venerdì 21 luglio 2017

VILLAGGIO GLOBALE - Fracchia la belva umana di Neri Parenti (1981)

Italia 1981
Titolo Originale: Fracchia la belva umana
Regia: Neri Parenti
Sceneggiatura: Gianni Manganelli, Leonardo Benvenuti, Piero De Bernardi, Neri Parenti, Paolo Villaggio
Cast: Paolo Villaggio, Lino Banfi, Gianni Agus, Anna Mazzamauro, Gigi Reder, Francesco Salvi, Massimo Boldi, Antonio Allocca:, Jole Silvani, Sandro Ghiani:, Fiammetta Baralla, Ugo Bologna, Giulio Farnese, Renzo Rinaldi, Renato Cecchetto, Roberto Della Casa
Durata: 96 minuti
Genere: Commedia


Con immensa tristezza, ormai più di due settimane fa, è venuto a mancare Paolo Villaggio, immenso artista a tutto tondo, ma conosciuto principalmente come attore comico, del cinema italiano. La solita cricca di blogger ha deciso di omaggiarlo con un evento che ne esplorasse i suoi film più amati, ovviamente in ordine sparso e secondo i gusti di ognuno, un evento partito due giorni fa con il post su Combinazione Casuale dedicato a "Superfantozzi" e ieri con il post su La bara volante dedicato al film "Sistemo l'America e torno". Ora tocca a me, che ho deciso di parlare di quello che è considerato un po' il personaggio secondario creato da Paolo Villaggio, ma che in realtà è nato tre anni prima rispetto al ben più famoso e ben più iconico Ugo Fantozzi, con il quale Villaggio è definitivamente entrato nell'Olimpo della commedia all'italiana.
"Fracchia la belva umana" è il primo dei due film dedicati al personaggio di Giandomenico Fracchia, personaggio che condivide moltissimi tratti distintivi con lo stesso Fantozzi, predecessore di "Fracchia contro Dracula", entrambi film che in qualche modo, oltre a voler essere delle commedie tanto divertenti quanto caciarone, cercano di omaggiare e di parodiare anche il cinema thriller - come nella fattispecie del film di cui in questo post - e il cinema horror - come per quel che riguarda il suo "seguito" -. Giandomenico Fracchia lavora come impiegato in una ditta che produce merendine al cioccolato: è timido e totalmente impacciato, quotidianamente bersaglio di scherzi e di umiliazioni da parte dei colleghi. La sua immensa sfortuna si manifesta ancora di più quando in una sola notte viene arrestato per ben tre volte, a causa della sua estrema somiglianza con un pericoloso serial killer soprannominato La Belva Umana.
Con il film in questione e con il suo protagonista si vede quanto l'intento di Paolo Villaggio non sia più di tanto quello di dare agli spettatori un'occasione per riflettere sul mondo del lavoro e sulla ineluttabile sfiga dell'essere umano quanto più che altro puntare su queste due caratteristiche di Fracchia per fare ridere, anche se ciò comporta una inevitabile semplificazione di ciò che il film fa nascere nello spettatore. "Fracchia la belva umana" è dunque un film comico puro, che, nato sull'onda del successo della saga di "Fantozzi" e condividendo con esso sia alcuni personaggi sia alcune situazioni che spesso e volentieri traggono in inganno lo spettatore, tant'è che molte scene di questa pellicola, non so nemmeno bene per quale motivo, le ricollegavo proprio ad un film della saga di Fantozzi, vedi ad esempio la scena in cui Fracchia viene convocato dal suo direttore per l'ennesimo declassamento.
Nonostante la storia sia il più possibile semplice, con il solo scopo di fare ridere, "Fracchia la belva umana" riesce perfettamente nel suo intento, con un Paolo Villaggio ancora in splendida forma nelle vesti di comico, ma che risulta, almeno a mio parere, molto più compassato quando si tratta di interpretare la cattivissima Belva Umana. Non vogliamo ricordare dunque Paolo Villaggio solo come Fantozzi o solo come Fracchia, ma semplicemente come un attore e un artista capace di far ridere e far riflettere grazie a dei personaggi altamente memorabili.


L'evento Villaggio Globale però non finisce qui! Nei prossimi giorni altri blogger vi accompagneranno in questa lunga commemorazione in onore di Paolo Villaggio e trovate l'elenco completo nel calendario ufficiale dell'evento qui sotto! Trovate anche i link ai blog che hanno partecipato e che parteciperanno, i link verranno inseriti giorno per giorno!

19 Luglio: Combinazione Casuale - Superfantozzi
20 Luglio: La Bara Volante - Sistemo l'America e torno

giovedì 20 luglio 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Eccoci di nuovo, come ogni Giovedì, a parlare delle uscite cinematografiche della settimana. Poca roba, come è tipico del periodo estivo, ma forse un film interessante - o addirittura anche due se non ci fosse Niccolò Gabbia come protagonista - c'è. E quindi, vediamo quali sono, commentati come al solito in base ai miei pregiudizi!


Prima di domani di Ry Russo-Young


Ormai i film in cui il protagonista o la protagonista di turno rivivono all'infinito lo stesso giorno stanno diventando eccessivi. Dopo "Ricomincio da capo" si è visto più e più volte utilizzare questo espediente, non sempre con buoni risultati però. "Prima di domani" sembra essere un po' il solito film, niente di più e niente di meno, ma questo che ormai è diventato una specie di sottogenere cinematografico mi ha sempre attirato e quindi so che finirò per dare un'occasione a questa pellicola.

