venerdì 1 dicembre 2017

Mindhunter - Stagione 1

Mindhunter
(serie TV, stagione 1)
Episodi: 10
Creatore: Joe Penhall
Rete Americana: Netflix
Rete Italiana: Netflix
Cast: Jonathan Groff, Holt McCallany, Anna Torv, Hannah Gross, Cotter Smith
Genere: Drammatico, Thriller


Erano mesi, da quando è uscito il trailer che ho potuto vedere su Facebook, che attendevo l'uscita su Netflix di "Mindhunter", l'ennesima serie originale prodotta dalla ormai famosissima - e per alcuni anche famigerata - piattaforma di streaming online che sta ormai sfornando praticamente una nuova serie televisiva a settimana. Roba che già mi era diventato difficile seguire quelle serie che vorrei vedere e che vanno in onda nel formato tradizionale di un episodio a settimana, ora se ci si mette pure Netflix, le cui produzioni prima erano più distribuite nel corso dell'annata e meno numerose, la questione diventa davvero criticissima. Ho visto la prima stagione di questa serie con qualche settimana di ritardo, ma posso dire, senza alcuna ombra di dubbio, di esserne rimasto particolarmente soddisfatto, anche e soprattutto perchè non mi sono trovato davanti totalmente a ciò che mi sarei aspettato.
Ideata da Joe Penhall e con la collaborazione nella regia di alcuni episodi da parte di David Fincher - uno che nel mondo del cinema thriller ancora non ha avuto l'occasione di esprimersi insomma -, "Mindhunter" narra la storia, ambientata nel 1977, del giovane detective dell'FBI Holden Ford, interpretato da Jonathan Groff - visto in "Glee" -, negoziatore frustrato che con la collaborazione del collega Bill Tench, interpretato da Holt McCallany, e della professoressa Wnedy Carr, interpretata dalla bravissima Anna Torv che è stata la protagonista di "Fringe", fondano una sezione investigativa che si occupa di studiare, intervistandoli direttamente in carcere, alcuni killer violenti dell'epoca, con l'intento di profilarli ed iniziando a catalogare una nuova tipologia di assassino che da lì a breve sarà nota con il nome di "serial killer".
Devo dire che già di mio la storia di alcuni serial killer americani mi ha sempre affascinato, cerco di andarmi a documentare su di loro e, nella mia malattia mentale, sono anche un assiduo spettatore di Investigation Discovery, canale tematico che racconta indagini di omicidio o storie criminali. Darmi in mano questa serie sarebbe stata dunque, per chiunque una vittoria abbastanza facile, vista anche la mia passione verso produzioni televisive di livello decisamente più basso rispetto a questa, che si presenta con un ritmo particolarmente misurato in grado sin da subito di portare lo spettatore all'interno dell'epoca in cui sono ambientate le vicende. Oltre a questo gli sceneggiatori sono stati bravi a dare quella sensazioni di disagio che fa pensare a quanto sia particolarmente impossibile, per una persona normale, rimanere indifferenti di fronte alle interviste condotte dai protagonisti nei confronti di alcuni degli assassini più spietati e violenti della storia, con metodi tra l'altro che per il periodo andavano decisamente poco d'accordo con le linee guida dell'FBI.
Viene anche fatto un grande lavoro sui protagonisti, che ci vengono presentati in tutte le loro sfaccettature ed evolvono in maniera molto interessante all'interno di questa prima stagione. Di tutti sappiamo dei dettagli sulla vita privata che contribuiscono nel creare empatia con il personaggio, anche se la storia si concentra maggiormente, per quel che riguarda le vite private, sulla vita di Holden che spesso e volentieri porta, nel rapporto con la sua ragazza Debbie interpretata da Hannah Gross, sia i suoi problemi lavorativi sia, in qualche frangente, anche quelle piccole perversioni che tenta di tenere nascoste a chi gli sta vicino nell'ambiente lavorativo. Per tutti questi motivi, come immagino si sia capito abbastanza, "Mindhunter" mi è piaciuta davvero tanto ed attendo la seconda stagione per scoprire quali altri serial killer entreranno nelle storie dei nostri protagonisti.

Voto: 8+

3 commenti:

  1. Una serie di ottima qualità, ho sofferto per il gran chiacchierare di metà stagione, ma il soggetto è ottimo, gli attori bravissimi e la regia migliore, sono curioso di vedere come proseguirà ;-) Cheers!

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  2. La "passione" per i serial killer mi era svanita da un po', diciamo dagli anni '90 o giù di lì, ma questa serie è riuscita a farmela tornare. Non so se sia una bella cosa o no... :)

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  3. Grande serie, con le puntate dirette da Fincher di livello chiaramente superiore alle altre :)

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