giovedì 29 settembre 2016

WEEKEND AL CINEMA!

Ben otto sono le uscite al cinema di questa settimana, cinema che riprendono ormai la regolare programmazione, ma non sembrano, a parte rare eccezioni, volerci regalare film di altissima qualità. Come ogni giovedì vediamo però tutte le uscite commentate in base ai miei pregiudizi!


Abel, il figlio del vento di Gerardo Olivares, Otmar Penker

Film che al solo leggere la trama penso di non potercela fare a reggere: mettici il dramma familiare, mettici l'amore per gli animali e hai tirato fuori una delle trame che potrei più odiare in un film. Lo salterò senza farmi troppi problemi.


Al posto tuo di Max Croci

Commedia italiana di dubbio gusto, anche se arriva in un periodo di relativa forma del nostro cinema - a dirla tutta è qualche mese che non esce qualcosa di davvero interessante anche tra le fila del cinema italiano -, ma soprattutto con un cast di dubbio gusto che non può certo attirarmi verso il cinema a me più vicino!


Ben Hur di Timor Bekmambetov

Tra le confessioni da fare assolutamente, dopo "I magnifici sette", film di cui è uscito il remake proprio la scorsa settimana, ecco che tra i grandi film che mancano al mio appello c'è anche "Ben Hur", di cui proprio questa settimana esce un remake di dubbia utilità. Beh, potrebbe comunque essere l'occasione per recuperare l'originale!


Cafè Society di Woody Allen


Ed ecco che anche quest'anno è arrivato il momento del film annuale di Woody Allen, che da qualche tempo alterna un anno buono ad uno deludente. Visto il deludente "Irrational Man" dello scorso anno, secondo i calcoli, questo dovrebbe essere l'anno buono, no? A me in realtà, non amando Woody Allen, poco interessa se questo è l'anno buono o meno. Quello che mi interessa è proprio il fatto che questo sia il film più interessante della settimana!


Indivisibili di Edoardo de Angelis

Altro film italiano che punta su un tema che potrebbe essere abbastanza di comodo, come la possibilità da parte di due gemelle siamesi di dividersi. Potrebbe sembrare il solito drammone all'italiana e molto probabilmente lo è anche, ma forse potrebbe anche essere un film mediamente interessante.


Le ultime cose di Irene Dionisio

Non sono un amante delle storie ad episodi e questa, ambientata all'interno di un banco dei pegni all'epoca della crisi non sembra essere da meno rispetto a quelli che sono i miei pregiudizi sulle storie di questo tipo.


Se permetti non parlarmi di bambini di Ariel Winograd

Insomma, il film perfetto per la settimana seguente al Fertility Day!


The Assassin di Hou Hsiao-Hsien

C'è spazio anche per l'oriente in questo weekend, con un tipo di film che, nonostante il grande fascino che provo per le storie orientali, alla fine mi ha sempre abbastanza annoiato. Sicuramente sarà qualcosa di stilisticamente ottimo , però da qui a piacermi ce ne passa.

mercoledì 28 settembre 2016

Elvis & Nixon di Liza Johnson (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Elvis & Nixon
Regia: Liza Johnson
Sceneggiatura: Joey Sagal, Hanala Sagal, Cary Elwes
Cast: Kevin Spacey, Michael Shannon, Alex Pettyfer, Colin Hanks, Johnny Knoxville, Evan Peters, Tate Donovan, Hanala Sagal, Sky Ferreira, Tracy Letts, Ahna O'Reilly, Ashley Benson, Dylan Penn, Joey Sagal, Geraldine Singer, Kamal Angelo Bolden
Durata: 86 minuti
Genere: Commedia

L'incontro tra uno dei musicisti più amati della storia americana e il presidente più odiato della storia americana in un film? E chissene frega, potreste chiedervi voi, invece in realtà potrebbe essere un argomento piuttosto interessante se ben trattato tramite una solida sceneggiatura e tramite delle interpretazioni - che poi quella che più ci interessa è quella di Elvis Presley, diciamocelo - buone. Se poi a produrre il film è la stessa Amazon Studios che nel corso degli ultimi anni sta tentando - e sta anche abbastanza perdendo nonostante qualche buon prodotto - di fare concorrenza a Netflix soprattutto con delle produzioni seriali originali, a volte validissime, come ad esempio "Hand of God", "Mozart in the Jungle" o "The Man in the High Castle", altre volte molto meno come "Bosch" o "Transparent", anche se per quanto riguarda quest'ultima penso di essere uno dei pochi nel mondo intero.

Il film parte da buonissimi propositi, se bisogna proprio essere sinceri: narrare un incontro avvenuto nel riserbo più totale tra due personaggi importantissimi per la storia americana anche se in due ambiti totalmente diversi, ma soprattutto far interpretare questi due personaggi a due super attori come Michael Shannon, che interpreta in maniera eccentrica quanto basta il personaggio di Elvis Presley, e Kevin Spacey, che ormai nel ruolo di Presidente degli Stati Uniti sembra trovarsi a suo agio dopo il suo acclamatissimo ruolo nella serie "House of Cards". Buoni propositi riguardanti il film che però non sono altrettanto supportati da una sceneggiatura che avrebbe potuto fare molto di più per rendere il film ancora più interessante. Una sceneggiatura che si regge talmente tanto con lo sputo e sulle stravaganze del buon Elvis Presley da rendere praticamente vane le apprezzabilissime interpretazioni dei due protagonisti, che ci provano in ogni modo a dare al film un valore aggiunto che però non viene quasi mai riscontrato.

