mercoledì 27 aprile 2016

Veloce come il vento di Matteo Rovere (2016)

Italia 2016
Titolo Originale: Veloce come il vento
Regia: Matteo Rovere
Sceneggiatura: Filippo Gravino, Francesca Manieri, Matteo Rovere
Cast: Stefano Accorsi, Matilda De Angelis, Paolo Graziosi, Roberta Mattei, Lorenzo Gioielli, Cristina Spina, Giulio Pugnaghi, Tatiana Luter, Rinat Khismatouline, Giuseppe Gaiani
Durata: 119 minuti
Genere: Drammatico, Sportivo

Non è più un mistero per nessuno il fatto che il cinema italiano stia vivendo un periodo di forma straordinario, cominciato casualmente con la vittoria dell'Oscar come miglior film straniero a "La grande bellezza" di Paolo Sorrentino, proseguito nel corso degli ultimi anni anche con il tentativo di dare una certa qualità anche alle commedie, che stavano sempre più scadendo nel ridicolo, come ad esempio con "Smetto quando voglio" di Sidney Sibilia, e arrivato a momenti altissimi come la partecipazione di ben tre pellicole italiane al Festival di Cannes del 2015. Scorsa annata che però è stata segnata anche da lavori egregi come "Non essere cattivo" di Claudio Caligari e "Suburra" di Stefano Sollima. Il 2016, pur essendo cominciato con la mezza tassa Checco Zalone - il cui ultimo lavoro "Quo vado" devo ancora vedere perchè sinceramente, il comico pugliese non mi dispiace affatto -, ci ha portato già un lavoro di ottimo livello come "Perfetti sconosciuti" di Paolo Genovese, ma soprattutto dei tentativi sperimentali come "Lo chiamavano Jeeg Robot" - di cui si parlerà a brevissimo - e lo stesso "Veloce come il vento" di cui si parla oggi sugli schermi di questo blog.

"Veloce come il vento", terzo lungometraggio del regista Matteo Rovere, racconta la vita, in maniera romanzata, dell'ex pilota di rally Carlo Capone, caduto in disgrazia alla fine della sua carriera anche a causa dell'abuso di droghe pesanti. Qui protagonista della vicenda è Giulia de Martino, diciassettenne che corre nel campionato italiano GT. Dopo la morte del padre durante una delle prime gare, si presenta al funerale il fratello Loris, che non vede da più di dieci anni, tossicodipendente ed ex pilota di successo che si stabilisce nella casa lasciatale dal padre. Presto viene a conoscenza del fatto che il padre, prima di morire, aveva dato come garanzia per far correre la figlia la casa, che avrebbero potuto riscattare solo in caso di vittoria del campionato da parte della ragazza. I rapporti familiari tra i due non sono facili sin dall'inizio, ma presto la necessità e una certa affezione da parte del fratello minore Nico verso quel Loris che non era mai riuscito a conoscere, fanno sì che Giulia decida di farsi allenare dal fratello, per vincere il campionato e riscattare la sua casa.

La pellicola risulta essere uno dei lavori meglio riusciti visti al cinema nel corso di questi primi mesi del 2016, reggendosi perfettamente da una parte su una storia interessantissima che, storia reale cui è ispirata a parte, riesce a far provare una straordinaria empatia con i personaggi. Tanti, anzi tantissimi, sono i momenti che mettono veramente i brividi allo spettatore, soprattutto quelli in cui si vive quasi sulla propria pelle la sofferenza dei protagonisti. Perchè se all'inizio Loris sembra essere il cattivo o lo sbandato di turno, presto si viene a conoscenza di una situazione pregressa non facile che - scelta secondo me azzeccatissima - non viene sviluppata fino in fondo, lasciando immaginare allo spettatore ciò che è stato in passato. In secondo luogo, nei pochi momenti dedicati alla componente sportiva del film, la tensione viene mantenuta a livelli altissimi da una regia sapiente, in grado di seguire le automobili in maniera molto più accattivante di un qualsiasi "Fast and Furious", ma anche di "Rush", per andare su lavori di livello un po' più alto.

Ultima, ma sicuramente non meno importante, anzi, forse quella più importante di tutte, è la componente recitativa di "Veloce come il vento". Se la protagonista è interpretata da una giovane, bella e promettentissima Matilda De Angelis, sicuramente da tenere d'occhio in futuro soprattutto dopo una buona interpretazione come questa, il vero mattatore del film, come annunciato già prima dell'uscita del film, è uno Stefano Accorsi imbruttito e sfatto dalle sembianze del suo personaggio, che a causa dell'abuso di droghe fatica a tenersi in piedi e perde totalmente il suo fascino, che da sempre avevano contraddistinto la carriera dell'attore. Il lavoro fatto dal buon Accorsi per parlare un ottimo accento bolognese poi è egregio e, nonostante non si tratti di un personaggio totalmente positivo, è quello con cui lo spettatore prova il maggior coinvolgimento a causa della sua fragilità.

La rinascita del cinema italiano sta prendendo forma e forse si sta decidendo di investire su idee diverse da quelle su cui si è fondato il nostro cinema negli ultimi anni. Questo "Veloce come il vento" è un ottimo esempio del fenomeno che sta vivendo la cinematografia italiana in questo periodo e che, si spera, possa toccare livelli ancora più alti!

Voto: 9

3 commenti:

  1. 9? allora e da vedere, oggi mi trascineranno al cinema per vedere la comune.... presserò per questo :-)

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    Risposte
    1. Mi rendo conto che 9 é altino come voto,ma in rapporto alle aspettative che avevo, che sono state confermate e a volte migliorate dalla prima all'ultima, ci sta.

      Considerando poi i brividi che mi ha fatto venire in moltissime occasioni...

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    2. Mi rendo conto che 9 é altino come voto,ma in rapporto alle aspettative che avevo, che sono state confermate e a volte migliorate dalla prima all'ultima, ci sta.

      Considerando poi i brividi che mi ha fatto venire in moltissime occasioni...

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