lunedì 29 aprile 2013

Le riserve

USA 2000
Titolo Originale: The Replacements
Regia: Howard Deutch
Cast: Keanu Reeves, Gene Hackman, Brooke Langton, Orlando Jones, Rhys Ifans, Jon Favreau, David Denman, Brett Cullen, Jack Warden
Genere: Commedia, Sportivo


La trama in breve: A causa di uno sciopero che coinvolge i giocatori della lega di football americano, la squadra dei Sentinel (in lotta per un posto ai playoff), come molte altre squadre della lega, decide di affidarsi nelle mani di giocatori non professionisti, allenati dal carismatico Jimmy McGinty e capitanati dal quarter back Shane Falco, promettente giocatore ai tempi del college, ma con la carriera rovinata a causa della finale universitaria persa in malo modo.



Questo è probabilmente uno dei film negli ultimi anni che, a causa della programmazione su Mediaset Premium, ho visto più volte e che non mi sono ancora stancato di vederlo e rivederlo. Non lo considero affatto un mio cult, ma tra i film sportivi è uno dei miei preferiti perchè sa unire molto bene e con una leggerezza strabiliante la parte più legata alla creazione di uno spirito di squadra ad una parte assolutamente comica.


I personaggi funzionano molto bene e giusta è la scelta da parte del regista e dello sceneggiatore di dotare di una personalità più profonda il protagonista Shane Falco, lasciando ai suoi compagni di squadra, tranne qualche eccezione come il gallese Nigel Gruff la cui storia però rimane abbastanza in superficie e non viene scavata proprio nel profondo, quasi un ruolo da macchietta, come fossero protagonisti della parte più comica del film.


Dunque non certo un capolavoro, ma un film che sa fare riflettere sul mondo dello sport e sulle paure ad esso legate, riuscendo anche a fare ridere. Menzione d'onore per una colonna sonora anni '80, tra cui spiccano Gloria Gaynor, Sting e i Rolling Stones.


Voto: 7

domenica 28 aprile 2013

TRASH MOVIES #1 - Komodo & La casa degli zombi

Dopo una serata all'insegna dei filmacci come quella di ieri, era giunto il momento di scrivere qualcosina anche sul cinema quello brutto. Ma siccome non dedicherò due articoli a ciò che ho visto ieri sera, raccolgo entrambe le brevi recensioni in un unico post, sperando che un giorno qualcuno condivida con me la tragica sorte di aver visto questi film.


Komodo


Australia, USA 1999
Titolo Originale: Komodo
Regia: Michael Lantieri
Cast: Jill Hennessy, Billy Burke, Kevin Zegers, Paul Gleeson, Nina Landis, Michael Edward-Stevens, Simon Westaway, Bruce Hughes, Jane Conroy, Melissa Jaffer, Brian McDermott, Nique Needles
Genere: Avventura, Horror

La trama in breve: Patrick, 15 anni, vive con i genitori in un cottage su un'isola al largo della Carolina del Sud. Una notte i loro genitori vengono uccisi e mangiati da un mostro. L'evento lascia Patrick in stato di shock, incapace di ricordare ciò che accadde quella notte.

Detto francamente il film in questione è un ricettacolo di scene assurdamente inspiegabili e di banalità senza fine. Dopo un inizio che vuole dare l'impressione di essere davanti ad una produzione quanto meno non amatoriale, ci ritroviamo catapultati in una storia senza un capo e senza una coda. O meglio, il capo ce l'avrebbe anche, quasi, è la coda che manca completamente.

A parte degli enormi draghi di Komodo a fare da mostri (come direbbe Maccio Capatonda tra l'altro sono graficamente fatti "male da Dio"), non si riescono a capire molte cose, come ad esempio la presenza dei ricercatori che devono coprire un ipotetico mistero sulla comparsa dei mostri ma alla fine tutta la storia di sottofondo viene mandata a tarallucci e vino.

Gli attori fanno abbastanza pena, c'è il Billy Burke che sto vedendo in "Revolution" e in questa parte non è nient'altro che un tamarro. Niente di più. Quasi come in "Revolution". Gli altri interpreti sono quasi da buttare. Come in ogni film in cui c'è un gruppo che si rispetti c'è anche un uomo di colore che viene ammazzato quasi subito ma con atroci sofferenze.

Voto:3


La casa degli zombi


USA 1977
Titolo Originale: The Child
Regia: Robert Voskanian
Cast: Laurel Barnett, Ruth Ballan, Frank Janson, Rosalie Cole, Richard Hanners
Genere: Horror

La trama in breve: Alicienne torna nel suo paese natale per lavorare come governante nella casa della famiglia Nordon. Nella casa vivono il padre con i due figli, orfani di madre morta poco prima. Rosalie, la figlia minore è molto viziata e antipatica, si comporta in modo strano e vistia il cimitero di notte, dicendo di incontrare degli amici che però nessuno ha mai visto.

Questo film è la totale esaltazione del cinema spazzatura. Per prima cosa, gli interpreti della storia sono tanto antipatici quanto assolutamente insopportabili, roba da odio incontrollato e il loro modo di recitare è probabilmente una delle cose peggiori che abbia mai visto su uno schermo. Se la giocano giusto con "monofaccia" Kristen Stewart.

Altra cosa, il film è stato letteralmente riempito di lunghissime scene in cui non succede assolutamente nulla, si hanno inquadrature mirabolanti ma fatte assolutamente a casaccio, tagli di scena che sembrano fatti con una mannaia direttamente sulla pellicola e stacchi repentini. La colonna sonora è composta da quella tipica musica che tende a stuprarti letteralmente il cervello. Sembra quasi composta da un ciccione che cade continuamente sulla tastiera di un pianoforte, o da un bambino che si diverte a picchiare con le mani sulla tastiera toccando tasti a caso e tutti in una volta.

Gli zombie sono fatti col culo. Hanno la conformazione fisica degli uomini di colore, ma vengono sbiancati col cerone. Non si capisce mai per tutto il film se la storia avviene di giorno o di notte. Anzi, meglio, il giorno e la notte sono disposte casualmente lungo l'arco della giornata. A un certo punto è giorno, subito dopo inspiegabilmente notte e viceversa, ma la vicenda prosegue liscia come se non fosse passato del tempo.

Va bene fare i film a basso costo, ma esistono delle perle a basso costo. Questa non è una perla. Siamo noi pirla ad averlo guardato.

Voto: 0,5 (lo 0 e l'1 sono concetti matematici troppo importanti, ma al contempo non si può andare oltre l'1 come voto)

venerdì 26 aprile 2013

Mario - Stagione 1

[caption id="" align="aligncenter" width="601"] "E ora leggiamo, insieme ai fratelli Peluria, la recensione della serie "Mario""[/caption]

Mario
(serie tv, stagione 1)
Rete Italiana MTV
Creatore: Maccio Capatonda
Cast: Maccio Capatonda, Herbert Ballerina, Rupert Sciamenna, Ivo Avido, Anna Pannocchia, Offa Ioladinos, Ektor Baboden, Katherine J.Junior, Pippo Lorusso, Francesca Macrì, Alberto Azarya, Maurizio Tabani, Marco Donadoni, Alberto Bigioggero.
Genere Commedia, Demenziale


La trama in breve: Mario è il famoso conduttore dell'MTG, comprato dalla Micidial Corporation che continua ad invadere la trasmissione con i suoi sponsor. Indispettito, Mario decide di lasciare il tg, ma a causa di una sciabolata (una clausola rescissoria milionaria scritta in diagonale) è costretto a rimanere e ad istruire il figlio di Micidial, Ginetto, per farlo diventare un giornalista. A ciò si aggiunge la scomparsa di Paolo Buonanima, vecchio direttore del tg e padre putativo di Mario.



