domenica 19 febbraio 2017

ROAD TO THE OSCARS: Lion - La strada verso casa di Garth Davis (2016)

Australia, USA, Regno Unito 2016
Titolo Originale: Lion
Regia: Garth Davis
Sceneggiatura: Luke Davies
Cast: Dev Patel, Rooney Mara, Nicole Kidman, David Wenham, Sachin Joab, Pallavi Sharda, Emilie Cocquerel, Arka Das, Abhishek Bharate, Sunny Pawar, Divian Ladwa, Priyanka Bose, Deepti Naval, Tannishtha Chatterjee, Rita Boy, Nawazuddin Siddiqui
Durata: 119 minuti
Genere: Drammatico


Si ritorna a parlare di corsa agli Oscar in questa settimana che precede la notte delle premiazioni, parecchio attese dal sottoscritto soprattutto per veder trionfare quel diamante brillante che è "La La Land", sperando però anche in alcune sorprese. Mi mancano da recensire ancora un bel po' dei film che sono candidati al premio come miglior film - e immagino di non farcela a parlare di tutti prima di Domenica, ma spero quanto meno di riuscire a vedere i film che mi mancano ancora - e oggi si parla di una pellicola uscita nelle nostre sale sul finire della scorsa annata e per la quale, sinceramente, non nutrivo particolari speranze, tant'è che la sua nomination come miglior film un po' mi ha sorpreso. Sorpresa che però è completamente calata nel momento in cui sono effettivamente riuscito a vedere il film in questione capendo perfettamente quali fossero le motivazioni di tale scelta da parte dei critici dell'Academy.
"Lion - La strada verso casa" odorava di buonismo fin dal trailer, dalla lettura della trama e dalla presenza di due attori che con i film buonisti ci sguazzano che è una meraviglia, ovvero Dev Patel e Nicole Kidman. Se il film buonista però è anche abbastanza ruffiano da farsi piacere, non è detto che la sua caratteristica principale mi venga a noia con il passare dei minuti della visione. Se non altro mi ha dato un po' di noia il fatto di trovarmi davanti ad un film recitato per metà della sua durata in lingua indiana. Ci sta, ovvio, d'altronde il protagonista della vicenda è un bambino che, per errore, si ritrova a Calcutta, a 1600 chilometri da casa, disperato assieme ad altri bambini, cosa per nulla rara in quel di Calcutta. E' già strano di per sè vedere un film ambientato in India in cui i protagonisti parlano la lingua e dunque va premiato il realismo che si è voluto dare alla vicenda, però mi è risultato davvero difficile cercare ogni volta di decifrare una lingua che non conosco per nulla grazie ai sottotitoli, diversamente da quanto mi accade con l'inglese che un riesco a capire - che poi è lo stesso motivo per cui raramente guardo film in una lingua originale diversa dall'inglese o dallo spagnolo, o per cui mi è difficile guardare anime giapponesi -.
Dopo una prima parte forse eccessivamente pesante e anche un bel po' lenta, la pellicola si riprende e si riprende proprio nel momento in cui vengono superate le mie barriere linguistiche, che fino ad allora avevano reso estremamente difficoltosa la visione. "Lion - La strada verso casa", diventa all'improvviso un film in grado di emozionare, grazie soprattutto all'intensa performance recitativa di un Dev Patel forse mai così in forma, risvegliata anche dall'avere a fianco un pezzo da novanta come Rooney Mara, sempre elegante e delicatissima nelle sue interpretazioni. Rimane sempre quell'aurea di buonismo che permea un po' tutto il film, ma alla fine il tutto non risulta eccessivamente melenso nè tanto meno, passatemi il termine, diabetico. Ci troviamo davanti ad una storia in cui i sentimenti la fanno da padrone, ma in cui spesso e volentieri la durezza di un mondo totalmente diverso dal nostro viene messa a nudo con estremo realismo, senza patinature di sorta.
Non sarà forse stato il film eccezionale in grado da meritarsi effettivamente una candidatura all'Oscar, così come la prima parte di questa pellicola ho fatto davvero fatica a mandarla giù nonostante dal punto di vista visivo fosse curata davvero in ogni minimo dettaglio e di questo al regista Garth Davis va dato atto, però sicuramente è un film che, se visto con il mood giusto, potrebbe riuscire a fare breccia nei cuori, cosa che con me purtroppo non è riuscito, del tutto, a fare.

Voto: 6,5

Candidature: Miglior film, Miglior attore non protagonista a Dev Patel, Miglior attrice non protagonista a Nicole Kidman, Miglior sceneggiatura non originale a Luke Davies, Miglior fotografia a Greig Fraser, Miglior colonna sonora a Dustin O'Halloran e Hauschka

4 commenti:

  1. A me tutto il contrario. Ho molto amato la prima parte, meno il didascalismo della seconda.
    Però è una storia che ha del miracoloso, Patel è il più protagonista dei non protagonisti (tiferò per lui) e la commozione, senza chiamarsi alcuna furberia, è nei patti. La Mara, che trovo parecchio anonima, resta uno dei grandi misteri del cinema contemporaneo. Non mi dice mai niente. :)

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  2. La penso come Ink! Ma lo sai già, perchè ne avevamo pre parlato anche su twitter ;)

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  3. Me lo sono perso e non credo che lo vedrò a breve, proprio non mi ispira.
    La Kidman poi la sopporto sempre meno.

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  4. Speravo mi avrebbe emozionato di più, invece l'ho trovato piuttosto freddino.
    Ruffiano e freddino.

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