domenica 8 dicembre 2013

Oldboy (2003)

Corea del Sud 2003
Titolo Originale: 올드보이 (Oldeuboi)
Regia: Park Chan-wook
Sceneggiatura: Hwang Jo-yoon, Im Joon-hyung, Park Chan-wook
Cast: Choi Min-sik, Yu Ji-tae, Kang Hye-jeong, Ji Dae-han, Oh Dal-su, Kim Byeong-ok, Lee Seung-Shin, Yun Jin-seo, Lee Dae-yeon, Oh Kwang-rok, Oh Tae-kyung
Durata: 120 minuti
Genere: Drammatico

La trama in breve: Oh Dae-su è un uomo sulla trentina, sposato e con una figlia, che improvvisamente viene rapito. Durante la prigionia, che durerà 15 anni, tenta più volte il suicidio e una via per fuggire dalla prigionia, pianificando la sua vendetta. Quando inaspettatamente viene liberato, inizia a mettere in atto il suo piano.

Con l'arrivo nei cinema italiani di "Oldboy", il remake americano della pellicola che andrò a recensire ora, ho deciso di recuperarmi finalmente l'originale, firmato Park Chan-wook, vincitore a Cannes nel 2003 del Grand Prix speciale della Giuria e diventato un vero e proprio film di culto qui in Occidente. La visione di questo vero e proprio capolavoro mi ha convinto, tra le altre cose, a recuperarmi anche gli altri due film del regista, che compongono la cosiddetta "Trilogia della vendetta" di cui "Oldboy" sarebbe il film di mezzo (anche se è solo una questione cronologica visto che le tre storie non sono collegate). Cercherò, da ora in poi, di parlare il meno possibile del remake americano, in primo luogo perchè non l'ho ancora visto, in secondo luogo perchè di quello ne parlerò bene a parte quando lo vedrò.

Ora, come un film del genere sia riuscito a diventare un'opera di culto in Occidente, dove la cultura è abbastanza lontana da ciò che viene raccontato in questa storia, potrebbe apparire un mistero, ma basta una sola visione per innamorarsi sul serio di quest'opera. E non scherzo quando dico che tutto, e dico proprio tutto, in questo film si trovi al suo posto creando nello spettatore da una parte una tensione crescente, dall'altra la volontà di scoprire le motivazioni che stanno dietro all'intera vicenda, da un'altra parte ancora una tale immedesimazione nel personaggio principale che probabilmente non ha eguali nel cinema attuale.

E il film si sviluppa attraverso sia una vera e propria escalation di violenza sia attraverso tutte le varie ossessioni del protagonista, che lo perseguitano rendendolo, a tutti gli effetti, un uomo distrutto e solo che si chiede, oltre a chi gli ha fatto ciò, anche il perchè di tutto questo. Alla fine non saranno nemmeno più chiari i ruoli di carnefice e vittima, le due cose si mischieranno all'inverosimile in un finale che è sia estremo sia, assolutamente, perfetto.

E non fatevi ingannare dalla trama: questo non è un film d'azione, quindi se vi aspettate di trovare ciò sappiate che ne rimarrete delusi. Questo film sa raccontare violentemente una storia umana molto molto forte e soprattutto molto molto drammatica. Non è certo un film con cui passare due ore spensierate, ma un film che farà riflettere. E godere, se amate anche guardare i film da un punto di vista estetico.

Voto: 10

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