mercoledì 26 febbraio 2014

A proposito di Davis (2013)

USA 2013
Titolo Originale: Inside Llewin Davis
Regia: Joel & Ethan Coen
Sceneggiatura: Joel & Ethan Coen
Cast: Oscar Isaac, Carey Mulligan, Justin Timberlake, John Goodman, Garrett Hedlund, F. Murray Abraham, Ethan Phillips, Robin Bartlett, Max Casella, Stark Sands, Jeanine Seralles, Jerry Grayson, Adam Driver, Alex Karpovsky
Durata: 105 minuti
Genere: Drammatico

La trama in breve: 1961, New York. Llewin Davis è un musicista folk, squattrinato, il cui partner si è suicidato gettandosi da un ponte. Spesso si esibisce in dei locali ma con scarso successo, soprattutto economico. La sua vita procede tra mille difficoltà finchè non riceve l'opportunità di fare un'audizione a Chicago davanti a Bud Grossman.

Ho sempre adorato i film dei fratelli Coen. O meglio, ho sempre adorato i film dei fratelli Coen dopo essermene follemente innamorato dopo la visione de "Il grande Lebowski" (che penso che a breve rivedrò, giusto per piacere). Da quel momento in poi ho recuperato alcuni dei loro film precedenti (me ne manca ancora qualcuno nonostante la loro produzione non sia poi così sterminata) mentre non mi perdo mai nessuna nuova uscita. Di conseguenza "A proposito di Davis" è stata per me una visione imprescindibile.

Già sapevo più o meno cosa aspettarmi da questo film e, dopo la visione, le mie aspettative sono state confermate: questo film si distacca quasi completamente dallo stile coeniano, solitamente pieno di non-sense con i due registi e sceneggiatori che riescono spessissimo a mettere in scena drammi personali condendoli di un umorismo nero spassosissimo. In questo film non c'è quasi nulla di tutto ciò: i momenti non-sense sono quasi assenti o comunque molto limitati e questo, per un fan dei Coen, non è assolutamente detto che sia un bene.

Molti si chiedono quale sia il significato intrinseco dei film dei due fratelli registi e sceneggiatori, semplicemente perchè molto spesso i loro film portano a delle conclusioni che non sono delle vere e proprie conclusioni ma lasciano tutto in sospeso. Io ho smesso di farmi questa domanda riguardo i loro film e, nella fattispecie, questo. I Coen rappresentano la realtà, così com'è, senza particolari sottotesti o interpretazioni vaghe. Molti sono i riferimenti mitologici, biblici, musicali su cui si potrebbe svolgere indagini fittissime, ma nei loro film non dico non siano voluti, ma sono comunque un mezzo per rappresentare la realtà per quello che è.

E viene fatto anche qui con la vita di Llewin Davis, che si ritrova a fare il musicista pur senza che i due autori si preoccupino di spiegarci il perchè. Che si ritrova a vivere le difficoltà del suo lavoro e a dover fare i conti con altri musicisti amici e/o rivali. E' inutile arrovellarsi su interpretazioni astruse quando la storia ce l'hai proprio lì, davanti agli occhi. E molte volte è così anche la vita reale. Accade così com'è ma non sempre riesci a capire dove ti sta portando.

Voto: 7+

2 commenti:

  1. io invece ho sempre odiato i film dei coen.
    questo invece no, sarà perché appunto è meno coeniano, anche se un pochino...

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  2. anche io sono un fan dei coen , però questo loro ultimo film non mi ha convinto tantissimo...

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