Stavo pensando in questi giorni di scrivere un post utilizzando molti giochi di parole utilizzati in questa serie, ma siccome non me ne sento in grado e alla fine finirebbe per essere uno scimmiottamento, ho deciso di evitarli il più possibile.


Non starò qui a parlarvi della trama della serie, abbastanza esile ma che comunque, nel suo piccolo, riesce puntata dopo puntata a fare entrare lo spettatore per bene al suo interno. Fondamentalmente ho sempre pensato che la bellezza di un programma comico sta nella capacità di far ridere. Inoltre la risata è una cosa per così dire "intima", nel senso che ciò che fa ridere a me potrebbe non fare ridere qualcun altro. Ad esempio a me "I soliti idioti" (tanto per citare un'altra serie prodotta da MTV) fanno veramente tantissimo schifo, eppure sono osannati (nonostante questo mi ritengo comunque superiore a chi li guarda con ammirazione).




[caption id="" align="aligncenter" width="650"] Per favore, non ti comprare anche il mio blog![/caption]

Vabbeh, ma dunque la serie mi è piaciuta o no? O meglio, mi ha fatto ridere o no? La risposta è: tantissimo. E di riflesso, avendomi fatto ridere tantissimo nel corso delle 18 puntate che ci hanno accompagnato in questi due mesi, la serie mi è anche piaciuta tantissimo. Perchè sa alternare molto sapientemente momenti in cui ci si butta a capofitto nella trama orizzontale, a momenti in cui i servizi dell'MTG, in pratica degli sketch spassosissimi, la fanno da padrone.


E anche la poliedricità di tutti gli attori in scena, che interpretano più personaggi, è uno dei grandissimi punti di forza di questa serie. A partire da Maccio, che oltre a essere Mario è anche Oscar Carogna, inviato che cerca storie in cui la morte la fa da padrone spettacolarizzandola, Ippolito Germer, che si occupa dei servizi di salute parlando di malattie talvolta scontatissime (LA VECCHIAIA) talvolta addirittura inesistenti.




[caption id="" align="alignleft" width="430"] Si io ho vvisto tutto![/caption]

Altro interprete a farla da padrone è Herbert Ballerina, che interpreta Ginetto, il figlio imbecille di Lord Micidial (Rupert Sciamenna), ma soprattutto Pino Cammino, il passante di professione presente in ogni servizio di Oscar Carogna. Sfido chiunque abbia visto la serie a dire che il suo "Si io ho vvisto tutto!!!" e il suo "Come... Come 'na catapulta"" non abbiano fatto ridere ogni santissima volta che li abbia sentiti, pur sapendo quello che stava per dire. E anzi, le suo due variabili inaspettate, "catapugno" e "scolapulta" sono state probabilmente la sua apoteosi.


Una menzione d'onore va a due personaggi che assieme a noi comuni spettatori hanno seguito la serie. Certo, da un posto privilegiato, certo, ma che comunque incarnano in toto gli spettatori della serie. I fratelli Peluria, che nel corso delle puntate hanno regalato momenti di risate di assoluta ignoranza, come nella scena del panino col prosciutto (o forse meglio dire del prosciutto col panino, tagliato a metaglio?) o quando chiamano Mario in trasmissione.


Si tratta di una serie che da una parte vuole far ridere nella maniera più ignorante e demenziale possibile, dall'altra riesce a parodiare in un modo assolutamente ottimo tutti quei programmi e servizi del tg di cui è popolata la nostra televisione. Secondo me Maccio Capatonda per questa serie si è ispirato moltissimo al godibilissimo film "The Onion Movie" (che rivedrò e recensirò a breve), o per lo meno io ci ho visto moltissime analogie.


E comunque, dopo il finale di stagione andato in onda ieri, che non conclude la serie ma ha lasciato praticamente tutte le questioni aperte, cosa che tra l'altro ci sta, in perfetto stile serie americane (solo che le serie americane cercano di concludere e di aprire qualcosa di nuovo), per piacere, Maccio, l'anno prossimo fammi una seconda stagione. MIRACCOMARIO!


Voto: 8


P.S.: Condivido qui sotto tre sketch che nel corso della serie mi hanno fatto ridere di più. Godeteveli!


Al terzo posto il servizio sul neonato killer ad Atlanta negli Stati Uniti.







Al secondo posto i fratelli Peluria alle prese con il panino al prosciutto.







Al primo posto il servizio sulla morte di Fracco Di Botte.






giovedì 25 aprile 2013

Boardwalk Empire - Stagione 1

So bene di arrivare un po' in ritardo, ma questa serie è sempre stata presente nella mia lista ma, per un motivo o per l'altro non sono mai riuscito a recuperarla. Sarà il fatto che per ben due volte in cui ho tentato di incominciarla mi sono addormentato durante il primo episodio, facendomi desistere dal continuarla, ma una delle serie più importanti degli ultimi anni non può essere tralasciata in questo modo.


Boardwalk Empire
(serie tv, stagione 1)
Rete Americana: HBO
Rete Italiana: Sky Cinema 1, Rai 4
Creatore: Terence Winter
Cast: Steve Buscemi, Michael Pitt, Kelly MacDonald, Michael Shannon, Shea Whigham, Aleksa Palladino, Michael Stuhlbarg, Stephen Graham, Vincent Piazza, Paz de la Huerta, Michael Kenneth Williams, Anthony Laciura, Paul Sparks, Dabney Coleman
Genere: Drammatico, Gangster



La trama in breve: Nel 1920 ad Atlantic City e in tutti gli Stati Uniti entra in vigore il Proibizionismo. Nucky Thompson, politico corrotto e mafioso, comincia ad ideare un piano per commerciare l'alcool ormai divenuto illegale e per arricchire se stesso e la sua cerchia.


Alla fine comunque, pian pianino, ma nemmeno così tanto piano, sono riuscito a gustarmi almeno tutta la prima stagione, in attesa di entrare in possesso della seconda. Diciamola tutta, alla fine della fiera il prodotto, che negli anni io avevo sempre snobbato, è un prodotto molto buono, uno dei più importanti del panorama televisivo attuale.


Il problema che viveva secondo me questa serie era la sì ottima confezione, all'interno della quale però si riusciva a scorgere poco, guardando soprattutto i primi episodi. Primo difetto riscontrabile è che i primi tre/quattro episodi bisogna riuscire a superarli, superati quelli poi la serie va che è un piacere e riesce per bene ad ingranare alla distanza. Ma chi non dovesse superare i primi tre/quattro episodi, avrebbe tutta la mia comprensione, vista la loro infinita lentezza e mancanza di ritmo televisivo.


