Pieces of a Woman di Kornél Mundruczó (2020)

Torno a scrivere su queste pagine dopo più di un mese di latitanza, ma, mi perdoneranno i miei pochi lettori, i mesi tra Gennaio e Febbraio non sono stati esattamente come li pensavo, per quanto riguarda la gestione e la ripresa di questo blog. Non c'è paragone però non è morto, semplicemente il suo autore - prima e ultima volta in cui parlerò di me in terza persona - ha perso, per vari motivi, un po' lo smalto e l'ispirazione per scrivere post. Non è stata una questione di scarso tempo, così come non è stato il fatto di non avere molto di cui parlare, semplicemente non ho avuto la voglia di dire qualcosa su queste pagine riguardo ai film che ho visto - che comunque sono stati pochissimi rispetto alle scorse annate e questa non è una cosa del tutto negativa per come ho sempre vissuto la mia vita - e piuttosto che scrivere qualcosa contro voglia ho preferito non dire nulla e staccarmi per un po' da queste pagine virtuali. Ora però sono tornato, probabilmente non più forte di prima, ma con la voglia di dare una maggiore costanza ai miei post, con la voglia di dare una maggiore regolarità, che potrebbe non voler dire avere cinque post a settimana come nei tempi d'oro, ma almeno due o tre, compatibilmente con le mie visioni cinematografiche, mi piacerebbe portarli sul blog!

USA, Canada 2020
Titolo Originale: Pieces of a Woman
Regia: Kornél Mundruczó
Sceneggiatura: Kata Wéber
Cast: Vanessa Kirby, Shia LaBeouf, Molly Parker, Sarah Snook, Iliza Shlesinger, Benny Safdie, Jimmie Fails, Ellen Burstyn
Durata: 128 minuti
Genere: Drammatico

Presentato a Settembre alla 77esima Mostra Internazionale del Cinema di Venezia, "Pieces of a Woman" è stato distribuito da Netflix nei primi giorni del 2021 e limitatamente in alcune sale cinematografiche statunitensi nell'ultimo scorcio del 2020. Le critiche sono state subito positive, veniva più che altro elogiata la performance recitativa di una Vanessa Kirby in odore di una candidatura all'Oscar come miglior attrice protagonista, così come una narrazione realistica e cruda degli eventi. Il regista Kornél Mundruczó, ungherese di origini rumene, non è mai stato particolarmente conosciuto qui nel nostro paese e l'unico film che ricordo essere stato distribuito in Italia è "Una Luna chiamata Europa" - che però non ho mai visto, nonostante mi interessasse moderatamente. Con questo "Pieces of a Woman" presentato in un grande festival e subito accolto in maniera estremamente positiva dalla critica, fa il grande salto nel cinema hoolywoodiano, avvalendosi di un cast di tutto rispetto in cui spiccano appunto Vanessa Kirby, salita alla ribalta con la sua interpretazione della Principessa Margaret nelle prime due stagioni di "The Crown", ma anche Shia Labeouf, che negli ultimi anni è riuscito a far parlare moltissimo di sè grazie alle attività più varie.

Martha e Sean sono una coppia sposata in attesa del loro primo figlio. La decisione di Martha è quella di partorire in casa, grazie all'aiuto di un'ostetrica specializzata. Quando però comincia il travaglio della donna, Barbara, l'ostetrica con cui hanno svolto tutta la preparazione al parto, non è disponibile a causa di un'emergenza. Viene dunque mandata nella loro casa un'altra ostetrica, Eva. Il parto di Martha si rivela più difficoltoso del previsto e al termine di esso, dopo pochi minuti di vita, il bambino muore di arresto cardiaco. Un mese dopo la tragica morte del loro figlio l'ospedale, che ancora non è riuscito a stabilire le cause esatte della sua morte, annuncia alla coppia di aver aperto un procedimento contro Eva, per una presunta negligenza. Nel corso di tutta la durata del film viene da una parte narrato l'evolversi delle relazioni personali e familiari dei due protagonisti, mentre dall'altra la battaglia legale contro Eva, ritenuta in qualche modo colpevole di quanto accaduto al bambino durante il parto.

