martedì 9 febbraio 2016

Piccoli Brividi (2015)

USA 2015
Titolo Originale: Goosebumps
Regia: Rob Letterman
Sceneggiatura: Darren Lemke
Cast: Jack Black, Dylan Minnette, Odeya Rush, Avery Jones, Amy Ryan, Ryan Lee, Jillian Bell, Ken Marino, Halston Sage, Steven Krueger, Timothy Simons, R.L. Stine
Durata: 103 minuti
Genere: Commedia

Ho conosciuto molte persone nel corso della mia vita che erano grandissimi fan della saga letteraria di "Piccoli brividi", serie di romanzi scritti da R. L. Stine indirizzati ad un pubblico giovanissimo e a tematica prevalentemente horror. Purtroppo io non sono una di queste persone, anche se ogni tanto, quando mi capitava e avevo meno di 12 anni, mi leggevo uno di questi libri. Attualmente me ne ricordo principalmente due: "Alito di vampiro" e "Il cane fantasma". Tutti i romanzi della saga erano caratterizzati dalla tematica horror, da un umorismo piuttosto infantile e da colpi di scena nel finale che stravolgono un po' il senso di tutto il libro - quei tipici colpi di scena che nei film di oggi riterrei esagerati e piuttosto casuali -. DI questa saga di romanzi è stata anche fatta una serie TV che però io non ho mai guardato, nè da piccolo, nè mai dopo aver superato l'età, ovviamente. L'idea di un film dedicato alla saga era stata dunque da me accolta con una certa indifferenza, eppure, al termine della visione, devo ammettere di esserne rimasto positivamente sorpreso.

Innanzitutto bisogna premettere che "Piccoli brividi" non è la trasposizione cinematografica di nessuno dei romanzi della collana letteraria, quanto più che altro un omaggio ad essa, dato che la storia parla di R. L. Stine, l'autore dei romanzi interpretato da un Jack Black ritornato abbastanza in forma, che avrebbe, grazie alla sua immaginazione, creato tutti i mostri che noi conosciamo grazie ai libri. I suoi racconti sarebbero stati dunque un pretesto per tenere imprigionati i mostri da lui creati in modo che non facessero del male a nessuno. Quando però i mostri riescono a fuggire e a bruciare i libri in cui sono sempre stati imprigionati, si rende necessaria la misura drastica: scrivere un libro che possa imprigionarli tutti e salvare la città. Nel disordine generale creato dalla situazione si contraddistinguono i personaggi di Zach, giovane ragazzo appena trasferitosi con la madre nella dimora vicino a quella di R. L. Stine, di Hannah, la figlia dello scrittore e di Champ, lo spassosissimo migliore amico di Zach - anche se in realtà non ho capito in base a cosa dovrebbero essere migliori amici, dato che si sono conosciuti il giorno prima dei fatti narrati nel film -.

Ed è grazie agli ingredienti che quando ero piccolo mi avevano reso accattivanti quei tre romanzi della collana che ho letto che il film "Piccoli brividi" funziona. Anche se ovviamente non siamo davanti nè ad un capolavoro nè ad un film che ha la pretesa di esserlo, grazie alla capacità di non prendersi mai sul serio e grazie anche al suo umorismo talvolta anche autoironico la pellicola si lascia guardare in maniera piacevole, senza mai annoiare e risultando, alla fin fine, molto migliore della cazzatona che avevo pensato che sarebbe stata. Come ho anche già detto poi, "Piccoli brividi" segna in qualche modo il ritorno in forma di un Jack Black che dopo il capolavoro "School of Rock" e dopo lo spassosissimo "Be Kind Rewind" aveva partecipato ad una sequela di film particolarmente deludenti. Il suo ritorno è segnato ovviamente da un film minore che però ha da dire la sua e staremo a vedere se questo sarà stato un fuoco di paglia o meno.

Voto: 6

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