venerdì 28 aprile 2017

Collateral Beauty di David Frankel (2016)

USA 2016
Titolo Originale: Collateral Beauty
Regia: David Frankel
Sceneggiatura: Allan Loeb
Cast: Will Smith, Edward Norton, Kate Winslet, Michael Peña, Keira Knightley, Helen Mirren, Jacob Latimore, Naomie Harris, Ann Dowd, Mary Beth Peil, Liza Colón-Zayas, Michael Cumpsty
Durata: 96 minuti
Genere: Drammatico


Capita a volte che la critica decida di demolire un film praticamente per partito preso, ma poi il pubblico, in qualche modo, lo premia. Capita anche, negli ultimi tempi sempre più frequentemente, che il pubblico, ascoltando gli echi della critica bacchettona, decida di non dare fiducia ad un film, non premiandolo al botteghino. E' un po' quello che è capitato al film di cui vi parlo oggi, il "Collateral Beauty" diretto da David Frankel ("Un anno da leoni", "Il Diavolo veste Prada") e con un cast di tutto rispetto: la critica ne ha detto peste e corna, il pubblico più affezionato alle sale cinematografiche non è andato al cinema a vederlo ed il film è stato etichettato come una delle pellicole più brutte degli ultimi anni.
Per parlare in maniera completa di questa pellicola, bisogna partire dal trailer che ti parla di un qualcosa per poi, nel film, mostrarti tutt'altro: lo spettatore cinematografico vede il trailer e pensa ad una storia molto simile a "A Christmas Carol" di Charles Dickens" in cui il protagonista incontra delle impersonificazioni della Morte, del Tempo e dell'Amore. In realtà chi è andato a vedere il film basandosi sul trailer si è ritrovato un po' spiazzato, dato che il film parla di Howard Inlet, interpretato da Will Smith ("Suicide Squad"), che ha da poco subito una tragedia familiare. I suoi amici e colleghi nell'azienda da lui fondata, interpretati da Edward Norton ("Birdman"), Kate Winslet ("Steve Jobs") e Michael Peña ("Sopravvissuto - The Martian") decidono, per rispondere a delle lettere metafisiche che egli scrive proprio alla Morte, all'Amore e al Tempo, di ingaggiare tre attori - Helen Mirren ("Hitchcock"), Jacob Latimore ("Maze Runner - Il labirinto") e Keira Knightley ("Tutto può cambiare") - per interpretare queste tre entità e dargli di nuovo un motivo per riprendere in mano la sua vita.
La critica di questo film ne ha dette peste e corna: eccessivo sentimentalismo, una sceneggiatura scritta su un foglio di carta igienica, un buonismo che si respira dal primo all'ultimo minuto e tante altre cose. E non avevano nemmeno così tanto torto, dato che "Collateral Beauty" è tipo una delle cose più smielate che abbia mai visto in vita mia. Eppure, pur sprecando malamente un cast di assoluto livello composto dagli attori che ho già citato, il film si lascia guardare e i suoi novanta minuti di durata passano in maniera nemmeno troppo spiacevole. Certo è che un cast del genere risulta sprecato con una sceneggiatura del genere, così come certo è che il regista e gli sceneggiatori abbiano voluto strafare cercando di affrontare le storie di ben quattro personaggi e dandoci per ognuno di essi degli insegnamenti da Baci Perugina, però non so bene per quale motivo, ma non me la sento proprio di dare troppo addosso a questo film, che alla fin fine potrebbe essere apprezzato - relativamente - anche da un cattivone cinico e bastardo come me.

Voto: 5,5

giovedì 27 aprile 2017

WEEKEND AL CINEMA!

Le uscite cinematografiche di questo weekend sono cominciate già da qualche giorno, complice il ponte del 25 Aprile, e molte di esse sono anche abbastanza interessanti, anche se tanti sono i film italiani e tanti i documentari a questo giro. Uno di questi avrà sicuramente lo scettro di film della settimana al botteghino, pare abbastanza scontato, mentre per gli altri bisogna comunque passare attraverso i miei pregiudizi!


