martedì 3 maggio 2016

La corrispondenza di Giuseppe Tornatore (2016)

Italia 2016
Titolo Originale: La corrispondenza
Regia: Giuseppe Tornatore
Sceneggiatura: Giuseppe Tornatore
Cast: Jeremy Irons, Olga Kurylenko, Simon Johns, James Warren, Shauna MacDonald, Oscar Sanders, Paolo Calabresi, Rod Glenn
Durata: 116 minuti
Genere: Drammatico

In questi primi mesi del 2016 sono state tante le uscite italiane interessanti di cui vi ho anche già parlato, basti pensare ai recenti post entusiasti riguardo "Lo chiamavano Jeeg Robot" e "Veloce come il vento" o a quello meno recente su "Perfetti sconosciuti", tanto per fare i tre esempi più chiacchierati tra chi segue il cinema. All'inizio di questa annata era però arrivato nei cinema "La corrispondenza", di Giuseppe Tornatore, pellicola che in realtà di italiano ha solo la produzione ed il regista, mentre il cast è quasi completamente internazionale, per la seconda volta consecutiva dopo il buon "La migliore offerta". Un film che alla visione dei trailer al cinema all'inizio dell'anno avevo accolto con una certa curiosità, ma che per un motivo o per l'altro non sono riuscito ad andare a vedere al cinema, ma l'uscita in DVD mi è venuta in soccorso in questi ultimi giorni e un acquisto completamente alla cieca mi ha portato alla visione di questo film che, in fin dei conti, ancora non ho capito se mi sia piaciuto o meno.

"La corrispondenza" parla della storia d'amore tra Ed Phoerum, rinomato professore universitario che vive ad Edimburgo interpretato da Jeremy Irons, e Amy Ryan, giovane studentessa di astrofisica e stuntman interpretata da Olga Kurylenko. La loro relazione si basa in realtà su messaggi e chiamate su Skype, ma l'occasione di una conferenza nell'università in cui studia Amy è ottima per poter passare del tempo assieme. Peccato che a questa conferenza il professore non si presenti, dato che ne viene annunciata la sua morte. Quella che è una notizia devastante per Amy diventa subito una faccenda strana, dal momento che il professore continua a scriverle messaggi sul cellulare e a mandarle dei video, come se la loro storia d'amore stesse proseguendo. Quello che sembra essere uno strano scherzo si rivela per essere uno strano modo, ordito dallo stesso professore grazie ad una serie di complici, per stare vicino alla donna che ha amato anche dopo la sua morte.

Per quanto l'idea di partenza della pellicola mi abbia particolarmente affascinato, così come l'idea di rendersi in qualche modo immortali grazie a ciò che ci offre attualmente la tecnologia, è stata un po la realizzazione a non avermi convinto appieno, lasciandomi un po' nel limbo tra quello che è sicuramente un film che scorre via liscio in maniera abbastanza piacevole o qualcosa che alla fin fine, non porta da nessuna parte. Alla fine quella che si svolge tra Amy e l'immagine digitale di Ed sembra tanto essere una storia d'amore a distanza, tant'è che se non fosse l'immagine di Ed a ricordarci in ogni video che è morto forse lo spettatore nemmeno se ne accorgerebbe o potrebbe addirittura pensare che la sua morte non sia reale, mentre è in realtà l'unico dato di fatto certo e matematico della pellicola. L'elaborazione del lutto da parte della protagonista, che dovrebbe essere il tema fondante della pellicola, rischia dunque di passare in secondo piano, perchè lo spettatore è molto più coinvolto - e lo ammetto, pure io lo sono stato - dalla storia d'amore, piuttosto che dalla realtà rappresentata dal film.

Per quanto riguarda il comparto tecnico del film siamo sempre su buonissimi livelli, d'altronde Giuseppe Tornatore non è certo l'ultimo arrivato e sa il fatto suo su come si realizza un film: le inquadrature non si spingono troppo oltre in tecnicismi, ma risultano comunque particolarmente interessanti, così come anche la colonna sonora risulta coinvolgente a livello emozionale. A non convincermi appieno sono stati però i protagonisti della vicenda, in quanto la recitazione di Jeremy Irons - che si vede quasi sempre attraverso lo schermo di un computer - e quella di Olga Kurylenko non mi sono sembrate particolarmente memorabili. Sicuramente sentite, ma non ad un livello superiore rispetto al solito ed è un peccato dato che li apprezzo particolarmente entrambi.

Non ho ancora capito se questo film mi sia piaciuto o meno: una cosa che mi capita davvero pochissime volte. Una sensazione che non mi piace affatto, ma che sicuramente è molto meglio rispetto all'indifferenza totale che mi provocano altri film.

Voto: 6+

4 commenti:

  1. Amo tornatore, ma non l'ho ritrovato ion questo film.
    Per me, e sono il suo fan numero uno, o poco ci manca, bruttissimo.
    Lei in stato catatonico, lui doppiato da un orribile Luca Ward. Pesante, melenso e, nella scena di lei stuntman, ridicolo pure. Boh. Tornatò, che hai fatto?

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    1. Bruttissimo mi sembra un po' troppo, tant'è che io davvero ancora non ho capito se mi sia piaciuto o meno. Sicuramente però un Tornatore molto minore rispetto alle sue ultime uscite, men che meno a quelle storiche...

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  2. E dire che lo hanno girato nella mia città...

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    1. A davvero??? Beh prova a guardarlo e fammi sapere allora!!!

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