mercoledì 26 agosto 2015

Quando c'era Marnie (2014)

Giappone 2014
Titolo Originale: 思い出のマーニー (Omoide no Mānī)
Regia: Hiromasa Yonebayashi
Sceneggiatura: Keiko Niwa, Masashi Andō, Hiromasa Yonebayashi
Personaggi: Marnie, Anna, Yoriko Sasaki, Kiyomasa Ōiwa, Setsu Ōiwa, Anziana signora, Nutrice, Hisako, Sayaka, Professore d'arte, Dottor Yamashita, Toichi
Durata: 102 minuti
Genere: Animazione

La trama in breve: Anna, ragazzina orfana di dodici anni che vive con la madre adottiva Yoriko a Sapporo, viene convinta dai suoi medici, a causa della sua grave forma d'asma, a passare l'estate in un villaggio marittimo a Hokkaido, assieme a una coppia di suoi parenti. Faticando a fare amicizia con chiunque, dopo aver discusso con una sua coetanea, Anna comincia a visitare quasi ossessivamente una villa apparentemente abbandonata, che però, durante la sera, sembra animarsi. Una sera, davanti a quella casa, conosce Marnie, con la quale stringerà un profondo rapporto di amicizia.

Contro ogni più ragionevole pronostico, questa volta ce l'ho fatta a non perdermi l'evento speciale cinematografico di questi tre giorni e sono riuscito ad andarmi a vedere "Quando c'era Marnie", film che in qualche modo annuncia la chiusura, per un certo periodo di tempo, dello Studio Ghibli - poi un giorno magari aprirò un capitolo sul fatto che non si sa bene il perchè questi film non vengano trattati come tutti gli altri e vengano visti come eventi speciali, senza contare il fatto che il cinema a me più vicino lo dava solo in orari pessimi. Ho iniziato abbastanza tardi ad apprezzare i film d'animazione dello Studio Ghibli, ma, come si sul dire, meglio tardi che mai, e gli ultimi lavori che ho visionato, bene o male, li ho apprezzati tutti, partendo dal per me capolavoro "Si alza il vento" sino ad arrivare al più recente "Storia della Principessa Splendente".

Ispirato al romanzo della scrittrice britannica Joan G. Robinson, intitolato "When Marnie Was There", il film vede innanzitutto un paio di adattamenti atti a trasportare la storia in Giappone, piuttosto che a Londra dove sarebbe ambientato il romanzo. Niente di così trascendentale ovviamente, ma sono sicuro che i fanatici della fedeltà al romanzo a tutti i costi avranno da dire anche su questo. Su tutto il resto ovviamente non mi esprimo, perchè del romanzo sinceramente non sapevo nemmeno dell'esistenza. Ancora una volta però lo Studio Ghibli riesce a colpire nel segno, narrando una storia che questa volta non è tanto indirizzata ai più piccoli, quanto più che altro adatta per un pubblico che per me si attesta dai tredici anni in su, perchè un bambino un po' più piccolo forse non apprezzerebbe.

"Quando c'era Marnie" inoltre ci mette davanti a due personaggi femminili che sono uno più complicato dell'altro: come se non bastasse la realtà delle cose a far affermare ad ogni uomo che le donne sono complicate, ci si mette anche questo film, che ci presenta i personaggi di Marnie e di Anna dando loro dei ritratti psicologici molto approfonditi, per i quali spesso e volentieri basta solamente un'immagine per far capire allo spettatore lo stato d'animo del personaggio. L'ambientazione poi è molto affascinante, la casa abbandonata in cui si consumano gli incontri tra Anna e Marnie, o la collina che sta davanti all'enorme casa - che richiama in più scene la parte di "Si alza il vento" in cui Jiro e Nahoko si incontrano dopo tanti anni e la ragazza sta dipingendo un quadro sopra una collina - o ancora la scena in cui la casa diventa improvvisamente abitata dalla famiglia di Marnie, che dà una grande festa in suo onore. Il tutto è permeato da un interessante alone di mistero che nel finale si risolve forse in maniera un po' prevedibile, ma sicuramente giusta per quel che riguarda lo sviluppo della storia.

La critica più frequente fatta al film è quella che non sia permeato dalla stessa magia presente nei lavori precedenti dello studio, ma, personalmente, non sono molto d'accordo. Per quanto forse la trama sia un po' più classica rispetto a quello a cui ci ha abituato lo studio, la pellicola riesce a far riflettere e ad immedesimarsi, in qualche modo, in una o in entrambe le protagoniste. E il finale, per come viene messo in scena, è un vero colpo al cuore, l'ennesimo datomi dallo Studio Ghibli, nella speranza che non sia l'ultimo in assoluto.

Voto: 8-

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