martedì 18 ottobre 2016

L'uomo che vide l'infinito di Matt Brown (2015)

Regno Unito 2015
Titolo Originale: The Man Who Knew Infinity
Regia: Matt Brown
Sceneggiatura: Matt Brown
Cast: Dev Patel, Jeremy Irons, Toby Jones, Stephen Fry, Jeremy Northam, Devika Bhise, Arundhati Nag, Kevin McNally, Richard Johnson, Anthony Calf, Enzo Cilenti, Shazad Latif
Durata: 108 minuti
Genere: Drammatico, Biografico

I miei studi al Liceo Scientifico, ma soprattutto quelli di Ingegneria Informatica all'Università, mi hanno portato a dare un grande valore alla matematica. Nonostante non mi sia mai addentrato in maniera seria nei meandri della matematica pura, quella che si studia a livello accademico e che contiene delle difficoltà difficilmente sopportabili per una mente così attaccata a ciò che è concreto e tangibile come la mia, il mondo dei numeri mantiene sempre, su di me, quella buona dose di attrattiva, soprattutto se se ne parla a livello divulgativo. Chi pensa che la matematica sia utile nel momento in cui una persona debba sommare i soldi guadagnati e detrarre quelli spesi sbaglia profondamente, o quanto meno, molto semplicemente, sono quel tipo di persone che della canzone "Notte prima degli esami" di Antonello Venditti ricorda solo la frase "La matematica non sarà mai il mio mestiere": insomma, non ci ha mai capito nulla e sa fare solo due più due, forse. Per tutti questi motivi un film che racconta la vita di un matematico come Srinivasa Ramanujan - che lo dico subito, non conoscevo prima di aver visto questo film - o comunque un film sulla vita di un grande matematico in generale, per me merita la giusta attenzione, a prescindere da quelle che sono le mie aspettative sulla pellicola in questione.

"L'uomo che vide l'infinito" ci narra come già accennato della breve vita del matematico Srinivasa Ramanujan, studente indiano che, una volta trasferitosi in Inghilterra sotto la protezione del suo mentore G. H. Hardy, uno dei più grandi matematici dell'epoca, si ritrova a dover lottare con quello che è il mondo accademico della matematica, un mondo in cui, differentemente da come faceva il protagonista in precedenza, non basta arrivare alla formula corretta, ma bisogna dimostrarne ogni passaggio perchè a questa si possa dare credito. Peccato che Ramanujan, in qualche modo non ben spiegato e non ben comprensibile dai matematici del tempo, riuscisse ad arrivare alla formula finale di un teorema senza passare attraverso i meandri di una dimostrazione coerente, una capacità che venne riconosciuta solamente dal suo mentore, facendogli però perdere credito di fronte agli altri matematici presenti all'interno dell'Università di Cambridge.

Siamo davanti ad una storia interessante, probabilmente poco conosciuta, ma che una persona appassionata del mondo della matematica e dei suoi personaggi più illustri non dovrebbe perdere. Se ci limitassimo solamente all'ambito matematico e accademico della vicenda saremmo sicuramente davanti ad un film valido, che dimostra da una parte amore per la materia, mentre dall'altra non si dilunga mai in troppi tecnicismi poco comprensibili a persone non del mestiere. E' interessante vedere come i due protagonisti lavorino sulle formule enunciate in maniera quasi magica dal protagonista per poterle dimostrare, con Hardy che in qualche modo dimostra sempre grande fiducia verso il suo allievo e verso degli enunciati che non vengono mai da lui dimostrati, ma solamente in qualche modo intuiti.

Se dal punto di vista matematico saremmo davanti ad una buona opera, a non funzionare troppo è il livello cinematografico della vicenda, che tenta di concentrarsi anche sul lato umano dei due protagonisti che, complici delle interpretazioni non proprio all'altezza da parte di Dev Patel e di Jeremy Irons, non riesce ad arrivare per davvero allo spettatore, non riuscendo a creare la giusta empatia d non riuscendo nemmeno, quando ci prova, a dare il tono giusto alla vicenda e al modo in cui viene narrata. La regia, tra le altre cose, si limita a fare il suo compitino, senza eccellere su nessun fronte e soprattutto, senza dare alla storia il giusto patos, tanto che anche i momenti che dovrebbero essere più emozionanti mi hanno lasciato praticamente indenne, senza darmi la giusta emozione, lasciandomi quasi indifferente. Un peccato dunque il fatto di trovarsi davanti ad un film interessante a livello divulgativo, riguardo la cultura del protagonista e le formule da lui enunciate - molte delle quali dimostrate dopo la sua morte da altri matematici e soprattutto utilizzate attualmente nello studio dei buchi neri -, ma che non riesce a colpire nel modo giusto per quel che riguarda il livello umano ed emozionale della vicenda.

Voto: 5,5

Nessun commento:

Posta un commento

Related Posts Plugin for WordPress, Blogger...