Ci sono diversi motivi per cui apprezzare e consigliare la visione di "Pieces of a Woman", film che è già riuscito nel corso del mese di Gennaio - ma io sono arrivato un po' in ritardo - a far parlare di sè per la sua qualità. Si è discusso tanto di alcune scene, di alcuni passaggi narrativi della pellicola, così come della performance di Vanessa Kirby, già candidata al Golden Globe come miglior attrice in un film drammatico e in odore di candidatura - ma, perchè no, anche di premiazione - agli Oscar. Dopo una velocissima presentazione della situazione e delle caratteristiche fondamentali dei due protagonisti, Martha dolce e un po' in tensione per il grande passo a cui sta andando incontro, Sean un po' rozzo e sempliciotto, ma sempre amorevole, si arriva ad un lungo piano sequenza, quasi venticinque minuti, in cui ci vengono mostrati molti dettagli del travaglio di Martha. Una scelta registica, quella di Kornél Mundruczò, forse un po' strana a prima vista, ma atta a mettere al centro del suo progetto gli attori e le loro interpretazioni ed è ben chiaro, nel corso di tutta la durata di questa lunga scena, il passaggio dalla tensione gioiosa alla preoccupazione, per poi arrivare a quando le cose precipitano definitivamente. Dopo questa coraggiosa scelta registica non abbiamo, per tutta la durata del film, particolari spunti a livello tecnico, ma diventeranno poi gli interpreti e la sceneggiatura a farla da padroni.

Se la scena iniziale, magistralmente diretta, ha il potere di introdurre allo spettatore l'intera vicenda, tutti i minuti che la seguono diventano ancora più interessanti. Vediamo piano piano disfarsi il rapporto tra Martha e Sean, con la pellicola che dà, giustamente anche per coerenza con il titolo, molto risalto al dolore della donna e al suo modo di affrontare la disgrazia vissuta. La psiche di Martha viene investigata a fondo e vengono fatte ben comprendere allo spettatore le motivazioni, razionali o irrazionali che siano, che spingono la donna a compiere ogni suo gesto futuro. "Pieces of a Woman" però non si dimentica di parlare di un uomo, Sean che a fronte della perdita del figlio non riesce più a rapportarsi in maniera naturale con sua moglie, ricade nell'alcolismo affrontando anch'egli in qualche modo, giusto o sbagliato che sia, il suo dolore. Nella vicenda si inserisce anche Elizabeth, la madre di Martha interpretata da un'ottima Ellen Burstyn, che è la protagonista di quelli che sono i dialoghi un po' più discutibili della pellicola, dando a volte l'impressione di incolpare la figlia per la morte del nipotino. L'anziana donna si inserisce spesso nei rapporti della coppia e mostra anche un po' di quel rancore represso per il matrimonio della figlia che non ha mai approvato con un uomo decisamente non adatto a lei. É però anche protagonista di uno dei monologhi più belli dell'intero film, in cui ripercorre, con grinta e dolcezza, un evento traumatico accadutole da bambina.

Insomma, "Pieces of a Woman" ha già fatto discutere e farà ancora discutere per qualche tempo gli appassionati di cinema, è altamente probabile che vedremo, agli Oscar sia Vanessa Kirby sia Ellen Burstyn, con la prima che, in virtù dell'interpretazione offerta, si è anche portata a casa la Coppa Volpi da Venezia. Oltre che a una pellicola che farà discutere nell'immediato futuro, ci troviamo però davanti ad un lavoro che, concentrandosi sulle interpretazioni dei protagonisti e su una sceneggiatura scritta in maniera certosina, riesce a farsi apprezzare e ad emozionare lo spettatore, non risultando un esercizio di stile fine a se stesso del regista Kornél Mundruczó e non rischiando di venire catalogato come "il film che racconta un parto in piano sequenza", ma risultando decisamente qualcosa di molto più importante di questo.

Commenti

  1. Ho già deciso che questo film non lo vedrò, l'argomento è davvero troppo toccante per me e temo che non lo reggerei, vista anche la modalità scelta per raccontarlo. In ogni caso grazie per la recensione e soprattutto bentornato!

    RispondiElimina
  2. Dramma drammoso anche bello tosto, non so se mi ha convinto in pieno, ma Vanessa Kirby è davvero incredibile, si carica tutto il film sulle spalle, tanto di cappello. Cheers!

    RispondiElimina
  3. Grazie per la recensione! Spero non smetterai !

    RispondiElimina
  4. Film con un inizio assolutamente devastante. Mi chiedo ancora come abbiano fatto ad ignorare la Kirby ai Golden Globes...vedremo agli Oscar!

    RispondiElimina
  5. Lei straordinaria, ma anche il film molto comunicativo.

    RispondiElimina

Posta un commento

Quando commentate ricordate che si sta pur sempre parlando di opinioni, quindi siate educati. Apprezzo sempre una punta di sarcasmo, sarò il primo a tentare di rispondervi a tono.

Non sono in cerca di prestiti ultravantaggiosi, ma sono ben disposto verso le donazioni spontanee!

Post popolari in questo blog

His House di Remi Weekes (2020)

OSCARS BEST MOVIES - Casablanca di Michael Curtiz (1942)

Marie Antoinette di Sofia Coppola (2006)