I primi episodi di questa serie sarebbero un ottimo film, oserei dire quasi un capolavoro, ma non mi sono sembrati adatti per attirare il pubblico di una serie televisiva. Oppure, come spessissimo accade, il problema sono io, cosa comunque da non escludere affatto.


Comunque la storia è molto interessante e i personaggi sono costruiti con un'ottima caratterizzazione, su tutti il Nucky Thompson interpretato da un ottimo Steve Buscemi, ormai prestatosi alla televisione dopo buonissime interpretazioni cinematografiche, e il poliziotto Nelson Van Alden, interpretato dal Michael Shannon di cui mi sono "innamorato" dopo la sua performance in "Take Shelter". Il suo personaggio è un poliziotto fanatico religioso che vive di citazioni bibliche mantenendo dentro di sè una pazzia nemmeno tanto celata.


Voto alla prima stagione: 7

mercoledì 24 aprile 2013

Broadchurch - Season Finale

Eccoci giunti dopo due mesi al finale di stagione di questa serie britannica che ha tenuto incollati allo schermo molti spettatori, grazie soprattutto al mistero che la accompagnava. Come già dissi nella recensione scritta dopo aver visto i primi due episodi della serie, la trama su cui è costruita non è niente di nuovo ed anzi, è sicuramente qualcosa di già visto, ma il suo punto di forza, per tutti gli episodi è stato creato dal punto di vista umano.


E il season finale, che finalmente ci svela il mistero su chi fosse l'assassino del piccolo Danny Latimer è un concentrato di storia umana molto molto emozionante. Tra parentesi, io non avevo capito chi fosse l'assassino, mentre leggo commenti di gente che già lo aveva capito da diverse puntate. Ma vabbeh, capire in anticipo come finirà una serie non è certo una delle mie migliori doti.



E anche qui, la scelta degli autori è stata quella di far iniziare l'episodio con la cattura dell'assassino (non vi dico chi è, tanto magari lo saprete già!) per poi concentrarsi sulle varie reazioni degli abitanti della cittadina, concentrandosi maggiormente sui familiari. Molto emozionante poi la scena finale con la fiaccolata in onore di Danny.


Tra gli interpreti, a parte il protagonista David Tennant, che nel suo ruolo del detective Alec Hardy mi è piaciuto molto, ho particolarmente apprezzato Andrew Bucham nei panni di Mark Latimer, particolarmente bravo nell'interpretare l'emozione del padre nel momento in cui scopre l'assassino del figlio, e Olivia Colman, che intepreta Ellie, la partner di Hardy.


Voto alla prima stagione: 7+
Voto al season finale: 7,5

martedì 23 aprile 2013

La casa nel vento dei morti

Italia 2012
Titolo Originale: La casa nel vento dei morti
Regia: Francesco Campanini
Cast: Luca Magri, Francesco Barilli, Marco Iannitello, Nina Torresi, Sara Alzetta, Paola Crecchi, Valeria Colombo, Annalisa Schettino, Adriano Guareschi, Loredana Piedimonte
Genere: Thriller


La trama in breve: Quattro uomini, dopo una rapina all'ufficio postale, sono costretti a fuggire con la refurtiva verso le montagne in cerca di rifugio. Durante la fuga uno dei tre muore a causa di una ferita subita durante la rapina. Arrivati ad una casa dispersa in mezzo ai boschi, la loro fuga si trasformerà in un incubo.



Nel corso dei molti articoli che ho scritto in questo quasi anno e mezzo di attività nella blogosfera non ho mai nascosto il mio gusto per il trash e per i B-Movie. Il problema è che ci sono B-Movie come "Machete", che sono esaltazione di scene trash e che fanno abbastanza godere lo spetgtatore, mentre ci sono altri tipi di B-Movie. Quelli veramente brutti, in ogni suo particolare.


Il problema di questo film, ma già me lo aspettavo eh, è che è da una parte totalmente sconclusionato, dall'altra vive su riprese fatte con uno stile al limite dell'accademico, troppo compassate e talvolta risultano ridicole. Basta pensare alle scene un po' più horror in cui sembra sia stato usato l'effetto che io chiamo comunemente "spegnere e riaccendere la telecamera".


La recitazione è al limite del ridicolo. Gli attori protagonisti sembrano quasi arrivati dai trailer di Maccio Capatonda. Il problema è che gli attori della compagnia di Maccio (tra parentesi, a breve post fiume sulla sua nuova creazione "Mario"), sono veramente molto bravi a "recitare male" creando l'effetto comico. Questi attori recitano male e basta, volendo sembrare seri. Si salva solo Nina Torresi, che però dura in scena una cosa come dieci minuti prima di morire.


Poteva essere un B-Movie cult trash. E' solamente un film molto brutto.


Voto: 3

lunedì 22 aprile 2013

Scary Movie 5

USA 2013
Titolo Originale: Scary Movie 5
Regia: Malcom D. Lee
Cast: Ashley Tisdale, Simon Rex, Erica Ash, Molly Shannon, Heather Locklear, J. P. Manoux, Jerry O'Connell, Terry Crews, Kate Walsh, Chris Elliott, Jasmine Guy, Lil Duval, Lindsay Lohan, Charlie Sheen, Mike Tyson, Kendra Wilkinson, Snoop Dogg
Genere: Parodia


La trama in breve: Non riesco a sintetizzare la trama di un film così sconclusionato. Il film è una parodia comica dei più grandi successi cinematografici degli ultimi anni, tra i quali spiccano "Paranormal Activity", "Il cigno nero", "Inception" e "La madre".



Io anni fa amavo particolarmente la saga di "Scary Movie". Il primo capitolo che parodiava "Scream" ed il secondo, che a livello di risate l'ho trovato addirittura superiore al primo, sono le migliori cartucce sparate da questo brand. Poi ci fu un terzo capitolo con un leggero passo indietro, ma comunque godibile ed un quarto capitolo assolutamente deludente.


Ora due sono le cose. O sono cresciuto io rispetto a quando apprezzavo la serie come una delle cose più comiche che conoscessi, oppure la serie è inesorabilmente calata e finita nel dimenticatoio. Secondo me non è nè totalmente colpa della prima motivazione nè totalmente della seconda. E' solo che in questi anni i miei gusti cinematografici e soprattutto i miei gusti comici sono molto cambiati e non riesco ad apprezzare come una volta ciò che a 13 anni mi faceva veramente morire dal ridere.


Dall'altro lato c'è una saga che invece punta sempre sullo stesso leit-motiv e non si sa rinnovare. L'unico rinnovamento si è visto nell'attrice protagonista, Ashley Tisdale, ma per il resto le scene sono giocate sempre sulle stesse cose e i tentativi di far ridere sono sempre giocati sulle stesse identiche cose.


