venerdì 4 maggio 2012

Playback

E' ufficiale. Il cinema horror americano degli ultimi anni è il regno supremo ed assoluto della cagata. Pochi sono i film decenti nel genere, e ancora di meno le vere perle, penso di poterle contare su una mano. Di solito o si basano su idee già asplorate in passato, o sono dei remake duri e puri, oppure hanno una buona idea di fondo sviluppata come nemmeno i cani. In questo caso anche l'idea di fondo, che capirete dalla trama, "è una cagata pazzesca!"


USA 2012
Titolo Originale: Playback
Regia: Michael A. Nickles
Cast: Christian Slater, Ambyr Childers, Alessandra Torresani, Johnny Pacar
Genere: Horror


La trama in breve: Cercando di girare un film su un efferato omicidio plurimo avvenuto nella loro città, un gruppo di studenti si imbatte in un demone che si impossessa di loro e inizia a distruggere il loro gruppetto dall'interno. La particolarità del demone è che esso si impossessa di loro tramite l'inquadratura delle telecamere.


Questo film ha qualsiasi cosa, letteralmente qualsiasi cosa, per renderlo un film assolutamente inutile ed inguardabile. L'elenco sarebbe assolutamente sconfinato, quindi mi limiterò ad analizzare alcuni aspetti. Intanto in questo film non c'è nè una trama nè un'idea di fondo consistente. L'idea del demone che si impossessa delle persone tramite l'inquadratura di una telecamera è probabilmente tra le cose più stupide che esistano. Cosa a cui si può passare sopra, se quanto meno fosse realizzata con un po' di pathos e di interesse.


Seconda cosa che ha questo film è un poliziotto pervertito, che assolda un giovane per nascondere telecamere negli spogliatoi della squadra femminile di calcio e per poi vedersi le registrazioni nell'intimità della sua casa. Il poliziotto pervertito fondamentalmente non si capisce bene a cosa serva nella trama, se non a farci vedere un paio di diciottenni in biancheria intima.


Terza cosa, man mano che il demone miete le sue vittime, esse scompaiono non solo di scena, ma anche dalla mente di quelli che rimangono in vita, come se non fossero mai esistite. Scompaiono giusto quelle tre o quattro persone e chi rimane in vita non si interessa minimamente di cosa sia successo a chi non esce più con loro.


Quarta e ultima cosa, perchè potrei andare avanti ad infierire per ore, c'è dietro un mistero familiare che coinvolge il protagonista, il mistero più scontato, più utilizzato ed abusato nella storia del cinema, che evidenzia una volta di più quanto il film sia stato fatto con il fondoschiena.


Un film superficiale, inutile come ce ne sono molti in giro. Ci sono molti film dalla dubbia utilità, qualcuno fa un sacco di soldi e magari è anche coinvolgente. Questo è da cacciare nell'oblio sperando che in Italia non ci arrivi, oppure che venga mandato in onda in una sola sala cinematografica. In Sicilia magari, lontanissimo da me.


Voto: 1

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