibson, Tina Turner, Angry Anderson, Frank Thring, Angelo Rossitto, Paul Larsson, Bruce Spence, Adam Cockburn, Robert Grubb, Edwin Hodgeman, Tom Jennings
Durata: 102 minuti
Genere: Azione

Ora sono pronto, anzi, prontissimo, per la visione di "Mad Max: Fury Road" osannato da ogni parte della blogosfera e piaciuto abbastanza anche alla critica convenzionale. Dopo aver recuperato, sempre perchè sono un pignolo impressionante, "Interceptor" e "Interceptor - Il guerriero della strada", con la visione di "Mad Max - Oltre la sfera del tuono" ho terminato il recupero della saga originale di George Miller, quella che ha lanciato Mel Gibson come attore di livello internazionale. Un film che, ancora una volta, si configura in un modo totalmente diverso rispetto ai precedenti, mantenendo sempre però uno stile unico, che sarà poi la base di quelli che sono stati gli action o i film su futuri distopici post-apocalittici degli ultimi trent'anni.

La civiltà è ormai andata, morta e sepolta, ma questo lo avevamo già visto nell'episodio precedente della saga, ma in questo terzo capitolo c'è ancora chi tenta di riportarla in vita. Nascono piccole comunità governate con un sistema molto primitivo e una di queste è quella in cui si ritrova Max Rockatansky, Bartertown, governata dalla Regina Aunty Entity, anche se in realtà, così come ci veniva accennato nell'episodio precedente, chi realmente governa il paese ed è davvero in grado di farlo è The Master, proprietario di una ditta che produce metano sfruttando migliaia di spalatori di merda di maiale. Ora io mi chiedo come, nel 2015, nessuno abbia mai pensato di raffinare metano dalla merda di maiale: d'altronde i maiali due cose fanno nella loro vita, mangiare e cagare, mi pare strano che nessuno ci abbia mai realmente pensato. Boh, mi sembra un'idea così geniale!!!

La prima parte della pellicola scorre che è un piacere, mostrandoci come funziona la civiltà ormai corrotta di Bartertown e mostrando anche il "Thunderdome", la sfera del tuono a cui fa riferimento il titolo, che in un qualche modo sembra quasi essere un preludio a cose come "Battle Royale" e "Hunger Games", che sicuramente, entrambi, hanno attinto da questa pellicola. Questa parte è molto accurata nel modo in cui ritrae una civiltà ormai andata, in preda ad una sete incredibile di energia, che è diventata ormai il vero motore di tutti i rapporti sociali.

E' la seconda parte del film invece a non avermi convinto moltissimo: con Max esiliato nel Gulag, un immenso deserto in cui i trasgressori della legge della sfera del tuono, tutto si rallenta abbastanza. Diciamo che non è una parte del film da buttare via in senso assoluto, ma certamente mi ha convinto molto meno rispetto alla prima, che vede anche una Tina Turner in grande spolvero, con una performance di "We Don't Need Another Hero" valsale anche la nomination come miglior canzone al Golden Globe.

Voto: 7,5

1 commento:

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