Voto: 4

venerdì 19 aprile 2013

La mala educaciòn

Spagna 2004
Titolo Originale: La mala educaciòn
Regia: Pedro Almodòvar
Cast: Gael García Bernal, Fele Martínez, Daniel Giménez Cacho, Lluís Homar, Francisco Maestre, Francisco Boira, Juan Fernández, Nacho Pérez, Raúl García Forneiro, Javier Cámara, Alberto Ferreiro, Petra Martínez, Roberto Hoyas, Leonor Watling
Genere: Drammatico



La trama in breve: Juan, fingendosi suo fratello Ignacio va da Enrique, un regista, per proporsi come attore. Non concedendogli nessuna parte, Juan lascia a Enrique un manoscritto, intitolato "La visita", un racconto autobiografico che narra la storia di due compagni di collegio, che hanno condiviso gli anni dell'adolescenza e la scoperta della loro omosessualità. Il racconto narra anche degli abusi subiti da Ignacio da parte di Padre Manolo, direttore del collegio perdutamente innamoratodi Ignacio.


In attesa di riuscire a vedere "Gli amanti passeggeri", ultimo lavoro registico di Pedro Almodòvar, ho deciso di recuperare uno dei pochi lavori suoi che ero già riuscito a vedere, assieme al pessimo "La pelle che abito". A quanto ricordavo questo film non mi era affatto dispiaciuto, ma avendolo visto tempo addietro non mi era rimasto quindi ho deciso di recuperarlo.


Ciò che cerca di fare Almodòvar con il suo lavoro è di dare un certo spessore ai personaggi che dirigendo attori che ai tempi di questa pellicola (parliamo del 2004) erano per lo più attori esordienti o con scarsa esperienza cinematografica. Tutti tranne il protagonista Gael Garcìa Bernal che nello stesso anno fu protagonista dell'ottimo "I diari della motocicletta".


La storia che viene raccontata si fa spazio tra misteri, intrighi e si fa accompagnare dalla storia drammatica del protagonista Ignacio, che per buona parte del film resta quasi sullo sfondo, per poi entrare prepotentemente in tutta la sua drammaticità. E' un film misterioso e ambiguo, probabilmente non imprescindibile ma che comunque sarebbe bene guardare, non fosse altro per lo stile registico di Almodòvar che è assolutamente tra i più apprezzabili tra i registi europei.


Voto: 7+

giovedì 18 aprile 2013

Evil Dead

USA 2013
Titolo Originale: Evil Dead
Regia: Fede Alvarez
Cast: Jane Levy, Shiloh Fernandez, Lou Taylor Pucci, Jessica Lucas, Elizabeth Blackmore
Genere: Horror


La trama in breve: Cinque ragazzi si ritrovano a passare un weekend in una casa di famiglia in mezzo ai boschi. Eric, uno dei cinque, trovato in cantina un libro chiamato "Libro dei Morti", comincia a leggerlo. Da lì in poi gli ospiti della casa iniziano ad assistere a strani eventi, quali ad esempio possessioni demoniache.



Premettendo di non aver visto il film originale, "La casa", di Sam Raimi, film di cui questo Evil Dead, che in italiano si chiameràa anch'esso "La casa", è remake. Quindi il mio giudizio è a priori di un qualsiasi pregiudizio riguardo quanto i remake siano inutili e servano solo a migliorare la componente "grafica" degli originale, senza aggiungere nulla di nuovo.


Questo film ci sta, assolutamente. A partire da una regia sapiente dell'esordiente Fede Alvarez, fino ad arrivare a degli interpreti che ritengo sopra la media rispetto al cinema horror/splatter degli ultimi anni. Il film riesce a far abbastanza paura seguendo un canovaccio trito e ritrito, di cui se ne vedono moltissimi in giro nella storia del cinema (ma bisogna considerare che "La casa", l'originale, sarebbe considerato quasi un pietra miliare del genere).


Alcune scene sono girate in un modo molto buono e, a quanto ho letto, la trama della storia segue abbastanza fedelmente quella del film originale. Lo vedrò sicuramente per vedere come è girato, ma questo, inserito nel contesto horror in cui ci troviamo (nel quale trovare un film buono è come trovare una montagna di oro sotto il pavimento della propria casa), riesce a comportarsi assolutamente bene e a ritagliarsi uno spazietto abbastanza di rilievo.


Voto: 7

mercoledì 17 aprile 2013

Qualche consiglio musicale - Episodio 6

Otep - Hydra


Provenienza: Los Angeles, California
Genere: Alternative Metal, Nu Metal
Poco da dire obiettivamente su questo album di una band che avevo completamente ignorato prima d'ora. Il disco non mi è piaciuto proprio per niente, sarà che non è il mio genere, sarà che la voce del cantante Otep Shamaya non è certo il tipo di voce che mi fa impazzire, ma anche la parte strumentale non è che mi abbia dato un buon motivo per apprezzare quest'album. Il fatto che non mi sia particolarmente piaciuta nemmeno una canzone la dice tutta, io che da ogni album che ascolto riesco a farmene entrare sempre almeno una nella testa.
Voto: 3



Bad Religion - True North


Provenienza: Los Angeles, California
Genere: Punk Rock, Melodic Hardcore
Con i Bad Religion ho sempre avuto un certo rapporto a metà tra il gusto e l'odio (di solito si dice amore e odio, ma io i Bad Religion non li ho mai realmente amati). In questo loro ultimo lavoro si sentono comunque molte delle sonorità che li hanno contraddistinti nel corso degli anni e qualche canzone buona e musicalmente interessante riescono a tirarcela fuori come ad esempio "Land of Endless Greed" o "Vanity", ma per il resto l'album nel complesso non mi è sembrato funzionare a meraviglia. Anche la scelta di fare più brani corti tutti con una durata inferiore ai tre minuti alla fine non è che paghi moltissimo, così come i brani, presi nel complesso, denotano una scarsa vena e una scarsa originalità.
Canzone Preferita: Land of Endless Greed
Voto: 6-



Helloween - Straight out of Hell


Provenienza: Amburgo, Germania
Genere: Power Metal
Gli Helloween non muoiono e non moriranno mai. Non sono mai stati il mio gruppo preferito ma ci sono giusto quella decina di canzoni che considero delle pietre miliari e che adoro e conosco a menadito. Nel corso della loro carriera avranno avuto sì degli alti e bassi sicuramente, ma questo lavoro è la prova vivente che questi ultracinquantenni ci sanno fare eccome se ci sanno fare. Roba che comunque dei gruppi che tentano da anni di imitarli (si, Dragonforce, me la sto proprio prendendo con voi) dovrebbero impallidire ad ascoltare i 16 (13+3) brani di cui è composto l'album. Un concentrato unico di energia, tecnica, voce trascinata al limite delle proprie possibilità.
Canzone Preferita: Burning Sun
Voto: 8

Oblivion

USA 2013
Titolo Originale: Oblivion
Regia: Joseph Kosinski
Cast: Tom Cruise, Morgan Freeman, Olga Kurylenko, Andrea Riseborough, Nikolaj Coster-Waldau, Zoë Bell, Melissa Leo
Genere: Fantascienza, Azione


La trama in breve: Jack Harper è un marine numero 49 che risiede in una dimora ultratecnologica posta ad un altitudine molto elevata rispetto al terreno. Il suo compito è eliminafre dalla Terra gli ultimi Scavengers rimasti, una razza aliena che durante un'invasione anni prima aveva distrutto la Luna, provocando grandissimi cambiamenti climatici su tutta la superficie terrestre.