La mia aspettativa: 6/10


USS Indianapolis di Mario Van Peebles


A me i film su quanto siano belli e bravi gli eroi americani sono sempre stati quasi simpatici anche se a volte sanno come farsi odiare. Il problema è che qui l'eroe americano di turno è quel Nicolò Gabbia che io tanto fatico a sopportare e che in estate è l'attore più presente al cinema della storia. La storia biografica che viene raccontata può anche essere interessante. Poi però bisognerà anche vedere quale sarà il risultato!

La mia aspettativa: 5/10


Le altre uscite della settimana

CHiPs: Di serie televisive degli anni '80 ne ho guardate e alcune non mi dispiacciono nemmeno. "CHiPs" invece l'ho sempre detestate e questo revival so già che mi farà schifo.
Operation Chromite: Film coreano sulla liberazione della Corea del Sud dall'invasione della Corea del Nord del 1950. Visti i tempi che corrono, mi sa che durerà ancora poco la situazione.
Savva: La bambinata di animazione dalla Russia preferisco lasciarla ai bambini che è meglio.

mercoledì 19 luglio 2017

Spider-Man: Homecoming di Jon Watts (2017)

USA 2017
Titolo Originale: Spider-Man: Homecoming
Regia: Jon Watts
Sceneggiatura: Jonathan Goldstein, John Francis Daley, Jon Watts, Christopher Ford, Chris McKenna, Erik Sommers
Cast: Tom Holland, Michael Keaton, Jon Favreau, Zendaya, Donald Glover, Tyne Daly, Marisa Tomei, Robert Downey Jr.
Durata: 133 minuti
Genere: Azione, Supereroi


Il Marvel Cinematic Universe è finalmente riuscito a riprendere in mano il personaggio di Spider-Man, uno dei personaggi dei fumetti più amati e conosciuti al mondo, dopo che lo stesso era passato, ormai quindici anni fa, nelle mani di Sam Raimi che era stato in grado di tirarne fuori una trilogia con i primi due capitoli davvero enormi ed un terzo abbastanza deludente, per poi passare nel 2012 nelle mani della Sony, che ne ha realizzato un reboot a soli sette anni di distanza dal precedente film, reboot considerato dai più abbastanza deludente, ma che con "The Amazing Spider-Man" - il suo primo capitolo - era riuscito a piacermi abbastanza, mentre un po' meno buona era stata l'accoglienza per "The Amazing Spider-Man 2: Il potere di Electro". Proprio per l'eccessiva vicinanza tra ben tre versioni differenti dello stesso personaggio, "Spider-Man: Homecoming" portava con sè dei grossi dubbi, soprattutto per via della presa sul pubblico e per il modo in cui il personaggio sarebbe stato trattato.
Bene, al termine della visione della pellicola tutti i miei dubbi sono stati fugati. Forse dal punto cinematografico "Spider-Man: Homecoming" non sarà il migliore mai realizzato, dato che la regia è abbastanza anonima e Sam Raimi è abbastanza inarrivabile, ma sicuramente è uno dei migliori per quel che riguarda il modo in cui viene costruito il personaggio e anche il modo in cui la sua storia, che si svolge quando la sua attività di supereroe è già ben avviata, viene sviluppata. In primo luogo è ottima la scelta di non farci vedere per l'ennesima volta la morte dello zio Ben - l'avevamo vista nel primo e nel terzo film di Raimi e pure in "The Amazing Spider-Man", rivederla di nuovo sarebbe stato davvero eccessivo -, con Tony Stark a farne in qualche modo le veci, vista la mancanza del personaggio. Un Tony Stark, interpretato dal sempre bravissimo Robert Downey Jr., cui il trailer del film era praticamente tutto dedicato, ma la cui presenza alla fine si è rivelata molto meno pesante del previsto.
"Spider-Man: Homecoming" non ha certo nei suoi punti di forza la trama, che più o meno rispecchia quelle tipiche di tutto il Marvel Cinematic Universe, quanto più che altro il modo in cui viene costruito il personaggio principale e la storia che ruota attorno a lui. Peter Parker, interpretato da un Tom Holland davvero in formissima a livello recitativo, è giovanissimo e nella sua vita deve fare fronte alla presa coscienza dei suoi poteri, ma anche a quel che riguarda la crescita personale, il suo rapporto con gli amici del liceo e con le ragazze e anche con la zia May, interpretata da una Marisa Tomei che, se non ve ne foste accorti voi che la criticate, ha 53 anni, quindi ci sta che sia la zia di un quindicenne, per quanto sia ancora una gnocca impressionante.
La pellicola in questione infine riesce in una cosa che ancora non era riuscita a moltissimi dei film dell'Universo cinematografico Marvel: creare un cattivo veramente interessante. L'Avvoltoio, interpretato da un Michael Keaton impressionante, è un personaggio che non è certo caratterizzato in maniera diversa rispetto agli altri villain della Marvel, ma ha il merito di funzionare a meraviglia in primis perchè finalmente ci troviamo davanti ad un cattivo che è spinto nella sua attività criminale da sentimenti molto più vicini a quelli degli esseri umani - la sua attività criminale è per la sua famiglia più che per un desiderio di potere fine a se stesso -, ma soprattutto è un villain veramente inquietantissimo, in grado con un solo sguardo di lasciare di stucco lo spettatore, soprattutto facendo riferimento ad una particolare scena del film in cui prima involontariamente, poi volutamente, risulta veramente terrificante.
Va dunque da sè che "Spider-Man: Homecoming" sia stato il giusto modo di trattare il personaggio di Spider-Man dopo un'ultima trasposizione, quella della Sony, che era risultata abbastanza deludente, ma soprattutto preso come film a sè stante, riesce ad incastrarsi abbastanza bene nel resto dell'Universo cinematografico Marvel e nel gettare delle interessanti basi per il futuro e per l'inserimento di Spider-Man nei prossimi film sugli Avengers

Voto: 7,5
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