venerdì 19 febbraio 2016

L'ultima parola: La vera storia di Dalton Trumbo (2015)


USA 2015

Titolo Originale: Trumbo
Regia: Jay Roach
Sceneggiatura: John McNamara
Cast: Bryan Cranston, Diane Lane, Helen Mirren, Louis C.K., Elle Fanning, John Goodman, Michael Stuhlbarg, Alan Tudyk, Adewale Akinnuoye-Agbaje, Dean O'Gorman, Stephen Root, Roger Bart, David James Elliott, Peter Mackenzie, John Getz, Christian Berkel, Madison Wolfe, Sean Bridgers, Richard Portnow, Garrett Hines, Gregory Peck, Deborah Kerr
Durata: 124 minuti
Genere: Drammatico, Biografico

Siamo sempre più in clima da consegna delle statuette degli Oscar ed è sempre il momento giusto per vedere uno dei film che hanno ricevuto la candidatura, soprattutto se l'hanno ricevuta in una delle categorie principali, ovvero, nella fattispecie, quella di miglior attore protagonista a Bryan Cranston. In questo film Mr. "Breaking Bad" interpreta ancora una volta un cattivo, anzi, un cattivissimo della storia americana, uno di quei cattivi che per la sua cattiveria totalmente gratuita è stato punito dalla legge e messo al bando dal mondo del cinema. In questo film il nostro attore interpreta Dalton Trumbo - miraccomando: TRUMBO, non TROMBO... per piacere eh! -, uno dei più efferati criminali della storia americana, peggio di Al Capone e O. J. Simpson, peggio persino di Hitler e Mussolini. Dalton Trumbo era un comunista e chi se non un comunista avrebbe potuto subire tutte le condanne e le ingiustizie che ha subito.

Eppure, nella sua enorme cattiveria e attività criminale, il cattivissimo Dalton Trumbo è riuscito in qualche modo ad aggirare le pene inflittegli. D'altronde quando sei un comunista cattivo le vie della criminalità le scopri tutte e lo sceneggiatore, bandito dagli studi di Hollywood, è riuscito comunque a scrivere sceneggiature come quella di "Vacanze romane", film chiaramente bruttissimo scritto dall'uomo più cattivo e comunista del mondo, o addirittura "Spartacus" di Stanley Kubrick, altro personaggio chiaramente comunista che in quanto a cattiveria ne ha da insegnare a chiunque. La cattiveria di Dalton Trumbo la si vede, in questo film, anche nel rapporto che mantiene con i suoi figli, scatenando su di essi le sue frustrazioni dovute ad una carriera che non è proprio andata come egli voleva e decidendo a suo piacimento quali dei suoi figli lasciare in vita e quali mangiare: fossi stato uno dei suoi figli avrei preferito essere mangiato da lui, piuttosto che rimanere in vita con una persona così cattiva, sempre incazzata e imbronciata e sempre così tanto comunista come Dalton Trumbo.

Anche la regia del film "L'ultima parola: la vera storia di Dalton Trumbo" è particolarmente comunista: Jay Roach non ci tiene particolarmente a distinguersi a livello tecnico rispetto agli altri biopic che circolano in questi ultimi anni, eppure riesce in qualche modo a conferire alla pellicola una certa solidità, senza fare troppi numeri che in questo caso sarebbero anche stati superflui. Se la regia però è particolarmente comunista, la sceneggiatura è solida e ben scritta e la capacità di raccontare la storia di uno dei più grandi sceneggiatori della storia del cinema è evidente nei dialoghi e nei monologhi di cui è protagonista il comunista più cattivo del mondo. L'idea di voler essere anche un po' un film di denuncia risulta vincente, la volontà di esprimere un'idea propria e di celebrare una figura che si vuole chiaramente far passare per la vittima della situazione, mentre noi persone intelligenti sappiamo bene che, essendo un comunista, Trumbo aveva tutte le colpe del caso, funziona a meraviglia.

E ad impreziosire enormemente un film comunista come "Trumbo" - che non ho più voglia di scrivere con il titolo completo in italiano, poi chissene frega se voi COMUNISTI lo storpiate con TROMBO - è l'interpretazione di Bryan Cranston, che si merita alla grande la candidatura ad un Oscar che, avendo interpretato lo sceneggiatore più comunista della storia, non vincerà mai, a favore del meno comunista Leonardo DiCaprio. In realtà è un peccato perchè la sua interpretazione, come praticamente tutte quelle da lui messe in atto negli anni precedenti, è davvero valida, ma questo sarà l'anno di Leo e penso che nemmeno un'interpretazione enorme come questa potrebbe scalzarlo.

Voto: 7,5

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