Nonostante avessi una discreta attesa riguardo questo film, nelle ultime settimane guardando bene il trailer e leggendo bene la trama della pellicola mi ero già fatto un'idea ben precisa riguardo al fatto che mi sarei trovato davanti ad un normale film d'azione la cui ambientazione post-apocalittica e le molte, moltissime astronavi l'avrebbero fatta da padrone.


La mia paura, dato che i film di questo tipo non sono assolutamente il mio genere, anzi, normalmente mi annoiano in una maniera incredibile, alla fine è risultata ben confermata tanto da far scattare in me, il confronto con un altro film visivamente abbastanza simile, ma che con alcune riflessioni "scientifiche" (o forse meglio dire fantascientifiche) e grazie ad alcuni personaggi costruiti davvero bene, mi aveva colpito abbastanza ion positivo. Sì, sto parlando del "Prometheus" di Ridley Scott.


Ora, non che questa produzione sia da buttare completamente, comunque i buoni intenti ci sono per creare un film che va visto quando si ha la chiara intenzione di spegnere il cervello per un paio d'ore. E il suo lavoro lo fa anche abbastanza bene. Ma alla fine del film che cosa è rimasto? Niente di che, il solito film normale, fracassone (ma neanche così tanto), che non aggiungerà nessun nuovo capitolo alla storia del cinema ma che, anzi, tra un paio di settimane ce lo saremo completamente dimenticati.


Voto: 5/6

martedì 16 aprile 2013

Nella casa

Francia 2012
Titolo Originale: Dans la Maison
Regia: François Ozon
Cast: Fabrice Luchini, Ernst Umhauer, Kristin Scott Thomas, Emmanuelle Seigner, Denis Ménochet, Bastien Ughetto, Jean-François Balmer, Yolande Moreau
Genere: Commedia, Thriller


La trama in breve: Leggendo i temi dei suoi alunni, il professor Germain scorge del talento nel tema di un ragazzo, Claude, che facendo amicizia con Rapha riesce ad intrufolarsi nella loro casa e a descrivere la vita della sua famiglia. Colpito dalla bravura nel ragazzo lo spinge a coltivare l'amicizia con Rapha e a continuare a scrivere la sua storia.



In questa stagione ancora non abbiamo ancora visto molto del talento a cui ci avevano abituato i francesi nel fare film così come nella scorsa, nella quale spiccavano titoli come "Quasi Amici", "The Artist" e "Un sapore di ruggine e ossa". Questo film, è probabilmente una delle produzioni più originali che abbia visto in quest'ultimo periodo provenienti dal continente europeo.


Si parte da una trama abbastanza semplice e si riesce a creare una serie di intrecci abbastanza clamorosi, capaci di far cambiare il clima dell'intera vicenda, prima commediale e a tratti teso come un thriller. Con Claude, scrittore del romanzo, che fa accadere e manipola gli eventi all'interno della casa della famiglia di Rapha a suo piacimento per far funzionare il romanzo, sotto i consigli di Germain.


Bravo Fabrice Luchini nel ruolo del protagonista ed anche Ernst Umhauer nel ruolo di Claude  mentre la regia di François Ozon è sapiente e coinvolgente, per un film che passerà quasi sicuramente in sordina nei cinema italiani, ma che comunque meriterà assolutamente una visione.


Voto: 8

lunedì 15 aprile 2013

Spartacus: War of the Damned - Series Finale: "Victory"

Spartacus: War of the Damned
(serie tv, stagione 3)
Rete Americana: Starz
Rete Italiana Sky Uno
Creatore: Steven S. DeKnight
Cast: Liam McIntyre, Manu Bennett, Dustin Clare, Cynthia Addai Robinson, Daniel Feuerriegel, Pana Hema-Taylor, Anna Hutchison, Christian Antidormi, Ditch Davey, Jenna Lind, Simon Merrells, Todd Lasance, Ellen Hollman
Genere: Azione, Storico


Ecco che dopo tre stagioni, uno spin off, con un totale di 33 episodi più 6, sono finite le avventure del nostro Spartaco, che nel corso del telefilm, e anche della storia, quella vera, è riuscito a far tremare Roma, grazie alle sue innate abilità nel combattimento e al manipolo di schiavi al seguito, che presto diventeranno un esercito.



Spero di non spoilerarvi niente su come è finito il telefilm, anche perchè se il fatto che alla fine di tutto Spartaco sia morto per voi è uno spoiler vi consiglio di andarvi a leggere qualche libro di storia, ma basta anche un sussidiario di terza elementare eh. La battaglia finirà in una sconfitta, ma la vittoria a cui si riferisce il titolo del finale di serie non è quella dell'esercito romano ai danni dei ribelli, ma, come dice Spartaco stesso appena prima di morire (ecco, qui gli autori si sono presi una certa licenza poetica, dato che a quanto pare Spartaco fu o crucifisso o morì in battaglia e reso quasi totalmente irriconoscibile), la vittoria sta nel morire quali uomini liberi.


Bello dunque il messaggio di speranza che viene mandato negli attimi finali dell'ultimo episodio. Bellissima anche l'intera costruzione dell'ultimo episodio, con una grande preparazione alla battaglia finale e una battaglia finale stessa che, tra tattiche, coraggio e contrapposizione tra i due condottieri riesce a creare addirittura una certa tensione, pur sapendo già come sarebbe andata a finire.


Straziante vedere ad uno ad uno morire tutti i personaggi più importanti all'interno della serie. Avevamo già visto morire Crisso nell'ottavo episodio, in questo finale piano piano salutiamo Saxa, Naevia, Gannico e infine Spartaco stesso. Commoventi le morti dei due protagonisti maschili, col primo che, crucifisso, vede il suo maestro Enomao e sente gli applausi dell'arena, mentre il secondo, oscuratosi il cielo, ci lascia quale uomo libero, dopo un epico scontro testa a testa contro Crasso. Si salveranno Agron e Nasir, a mandare proprio il loro messaggio di speranza e a continuare idealmente il cammino intrapreso da Spartaco.


Capitolo romani. In questa serie sono stati abbastanza tralasciati gli intrighi a corte, sui quali si era insistito molto nelle prime due stagioni e si è insistito di più sull'ossessione e sul rapporto tra Crasso, il figlio Tiberio e l'alleato Giulio Cesare. Bravi Simon Merrells e Todd Lasance ad interpretare i due principali artefici della sconfitta dei ribelli, odioso, odiosissimo Christian Antidormi nell'interpretare Tiberio. Morte quanto mai goduta la sua, per mano della sua schiava.


Una particolare menzione va anche ai titoli di coda, in cui vediamo pian piano passare le immagini di tutti i personaggi che hanno partecipato alla serie e, proprio alla fine, vediamo anche Andy Whytfield, colui che nella prima stagione interpretò Spartaco, prima di venire sopraffatto dalla malattia che ce lo ha portato via, gridare all'arena "I am Spartacus!". Una chiusura perfetta e quanto mai dovuta.