La tenerezza di Gianni Amelio

Commedia drammatica all'italiana con protagonisti Elio Germano e Micaela Ramazzotti che promette davvero buonissime cose. E quest'anno di film italiani ne ho ancora visionati pochi - di uno di questi parlerò a breve - e quindi spero che questo possa essere abbastanza interessante.

La mia aspettativa: 7/10


Guardiani della Galassia Vol. 2 di James Gunn


Dopo l'ottimo primo capitolo, il "Marvel Cinematic Universe" torna alla ribalta con un sequel che promette scintille dall'inizio alla fine. E le recensioni lette dalle anteprime e da chi è andato a vederlo nei primi giorni di proiezione sembrano essere molto molto confortanti!

La mia aspettativa: 8/10


A casa nostra di Lucas Belvaux

Pellicola drammatico/politica che sembra essere abbastanza attuale visto il periodo storico che stiamo vivendo. Dalla Francia arrivano o robe serie che non si prendono troppo sul serio o cose fin troppo autoriali. Per un'eventuale visione, spero che sia la prima delle due alternative.

La mia aspettativa: 6,5/10


Altin in città di Fabio del Greco

Dramma noir - avete notato che in questa settimana escono solo film dal doppio genere? - pseudo-autoriale italiano che verrà proiettato in tre o quattro sale in tutta Italia e che quindi mi risparmierà l'imbarazzo di decidere se vederlo o meno.

La mia aspettativa: 5/10


La guerra dei cafoni di Davide Barletti, Lorenzo Conte

Una commedia italiana diretta da due registi che non conosco per nulla, ma che ad una lettura della trama mi ispira abbastanza e per la quale ci potrebbe essere una delle sorprese più interessanti della settimsna.

La mia aspettativa: 7/10


La ragazza dei miei sogni di Saverio Di Biagio

Una commedia drammatica fantasy - facciamo anche del fantasy??? - italiana della quale non è che senta particolarmente il bisogno. La visione la lascio ad un eventuale fan di Saverio Di Biagio.

La mia aspettativa: 4/10


L'amore criminale di Denise Di Novi

Thrillerino americano con protagonista la sempre bellissima Katherine Heigl che potrebbe essere adatto per una seratina all'insegna del disimpegno. Non di più però, ovviamente.

La mia aspettativa: 6/10


Le donne e il desiderio di Tomasz Wasilewski

Tanta Polonia in questo film e, almeno per quel che riguarda i miei gusti, le parole Polonia e cinema messe assieme mi danno quasi sempre una gran noia e un'odore di film d'autore dall'eccessivo impegno.

La mia aspettativa: 5/10


Le verità di Giuseppe Alessio Nuzzo

Thriller italiano che non promette grandi cose ad una lettura della trama, ma che ha come protagonista un certo Francesco Montanari; che non vedo all'opera come attore dalla straordinaria performance nei panni del Libanese, nella prima stagione di "Romanzo criminale: La serie". Potrei dunque, vista la stima verso il protagonista, concedergli una visione!

La mia aspettativa: 6/10


L'eccezione alla regola di Warren Beatty

Posso fidarmi di un film diretto da colui che ha scaricato la patata bollente alla moglie facendole annunciare il vincitore sbagliato dell'Oscar a miglior film? In realtà il film non sembra sia poi così malaccio, però non è certo tra le mie priorità in questo fine settimana.

La mia aspettativa: 5,5/10


The Circle di James Ponsoldt

C'è Emma Watson, quindi lo vedrò di sicuro. La tematica tecnologica e sociale mi interessa abbastanza, il rischio è che si tratti di un thrillerino con poca roba interessante da dire. Ma a me basta che Emma Watson sia abbastanza carina e la sufficienza su questo blog la potrebbe anche sfangare.

