martedì 29 novembre 2016

Quel bravo ragazzo di Enrico Lando (2016)

Italia 2016
Titolo Originale: Quel bravo ragazzo
Regia: Enrico Lando
Sceneggiatura: Gianluca Ansanelli, Enrico Lando, Herbert Ballerina, Andrea Agnello, Ciro Zecca
Cast: Herbert Ballerina, Tony Sperandeo, Enrico Lo Verso, Ninni Bruschetta, Daniela Virgilio, Mario Pupella, Maccio Capatonda, Ivo Avido, Beniamino Marcone, Ernesto Mahieux, Giampaolo Morelli, Luigi Maria Burruano, Jordi Mollà
Durata: 79 minuti
Genere: Commedia

Dopo una lunga serie di film italiani di buon livello usciti nel corso di questa annata e l'aver evitato in maniera più che accurata tutti quelli che sin dall'inizio si preannunciavano come dei lavori mediocri, dozzinali e di livello comico piuttosto basso, ho deciso di vedermi una commedia italiana di questo tipo semplicemente per un motivo: io provo una grande stima e una grandissima simpatia per Herbert Ballerina, per Maccio Capatonda e tutta la sua cricca ed effettivamente, vedere un film in cui i due si invertono addirittura i ruoli - il primo da protagonista, mentre il secondo con un ruolo minore, mentre di solito accade il contrario - era una delle cose che mi metteva più curiosità. L'idea che la visione non sarebbe stata potente come quella delle due stagioni della serie "Mario" e del film "Italiano medio" l'avevo già affrontata e mi ero messo il cuore in pace, anche perchè la regia era affidata a Enrico Lando, lo stesso Enrico Lando che ha diretto i due film de "I soliti coglioni idioti", cosa che sicuramente avrebbe fatto perdere a questo film anche la componente registica, in cui il buon Maccio Capatonda ha dimostrato di saperci fare.

"Quel bravo ragazzo" racconta la storia di Leone, interpretato da Herbert Ballerina, un bravo ragazzo - ma no? - orfano che a trentaquattro anni fa ancora il chierichetto e collabora in parrocchia, sempre circondato da bambini e allevato dal prete del paese, Don Isidoro interpretato da Maccio Capatonda. Il padre, Don Ferdinando Cosimato, è il capo di una potente cosca mafiosa siciliana e dopo tutti quegli anni si fa di nuovo vivo per lasciare il comando di Cosa Nostra in eredità al figlio, che dovrà essere allevato ed educato al comando della mafia in vista della riunione di tutti i capi mafiosi della Sicilia. Leone però è un bravo ragazzo, ingenuo, rimasto ancora profondamente bambino e, tra un equivoco e l'altro, riuscirà in qualche modo a far precipitare la situazione in favore della polizia, che da tantissimo tempo cerca di dare un colpo pesante alla criminalità organizzata.

Ciò che si evince al termine della visione del film è fondamentalmente il fatto che il film, in praticamente ogni sua componente, risulti una commedia scialba e banale, che vive forse troppo sulla genuina ingenuità del protagonista Leone e su una comicità basata principalmente su equivoci e doppi sensi a sfondo mafioso. Sono giusto le scene in cui Herbert Ballerina è in scena, con quel suo volto che ti fa capire tante cose sul suo personaggio, che risultano più convincenti rispetto alle altre in cui si procede nella visione quasi sonnecchiando - non sono all'altezza ad esempio le interpretazioni di Tony Sperandeo e di Daniela Virgilio, che quando sono in scena senza il protagonista sembrano quasi dei pesci fuor d'acqua -, e in cui ci si risveglia solo nell'unico momento veramente geniale del film, ovvero il lancio dell'app iPizzo, unico momento in cui l'influenza di Maccio Capatonda si è fatta sentire in tutta la sua prepotenza. Insomma, con "Quel bravo ragazzo" non ci siamo, ma nemmeno per sbaglio, e qualche risata sincera qua e là non basta per propendere a favore di un film così tanto scontato e dallo svolgimento così tanto normale.

Voto: 5-

2 commenti:

  1. Nooo, peccato!
    Anche a me Herbert e Maccio stanno simpaticissimi, e pure la loro nuova sitcom Mariottide non è male.
    Su questo film ora però mi hai fatto abbassare di parecchio le aspettative... :(

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  2. Nemmeno a me è piaciuto. Penso che un 5 è il voto che si merita.
    Non si capisce in che direzione vuole andare, sembra che hanno riciclato due battute messe in croce. Lo giudico come un "Johnny Stecchino uscito male".

    RispondiElimina

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