mercoledì 1 febbraio 2017

ROAD TO THE OSCARS: Arrival di Denis Villeneuve (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Arrival
Regia:Denis Villeneuve
Sceneggiatura: Eric Heisserer
Cast: Amy Adams, Jeremy Renner, Forest Whitaker, Michael Stuhlbarg, Tzi Ma, Mark O'Brien
Durata: 116 minuti
Genere: Fantascienza


Presentato alla 73° Mostra Internazionale del cinema di Venezia - assieme all'altro capolavoro annunciato di questa annata "La la land", che ancora sto attendendo con forza di vedere -, "Arrival" è risultato essere il secondo film più nominato agli Oscar del 2017. Per quanto solitamente le nomination non facciano un buon film, vedi ad esempio lo scorso anno "Il caso Spotlight" che mi era parso piuttosto sopravvalutato, spesso risultano essere una buona cartina di tornasole per quelli che sono i gusti del grande pubblico, cui io mi accodo molto più spesso di quanto si potrebbe pensare. Essendo poi il mio rapporto con il cinema di Denis Villeneuve piuttosto buono, soprattutto grazie a lavori come "Prisoners" e "Polytechnique", la visione di questo suo ultimo lavoro, per lo più osannato dalla critica, non me la sarei potuta lasciar sfuggire, visto anche il mio amore con quella frangia della fantascienza che si concentra prevalentemente sulle emozioni umane e sulle reazioni a qualcosa di inspiegabile, piuttosto che su effettoni speciali che trasformano inevitabilmente il film in un action di bassa qualità.
"Arrival" da una parte deve molto a capisaldi del genere come "2001: Odissea nello spazio", ma riesce anche a prendere un'identità propria, attraverso la narrazione di una storia originale e che si sviluppa in una maniera del tutto inaspettata rispetto a quanto ci viene mostrato nei trailer: dodici astronavi gigantesche e nere si posizionano in dodici parti del mondo diverse e la linguista Louise Banks, interpretata da Amy Adams, e il fisico Ian Donnelly, interpretato da Jeremy Renner, devono studiare i due alieni artropodi che la abitano, cercando di comunicare con loro e di interpretarne la lingua, formata principalmente da cerchi che identificano addirittura un'intera frase. Nessuno sa quali siano le intenzioni di questi alieni e andare oltre a parlare della trama potrebbe essere deleterio, totalmente, per coloro che ancora non hanno visto il film e che devono anche sbrigarsi a farlo.
C'è però da dire che questa viene sviluppata in una maniera del tutto originale, ma, cosa ancora più importante, è in grado di arrivare dritta dritta ai cuori degli spettatori ed il merito è principalmente di due cose: la prima è l'interpretazione devastantemente bella di Amy Adams, snobbata totalmente agli Oscar per il premio come miglior attrice - che poi che senso ha nominare Meryl Streep per "Florence" quando hai davanti un'interpretazione del genere? -, mentre la seconda è la capacità di Denis Villeneuve di giocare in maniera sapiente con la macchina da presa, decidendo di farci scoprire le cose passo passo, creando una tensione crescente dall'inizio alla fine della pellicola e con una narrazione che è un vero e proprio crescendo, fino a quando, poco prima del finale, si raggiunge il culmine a livello emozionale.
Se da una parte Jeremy Renner viene più che altro usato come caratterista - sì, è lì, non è nemmeno malaccio, ma non è che il suo ruolo, parte finale del film a parte, fosse particolarmente importante per lo svolgimento della trama - a sbancare davvero per l'ennesima volta è Amy Adams, ancora una volta snobbata dai votanti dell'Academy, ma in grado di convincere buonissima parte della critica e del pubblico. Un altro ottimo punto di forza del film è la presenza di un sonoro che aiuta lo spettatore ad entrare in maniera quasi attiva all'interno della vicenda e, talvolta, anche all'interno dell'astronave calatasi dal cielo. E' quindi vero e confermato quanto si diceva su questo film nei giorni precedenti alla sua uscita: un vero e proprio gioiellino, che dimostra ancora una volta come Denis Villeneuve ci sappia davvero fare dietro alla macchina da presa.

Voto: 9

Candidature: Miglior film, Miglior regia a Denis Villeneuve, Miglior sceneggiatura non originale a Eric Heisserer, Miglior fotografia a Bradford Young, Miglior scenografia a Patrice Vermette e Paul Hotte, Miglior montaggio a Joe Walker, Miglior sonoro a Joe Walker, Miglior montaggio sonoro

5 commenti:

  1. Io avrei abbassato appena di pochino il voto, più che altro per via della prima parte (troppo simile a tanti altri film visti sul tema) però è indubbiamente un film affascinante. Amy Adams stupenda, con buona pace dell'Academy...

    RispondiElimina
  2. Adorabile e commovente, uno dei più bei film di fantascienza moderni. Spero si porti a casa almeno l'Oscar per la Sceneggiatura, anche se ciò non compenserebbe l'assenza di un'Amy Adams che mangia in testa a molte sue colleghe nominate...

    RispondiElimina
  3. Sai come la penso e sono contento che ti sia piaciuto, Denis Villeneuve sa davvero il fatto suo, spero non si bruci con "Il sequel di cui nessuno sente il bisogno" ovvero Blade Runner 2(049). Cheers!

    RispondiElimina
  4. La nomination a Meryl Streep anziché alla Amy Adams più streepitosa di sempre, quella sì che è fantascienza pura. :)

    Questo film invece si discosta dalla fantascienza pura, per diventare pura emozione.
    Come per l'arrivo di alieni che si esprimono in maniera assurda, non è mica roba a cui si assiste tutti i giorni.

    RispondiElimina
  5. Pensavo di vedere il solito film di fantascienza...
    Invece sono rimasto sbalordito :D

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...