Voto alla prima stagione (Spartacus: Blood and Sand): 7+
Voto alla seconda stagione (Spartacus: Vengeance): 6,5
Voto alla terza stagione (Spartacus: War of the Damned): 7,5
Voto al finale di serie: 9

venerdì 12 aprile 2013

Bates Motel

Bates Motel
(serie tv, stagione 1, ep. 1-4)
Rete Americana: A&E
Creatore: Carlton Cuse, Kerry Ehrin
Cast: Freddie Highmore, Vera Farmiga, Max Thieriot, Mike Vogel, Nestor Carbonell, Nicola Peltz, Olivia Cooke, Keegan Connor Tracy
Genere: Thriller


La trama in breve: La serie è un prequel attualizzato del film "Psyco" di Hitchcock. Norman Bates, con la madre Norma, dopo la morte del padre, si trasferisce al Bates Motel. Lì tenteranno di incominciare una nuova vita.


All'inizio non ero molto propenso a gustarmi questa serie, un po' perchè adoro Psyco e non sapevo se ce l'avrei fatta a guardarla senza pregiudizio alcuno, un po' perchè l'idea di fare un prequel di "Psyco" non mi attirava particolarmente. Detto questo, mi sono convinto a vederla quando ho visto che nelle mani che hanno creato questa serie figurava un certo Carlton Cuse, già co-sceneggiatore della serie che fa da termine di paragone per raggiungere la perfezione telefilmica, "Lost".



La serie in questione, all'inizio all'apparenza un po' sconclusionata, si comporta però bene a livello di trama e di coinvolgimento. Basti pensare che all'inizio vediamo un Norman Bates vestito da anni '50, viaggiare su una macchina non ho idea di quale anno, ma sicuramente non nuova, prendere in mano un IPhone. Ok, ho capito, abbiamo trasportato la storia di Psyco ai giorni nostri, ma avvisarci prima in qualche modo?


Per il resto le parti più tese riescono a fare entrare bene lo spettatore nell'atmosfera abbastanza malsana su cui si concentra tutta la vicenda. A tutto questo viene anche aggiunta la tipica componente sentimentale, con il buon Norman, che all'apparenza è uno sfigatello, che riesce a colpire nel profondo ben due ragazze, una delle quali stragnocche.


Dal punto di vista del cast, il protagonista Freddie Highmore si comporta in maniera egregia. Così come Vera Farmiga (sorellona della Taissa Farmiga che avevamo visto nella prima stagione di "American Horror Story" e che rivedremo anche nella terza), che interpreta Norma, oltre ad essere una donna stupenda, è anche adattissima per il ruolo che interpreta. Vediamo anche Max Theriot, già visto in "House at the End of the Street", che interpreta il fratello cattivone e scapestrato di Norman.


Voto: 7,5

mercoledì 10 aprile 2013

Psyco

USA 1960
Titolo Originale: Psycho
Regia: Alfred Hitchcock
Cast: Janet Leigh, Vera Miles, Anthony Perkins, John Gavin, Martin Balsam, John McIntire, Simon Oakland, Vaughn Taylor, Frank Albertson, Lurene Tuttle, Pat Hichcock, John Anderson, Mort Mills, Fletcher Allen, Virginia Gregg, Alfred Hitchcock, Ted Knight
Genere: Thriller


La trama in breve: Marion Crane, dopo aver rubato 40.000 dollari alla società immobiliare per la quale lavora come segretaria, fugge in auto e si rifugia in un motel, diretto dall'enigmatico Norman Bates, che vive con sua madre Norma.


Eccoci qui per un piccolo viaggio indietro nel tempo, per esplorare uno dei capolavori unanimemente riconosciuti di Alfred Hitchcock. Non so per quale motivo mi sia venuto in mente di guardarmi "Psyco" (o se preferite la versione originale, "Psycho"), ma ieri mi è venuta proprio questa voglia al che ho provveduto. Anzi, forse so il motivo per cui ho voluto vederlo. Sto seguendo, e mi sta anche piacendo un sacco, la serie "Bates Motel", anche se non mi azzardo a fare un paragone, la serie ne morirebbe sotto i miei colpi.



Il film è una pura esaltazione del perfezionismo hitchcockiano, della sua maniacale attenzione ai dettagli, del suo essere più che un regista, un vero e proprio burattinaio e gli attori in scena le sue marionette. Così come si vede tra l'altro nel recente biopic "Hitchcock" che meriterebbe una visione non fosse altro per il contributo anedottico che ci dà proprio sulla realizzazione di questo film.



Come scrissi ieri su Twitter proprio mentre guardavo il film, affermo che la vera potenza di un film thriller/horror sta nel far sì che lo spettatore conosca il film a menadito (io lo sapevo a memoria in pratica), ma riuscendo a fargli provare la stessa identica tensione provata durante la prima visione.


Oltre alla famosissima scena della doccia, in cui tra l'altro il sangue fu realizzato utilizzando tantissimo cioccolato fuso, giusto per andare avanti con qualche curiosità, secondo me le scene più significative sono quelle in cui la protagonista, Marion Crane, guida la sua auto e nel frattempo sembra quasi "sentire" ciò che i suoi colleghi e conoscenti dicono di lei e di quello che ha appena compiuto. La tensione in questi frangenti è veramente palpabile.







Così come l'atmosfera creata dalla colonna sonora. A parte il motivo iniziale, ora stuprato come sigla del programma "Quarto Grado" e il famosissimo strimpellio di violini, che, altra curiosità di cui sono venuto a conoscenza tramite "Hitchcock", il regista neanche ce la voleva mettere una colonna sonora nella scena della doccia, tutta la componente musicale è un qualcosa che riuscirà a rimanere nella storia.


Per non parlare poi di Janet Leigh, l'attrice che interpreta Marion Crane, protagonista della vicenda, con la quale Hitchcock, come con quasi tutte le attrici protagoniste dei suoi film, aveva avuto un rapporto decisamente particolare, che offre un'interpretazione che è entrata nella leggenda, e di Anthony Perkins, che sotto il suo aspetto di bel ragazzo tutto elegante e impomatato, nasconde uno dei più grandi colpi di scena della storia del cinema.


Voto: 10

martedì 9 aprile 2013

The Host

USA 2013
Titolo Originale: The Host
Regia: Andrew Niccol
Cast: Saoirse Ronan, Emily Browning, Jake Abel, Max Irons, Diane Kruger, Chandler Canterbury, Boyd Holbrook, Frances Fisher, Marcus Lyle Brown, Scott Lawrence, Lee Hardee, Mustafa Harris, William Hurt, Stephen Rider
Genere: Fantascienza


La trama in breve: A seguito di una devastante invasione aliena, una razza chiamata "Anime" ha sfrattato gli umani dai propri corpi impossessandosene. Pochi sono gli umani rimasti. Una di questi è Melanie, che fa parte di una comunità di sopravvissuti.


Twilightata, ecco il mio giudizio. Dopo il godibile "Beautiful Creatures", che all'apperenza e guardando il trailer poteva sembrare una twilightata ma si era rivelato una visione discreta e un minimo interessante, ecco che la vera twilightata è arrivata. Beh, effettivamente da un film tratto da un romanzo di Stephanie Meyer, appunto la stessa autrice di Twilight, non è che ci si potesse aspettare altro.



