martedì 8 marzo 2016

Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese (2016)

Italia 2016
Titolo Originale: Perfetti sconosciuti
Regia: Paolo Genovese
Sceneggiatura: Paolo Genovese, Filippo Bologna, Paolo Costella, Paola Mammini, Rolando Ravello
Cast: Kasia Smutniak, Marco Giallini, Edoardo Leo, Valerio Mastandrea, Anna Foglietta, Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston
Durata: 90 minuti
Genere: Commedia

In un periodo in cui molti sostengono che il cinema italiano sia morto, tesi alla quale tre o quattro anni fa avrei anche dato credito, rimane sempre una fiammella di speranza, tenuta accesa da quei film che la fanno da padrone ai festival internazionali e anche da quelli, come ad esempio i recenti "Non essere cattivo" o "Suburra", che vogliono parlare di temi importanti, riuscendoci a meraviglia e con uno stile registico ricercato e parecchio interessante. Un genere che però rimane sempre in crisi è quello della commedia, che vede molte uscite nei cinema a livello quantitativo e poche che, qualitativamente, si elevano sopra la media, che, a dirla tutta, è particolarmente bassa. In un marasma di commedie mediocri o addirittura disastrose, l'uscita di "Perfetti sconosciuti", scritto e diretto da Paolo Genovese, sembrava dare speranza al genere, parlando di un tema inflazionato come quello che io chiamo della smartphonite e di quanto il telefonino possa diventare, per i rapporti di ogni tipo, un'arma micidiale.

Speranze riguardo a questa pellicola che, per una volta, non sono state disattese. Il presupposto di partenza è simile a opere come "Carnage" di Roman Polanski o di "Cena tra amici", film francese portato poi ad un remake italiano intitolato "Il nome del figlio": una pellicola ambientata interamente all'interno di un'unica stanza, nella quale sette amici - tre coppie e Peppe, la cui ragazza si è ammalata poco prima di partecipare all'evento - si ritrovano per cenare e per guardare insieme l'eclissi di Luna. Tra di loro parte un gioco: per una sera non ci saranno segreti filtrati dallo smartphone, ogni messaggio dovrà essere letto ad alta voce ed ogni chiamata ricevuta dovrà essere ascoltata da tutti con il viva voce. Inutile dire come tra tutti i partecipanti alla cena la preoccupazione sia molta dato che, chi più chi meno, tiene dei segreti inconfessabili all'interno di quel telefonino, dei segreti che potrebbero mandare a monte il rapporto di coppia e l'amicizia che c'è nel gruppo.

La commedia diretta da Paolo Genovese si regge sul contrasto tra la situazione imbarazzante in cui si trovano i protagonisti a causa di questo gioco, ma anche e soprattutto su momenti divertentissimi nonostante la loro amarezza alternati a momenti ancora più amari e devastanti. Il gioco a cui partecipano i sette personaggi diventa ben presto un gioco al massacro, in cui i segreti di nessuno sono al sicuro e in cui la scoperta di un segreto piuttosto di un altro fa nascere discussioni e paure all'interno del gruppo. Una serata in cui, a causa dei segreti che vengono a galla, i finisce anche di parlare di temi importanti, come il tradimento e l'omosessualità, il rapporto con i figli adolescenti, insomma temi di attualità che agli italiani sembrano stare molto a cuore. Un film che risulta buono, o forse qualcosa in più, fino ad un finale che ribalta tutto, che io non ho visto di buon occhio perchè sembra che nel nostro cinema ci sia sempre bisogno di un lieto fine - anche se amarissimo - che qui non mi era sembrato proprio necessario.

Questa volta Paolo Genovese riesce a dirigere bene tutti gli attori coinvolti, non rendendoli delle macchiette o degli stereotipi, ma dando ad ognuno una caratterizzazione ben precisa, in cui però - per fortuna, grazie a Dio - non esiste il personaggio perfetto e giusto per ogni situazione, tranne forse quello di Rocco, interpretato da un sempre bravissimo Marco Giallini, che sembra quello che ha meno da nascondere nonostante la sua natura imperfetta. Sono interessantissimi poi i personaggi di Peppe; interpretato da Giuseppe Battiston, così come quelli di Cosimo e Lele, interpretati rispettivamente da Edoardo Leo e Valerio Mastandrea. Un po' meno interessanti sono invece i personaggi femminili, che per gran parte della cena restano in ombra per poi uscire alla distanza, soprattutto per quel che riguarda Carlotta ed Eva, interpretate da Anna Foglietta e Kasia Smutniak, mentre il personaggio che mi ha meno colpito in generale è stato quello di Bianca, interpretato da Alba Rohrwacher, sicuramente poco in forma per una parte che non mi è sembrato fosse particolarmente rilevante per l'economia della pellicola.

Voto: 7,5

2 commenti:

  1. Concordo anche sul voto. Gran cast, script brillantissimo.
    E al cinema quante risate, nonostante quel finale amarissimo.
    Battiston il migliore.

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    Risposte
    1. Merita assolutamente attenzione e sicuramente ha meritato alla grande il successo al botteghino, una volta tanto!

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