lunedì 4 aprile 2016

Tutta la vita davanti di Paolo VIrzì (2008)

Italia 2008
Titolo Originale: Tutta la vita davanti
Regia: Paolo Virzì
Sceneggiatura: Paolo Virzì, Francesco Bruni
Cast: Massimo Ghini, Isabella Ragonese, Sabrina Ferilli, Elio Germano, Valerio Mastandrea, Micaela Ramazzotti, Valentina Carnelutti, Edoardo Gabbriellini, Tatiana Farnese, Giulia Salerno, Pierpaolo Benigni, Caterina Guzzanti, Elena Arvigo, Paola Tiziana Cruciani, Lele Vannoli, Mary Cipolla, Luisa Battaglia, Valeria Colangelo, Veronica Corsi, Serena Silvani, Alessia Cardella, Francesca La Monica, Francesca De Francesco, Alessandro Roja, Niccolò Senni, Bob Messini, Giorgio Algranti, Teresa Saponangelo, Francesca Cutolo, Edoardo De Nicola, Maria Grazia Nazzari, Stefano Pinto, Francesco Brandi, Claudio Fragasso, Daniela Terreri, Pierpaolo Benigni, Martinha Do Amor Divino, Astrid Meloni, Piero Chieti, Laura Morante
Durata: 117 minuti
Genere: Commedia

Era da parecchio che non parlavo della mia esperienza con il Cineforum di Vimodrone, grazie alla quale sto cominciando a vedere parecchi film, anche già visti in precedenza, con un occhio più critico rispetto a quello che ci metto nelle visioni normali che affronto la sera in settimana. Era da tempo che non ve ne parlavo semplicemente perchè, per un po' di volte, abbiamo proiettato film che avevo già visto e già recensito su questo blog, motivo per cui non mi sembrava cosa buona parlarne di nuovo creando un post doppio su questo blog - sì, lo so, sono troppo troppo pignolo su certe cose -. La scorsa settimana però è arrivato finalmente l'ultimo film della rassegna che ancora non avevo visto - i prossimi, tra cui "Another Earth" di Mike Cahill, di cui parlerò io in persona davanti al pubblico, li ho già visti tutti e già recensiti -, un film che parla in un modo molto particolare e sicuramente anche molto carino del mondo del lavoro in Italia, con due protagoniste che sicuramente hanno saputo dire la loro e con dei comprimari che in qualche modo riescono a funzionare.

"Tutta la vita davanti" è un film di Paolo Virzì del 2008, che ci parla della storia di Marta, interpretata da una bravissima e bellissima Isabella Ragonese, ragazza laureata con lode in filosofia che non riesce, per un motivo o per l'altro, ad entrare nel mondo del lavoro nel suo ambito di competenza. Per questo motivo si improvvisa babysitter per la figlia di Sonia, interpretata da Micaela Ramazzotti, con la quale va a convivere. Sonia è un personaggio parecchio frivolo, ha una figlia piccola di cui non si cura particolarmente, preferendo vivere in un mondo fatto del suo lavoro al call center - lavoro che non la soddisfa per nulla - e passando da un uomo all'altro senza nascondere, alla figlia e alla coinquilina, questo suo libertismo. Anche Marta verrà assunta nel call center dove lavora Sonia e in quel luogo di lavoro conoscerà prima il suo capo Daniela, interpretata da Sabrina Ferilli, successivamente dei colleghi e, soprattutto, un sindacalista, Giorgio Conforti, interpretato da Valerio Mastandrea, che da tempo cerca un modo per denunciare ciò che avviene all'interno del call center, nel quale le ragazze sembrano vivere in una specie di villaggio vacanze fatto di incontri motivazionali e premiazioni, ma che nasconde una realtà in cui è considerato illegale, ad esempio, andare in bagno due volte durante il proprio turno.

All'interno di questa pellicola il regista Paolo Virzì ha voluto comunque inserire elementi che dessero una certa sensazione di leggerezza allo spettatore: in fin dei conti "Tutta la vita davanti" si può tranquillamente considerare come una commedia, certo, una commedia amarissima che ci parla in modo spietato di quanto fosse difficile, nel 2008 ma anche ora - anche se non sono proprio la persona più adatta a parlarvi di ciò dato che io, per fortuna, non ho fatto particolarmente fatica a trovare un buon posto di lavoro che fosse in linea con ciò in cui mi sono laureato - fosse particolarmente difficile entrare nel mondo di lavoro terminati gli studi, tanto che la nostra protagonista, dopo nemmeno tanto tempo dal suo ingresso nel call center, inizia davvero a trovarsi bene in un ambiente in cui riesce a cogliere elementi validissimi, grazie alle sue colleghe, per poter scrivere un saggio sul rapporto tra la filosofia di Heidegger e i concorrenti del Grande Fratello, rendendo anche molto interessante questo incontro tra due categorie di persone agli antipodi come una ragazza laureata in filosofia e gente che guarda il Grande Fratello.

Interessanti, in qualche modo, sono tutti i personaggi della vicenda, alcuni sviluppati particolarmente bene come la stessa Marta e la coinquilina Sonia, altri che si vedono un po' di meno ma che sono altrettanto interessanti come il sindacalista Conforti e Lucio, venditore parecchio spavaldo ma altrettanto fragile nel momento in cui le cose iniziano ad andargli male interpretato da Elio Germano. Sorprende in positivo anche l'interpretazione di Sabrina Ferilli, anche se probabilmente si sta parlando di un personaggio tagliato dal sarto per lei, quindi un compito di certo agevolato rispetto al solito. Non ho invece particolarmente apprezzato il personaggio di Claudio, interpretato da Massimo Ghini, che mi è parso sviluppato in maniera molto superficiale anche se forse, con tutto quel materiale a disposizione, non era facile dare a tutti i personaggi la stessa importanza.

Voto: 7+

5 commenti:

  1. All'epoca mi diede molto da pensare...

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    1. Anche a me venerdì quando l'ho visto. SIcuramente una ottima critica al mondo del lavoro in Italia

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  2. Film davvero molto carino!
    Non capisco perché Virzì in genere sia così odiato...

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    1. Non sono certo un suo grandissimo fan, ma io di Virzì tra quelli che ho visto non sono ancora riuscito a trovare un film brutto...

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