venerdì 27 marzo 2015

Glee - Stagione 6

Glee
(serie TV, stagione 6)
Episodi: 13
Creatore: Ryan Murphy, Brad Falchuk, Ian Brennan
Rete Americana: FOX
Rete Italiana: Sky Uno
Cast: Chris Colfer, Jane Lynch, Kevin McHale, Lea Michele, Matthew Morrison, Jenna Ushkowitz, Amber Riley, Mark Salling, Naya Rivera, Heather Morris, Darren Criss
Genere: Musicale

Nelle ultime stagioni ho abbastanza denigrato "Glee", ho dovuto farlo, viste le aggiunte inutili nel cast, che non riuscivano ad avere lo stesso carisma dei personaggi iniziali, vista soprattutto la sceneggiatura che faceva acqua da tutte le parti e visto soprattutto il mio odio per il personaggio di Rachel, interpretato da Lea Michele, che passa la sua intera vita a piangersi addosso. Però non potevo, per forza di cose, evitare di vedere questa stagione conclusiva. Non che mi aspettassi di trovarmi davanti al ritorno del vero "Glee" e tutte quelle cose che si potevano sperare, ma che almeno venisse data una giusta conclusione alla vicenda.

Devo dire che non sono rimasto delusissimo, più che altro dai due episodi finali, mentre l'intera stagione ha un po' confermato quelle che sono state le mie impressioni nelle ultime stagioni. Buona parte delle questioni che vengono inserite sono buttate lì a casaccio, come ad esempio l'inutile storyline della Beiste che fa l'operazione per diventare uomo, l'inutile storia d'amore tra Sam e Rachel. Al contrario invece, rispetto al solito, Sue Sylvester è riuscita a divertirmi, soprattutto nella sua ship (parentesi, ship è un termine che odio nel profondo, io guardo le serie TV per LA STORIA o per divertirmi, odio chi si fa il mazzo immaginando o auspicando storie d'amore improbabili tra i personaggi) per Blaine e Kurt, che raggiunge livelli epici nella puntata in cui i due vengono rapiti e rinchiusi in un ascensore per recuperare la loro storia d'amore. Capitolo Blaine e Kurt: il personaggio di Kurt è un altro di quelli che ho malsopportato fin dal primo episodio, perchè è un personaggio pesante. Ma tanto pesante. Blaine lo vedo molto meglio quando è senza di lui, mentre quando è con lui è di un puccioso talmente forzato da risultare abbastanza odioso. Adoro adoro adoro la storia tra Santana e Brittany, ma più che altro perchè due lesbiche così gnocche non le ho mai viste (non dico non esistano, semplicemente non ne ho mai avuto esperienza diretta). Anche i nuovi personaggi, che sono più che altro delle comparsette per far tornare indietro tutti, o quasi, i vecchi, mi è parso avessero un carisma ben diverso da quello delle new entry della quarta e della quinta stagione, che erano il massimo dell'anonimato.

Ora però è giusto dedicare due parole per il doppio season finale, da qui in avanti ovviamente farò SPOILER SELVAGGIO, quindi se ancora non avete visto l'ultimo doppio episodio fermatevi. Il primo episodio, sinceramente non l'ho molto capito. Non ho capito il perchè inserire questo flash back in cui si ripercorre la nascita del Glee club. E' ovviamente un chiaro collegamento con l'episodio successivo, con i personaggi che hanno dei sogni da realizzare e sono degli emarginati e tutto il resto e grazie al cazzo. Ma c'era stata tutta la prima stagione per spiegarci che i componenti del Glee club erano degli sfigati, quindi perchè farlo di nuovo? Unico momento veramente bello di questo primo episodio finale è stato dunque il finale, con tanto di dedica a Cory Monteith/Finn Hudson, con la messa in onda della canzone che in tutto e per tutto ha fatto conoscere "Glee" al mondo. Rivedere la prima esecuzione di "Don't Stop Believing" dei Journey è stato il momento veramente pazzesco di questo primo dei due episodi del series finale. E guarda caso era preso pari pari dalla prima stagione. Ma era anche giusto che in quella canzone ci fosse Cory Monteith, non si poteva fare in altro modo.

Il secondo dei due episodi invece è stato molto meglio. Obiettivamente, non che avesse molto da offrire, dal punto di vista della sceneggiatura o delle sorprese, ma sono stati dei bei quaranta minuti celebrativi di tutti i personaggi, tutti che riescono a realizzare il proprio sogno, qualcuno sfondando nel mondo dello spettacolo, come Mercedes e Rachel, altri girando film, come Artie, altri venendo eletti presidi del nuovo McKinley High, che diventa una scuola di arti performative, come Will Schuester, che affida le New Directions a un Sam che sembra non presentarsi benissimo come nuovo coach, ma ha molto da poter tirare fuori anche con quel nuovo lavoro. Un finale un po' buonista, perchè più che altro molto improbabile che TUTTI riescano a fare ciò che vogliono veramente, ma alla fine funziona soprattutto dal punto di vista emozionale. Anche qui, giustissimo il tributo a Finn Hudson, al quale viene dedicato l'auditorium e poi chiusa finale con la canzone "I Lived it All" dei One Republic, eseguita da TUTTI i membri del Glee club. Dal primo all'ultimo rivediamo tutti i personaggi di tutte le stagioni di Glee, anche, addirittura, la fat bottomed girl che stava con Puck nella seconda stagione, della quale mi ero quasi dimenticato. Pur non avendo dunque molto da offrire a livello di sceneggiatura, il finale è stato più che altro una bella celebrazione di quello che è stato Glee, soprattutto nelle prime due stagioni e mezzo, ma anche quello un po' più campato per aria della quarta e della quinta stagione.

Voto alla sesta stagione: 5,5
Voto al series finale: 6+ (primo episodio), 7 (secondo episodio)

1 commento:

  1. Io sono molto legato a questa serie: sei anni sono tanti e, quand'è uscita, io ero proprio ragazzino.
    Facevo il quarto ginnasio. All'ultimo episodio, perciò, una certa nostalgia l'ho sentita, ma più per motivi miei che per altro, anche se si poteva fare meglio. Comunque, una chiusa dignitosa, dopo le due precedenti stagioni che non si potevano guardare.
    Paradossalmente, mi sono piaciuti di meno gli ultimi episodi rispetto al resto. Anzi, l'ultimo: troppo roseo, troppo affollato. Avrei voluto una cosa più sospesa...

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