mercoledì 30 marzo 2016

Homeland - Stagione 5

Homeland
(serie TV, stagione 5)
Episodi: 12
Creatore: Howard Gordon, Alex Gansa
Rete Americana: Showtime
Rete Italiana: Fox
Cast: Claire Danes, Mandy Patinkin, Rupert Friend, F. Murray Abraham, Sebastian Koch, Miranda Otto, Alexander Fehling, Sarah Sokolovic
Genere: Thriller

Noi che fino a pochi anni fa siamo stati fan di "Dexter" sappiamo bene quanto le serie prodotte dalla rete americana Showtime, tendano ad essere particolarmente altalenanti, per non parlare di quelle che prima o poi, inesorabilmente, sbroccano in maniera abbastanza vistosa, come ad esempio la stessa "Dexter", ma anche, per stare più sul recente, "Masters of Sex", per la quale ancora non so se proseguire nella prossima stagione la visione o meno. Un rischio che con la quarta stagione si stava cominciando a profilare anche per "Homeland", che dopo due stagioni perfette, una terza buonissima ma sicuramente un gradino sotto alle precedenti, ci aveva dato un quarto ciclo di episodi del tutto sotto tono, con l'assenza del personaggio di Nicholas Brody, interpretato da Damian Lewis, ora passato a "Billions" che devo recuperare, che si faceva sentire in maniera clamorosa. Anche se, a dirla tutta, i problemi della quarta stagione stavano nel non essere stati capaci a creare una trama davvero accattivante, lasciandosi andare ad un po' troppi clichè appartenenti al genere dello spionaggio che appesantivano fortemente la visione.

La quinta stagione di questa acclamatissima serie dunque rappresentava una sorta di viatico: calo vertiginoso verso un finale che arriva in maniera abbastanza stanca - come per "Dexter" - o tentativo di risalire la china, con una stagione in grado di narrare fatti di attualità e con i protagonisti che subiscano una forte evoluzione nei loro personaggi? Sicuramente la via scelta dagli sceneggiatori, ovvero quella di ambientare questo ciclo di episodi in una Germania minacciata da un imminente attacco terroristico da parte dell'Isis - tra l'altro è la prima volta che la serie si occupa del temutissimo, qui in Europa, Stato Islamico, che sta seminando terrore a destra e a manca - e che, all'epoca della messa in onda degli episodi, risultava - forse involontariamente - di attualità soprattutto dopo la funesta notte del 13 Novembre a Parigi, che viene addirittura citata in un episodio. La volontà di parlare di un tema così importante e così pauroso, per molti, rappresenta la scelta vincente per questa stagione, che vive su un buon intreccio, anche se piuttosto prevedibile e certamente non ottimo, e su dei buoni nuovi personaggi, che si affiancano a quelli a cui noi tutti siamo ormai affezionati.

Se da una parte vecchi personaggi come Saul Berenson e Carrie Mathison, che pur rimanendo la protagonista assoluta mi è sembrato sia stata leggermente messa da parte in questa stagione - scelta che ritengo condivisibile -, continuano ad essere davvero interessanti, con i loro turbamenti emotivi, e le loro relazioni interpersonali nelle quali si inserisce un Peter Quinn che qui opera quasi come un lupo solitario, sempre in bilico tra l'incazzatura cronica dovuta all'aver vissuto gli ultimi due anni della sua vita in un luogo ostile come la Siria e il rischio di una morte ingloriosa a causa della sua nuova vita in qualità di sicario, non ufficiale, della CIA. Il suo personaggio in questa stagione è sicuramente quello che ne passa di ogni e la cui sorte ci rimane incerta fino alle ultime battute e, tranquilli, ci rimarrà incerta fino alla prossima stagione direi!

Per quel che riguarda i nuovi personaggi, invece, abbiamo un buon inserimento come quello di Alison, interpretata da Miranda Otto, nel ruolo di spia della CIA dirottata in Germania che però... non posso dire niente. Altri personaggi come Otto During e Laura Sutton invece non ho ancora ben compreso quale fosse la loro utilità ai fini della trama, a parte comparire quando serviva una mano, senza mai intervenire davvero nella vicenda. Peccato poi per la questione dei documenti rubati nei primi episodi, che mi è sembrata una questione abbastanza sprecata, quasi fosse una specie di MacGuffin per far partire la narrazione di questa quinta stagione senza che però avesse un'utilità vera e propria nell'economia degli episodi.

Voto: 7+

Se volete recuperare le recensioni delle stagioni precedenti:

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