lunedì 9 maggio 2016

Victoria di Sebastian Schipper (2015)

Germania 2015
Titolo Originale: Victoria
Regia: Sebastian Schipper
Sceneggiatura: Olivia Neergaard-Holm, Sebastian Schipper, Eike Frederik Schulz
Cast: Laia Costa, Frederick Lau, Franz Rogowski, Max Mauff, Burak Yigit, André Hennicke
Durata: 140 minuti
Genere: Drammatico, Thriller

Non so bene cosa ci sia di tanto speciale nei piano-sequenza da attirare la mia attenzione così tanto. Forse il fatto che lunghi piano sequenza siano difficili da realizzare o forse perchè sono quelle scene che, complice la loro natura molto simile alla presa diretta, ti fanno veramente entrare nel film con un ruolo che è forse superiore a quello del semplice spettatore, fatto sta che quella del piano sequenza è una tecnica cinematografica che prediligo in maniera particolare. Lunghe sequenze di questo tipo le abbiamo in "Revenant - Redivivo", l'ultimo lavoro di Alejandro González Iñárritu, filosofia estremizzata in "Birdman", montato in maniera da sembrare girato come un intero piano sequenza, ispirandosi un po' al lavoro fatto da Alfred Hitchcock in "Nodo alla gola". Di pellicole realizzate interamente con questa tecnica dispendiosa di energie ce ne sono effettivamente pochi, tra cui da segnalare l'ottimo "Arca russa" - pur essendo un esercizio di stile quasi fine a se stesso - e l'horror uruguayano "La casa muta", di cui è anche stato fatto un remake con la medesima tecnica intitolato "Silent House" con la bellissima Elizabeth Olsen. E nel 2015, dalla Germania, paese che cinematograficamente sta vivendo un grande periodo di forma, arriva questo "Victoria", film del quale finora si è parlato molto più che altro grazie alla rete, ma che ancora non è stato portato ufficialmente nel nostro paese.

"Victoria", realizzato da Sebastian Schipper, parla della storia di Victoria, ragazza spagnola stabilitasi a Berlino, che incontra quattro ragazzi fuori da un night club. Quella che inizialmente sembra per lei essere una nuova amicizia con dei ragazzi decisamente su di giri che si danno alla piccola criminalità, si trasforma presto in una notte da incubo, nella quale il gruppo si renderà protagonista addirittura di una rapina. Il film, realizzato con un budget ridicolo, nasce con l'idea del regista di darsi quattro tentativi per realizzarlo con un unico piano sequenza: in realtà nella mia testa già mi immagino gli attori che dopo due ore e dieci di girato - il film dura ben due ore e venti - sbagliano e debbano ricominciare tutto daccapo. Se dopo il quarto tentativo la realizzazione non fosse andata in porto, si sarebbe proceduto a crearne una versione montata. Ovviamente, il film, per come ci è arrivato, è riuscito all'ultimo tentativo, non senza qualche intoppo come ad esempio una svolta sbagliata in macchina resa evidente dalle urla dei protagonisti che comunque riescono a dissimulare la faccenda facendo sembrare che tutto fosse preparato.

La pellicola, pur nella sua lunghissima durata, scorre davanti agli occhi dello spettatore in maniera abbastanza scorrevole, assecondando il fascino del racconto di una notte di follia da parte di cinque ragazzi e mettendoci davanti ad una protagonista, interpretata da Laia Costa, la cui storia viene affrontata in maniera accattivante, dandoci anche degli interessantissimi dettagli sul suo passato, che contribuiranno in maniera fondamentale al racconto di una folle notte in cui Victoria riesce addirittura, nel giro di un paio di ore, ad innamorarsi di uno di quei ragazzi incontrati poco prima, quel Sonne interpretato da Frederick Lau, che sembra essere così fuori posto, ma risulta essere sicuramente il più sensibile e il più interessante del gruppo. In una pellicola che mescola in maniera accattivante i toni del dramma con quelli di un thriller in grado di creare grande tensione nello spettatore, la storia che si viene a creare nel giro di una folle notte tra i due protagonisti contribuisce in maniera fondamentale a creare sensazioni particolari nello spettatore.

In una pellicola che in fin dei conti la si può considerare perfettamente riuscita è interessante vedere come il regista sia riuscito a creare una storia improbabile, nel quale si respira però un'atmosfera che inizialmente risulta quasi come quelle notti in cui fai quell'incontro che ti cambia la vita e che però hai subito la consapevolezza che non ti capiteranno mai più. E nell'improbabilità di vedere accadere così tante cose nel giro di solo due ore e venti risiede buona parte del fascino di questa pellicola, un piccolo grande gioiello arrivato dalla Germania grazie alla rete, di cui un po' tutti i blogger hanno parlato nel corso di questi mesi e che, si spera, presto riusciremo a vedere nelle nostre sale.

Voto: 8,5

1 commento:

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