Ed alla fine la sensazione che si ha al termine della visione è quella di aver appena visto un film che ci racconta una storia assolutamente fine a se stessa, con i personaggi che sono caratterizzati nel modo più semplicistico possibile e lasciando allo spettatore poco o quasi nulla, non risultando nemmeno particolarmente divertente. Ed è proprio qui che spesso gli Amazon Studios perdono il confronto con l'altra grande rete di streaming mondiale: spesso e volentieri i racconti sono di gran classe dal livello stilistico e tecnico, o comunque curiosi a livello di sceneggiatura, ma spesso si perdono nel ricercare la forma più della sostanza. E in un film in cui anche la forma lascia a desiderare davvero molto, aggiungendosi alla quasi inutilità della vicenda - o comunque del modo in cui viene narrata - c'è sicuramente poco da salvare.

Voto: 4,5

martedì 27 settembre 2016

Un amore all'altezza di Laurent Tirard (2016)

Francia 2016
Titolo Originale: Un homme à la hauteur
Regia: Laurent Tirard
Sceneggiatura: Marcos Carnevale, Laurent Tirard, Grégoire Vigneron
Cast: Jean Dujardin, Virginie Efira, Cédric Kahn, Stéphanie Papanian, César Domboy, Manoëlle Gaillard, Bruno Gomila, François-Dominique Blin, Christian Valsamidis
Durata: 98 minuti
Genere: Commedia

Devo sicuramente aver già detto da qualche parte che non sono propriamente un fan delle commedie romantiche, ma che all'occorrenza o ad ispirazione qualche volta mi lascio convincere - e coinvolgere - ad una visione. Diciamo che i miei parametri per decidere se guardare o meno una commedia romantica, con le conseguenti possibilità che effettivamente la guardi, sono i seguenti:

  • Uno spunto di partenza originale ⇒ Ci potrei pensare
  • Me l'ha caldamente consigliata qualcuno a cui non piacciono le commedie romantiche ⇒ Molto probabile che la guardi
  • Me la consiglia una ragazza che ama i romanzi di Jane Austen ⇒ Non la guarderò nemmeno sotto tortura, se non per scrivere una recensione che la spernacchi sul mio blog
  • L'attrice protagonista è molto bella ⇒ Probabile che lo guardi
  • L'attrice protagonista è Margot Robbie ⇒ Fate che sono già al cinema ancora prima che esca il film
  • E' una commedia francese ⇒ Non è certo che la guardi, ma qualche possibilità la guadagna di sicuro

I parametri che, fondamentalmente, mi hanno convinto a guardare questa commedia romantica, effettivamente, sono stati solamente il primo e l'ultimo e, in parte, anche il quarto, ma a convincermi davvero è stato il fatto che, sin dal trailer, visto al cinema prima della visione di "La notte del giudizio - Election Year, faceva pensare ad una commedia davvero divertente. Ed effettivamente, un po' di soddisfazione al termine della visione, c'è stata. "Un amore all'altezza" è di per sè un titolo che, conoscendo i titolisti italiani, fa già capire di cosa potrà parlare il film: ma ovvio, di una donna che, uscita da una relazione, si innamora di un uomo molto basso. Un po' come la moglie di Brunetta, che lui è davvero molto basso, con la sola differenza che l'uomo di cui si innamora la protagonista Diane, interpretata da Virginie Efira, è Alexandre, interpretato da Jean Dujardin, l'attore di "The Artist", che, vi svelo un segreto, non è veramente così basso come il protagonista del film... no, so che lo sapevate già, ma era giusto per mettere le cose in chiaro. La differenza fondamentale però è che, oltre ad essere molto basso, si può tranquillamente dire che il buon Dujardin sia un uomo molto più bello - per non parlare poi dell'eventuale intelligenza - di Brunetta.

Non c'è molto altro da dire effettivamente sul film che, per tutta la sua durata, gioca sulle chiacchiere da ufficio riguardanti la protagonista e il suo nuovo compagno, ma che forse vuole anche essere una specie di satira, uscita con giusto quei quattro o cinque annetti di ritardo da renderla fuori tempo massimo, verso la situazione che viveva il buon Nicolas Sarkozy, che costringeva la moglie Carla Bruni a vestire quelle orribili ballerine per sembrare meno basso al suo confronto. Una lettura parecchio azzardata a dirla tutta, ma non vedo proprio per quale motivo si sarebbe dovuto fare un film del genere se non per quel motivo già accennato. Oppure, per far ridere e basta, cosa che effettivamente, in alcune circostanze, riesce pure a fare, risultando leggero e passando abbastanza in fretta senza mai annoiare o essere eccessivamente melenso. Si sarebbero potuti affrontare temi che potessero far aprire una discussione su questa pellicola, uno è ben evidente al solo leggere la trama, ma vengono affrontati solamente in maniera trasversale o utilizzati come pretesto comico, motivo per cui il film risulta essere, seppur leggero e a tratti divertente, parecchio innocuo e dimenticabile in futuro.

Voto: 5,5
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