venerdì 23 giugno 2017

T2: Trainspotting di Danny Boyle (2017)

Regno Unito 2017
Titolo Originale: T2: Trainspotting
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: John Hodge
Cast: Ewan McGregor, Jonny Lee Miller, Ewen Bremner, Robert Carlyle, Kelly Macdonald, Scot Greenan, Steven Robertson, Anjela Nedyalkova, Pauline Turner, Pauline Lynch, James Cosmo, Eileen Nicholas, Shirley Henderson, Irvine Welsh, Bradley Welsh, Gordon Kennedy, Amy Manson
Durata: 117 minuti
Genere: Drammatico


La curiosità di vedere questo "T2: Trainspotting" diretto da Danny Boyle e con protagonisti gli stessi attori che avevano reso celebre il suo predecessore nel 1996, mi ha spinto a rivedere pochi giorni fa il primo "Trainspotting" per poterlo recensire su questo blog dato che sono un pignolo da fare schifo. I miei dubbi sul film, uscito a ventuno anni di distanza dal predecessore, stavano fondamentalmente nell'effettiva bontà dell'idea di riprendere un film diventato di culto sia per la generazione che ha vissuto in pieno gli anni novanta sia per quelle successive con così tanto tempo di distanza, con il rischio di ritrovarsi decisamente fuori tempo massimo, ma soprattutto con uno spiacevole effetto da minestra riscaldata che però, c'è da dirlo, un grande regista dovrebbe saper evitare se ben consapevole di ciò che sta facendo.
A giocare a favore di "T2: Trainspotting" sta però il fatto che, differentemente da molti altri seguiti nati come mere operazioni commerciali, un seguito al romanzo da cui il primo film era tratto effettivamente esiste e una trasposizione cinematografica, anche se magari non strettamente necessaria, appariva comunque quasi giustificata. La storia è ambientata venti anni dopo, alcuni se ne sono andati, ma i personaggi principali sono rimasti e lottano ancora, anche se il protagonista Mark sembra quasi essersi definitivamente ripreso, con i propri demoni interiori e con ciò che era stata la loro vita venti anni prima. Per alcuni la dipendenza da eroina è ancora l'ostacolo principale, i piccoli crimini l'unico modo per sbarcare il lunario.
"T2: Trainspotting" non è quello che ci si aspetta se si hanno dei pregiudizi riguardo ai seguiti che arrivano al cinema con così tanti anni di ritardo. Ciò che normalmente ti aspetti è il voler riprendere un qualcosa di già visto, senza però la verve del capitolo precedente e invece, contro ogni pronostico, sia dal punto di vista tecnico - e su questo non c'erano dubbi visto il nome coinvolto alla regia - sia dal punto di vista emozionale ci troviamo davanti ad un buonissimo film. Un film che gioca anche con il suo predecessore, con il regista che lo cita e si autocita perdendo purtroppo in tutta quella componente ironica che aveva reso il film del 1996 qualcosa di davvero straordinario. A funzionare c'è anche la colonna sonora, molto bella anche se rimane - almeno per quel che riguarda i miei gusti musicali - un'ombra sbiadita del predecessore.
Con la visione di "T2: Trainspotting" ci troviamo dunque davanti ad un film che gioca in maniera piacevole con il passato, alternando ancora una volta la sua componente ironica - anche se come detto in misura di gran lunga minore - con quella più malinconica, risultando quasi un inno al passato in cui i nostri personaggi si rendono conto di come, in fin dei conti, nel giro di venti anni la loro vita non sia cambiata di una virgola, di come in questi venti anni i protagonisti non siano per nulla cresciuti. Siamo davanti ad un sequel che riesce nell'intento di non diventare una macchia indelebile per l'ottimo primo capitolo, pur non raggiungendone i livelli epici e pur non essendo per nulla un film perfetto, ma un film che si fa guardare tranquillamente, emozionando nel giusto modo.

Voto: 7

giovedì 22 giugno 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Siamo ormai in estate e in questo weekend appena successivo al solstizio le uscite al cinema rappresentano in pieno il periodo: poca roba e quella che c'è è di bassa qualità, tanto che, come settimana scorsa, mi viene quasi difficile scegliere due o tre film a cui dare risalto. Però in qualche modo li si trovano ed eccoli qui commentati con i miei pregiudizi!


Transformers 5: L'ultimo cavaliere di Michael Bay


Ma davvero c'è ancora gente a cui questa saga non ha rotto le palle? Evidentemente no, visto quanta gente dice questa frase e poi chissà come il film guadagna comunque una marea di soldi. Sembra quasi come il periodo in cui nessuno votava Berlusconi!

