lunedì 18 luglio 2016

The Town that Dreaded Sundown - La città che aveva paura di Alfonso Gomez-Rejon (2014)

USA 2014
Titolo Originale: The Town that Dreaded Sundown
Regia: Alfonso Gomez-Rejon
Sceneggiatura: Roberto Aguirre-Sacasa
Cast: Addison Timlin, Spencer Treat Clark, Ed Lauter, Veronica Cartwright, Gary Cole, Anthony Anderson, Joshua Leonard, Edward Herrmann, Denis O'Hare, Arabella Field
Durata: 90 minuti
Genere: Horror

Per quel che riguarda il panorama cinematografico che ruota attorno all'horror contemporaneo non stiamo certo vivendo tempi rosei: si tende, in maniera oserei dire clamorosa, a dare molta più attenzione a filmetti dimenticabili, se non addirittura pessimi, come "Ouija" - il cui successo ancora mi rimane un mistero e la conferma di un sequel, diretto tra l'altro dal valido Mike Flanagan, non ha certo contribuito a risolverlo - trascurando o facendo arrivare in Italia con anni di ritardo quei titoli davvero ottimi come "The Babadook" o "It Follows", arrivato giusto un paio di settimane fa. Per non parlare poi di questo fenomeno dei remake che sta un po' colpendo tutti i generi cinematografici denunciando una certa mancanza di idee dalle parti di Hollywood, ma che con gli horror stanno facendo la fortuna - soprattutto economica - delle major cinematografiche, per lo più, soprattutto negli ultimi anni, con titoli dal dubbio valore artistico come "Poltergeist" - a sua discolpa devo dire che sinceramente a me non piace nemmeno l'originale - o "Lo sguardo di Satana - Carrie", che l'unica cosa per cui si distingue dall'originale "Carrie - Lo sguardo di Satana" sta appunto nel fatto dell'aver invertito titolo e sottotitolo.

In questo senso arriva anche "The Town tha Dreaded Sundown -La città che aveva paura", che sfrutta un'altra tecnica particolarmente in voga, ovvero quella del meta-sequel, insomma uno di quegli altri termini tecnici che vengono usati per camuffare dei remake facendo credere alla gente che si tratti di un film originale, semplicemente facendo riferimenti, all'interno del film, al predecessore, dando l'impressione che la storia segua in maniera consequenziale gli eventi dello stesso. Insomma, una robetta abbastanza meschina in cui è parecchio facile cascare, soprattutto quando il film originale è stato girato nel 1976 - "La città che aveva paura" nella fattispecie - e non è che abbia avuto tanto successo o, quanto meno, non è arrivato quasi per nulla alla mia generazione.

Entrambe le pellicole si basano sulla storia del Fantasma di Texarkana, spietato serial killer mai identificato che agì nel Texas nel 1946, uccidendo otto persone nel giro di un paio di mesi. Facendo riferimento agli eventi del 1946 e al film dedicato al mostro - proprio "La città che aveva paura" del 1976 - "The Town that Dreaded Sundown - La città che aveva paura" ci parla di Jami Lerner, ragazza che, sconvolta dall'assassinio del suo ragazzo Corey Holland proprio per mano del Fantasma di Texarkana davanti ai suoi stessi occhi, comincia ad indagare su un possibile ritorno in azione dello stesso serial killer - o quanto meno di un imitatore - che aveva colpito la città anni addietro. Per quanto la pellicola parta in maniera dignitosa, portando lo spettatore nelle giuste atmosfere da film slasher e per quanto sia in grado di riprodurle abbastanza bene, magari anche citando qua e là nel corso della sua durata, il film, effettivamente, non ha molto da dire.

Presto la trama - che per i film slasher non è mai la cosa più importante ed in questo lo è ancora di meno - si arrovella su se stessa, raccontandoci diverse storie che, pur volendo dare l'impressione di essere ben collegate tra di loro, finiscono per sembrare quasi delle storie a sè stanti, che non si incastrano poi così bene l'una con l'altra. Per quanto poi gli ammazzamenti - termine tecnico - presenti nel film siano ben girati e soprattutto messi in scena in una maniera interessante e creativa, non bastano ad elevare il film in maniera particolare sopra alla media di questo genere, arrivando ad una risoluzione del caso che ci mette davanti ad un colpo di scena parecchio forzato, che non appare particolarmente giustificato da quello che è lo svolgimento degli eventi.

Voto: 5+

3 commenti:

  1. Un filmetto, sì, ma girato da Dio, davvero.

    RispondiElimina
  2. L’idea della meta citazione non è male, alcune scene (quella della tromba) sono prese pari pari dal primo film, per il resto hai ragione, a distanza di tempo il film non lascia addosso poi moltissimo, il che è un peccato. Cheers!

    RispondiElimina
  3. ero in dubbio se vederlo, e ancora lo sono...

    RispondiElimina

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...