martedì 21 febbraio 2017

ROAD TO THE OSCARS: Moonlight di Barry Jenkins (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Moonlight
Regia: Barry Jenkins
Sceneggiatura: Barry Jenkins, Tarell Alvin McCraney
Cast: Trevante Rhodes, Janelle Monáe, Naomie Harris, André Holland, Mahershala Ali, Patrick Decile, Ashton Sanders, Alex Hibbert, Jharrel Jerome, Jaden Piner
Durata: 111 minuti
Genere: Drammatico


Ormai pochissimi giorni mancano alla consegna delle statuette più importanti per il cinema commerciale mondiale - e prego voi che "tanto gli Oscar sono premi del cazzo commerciali SCHIFOMERDA" di reprimere il vostro istinto a scrivere boiate perchè lo sanno tutti che il cinema di Hollywood è di per sè cinema commerciale, ma i film che vengono premiati sono comunque quasi sempre di buona qualità - e qualche recensione da scrivere su questo blog ancora manca e temo che verrà recuperata dopo le premiazioni. Oggi però si parla di un altro film che ha ottenuto tante candidature, ben otto tra cui quella al miglior film successiva al Golden Globe ricevuto per il miglior film drammatico. Uscito solo pochi giorni fa assieme ad un'altra pellicola candidata all'Oscar come miglior film che mi ispirava molto di più, "Moonlight" portava con sè il peso di essere un film di un regista pressochè sconosciuto e con il dovere di farsi apprezzare da qualsiasi tipo di pubblico.
Il progetto di "Moonlight" è di quelli ambiziosi, ovvero quello di parlare di un sacco di cose, a partire dal personaggio di Chiron, un giovane afroamericano interpretato da Trevante Rhodes, che vive in un quartiere povero di Miami segnato da droga ed estrema violenza. Attraversando i tre periodi fondamentali della sua vita, infanzia, adolescenza ed età adulta, vengono affrontati i temi più variegati e importanti che si possano immaginare nella società attuale: la crescita in un ambiente violento e povero, il razzismo, l'omosessualità, il non avere una figura paterna di riferimento e quella che gli si avvicina di più è uno degli spacciatori più influenti della zona, interpretato tra l'altro dal candidato all'Oscar come miglior attore non protagonista Mahershala Ali. Il rischio che si prende il regista Barry Jenkins è di quelli enormi, tra cui il peggior è proprio quello di creare un minestrone in cui si voglia dire al pubblico tutto, finendo poi per non dire nulla di concreto.
Nonostante "Moonlight" qualche difetto qua e là ce l'abbia - tra cui un ritmo difficilmente gestibile da spettatore se si torna a casa dopo una dura giornata di lavoro e se si è pure sotto antibiotici - alla fine i peggiori rischi cui andava incontro questo film vengono quasi tutti scongiurati: "Moonlight" nonostante parli con durezza di tutti i temi che si propone di affrontare, risulta nella sua realizzazione delicata e in alcune sequenze anche altamente poetica, tanto che penso che il regista Barry Jenkins sarà da tenere d'occhio in futuro data la sua padronanza dietro la macchina da presa, nonostante questo sia solamente il suo secondo lungometraggio.
Non credo sinceramente che la pellicola in questione sia il capolavoro tanto decantato, soprattutto da parte dei critici dell'Academy che gli hanno assegnato ben otto nomination, ma sicuramente un buon film che, anche se imperfetto nella sua realizzazione, riesce a comunicare qualcosa al suo pubblico, magari non sempre nel modo più efficace possibile. La candidatura come miglior attore non protagonista a Mahershala Ali sembra essere invece abbastanza giustificata, anche se a vedere gli altri concorrenti non so se possa seriamente avere qualche possibilità di vittoria.

Voto: 7

Candidato a: Miglior film, Miglior regista a Barry Jenkins, Miglior attore non protagonista a Mahershala Ali, Miglior attrice non protagonista a Naomie Harris, Migliore sceneggiatura non originale a Barry Jenkins e Tarell Alvin McCraney, Miglior montaggio a Joi McMillon e Nat Sanders, Migliore fotografia a James Laxton, Migliore colonna sonora a Nicholas Britell

3 commenti:

  1. Il ritmo non è dei più elevati, però devo dire che non ho patito per niente la visione. Anche perché è quasi come se fossero 3 film in 1, quindi non c'è tempo di annoiarsi.
    C'è qualcosina forse che non funziona del tutto nel passaggio da una fase all'altra, però nel complesso mi è piaciuto molto sia per la regia che per la storia raccontata.

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  2. È un buonissimo film, girato davvero bene e anche recitato ottimamente. È anche un film un po' furbino e retorico, che per la notte degli Oscar va sempre benone... Le tante candidature in fondo non mi stupiscono, ma dubito che porterà a casa qualche statuetta.

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  3. A me non è piaciuto molto. L'ho trovato noioso e come ai detto tu, il regista cerca di dire troppe cose ma alla fine non dice nulla. Però mi sono piaciuti molto fotografia e colori, e anche la recitazione era ottima.

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