mercoledì 4 maggio 2016

MINISERIE - 11.22.63

11.22.63
(miniserie)
Episodi: 8
Regia: Kevin MacDonald
Rete Americana: Hulu
Rete Italiana: FOX
Cast: James Franco, Chris Cooper, Sarah Gadon, Lucy Fry, George MacKay, Daniel Webber
Genere: Fantascienza, Thriller, Drammatico

Solo pochi giorni fa avevo dedicato un episodio della rubrica "Chi ben comincia..." al primo episodio di "11.22.63", miniserie TV prodotta da J. J. Abrams - il genio che c'è dietro "Lost", molte altre serie e qualche film davvero meritevole tra cui per citarne uno "Star Wars: Episodio VII - Il risveglio della Forza" - e oggi, dopo così poco tempo, eccomi qui a dedicare a questo prodotto televisivo per la rete online Hulu la recensione completa. Un prodotto che col primo episodio non mi aveva convinto troppo e per il quale, come sono solito fare, non ho mai letto - e non so se avrò mai intenzione di farlo dato che detesto Stephen King - il romanzo da cui è tratto. Romanzo che basandosi sui paradossi temporali ci riporta indietro negli anni '60 nei quali, il nostro protagonista, avrà il compito ingrato di salvare John Fitzgerald Kennedy dal famoso assassinio del 22 Novembre del 1963.

Il primo episodio, che parte abbastanza bene, ma poi non era riuscito a convincermi con il passare dei minuti, risulta essere, a conti fatti, la cosa migliore dell'intera miniserie, che presto, con il passare dei minuti, si perde nei meandri di una storia probabilmente troppo complessa, senza riuscire a sviscerarla in maniera completa in tutti i suoi particolari. Se il tema dei viaggi nel tempo e di tutti i paradossi che esso genera è una cosa che mi affascina praticamente da sempre, qui a questa cosa non viene dato troppo spazio, un po' come pare sia nel romanzo da cui è tratta l'opera, lasciando lo spettatore a guardare un susseguirsi di episodi che, tra una caccia a Lee Harvey Oswald e l'altra, si concentrano molto di più a narrarci la storia d'amore che nasce, presto, tra il protagonista Jake Epping - diventato poi James Amberson nel momento del suo trasferimento nel 1963 - con Sadie Dunhill, una storia che sicuramente emoziona e che è la cosa migliore della serie, ma diciamo che si sono viste storie d'amore migliori anche nella serialità televisiva.

Un prodotto che a livello registico è sicuramente ben confezionato e che, non sapendo quale sia il livello di adesione al romanzo originale, non mi ha particolarmente convinto. Non per via di una bassa qualità, quanto più che altro per essere nella media, forse troppo, senza mai riuscire ad elevarsi. In secondo luogo a non convincermi del tutto è stata la storia - che i fan di Stephen King dicono essere bellissima, soprattutto per quel che riguarda il romanzo da cui è tratta - che talvolta viene sviluppata con eccessiva lentezza con un paio di episodi che ho trovato fossero piuttosto bruttini. Considerando soprattutto il fatto che - conclusione a parte che, oltre che prevedibile, mi è parsa piuttosto zuccherosa, ma immagino sia così anche nel romanzo - negli ultimi due episodi la storia si riprende più che bene, mettendo in luce, forse, una scarsa voglia di svilupparla a dovere negli episodi centrali.

Per quel che riguarda invece le performance recitative sono rimasto totalmente deluso dalla performance del protagonista James Franco, una performance che sembra parecchio forzata, con espressioni facciali che, complice la vaga somiglianza con Jay Baruchel di "Man Seeking Woman", non mi hanno permesso di prenderlo troppo sul serio. L'impressione che dà James Franco è stata un po' quella di essersi trovato sul set di "11.22.63" per caso e aver pensato "massì, dai, recitiamo qualcosina". Discorso diverso invece per la coprotagonista Sarah Gadon che si comporta in maniera più che dignitosa, riuscendo a rendere il suo personaggio molto più interessante del protagonista reale della vicenda. Benino anche Daniel Webber, che interpreta Lee Harvey Oswald, in grado di dare al personaggio la giusta dose di ambiguità, lasciando gli spettatori spesso e volentieri in sospeso sul credere che fosse una persona normale oppure qualcuno in grado di compiere l'assassinio più famoso dello scorso secolo.

Voto: 5,5

4 commenti:

  1. Il libro è stupendo...non sai cosa ti perdi.Ma perché detesti King? Mi sembra strano come pregiudizio.

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    1. Non è un pregiudizio, è un giudizio dovuto ai vari tentativi fatti con L'ombra dello scorpione e con La torre nera, tutti lasciati a metà a causa dell'eccessivo essere prolisso di King

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    2. Ah, ecco.In effetti è piuttosto prolisso,ma in 11 22 63 non si nota molto,te lo consiglio comunque.

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  2. Questo commento è stato eliminato dall'autore.

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