venerdì 28 agosto 2015

RAINBOW DAY - "Pride" (2014)

In occasione del settimo bloggeanno della nostra Arwen Lynch, creatrice del blog "La fabbrica dei sogni", si è organizzata, su una sua idea, una giornata per i diritti delle coppie omosessuali, visto che, un paio di mesi fa, sono stati legalizzati i matrimoni gay negli Stati Uniti. D'altronde - piccola nota polemica - è facile mettere la foto del profilo color arcobaleno mentre lo fanno tutti (magari senza nemmeno sapere perchè), ma parlarne un paio di mesi dopo quando la cosa ormai si è raffreddata non è cosa da tutti!


Regno Unito 2014
Titolo Originale: Pride
Regia: Matthew Warchus
Sceneggiatura: Stephen Beresford
Cast: Bill Nighy, Imelda Staunton, Dominic West, Andrew Scott, George MacKay, Ben Schnetzer, Joseph Gilgun, Freddie Fox, Paddy Considine, Faye Marsay, Jessie Cave, Monica Dolan, Liz White, Karina Fernandez, Jessica Gunning, Lisa Palfrey, Menna Trussler, Nia Gwynne, Jack Baggs, Kyle Rees, Chris Overton, Joshua Hill, Rhodri Meilir, Dyfan Dwyfor, Johnny Gibbon, Laura Matthews, Jordan Metcalfe
Durata: 116 minuti
Genere: Commedia, Drammatico

Per quanto riguarda questa giornata celebrativa ho scelto di parlare di "Pride", film britannico uscito nelle sale italiane nel corso di Dicembre del 2014 che io, per questioni di tempo, non ero ancora riuscito a visionare. Da questo punto di vista però, molte recensioni positive nel corso di questi mesi mi avevano, in qualche modo, fatto venire l'acquolina in bocca e un film che già era da tempo nella mia lista, non me lo sono lasciato sfuggire nel momento in cui ho avuto l'occasione di parlarne.

"Pride" è un film che tratta di solidarietà, in qualche modo. Solidarietà tra due categorie di persone molto differenti che però, in qualche modo, hanno intenzione di combattere per i propri diritti: l'idea di un gruppo di omosessuali, da questo punto di vista, diventa dunque quello di solidarizzare con la protesta dei minatori, che da tempo mettono in atto uno sciopero contro le decisioni politiche e lavorative di Margaret Thatcher. Una solidarietà che ovviamente verrà ben accolta da qualche appartenente al gruppo dei minatori, mentre altri invece, non saranno contenti di questa collaborazione con gli omosessuali. D'altronde, un pregiudizio imperante in quel periodo - ma anche ora se stiamo proprio a vederla tutta - era quello secondo cui due categorie così profondamente diverse non potessero trovare un punto di incontro: il minatore è un lavoro da "uomo vero", che non può essere conciliato con l'instaurazione di un'amicizia con un gruppo di omosessuali. Le due categorie sono talmente diverse ora - quindi pensate un po' quanto lo fossero trent'anni fa - che la cosa appare quasi come una rivoluzione.

Il merito di "Pride" sta dunque quasi tutto nel contestualizzare molto bene la situazione in cui si trovano i protagonisti: difficile non empatizzare per loro, ma, al contempo, difficile è anche non vedere quanto grande fosse l'abisso tra le due categorie. Abisso che però, in qualche modo, si può colmare ed entrambi possono trovare un punto di incontro, che alla fine si basa solamente sulla solidarietà tra due categorie, sì molto diverse, ma che in qualche modo vivono un periodo di discriminazione e di vessazione da parte del governo. I personaggi del film - molti a dire la verità - sono quasi tutti ben delineati e le loro storie personali, con alcune di esse anche solo accennate, vanno a fondo nel cuore dello spettatore.

Ultimo, ma assolutamente non meno importante, merito della pellicola, va alla colonna sonora, che prende brani dell'epoca inserendoli tutti nel loro giusto contesto. Ancora di più lodevole il fatto di non aver inserito a tutti i costi musica che fosse iconica del mondo gay, cosa che con un film del genere sarebbe potuto essere uno degli errori più gravi e un clichè anche parecchio fastidioso. "Pride" risulta dunque una pellicola sicuramente sopra la media e sicuramente anche molto coinvolgente che, a suo modo, funziona a meraviglia.

Voto: 8

Partecipano alla Rainbow Day e al bloggeanno di Arwen Lynch e del suo "La fabbrica dei sogni" anche i seguenti blog:



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