Mr. Nobody di Jaco Van Dormael

Belgio, Canada, Francia, Germania 2009
Titolo Originale: Mr. Nobody
Regia: Jaco Van Dormael
Sceneggiatura: Jaco Van Dormael
Cast: Jared Leto, Sarah Polley, Diane Kruger, Linh Dan Pham, Rhys Ifans, Natasha Little, Toby Regbo, Juno Temple, Clare Stone, Audrey Giacomini, Thomas Byrne, Allan Corduner, Daniel Mays
Durata: 141 minuti
Genere: Fantascienza, Drammatico

Spesso e volentieri quando decido di guardare un film in settimana la durata diventa una discriminante: non posso mettermi a guardare "Ben Hur" o "Justice League" una sera in cui so che il giorno dopo lavoro, a meno di non decidere di visionare la pellicola in diversi momenti, cosa che preferisco sempre evitare. Adocchiato già da molto tempo sul catalogo di Netflix, "Mr. Nobody" è uno di quei film che mi saltavano sempre all'occhio nel momento in cui decidevo di guardare qualcosa ad un orario troppo tardo per affrontare le due ore e venti della sua durata. L'unico modo, dunque, era quello di partire una sera già con l'idea di dare un'opportunità a questa pellicola, di cui avevo sentito parlare un gran bene, senza pensarci troppo su. Presentato nel 2009 alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia", "Mr. Nobody" è scritto e diretto da Jaco Van Dormael, all'epoca già regista de "L'ottavo giorno" - visto a scuola negli anni delle superiori - e successivamente di "Dio esiste e vive a Bruxelles", pellicola carina dalla quale mi sarei aspettato qualcosa di più quando la vidi. Il protagonista è interpretato da Jared Leto, mentre nel cast abbiamo anche nomi quali Diane Kruger e Juno Temple.

Siamo nel 2092: Nemo Nobody è un uomo di 117 anni, l'ultimo rimasto sulla Terra che morirà di vecchiaia. L'umanità ha infatti da tempo conquistato l'immortalità grazie al progresso della scienza ed è molto curiosa riguardo all'imminente morte dell'uomo. L'attenzione dei media è tutta rivolta verso di lui e, grazie ad una serie di interviste, le persone possono conoscere quello che è stato della sua lunga vita e vivere assieme il momento della sua morte. Lo stesso Nemo, davanti ai giornalisti, dichiara di non ricordare nulla del suo vissuto e viene per questo aiutato da degli psicologi che si serviranno anche dell'ipnosi per indurlo a ricordare. Le storie che vengono narrate dall'uomo sono svariate e contraddittorie e nessuno riesce veramente a comprendere quale vita abbia veramente vissuto l'uomo nel corso dei suoi anni.

Ho approcciato alla visione di "Mr. Nobody" senza sapere bene a cosa sarei andato incontro, l'unica cosa che sapevo era che la sua trama e le poche immagini viste nel traile di Netflix mi ispiravano abbastanza. Non sapevo, dunque, che mi sarei trovato davanti ad un film tanto complesso nella struttura narrativa, quanto affascinante per le tematiche che tratta. Attraverso i ricordi spezzettati e confusionari di Nemo, lo spettatore vede quella che è stata la sua vita, diventando in qualche modo partecipe di tutte le sue versioni. Il mondo futuristico in cui ci porta Jaco Van Dormael è visivamente molto bello e ha anche un non so che di distopico, ma sicuramente non è questo l'interesse del regista, che tiene molto di più a mostrare i passati di Nemo, esplorando varie tematiche filosofiche tra le quali l'effetto farfalla e la condizione di chi si trova davanti al dover compiere una scelta fondamentale per la propria vita.

E' proprio quello della scelta il tema fondamentale di "Mr. Nobody" e da qui fino alla fine potrebbero esserci spoiler sul finale della pellicola. E' interessante vedere come tutte le storie apparentemente create da una mente confusa si rivelino in realtà essere le possibili vite di un bambino di nove anni che viene messo di fronte alla scelta se vivere con il padre o con la madre, in seguito al loro divorzio. Egli è così in grado di vedere entrambe le possibilità: prima di conoscerle non sa quale decisione prendere, una volta che invece le ha conosciute entrambe, altrettanto, non sa quale decisione prendere, optando per una terza via. Molto significativo e molto emozionante il modo in cui la cosa viene raccontata e quella che appariva come una narrazione non proprio lineare e semplice da seguire assume al termine della visione un significato che ho apprezzato davvero moltissimo.

Commenti

  1. Il significato che fa il film stesso, un film esattamente come dici "tanto complesso nella struttura narrativa, quanto affascinante per le tematiche che tratta", all'epoca bella sorpresa ;)

    RispondiElimina

Posta un commento

Quando commentate ricordate che si sta pur sempre parlando di opinioni, quindi siate educati. Apprezzo sempre una punta di sarcasmo, sarò il primo a tentare di rispondervi a tono.

Non sono in cerca di prestiti ultravantaggiosi, ma sono ben disposto verso le donazioni spontanee!

Post popolari in questo blog

His House di Remi Weekes (2020)

Sound of Metal di Darius Marder (2020)

OSCARS BEST MOVIES - Casablanca di Michael Curtiz (1942)