L'interesse verso il film regge giusto in quei dieci minuti iniziali in cui ci sembra di vedere degli alieni veri camuffati da umani veri. Interessa che scema già nel momento in cui senti parlare la parte umana della protagonista, interpretata da una quasi inespressiva Saoirse Ronan (ha per caso preso lezioni da Kristen Stewart? Per caso la sua maestra Kristen Stewart le ha insegnato a dimenticarsi come si recita, visto quanto l'avevo apprezzata in "Amabili Resti"?), con una vocina talmente fastidiosa da entrarti nel cervello e non uscirne più.


La cosa positiva del film è che a parte un flashback (anch'esso fastidiosissimo) non ci sono molti amoreggiamenti, anche perchè questa viene odiata da tutti, dal momento in cui chi la ritrova scopre che è posseduta. E' un film senza nè capo nè coda, fastidioso sotto molti punti di vista e che pare non sapere dove vuole andare a parare.


Voto: 3

lunedì 8 aprile 2013

Wrong

Francia, USA 2012
Titolo Originale: Wrong
Regia: Quentid Dupieux
Cast: Jack Plotnick, Éric Judor, Alexis Dziena, Steve Little, William Fichtner, Regan Burns, Mark Burnham, Arden Myrin, Maile Flanagan, Gary Valentine, Barry Alan Levine
Genere: Commedia


La trama in breve: Dolph, svegliatosi una mattina, scopre che il suo cane è scomparso. Durante la ricerca del suo cane incontrerà acluni bizzarri personaggi ed andrà incontro a varie peripezie.


Dai creatori di "Rubber" arriva un altro film fatto assolutamente della stessa pasta del suo predecessore, pieno di momenti di non-sense, ma stavolta con un protagonista umano e un co-protagonista, che però rimane nell'ombra, canino. Visti i precedenti del regista Quentin Dupieux, il confronto viene assolutamente spontaneo e quindi, se da una parte "Rubber" si rivelava una produzione geniale, un'esaltazione del non-sense e riusciva anche ad essere coinvolgente nonostante il suo ritmo fondamentalmente abbastanza lento, questo "Wrong" secondo me rappresenta un piccolo passo indietro nella carriera del regista.


Si perchè qui il ritmo è decisamente troppo lento per fare risultare la pellicola un qualcosa di realmente coinvolgente, così come la presenza di dialoghi particolarmente prolissi e boriosi fa abbastanza calare l'interesse. Abbastanza interessante ed esilarante è invece il motivo per cui il cane del protagonista, interpretato da un bravo Jack Plotnick viene rapito.


Abbastanza divertente ed anche pazzoide è invece Master Chang, interpretato da un ottimo William Fitchner, già visto in produzioni televisive quali "Prison Break" o la pessima "Invasion", mentre al cinema ha interpretato ruoli minori in grandi produzioni quali "Il cavaliere oscuro". Il suo personaggio è l'essenza dell'intero film, che riesce però parzialmente nel suo intento.


Voto: 6,5

sabato 6 aprile 2013

In the Flesh

In the Flesh
(miniserie tv, stagione 1)
Rete Inglese: BBC Three
Creatore: Dominic Mitchell
Cast: Luke Newbwrry, David Walmsley, Harriet Cains, Emily Bevan, Steve Evets, Kenneth Kranham
Genere: Drammatico, Zombie


La trama in breve: A seguito di un attacco zombie nella comunità di Roarton, si è scoperto un modo per curare gli zombie e riportarli alla vita di tutti i giorni. Kieren Walker, 18 anni, è uno di questi, ma, a parte la sua famiglia che lo riaccoglie a braccia aperte, tutti gli altri abitanti della cittadina sono malfidenti ruiguardo al fatto che gli zombie possano essere riportati alla vita di tutti i giorni.



Volete vedere un qualcosa di mai visto riguardo agli zombie? Volete vedere un qualcosa di davvero davvero originale riguardo all'argomento? Questo è quello che ci vuole. E non è infarcito dei soliti sentimentalismi alla Twilight e non ha assolutamente niente a che fare con la recente uscita cinematografica "Warm Bodies", che è anche riuscita a passare sui miei schermi.


Tre puntate in cui è sicuro che non ci si annoia ed è soprattutto sicuro che si riuscirà ad entrare completamente nella testa del protagonista e perchè no, anche di tutti gli altri personaggi presenti sulla scena. E' una miniserie che in tre puntate si concentra su moltissime cose. Il reinserimento dei "Parzialmente mori" nella società, ben visto dai familiari di chi viene curato ma visto con paura da tutti gli altri abitanti che non hanno avuto la stessa fortuna.


La memoria e il senso di colpa di Kieren riguardo a ciò che ha fatto prima di morire e soprattutto ciò che è stato costretto a fare una volta che si è "risvegliato". La richiesta di perdono alla famiglia di una delle sue vittime. E' tutto ciò che non ci aspetteremmo sugli zombie e al contempo tutto ciò che non si è mai detto sugli zombie, quanto mai banalizzati dopo l'avvento di "The Walking Dead" (altra serie che è migliorata visibilmente nel momento in cui gli zombie sono diventati solo uno sfondo e non la vicenda principale).


La serie lascia un finale aperto, purtroppo però sulla rete non si riescono a trovare notizie su una possibile seconda stagione, cosa che obiettivamente mi auguro moltissimo, visto che comunque si è voluto creare un qualcosa che desse dei presupposti e non si fermasse a quanto visto finora. E i presupposti sono molto buoni, gli inglesi con le produzioni televisive ci sanno fare davvero, senza essere mai banali.


Voto: 7,5

venerdì 5 aprile 2013

Educazione Siberiana

Italia 2013
Titolo Originale: Educazione Siberiana
Regia: Gabriele Salvatores
Cast: John Malkovich, Arnas Fedaravicius, Vilius Tumalavicius, Peter Stormare, Eleanor Tomlinson, Jonas Trukanas, Vitalji Porsnev, Andrius Paulavicius
Genere: Drammatico


La trama in breve: I giovani Kolima e Gagarin crescono in un povero villaggio della Transnistria, sotto la supervisione e i rigidi insegnamenti morali del nonno di Kolima, Kuzya. I suoi insegnamenti prevedono di dare una certa importanza ai tatuaggi, occuparsi dei più deboli, disprezzare in ogni modo la polizia, gli usurai, i banchieri e gli spacciatori. Durante un furto all'esercito russo, Gagarin viene catturato e condannato a 7 anni di prigione. Passati i sette anni, al momento della sua liberazione si rivela la vera indole violenta del ragazzo.


Da quando il film di un personalmente adorato Gabriele Salvatores è uscito ho assistito riguardo a questo film a reazioni di giubilo, un film che sembra essere piaciuto molto al pubblico e anche particolarmente alla critica. Premettiamo che io non sono "la critica", ma sono uno spettatore, lungi da me voler dire di capirne qualcosa di cinema. Mi piace guardare i film, punto.



Condivido quasi in pieno le reazioni di giubilo, il film è girato particolarmente bene (d'altronde da Salvatores me lo aspettavo anche, mica è l'ultimo arrivato tra i registi italiani validi) e la storia che viene raccontata è quanto mai interessante. Parentesi, il libro omonimo l'ho appena messo nella mia lista delle future letture, penso supererà anche qualche titolo della fila.


