sabato 18 aprile 2015

Mockingbird (2014)

USA 2014
Titolo originale: Mockingbird
Regia: Bryan Bertino
Sceneggiatura: Bryan Bertino
Cast: Audrey Marie Anderson, Natalie Alyn Lind, Benjamin Stockham, Emily Alyn Lind, Alyvia Alyn Lind, Todd Stashwick
Durata: 78 minuti
Genere: Horror

La trama in breve: Il film segue tre gruppi di persone che trovano una telecamera e, per curiosità, iniziano a riprendere, credendo di partecipare ad un concorso con premio in denaro. Presto però tutti e tre i gruppi verranno minacciati da una misteriosa istruzione che gli ordina di non smettere mai di riprendere, altrimenti moriranno.

Il mio rapporto con i film horror, lo sapete, è quasi maniacale. Nonostante sappia che buona parte di essi siano abbastanza inguardabili, la voglia di guardarli mi assale e, se anche solo la trama mi incuriosisce un minimo, una visione gliela concedo senza problemi... per poi magari incazzarmi come una belva a causa del tempo perduto. A questo ci va da aggiungere una certa mal disposizione verso i film realizzati con la tecnica della telecamerina a mano, che ho sempre mal sopportato, soprattutto dopo lo spopolamento di pellicole come "The Blair Witch Project" e "Paranormal Activity" che, non mi stancherò mai di dirlo, sono entrambi delle gran cazzatone per quanto mi riguarda.

La mia reazione a caldo riguardo "Mockingbird" è stata abbastanza schifata e, per uno come me, che solitamente le recensioni le scrive pensando a caldo, sarebbe potuta uscire davvero una recensione piuttosto incazzata. Stavolta però ho deciso di ripensarci un po' su per un paio di giorni prima di scrivere ed ecco che, ripensandoci, un qualcosa da salvare per davvero sono riuscito a trovarla. Innanzitutto partiamo dalla trama: ho trovato fosse una delle cose più sconclusionate che abbia mai visto in vita mia. Per uno come me che guarda prevalentemente alla trama e al modo in cui viene sviluppata, la cosa è abbastanza fastidiosa.

L'idea è quella tipica di moltissime pellicole, che vogliono incrociare assieme più storie di gruppi di persone diverse, senza però trovare un vero e proprio raccordo tra le storie. In questo senso i primi ventisette minuti della pellicola sono ciò che di più inutile abbia mia visto: in questo periodo di tempo (che su un film di settatotto minuti è un'eternità) non è che venga introdotta la storia. Più che altro non succede nulla, nulla di eclatante, ma nemmeno nulla di un minimo interessante: persone che giocano con il loro nuovo giocattolo, la telecamerina. Se in molti film horror i primi minuti magari sono quelli che preparano all'esplosione della trama, qui la preparazione non c'è, è totalmente assente. E soprattutto, nei successivi cinquantuno minuti non è che succeda niente di veramente eclatante. I diversi personaggi di cui vediamo le diverse storie non trovano un raccordo comune e, quando lo trovano, questo è ben lontano dall'essere convincente.

Se la trama è stata quanto di meno interessante abbia mai visto, mi sono potuto fermare a riflettere sulle decisioni tecniche prese dal regista Bryan Bertino, che dimostra quanto meno di saperci fare un minimo dietro la macchina da presa (per quanto questo sia una cosa possibile grazie ad un film in found footage). Bryan Bertino dimostra più e più volte nel corso del film di avere a cuore un'altra pellicola horror, molto importante per me essendo anche il mio film preferito di sempre: "Shining". L'influenza del film e della regia di Kubrick, con le dovutissime proporzioni, la si vede fondamentalmente in tre cose: innanzitutto in una colonna sonora che ricorda moltissimo il pezzo introduttivo di "Shining". Personalmente trovo che quel brano sia uno dei più tesi e tensivi della storia del cinema, anche di più di quelli realizzati dai Goblin per "Profondo rosso". Questo ne è una pallida imitazione, ma comunque funziona abbastanza. In secondo luogo l'utilizzo di musica classica nelle situazioni più movimentate e infine una citazione molto molto creativa della famosa scena del fiume di sangue di "Shining": lo schermo si colora tutto di rosso, sembra quasi un fiume per davvero, ma in realtà sono dei palloncini... a leggerla così potrebbe sembrare una cosa ridicola, ma vi assicuro che a me ha abbastanza esaltato.

Voto: 5- (il voto è una media tra una trama da 3 e qualche idea e citazione da 6,5, perchè oggi sono buono...)

4 commenti:

  1. Lo salto volentieri...
    Sono coulrofobico (non è vero, ma è una bugia che va sempre :D)

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    Risposte
    1. Fa figo dire di essere coulrofobici eheheh

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  2. Il clown nella locandina mi fa già scappare a gambe levate... se ci aggiungi che Bertino ha diretto uno dei pochi film che per poco mi uccide d'ansia (The Strangers) e il tuo voto finale, credo proprio che lo eviterò serenamente!

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  3. Evitatelo accuratamente. Il clown non ha mai fatto quell'espressione per ttto il film. Vorrei dire che anche io sono un pochetto coulrofobico

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