La mia aspettativa: 2/10


Parliamo delle mie donne di Claude Lelouch

Con un salto temporale all'indietro di tre anni arriva nei nostri cinema questo lavoro francese che sa tanto di cinema d'essai ma che, in qualche modo, viste le altre proposte del weekend, potrebbe anche rivelarsi come l'uscita più interessante della settimana.

La mia aspettativa: 6,5/10


Le altre uscite della settimana

Metro Manila: Film del 2013, e poi dovremmo ancora dare credito ai nostri distributori. Eh si che pare anche carino sto film...
Civiltà perduta: Ultimamente i film storici mi stanno piacendo sempre di meno. La presenza di Robert Pattinson come protagonista non gioca per nulla a suo favore.
Girotondo: Lavoro pseudo autoriale italiano di cui potrei fare tranquillamente a meno.
The Habit of Beauty: Ecco che forse può arrivare qualcosa di mediamente interessante anche dal nostro cinema!

martedì 20 giugno 2017

Trainspotting di Danny Boyle (1996)

Regno Unito 1996
Titolo Originale: Trainspotting
Regia: Danny Boyle
Sceneggiatura: John Hodge
Cast: Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Jonny Lee Miller, Kevin McKidd, Kelly Macdonald, Peter Mullan, James Cosmo, Eileen Nicholas, Susan Vidler, Pauline Lynch, Shirley Henderson, Stuart McQuarrie, Irvine Welsh
Durata: 93 minuti
Genere: Drammatico


Ormai per chi mi legge su questi schermi è abbastanza risaputo, viste le rassegne organizzate con il solo scopo di recuperare intere saghe cinematografiche e poter recensire l'ultimo capitolo in uscita senza che il mio disturbo ossessivo-compulsivo mi desse particolarmente fastidio, sono un pignolo di merda e, vista l'uscita al cinema abbastanza recente di "T2: Trainspotting", non potevo recensire il secondo capitolo senza prima ripassare al vaglio il primo, storico, "Trainspotting", quel film che ha segnato un'intera generazione negli anni '90 e diventato poi un cult anche per quelli che per ragioni di età, come me, si sono avvicinati al film solamente più tardi rispetto alla sua uscita nelle sale cinematografiche.
Tratto dall'omonimo romanzo di Irvine Welsh, "Trainspotting" è ambientato in una zona suburbana di Edimburgo, dove abitano Mark e la sua banda di amici, dei tossicodipendenti che si danno a furtarelli e crimini qua e là senza preoccuparsi minimamente del proprio futuro, ma dedicando all'eroina tutta la propria vita. Ad interpretare questa banda di scapestrati ci sono Ewan McGregor, Robert Carlyle, Ewen Bremner, Johnny Lee Miller e Kevin McKidd, con il regista Danny Boyle, all'epoca al suo secondo lungometraggio presentato tra l'altro fuori concorso al 49° Festival di Cannes, che vuole raccontarci la storia di un gruppo di drogati inserendosi nel loro punto di vista, senza cercare di addolcire la pillola, così come bravo si rivela nel non mostrare di essere di parte, riuscendo in maniera ottima da una parte a non fare da "giudice" verso i suoi protagonisti, mentre dall'altro nemmeno ad offrire loro una sorta di redenzione.
Il "Trainspotting" del 1996 è un cult assoluto, in grado di raccontare una generazione e di segnarla irrimediabilmente, raccontandola con uno stile molto particolare nel quale da una parte sono tante le scene in cui i protagonisti scatenano una risata particolarmente amara, così come altrettanti sono i momenti in cui rischia di impressionare il pubblico, attraverso scene molto forti ed altrettante parecchio allucinanti: in queste scene Danny Boyle non tanto a calcare la mano sullo spettatore, quanto più che altro a risultare estremamente realistico e mai esagerato. A contribuire ancora di più a rendere il film storico - anche se a dirla tutta una seconda visione mi ha fatto un effetto decisamente diverso rispetto alla prima - vi è una colonna sonora di assoluto livello, che pesca a piene mani dalla cultura britannica con brani di Iggy Pop, dei Blur o di Lou Reed.
Mi è risultato particolarmente difficile parlare di questo film in maniera il più possibile sensata, fatto sta che "Trainspotting" per me risulta più che altro un pugno nello stomaco in cui il regista riesce a giocare alla perfezione con un'alternanza tra momenti di dura e pura comicità nera e altri decisamente meno leggeri e più impressionanti.

Voto: 9
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