La mia aspettativa: 6/10

mercoledì 26 aprile 2017

Marvel's Iron Fist - Stagione 1

Marvel's Iron Fist
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 13
Creatore: Scott Buck
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Finn Jones, Jessica Henwick, Tom Pelphrey, Jessica Stroup, Ramón Rodríguez, Sacha Dhawan, Rosario Dawson, David Wenham
Genere: Supereroi


Giunti in quella che ormai da un paio di anni è stata designata come l'annata decisiva per la collaborazione tra Netflix e i Marvel Studios, la cui collaborazione è cominciata nel 2015 con la prima stagione di "Marvel's Daredevil" e di "Marvel's Jessica Jones" - entrambe di altissimo livello -, proseguita nel 2016 con la seconda stagione di "Marvel's Daredevil" - sempre di alto livello - e con la prima stagione di "Marvel's Luke Cage" - quella sì che mi ha un po' deluso - e che in questa annata vedrà l'uscita, oltre alla prima stagione di "Marvel's Iron Fist" di cui vi parlo oggi, anche di "Marvel's The Defenders" - che è per l'appunto il cross-over su cui la collaborazione si è fondata in questo triennio - e molto probabilmente anche la prima stagione di "Marvel's The Punisher", personaggio conosciuto nella seconda stagione di "Daredevil" e subito diventato di culto.
L'ultima produzione seriale prima di quella decisiva per la casa di streaming e per i Marvel Studios partiva con degli evidenti rischi per il suo successo, mentre per "The Defenders" l'hype sta salendo, per questa "Iron Fist" non si sono mai viste, prima del giorno della sua pubblicazione, scene di isterismo dovuto all'attesa, sembrava quasi che questa produzione venisse data per scontata e che attorno al quarto personaggio che farà parte dei difensori non ci fosse tutto questo interesse, o per lo meno un interesse decisamente minore rispetto a personaggi ben più famosi e apprezzati come Daredevil. La serie poi veniva pubblicata su Netflix con il pesante accompagnamento di una mezza stroncatura da parte della critica che non era rimasta particolarmente affascinata dall'anteprima dei primi due episodi, che sono effettivamente risultati troppo lenti e non in grado di farmi affezionare subito al personaggio come avrebbero dovuto.
Per chi non conoscesse ancora il personaggio, la serie si concentra principalmente sugli inizi della sua carriera da supereroe. Il protagonista Danny Rand, interpretato da Finn Jones, torna a New York dopo essere sparito e dato per morto per quindici anni per riprendere in mano l'azienda di famiglia. Il suo nemico principale è la Mano, organizzazione criminale che avevamo avuto modo di conoscere nella seconda stagione di "Daredevil" - e che qualcosa mi dice che sarà anche uno dei nemici principali in "The Defenders" - e la combatterà grazie all'abilità acquisita nel kung-fu durante gli anni di lontananza dalla sua città e soprattutto grazie alla possibilità di evocare il Pugno d'Acciaio.
Forse i detrattori del personaggio avevano ragione a ritenerlo uno dei meno interessanti del quartetto, anche se fare peggio di Luke Cage in quanto a coinvolgimento del pubblico verso personaggio era parecchio difficile, ma in questo caso i produttori della serie ci sono andati vicinissimi ed è un peccato viste le sue potenzialità narrative - ovviamente non conosco nulla del suo corrispettivo fumettistico quindi le mie sono esclusivamente supposizioni -. Oltre ad un difficile rapporto con il personaggio principale avuto per tutta la durata di questa prima stagione, si aggiunge anche il fatto che la serie, soprattutto nei primi sei o sette episodi, faccia davvero moltissima fatica ad ingranare, dando addirittura l'impressione che non stia accadendo nulla di particolarmente rilevante. Che la lentezza della narrazione sia una cosa voluta in tutte le serie sui supereroi finora prodotte da Netflix, per concentrarsi maggiormente sullo sviluppare il carattere del personaggio, lo avevamo capito, ma qui si fa veramente fatica a comprendere il carattere di Danny Rand e ancor meno ad entrare in empatia con lui. Quando nella serie inizia ad accadere qualcosa è forse troppo tardi per recuperare e la sensazione che rimane al termine della visione è principalmente quella di essersi trovati davanti ad un'occasione sprecata. Per molti il punto più basso della collaborazione Netflix/Marvel Studios è stato "Luke Cage", io sinceramente non lo so, li metterei quasi alla pari, in negativo.

Voto: 5,5
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