lunedì 19 gennaio 2015

La teoria del tutto (2014)

Regno Unito 2014
Titolo Originale: The Theory of Everything
Regia: James Marsh
Sceneggiatura: Anthony McCarten
Cast: Eddie Redmayne, Felicity Jones, Emily Watson, Charlie Cox, David Thewlis, Harry Lloyd, Adam Godley, Maxine Peake, Simon McBurney, Enzo Cilenti, Charlotte Hope, Tom Prior, Frank Lebœuf
Durata: 123 minuti
Genere: Biografico, Drammatico

La trama in breve: Il film narra la vita di Stephen Hawking, geniale fisico, e della sua storia d'amore con Jane Wilde. Viene affrontato soprattutto il presentarsi della sua malattia, con tutte le difficoltà che comporta, ma che non hanno mai impedito a Hawking di mostrare la sua genialità.

Evidentemente l'inizio di questo 2015 è quasi totalmente improntato alle biografie, con una serie di uscite che hanno esplorato la vita di alcuni personaggi importanti per la storia internazionale, importanti per la storia americana recente. Ne sono usciti tanti e nelle prossime settimane ne usciranno altre e, sembra proprio possano giocarsi per davvero un posto di rilievo durante la prossima notte degli Oscar. Abbiamo visto su questo blog "The Imitation Game" e "American Sniper", mentre prossimamente vedremo anche "Big Eyes" e "Selma".

Tra questi, ovviamente, un posto di rilievo se lo è già guadagnato "La teoria del tutto", biopic dedicato a Stephen Hawking, scienziato dalla genialità immensa che ha cambiato totalmente la concezione dell'Universo per quanto riguarda l'approccio della comunità scientifica. I suoi studi, che affrontano tematiche che noi comuni mortali non potremmo nemmeno immaginare, sono tuttora in continuo divenire e ci potrebbero regalare ulteriori scoperte molto interessanti per la comunità scientifica. Una genialità scientifica, un cervello enorme costretto in un corpo fragilissimo.

E' di questo che il film ci vuole parlare, senza però cadere mai in eccessivi pietismi di sorta. Il modo di Stephen Hawking di affrontare la malattia ci viene mostrato in maniera piuttosto delicata, per quanto una malattia così devastante fisicamente possa essere affrontata in questa maniera. Ed è stato proprio uno dei doni più grandi di Hawking a portarlo ad affrontare la sua malattia in un certo modo: l'ironia. Hawking è una delle persone più ironiche e autoironiche presenti su questa terra e ciò viene perfettamente rappresentato nel corso della pellicola, che contiene al suo interno anche momenti molto leggeri e un po' più spensierati.

Il secondo tema che affronta la pellicola è quello della storia d'amore di Stephen Hawking con Jane Wilde, sua compagna di una vita, che lo accompagna nei suoi studi e nella sua malattia, sempre fedelissima nonostante le sue difficoltà, che metterebbero a repentaglio qualsiasi relazione. In questo va segnalata l'ottima performance recitativa di Felicity Jones, davvero in parte per un personaggio per nulla facile.

Ovviamente la recensione non si può chiudere senza parlare dell'interpretazione del protagonista offerta da Eddie Redmayne, visto in precedenza nella miniserie "I pilastri della Terra" e anche con una piccola parte in "Les Miserables". Performance che, tra l'altro, gli ha già messo tra le mani il Golden Globe e una candidatura serissima anche alla statuetta degli Oscar (per me favorito numero uno attualmente e anche il mio favorito). La sua è una prestazione davvero straordinaria, di quelle veramente difficilissime e che avrebbero potuto affossare una carriera. Invece ciò che ne è venuto fuori è qualcosa di davvero sublime. Redmayne riesce a dare al personaggio di Hawking un realismo straordinario, sia nell'evolversi della malattia, sia anche nei movimenti corporei che si presentano appunto nelle prime fasi della malattia di Hawking. La sua performance cresce esponenzialmente con il passare dei minuti, raggiungendo l'apice vero e proprio nel momento in cui Hawking perde addirittura la sua unica capacità che potesse collegarlo con le altre persone: la voce. Lì l'espressività di Eddie Redmayne viene fuori tutta, riuscendo a recitare per una buona parte del film soltanto grazie alle espressioni del suo volto o, addirittura, soltanto grazie al movimento degli occhi. Inutile dire dunque che siamo davanti ad una delle parti più difficili viste finora in questo 2015, affrontata però in maniera davvero superiore.

Pregi:

  • Performance di Eddie Redmayne spettacolare, coadiuvato da un'ottima Felicity Jones;
  • Un bipic che non punta sul pietismo della condizione di Hawking, ma che fa molto più leva sulla sua fortissima ironia.
Difetti:
  • Avrei preferito un po' più di scienza, ma è un difetto che ritengo abbastanza trascurabile.

Voto: 8

4 commenti:

  1. Sono d'accordo al 100%, un film delicato nella sua pur tragica tematica e un'interpretazione grandiosa! ^^

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    1. Abbiamo pubblicato in stereo tra l'altro!

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  2. Io da zozzone della scienza ho apprezzato particolarmente il fatto che il film abbia preferito concentrarsi su altri aspetti. :)
    In ogni caso, pellicola splendida anche per me e due attori da applausi.

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    1. Dai un po' di teoria delle stringhe in più non avrebbe fatto male!

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