Demolition - Amare e vivere di Jean-Marc Vallée (2016)
Titolo Originale: Demolition
Regia: Jean-Marc Vallée
Sceneggiatura: Bryan Sipe
Cast: Jake Gyllenhaal, Naomi Watts, Chris Cooper, Judah Lewis, C.J. Wilson, Polly Draper, Heather Lind, Malachy Cleary, Debra Monk
Durata: 101 minuti
Genere: Drammatico
Negli ultimi anni non sono mai riuscito a negare l'evidenza, ovvero la mia folle adorazione per buona parte delle interpretazioni recitative di Jake Gyllenhaal, performance in grado di farlo entrare in pianta stabile almeno da tre o quattro anni nel virtuale podio dei miei attori contemporanei preferiti a fianco a Leonardo DiCaprio e non so chi altro - motivo per cui questo podio non è che sia tanto un bel podio -. Ciò che prima era solo una buona impressione, è diventata una vera e propria certezza dopo la splendida interpretazione in "Nightcrawler - Lo sciacallo", film passato ingiustamente inosservato agli Oscar del 2015, soprattutto per quel che riguarda il premio come miglior attore protagonista, per il quale almeno la nomination - a fronte poi di quelle effettive di quell'anno - sarebbe stata doverosa.
Spinto da questa mia massima stima verso l'attore, non mi sarei mai potuto lasciar scappare "Demolition, pellicola tra le altre cose diretta da quel Jean-Marc Vallée che tanto era stato in grado di impressionarci con "Dallas Buyers Club" e che aveva incontrato i favori di molti con "Wild" che io invece non sono ancora riuscito a vedere. In "Demolition", qui in Italia sottotitolato con uno stranamente giusto "Amare e vivere", ci viene narrata la storia di David, che dopo aver perso la moglie in un incidente stradale in cui lui stesso è rimasto miracolosamente illeso, cade in un profondo stato depressivo, tale da non fargli versare nemmeno una lacrima per il dolore e da risultare quasi apatico agli occhi di chi lo circonda. A seguito di una grottesca lamentela verso la società che gestisce i distributori automatici dell'ospedale, viene contattato da Karen, rappresentante del servizio clienti, che è interessata alle rivelazioni che fa David nelle sue lettere riguardo la sua vita privata.
L'impressione generale che si ha al termine della visione di "Demolition - Amare e vivere" è più che altro quella di aver visto un buon film, che solo all'apparenza sembra non sfruttare appieno il suo potenziale: alcuni lo hanno accolto in maniera fredda o comunque abbastanza tiepida e in un certo senso li si può capire. E' abbastanza difficile infatti provare empatia, per tutta la durata del film, verso un personaggio freddo come il ghiaccio, per nulla in grado di provare qualsiasi tipo di emozione negativa o positiva, ma con il quale, soprattutto grazie al rapporto che ci viene mostrato con Karen, è possibile avere qualche punto di contatto. E' proprio nel suo lavoro di demolitore - rigorosamente "a mano" - che il protagonista ci offre la metafore di quella che è la sua vita: distruggere, per tovoare un modo per ricostruire, come con le case così con la propria vita ormai devastata dal lutto e dalla grossa perdita subita.
Voto: 7,5
Io in un personaggio freddo come questo mi sono ritrovato alla grande. :)
RispondiEliminaAncora un gran film per il sempre più sottovalutato Jake Gyllenhaal e chissà se prima o poi l'Oscar arriverà anche per lui...