Riuscire a ritrarre in questo modo quella che è la cultura di un clan criminale, soprattutto la parte molto interessante riguardo i tatuaggi, visti non come un semplice abbellimento del proprio corpo, ma come un modo per incidersi addosso il proprio vissuto, e farlo con questa solidità, non è certo cosa da cinema italiano, soprattutto quello visto ultimamente.


Ho apprezzato particolarmente i vari passaggi da scene più pacate e tranquille, a scene d'azione ben accompagnate dalla musica (la colonna sonora di questo film è impressionante!) e da movimenti funambolici della telecamera. Mi hanno ricordato per certi versi le scene di "Arancia Meccanica", con le dovutissime proporzioni (sia chiaro, la trama non c'entra quasi niente, parlo soprattutto dei movimenti della telecamera).


Voto: 7,5

giovedì 4 aprile 2013

Utopia - Stagione 1

Utopia
(serie tv, stagione 1)
Rete Inglese: Channel 4
Creatore: Dennis Kelly
Cast: Alexandra Roach, Nathan Stewart-Jarrett, Paul Higgins, Fiona O'Shaughnessy, Adeel Akhtar, Oliver Woollford, Neil Maskell, Paul Ready, Geraldine James, James Fox, Michael Smiley
Genere: Thriller, Cospirativo


La trama in breve: Un gruppo di persone si ritrova in possessio della seconda parte di un manuscritto chiamato "The Utopia Experiments", nel quale si dice siano contenute le previsioni delle peggiori catastrofi dell'ultimo secolo. Si ritrovano così ad essere a loro insaputa ricercate da un'organizzazione chiamata "The Network".



Quando le serie di qualità nopn vengono dagli Stati Uniti, abbiamo una garanzia, meno accreditata, ma comunque di alto livello. Le serie provenienti dalla Gran Bretagna. Devo ammettere che non sono un grande appassionato delle serie britanniche, ma ogni tanto qualcosina che mi ispira la riesco a trovare come questo Utopia.


Ricordo che il giorno che uscì l'episodio pilota lo guardai subito e caddi addormentato come una pera cotta. Siccome la sopraggiunta del sonno di solito è un grosso indicatore su quanto mi piaccia una serie l'avevo abbandonata, ma poi, leggendo alcune recensioni molto molto positive mi sono convinto a riprenderla e a gustarmela tutta d'un fiato. E poi io non sopportavo quella cavolo di frase "Where is Jessica Hyde?" ripetuta fino alla nausea nelle prime fasi del telefilm.


Ripreso dunque anche l'episodio pilota ho potuto constatare che alla fine era solo quell'episodio che non mi aveva convinto, mentre successivamente la serie prende una piega assolutamente "addictive" grazie soprattutto ad una storia da mal di testa, intricata ed intrigante, tanto da non fartici più scollare.


I personaggi poi sono assolutamente idoleschi, all'apparenza uno più nerd dell'altro, tutti in qualche modo connessi con la cospirazione di cui parla "Utopia", alcuni dei quali in maniera indiretta. Interessantissimo anche il personaggio di Arby (il cattivo che ripete all'ossesso la domanda "Where is Jessica Hyde?").


Voto: 7/8

mercoledì 3 aprile 2013

Il cacciatore di giganti

USA 2013
Titolo Originale: Jack the Giant Slayer
Regia: Bryan Singer
Cast: Nicholas Hoult, Eleanor Tomlinson, Ewan McGregor, Stanley Tucci, Ian McShane, Bill Nighy, John Kassir, Ben Daniels, Raine McCormack, Eddie Marsan, Warwick Davis, Ewen Bremner
Genere: Fantastico


La trama in breve: Jack è un agricoltore che per sbaglio apre un varco per un altro mondo, in cui da tempo sono confinati i giganti. Liberi di tornare nel nostro mondo, i giganti pretendono la sovranità sulle terre perse in passato.



Devo dire che questi film, un po' fiabeschi, un po' fracassoni, nel senso di grandi blockbusteroni in grado di mangiare (e guadagnare) soldi, mi sono sempre abbastanza interessati. Diciamo che se un film mi ispira a priori difficilmente non riesco a guardarlo. E' una cosa che devo fare, sennò continuo a pensarci.


Purtroppo il film in questione oltre che essere il tipico film fracassone fiabesco hollywoodiano mangiasoldi è anche, probabilmente, uno dei film più vuoti che abbia visto negli ultimi anni. Perchè da una parte, la componente visiva, che fa da confezione al contenuto, mi è assolutamente piaciuta. I paesaggi sono quasi poetici, i giganti del titolo sono resi in una maniera assolutamente buona e si lasciano guardare.


Peccato che il problema principale del film è che non ha un'anima, non ha una sceneggiatura che si faccia minimamente rispettare, non ha nemmeno dei dialoghi di un livello decente. E anche le scene d'azioni che dovrebbero dare spettacolo sono ridotte al lumicino e abbastanza banalizzate, in un film in cui a dominare è la confezione, ma dentro non c'è proprio niente di niente


Voto: 4

martedì 2 aprile 2013

The Walking Dead - Season Finale: "Welcome to the Tombs"

Siccome l'articolo vero e proprio inizierà con un'affermazione molto spoilerosa vi avverto, se ancora non aveste visto il finale di stagione, non leggetemi, non voglio avere la responsabilità di rovinarvi qualsiasi cosa. Da ora in poi le mie responsabilità terminano. Esattamente da ORA.


ANDREA E' MORTA! E' tutta una stagione e anche buona parte di quella precedente che la odio a morte per come si piangeva addosso prima e per come diventa assolutamente un brutto personaggio nel corso della terza stagione. Tutto ciò che riguarda Andrea va a finire in malora, è un personaggio che non mi è mai praticamente piaciuto, passato dall'inutilità all'odio totale nel giro di pochi episodi! E' morta e non la rivedremo più, spero vivamente!



Dopo una terza stagione che ha avuto un inizio scoppiettante nei primi otto episodi, ma che dopo la pausa è abbastanza calata, comunque piacendomi per l'introspezione e per lo spessore dato ai personaggi, il season finale di questa terza stagione non è stato particolarmente entusiasmante. Un season finale fatto coi fiocchi dovrebbe chiudere delle questioni e aprirne delle nuove. Questo season finale ne apre delle nuove. E basta. L'unica cosa chiusa è stata la vita di Andrea, finalmente.


Ci siamo abituati a dei finali di stagione da carneficina come quello della seconda, con questo davvero, vengono praticamente iniziate delle cose nuove, per le quali dovremo aspettare praticamente giusto quei cinque o sei mesi per vederle continuare... Detto francamente questo episodio sarebbe stato perfetto come penultimo. Non come ultimo.


In questa terza stagione ho apprezzato particolarmente la figura del Governatore. E' un cattivo in grado di farsi odiare. Sa mantenere un certo charme e una certa attrattiva. Di solito ci sono dei personaggi negativi che ottengono la mia empatia. Lui no. Lo odio. Motivo per cui rimane un ottimo cattivo.


Voto alla terza stagione: 7,5
Voto al finale di stagione: 6,5

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