domenica 20 settembre 2015

Narcos - Stagione 1

Narcos
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: José Padilha
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: A Ottobre su Netflix
Cast: Wagner Moura, Pedro Pascal, Boyd Holbrook, Manolo Cardona, Mauricio Compte, Ana de la Reguera, Stephanie Sigman, Joanna Christie
Genere: Biografico, Drammatico

Netflix continua nella sua marcia senza sosta nel non sbagliare nemmeno mezzo colpo con le sue serie, almeno per quanto riguarda le serie drammatiche. L'ultima delusione che io mi ricordo tra le serie iniziate tra la fine del 2014 e questa parte di 2015 è stata solo "Marco Polo", mentre tutte le altre - terza stagione di "House of Cards" a parte, che ancora devo recuperare - mi sono piaciute parecchio. "Narcos", uscita a fine Agosto sulla piattaforma di streaming che a breve arriverà anche da noi in Italia, sin dal primo episodio aveva tutti i presupposti per diventare una grande serie, una serie che avrebbe fatto parlare di sè negli anni a venire, con anche il pregio di avere una storia temporalmente limitata di cui parlare, cosa che sicuramente non farà allungare troppo il brodo con stagioni inutili.

Per quanto le storie riguardanti il traffico di droga non abbiano mai davvero attratto la mia attenzione, "Narcos", che parla del più famoso e forse anche del più ricco trafficante di droga di sempre Pablo Escobar, è riuscita sin dall'inizio ad attrarmi, soprattutto grazie alla tecnica utilizzata per la narrazione che, se agli inizi mi era parsa quasi invadente, pian piano mi ci sono abituato ed ho iniziato a ritenere che quel tipo di narrazione fosse necessario. D'altronde la voce fuori campo, affidata Boyd Holbrook, che interpreta l'agente della DEA Steve Murphy, è di quelle penetranti, che riescono a narrarti una situazione in maniera più che esaustiva. L'attore però è stato anche più che bravo a calarsi nelle parti in cui si vede sullo schermo, è stato quasi una sorpresa per me che non lo conoscevo affatto prima.

ATTENZIONE, POSSIBILI SPOILER

Un'altra interessante scelta narrativa è stata quella di inserire nel corso della storia delle immagini di repertorio prese dai vari telegiornali, utilizzare le vere foto segnaletiche dei protagonisti o comunque cose di questo tipo, rendono la serie molto ma molto simile ad una produzione di denuncia. Questa sua forma si affianca molto bene a tutto ciò che è invece intrattenimento, anche perchè, d'altronde, la serie nasce più per questo che per fare denuncia. Le parti romanzate della vicenda infatti non pesano per nulla su quelli che sono stati i fatti reali, tant'è che, pur conoscendo a grandi linee la storia di Escobar e sapendo come sarebbe andata la sua fine, mi aspettavo che si sarebbe conclusa con la prima stagione, cosa che invece non accade.

Nei panni di Pablo Escobar abbiamo poi l'attore brasiliano Wagner Moura, che sulla pagina a lui dedicata di Wikipedia ha tanto la faccia da bravo ragazzo, ma che qui si cala perfettamente nella parte di uno degli uomini più spietati della storia recente. Il modo in cui la sua ascesa si compie è sicuramente il punto forte della narrazione tanto che, spesso e volentieri, si finisce per interessarsi di più alla sua ascesa che alle indagini della DEA per catturarlo. Interessantissimi da questo punto di vista poi sono i rapporti con il governo colombiano, che più di una volta gli darà una mano nei suoi malaffari. Il fatto che poi la serie sia per buona parte recitata in lingua spagnola non fa che amplificare quella sensazione di estremo realismo nella vicenda.

Netflix non sta sbagliando più un colpo e con questa serie lo testimonia alla grande.

Voto: 8,5

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