venerdì 29 maggio 2015

Samba (2014)

Francia 2014
Titolo Originale: Samba
Regia: Olivier Nakache, Eric Toledano
Sceneggiatura: Olivier Nakache, Eric Toledano
Cast: Omar Sy, Charlotte Gainsbourg, Tahar Rahim, Izïa Higelin, Hélène Vincent, Liya Kebede, Isaka Sawadogo, Jacqueline Jehanneuf, Youngar Fall, Christiane Millet
Durata: 115 minuti
Genere: Commedia, Drammatico

La trama in breve: Samba Cissé è un immigrato senegalese in Francia che lavora come lavapiatti in un ristorante. A causa di un problema burocratico riguardante il suo permesso di soggiorno, gli viene ordinato di lasciare la Francia, ma lui deciderà di rimanere, temporaneamente come clandestino, sperando di ottenere l'aiuto di Alice, impiegata all'ufficio immigrazione.

Dopo il grandissimo successo ottenuto da Olivier Nakache e Eric Toledano, coppia di registi francesi, grazie alla commedia "Quasi amici", che affrontava in maniera spigliata e divertentissima il tema della disabilità e quello dell'amicizia, affrontando anche in maniera un po' più superficiale, ma pur sempre presente, il tema del lavoro, ecco che con "Samba" i due registi tentano un simile approccio con un altro tema che proprio facile non è: l'immigrazione. E vedendo poi anche il loro attore favorito come protagonista, Omar Sy, che le volte che l'ho visto mi ha sempre impressionato positivamente, fa venire subito in mente una sorta di confronto con il loro lavoro ben più noto e di ben più grande successo.

Un confronto che in realtà non ha molto senso di esistere: i due film sono molto diversi, certo, si scorge tra di loro uno stile molto simile e un volersi scansare dalla pesantezza dell'argomento trattato con situazioni divertenti e battute tanto brillanti quanto spontanee, ma i due argomenti trattati sono tanto diversi. "Samba" ci fa vedere abbastanza bene quanto sia difficile la vita dell'immigrato: ma non quegli immigrati che arrivano alle coste di Lampedusa sui barconi e sui quali Salvini costruisce le sue enormi campagne elettorali e sul cui argomento preferisco non parlare perchè sono troppo poco informato per farlo e perchè qui non si parla di politica. "Samba" parla di immigrati cosiddetti "regolari": il protagonista d'altronde vive in Francia da 10 anni, lavora in un posto dignitoso e vive nel rispetto delle leggi. Peccato che però dopo 10 anni il suo permesso di soggiorno venga negato improvvisamente, costringendo Samba a stare in Francia come irregolare, cercando lavori saltuari, barcamenandosi tra uffici per l'immigrazione, tra permessi di soggiorno e carte d'identità false, cambiando addirittura nome ogni tanto.

E' in questo scenario che si configura anche una interessante storia e di amicizia e d'amore. La prima è quella che si viene a creare tra Samba e Wilson (e moltissimi altri nomi che nemmeno mi ricordo), interpretato da Tahar Rahim, altro immigrato come lui, costretto a mentire con tutti sulla sua vera identità e sulla sua nazionalità, tanto da avere talmente tante identità da poterle usare al bisogno a suo piacimento. La seconda è invece quella che si viene a creare tra Samba e Alice, interpretata dalla Charlotte Gainsbourg vista nel primo e nel secondo volume di Nymphomaniac, impiegata dell'ufficio immigrazione che, in barba alle regole sul non provare coinvolgimento emotivo verso gli assistiti, si farà prendere moltissimo dalla situazione del protagonista.

In una pellicola che rispetto al "Quasi amici" che ha portato i registi alla ribalta accentua molto di più il lato drammatico della vicenda rispetto a quello commediale, alla fin fine allo spettatore rimane una storia molto interessante e sulla quale vorrebbe sapere sicuramente di più. Anche perchè a livello prettamente tecnico il film non ha moltissimo da offrire agli amanti dell'estetica, dato che i due registi procedono più che altro seguendo schemi piuttosto classici . Ma è la potenza della storia raccontata a conquistare questa volta, grazie alla capacità di fare immedesimare lo spettatore nel protagonista.

Voto: 7,5

8 commenti:

  1. Non mi è dispiaciuto per nulla, trovo che molti lo abbiano trattato male ingiustamente...

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    1. Eh infatti non ho capito mai perchè non sia piaciuto. Chiaro che non è un capolavoro, ma è un film più che godibile...

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  2. Curioso di vederlo, è lì che aspetta. Già che è francese partiamo bene! Passerò sopra la presenza della per me antipatica cronica Gainsbourg.

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    1. Anche a me la Gainsbourg non fa impazzire, qui però mi è piaciuta parecchio devo dire.

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  3. Mi ispira, ma non sono ancora riuscita a vederlo!

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    1. Attenderò con impazienza la tua recensione

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  4. Ancora non l'ho visto... ma ultimamente ho poca voglia di vedere film francesi

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    1. A me piacciono quasi sempre abbastanza, soprattutto nell'ultimo periodo...

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