martedì 30 giugno 2020

LE SERIE TV DI GIUGNO

Anche a Giugno, come ogni fine mese, arriva il solito recap su tutte le serie televisive che ho visto nel corso del mese, nella fattispecie il conto è di quattro serie televisive, per un totale di cinque stagioni. Senza stare a dare troppe spiegazioni vediamo il mio commento su ognuna di esse!


The Society - Stagione 1

"The Society", serie televisiva prodotta negli Stati Uniti e distribuita nel mondo da Netflix, l'avevo già puntata lo scorso anno, alla sua uscita, ma poi per vari motivi non ero riuscito a vederla e sono riuscito a riprenderla in mano solamente nel corso nel mese che volge alla conclusione. La trama, liberamente ispirata alla fiaba "Il pifferaio di Hamelin" e al romanzo "Il signore delle mosche", vede un gruppo di ragazzi di una cittadina tornare a casa dopo una breve gita fuori città, per scoprire che tutti i loro genitori sono scomparsi. Una volta preso atto della situazione, dovranno abbandonare la disperazione, iniziando a darsi da fare per costituire un ordine, eleggendo un sindaco e incaricando delle guardie e trovando un modo per gestire le proprie risorse e dividersi il cibo. Ho provato sensazioni abbastanza contrastanti nel guardare questa prima stagione di "The Society": da una parte, finito ogni episodio, non vedevo l'ora di guardare quello successivo, mentre dall'altra avrei preferito che la storia si concentrasse un po' più sulla sopravvivenza piuttosto che su alcune storie d'amore adolescenziali che però, obiettivamente, avrei dovuto mettere in conto guardando una serie televisiva di questo tipo. Se la recitazione a tratti non è che mi abbia particolarmente impressionato, ho apprezzato, pur senza ritenerle eccelse, le dinamiche narrative utilizzate e le dinamiche che si instaurano all'interno del gruppo, con alcune puntate in cui il livello di tensione è veramente piuttosto alto. Attendo la seconda stagione più che altro per il fatto che il finale della prima lascia con più domande aperte rispetto a quelle cui ha risposto, ma il fatto che l'interesse verso la serie ci sia ancora, nonostante non siamo proprio davanti ad un capolavoro, è comunque qualcosa di abbastanza positivo.

Voto: 6,5


The Last Dance

Ho sempre fatto una gran fatica a vedere e soprattutto a recensire su questo blog i documentari. Ma una serie documentario sulla storia dei Chicago Bulls, sull'ultimo anno - ma anche un po' su tutta la carriera - di Michael Jordan era qualcosa a cui proprio non potevo prescindere. Sono ormai da anni un patito di pallacanestro - anche se la palla a spicchi per vari motivi non la tocco da un po' -, ma anche per questioni anagrafiche Michael Jordan non l'ho proprio vissuto, ho iniziato a seguire la pallacanestro a circa dieci anni, proprio quando Shaquille O'Neal stava per iniziare il suo three-peat con i Lakers, assieme al compianto Kobe Bryant. Eppure questo documentario sull'uomo simbolo della pallacanestro mondiale, uno che ha fatto della vittoria un'ossessione tale da rincorrerla fino a raggiungere la perfezione cestistica, uno che già nei primi anni di carriera si stava dimostrando fuori categoria, è assolutamente perfetto, pane per i miei denti cestistici, uno dei prodotti audiovisivi migliori che abbia visto negli ultimi anni. Oltre ad una serie su Jordan e i suoi Bulls, "The Last Dance" è uno di quei prodotti che riesce anche abbastanza bene a raccontare il tempo in cui è ambientata la storia che ci viene raccontata, l'ascesa di un simbolo non solo sportivo, ma universale, che ha portato il basket e la NBA ad una popolarità mondiale elevatissima.

Voto: 8


Into the Night - Stagione 1

Quando "Into the Night" si è mostrata per la prima volta sulla home page di Netflix, devo dire di esserne rimasto abbastanza attratto. Ora, so bene quanto Netflix faccia uscire mille serie televisive al giorno e quanto, spesso e volentieri, faccia un po' da raccolta dell'umido e il fatto che in pochi abbiano parlato di questa serie nel corso di questi mesi potrebbe essere un sintomo, eppure io davanti a questa visione non mi ci sono trovato poi così tanto male. La storia è quella di un aereo e di alcuni passeggeri che sono costretti a viaggiare continuamente verso Ovest, per evitare in tutti i modi di vedere il sorgere del Sole, che potrebbe ucciderli tutti. Una serie che sfrutta un po' lo schema narrativo delle prime stagioni di "Lost", con una puntata dedicata in modo particolare ad un solo personaggio, una serie che è recitata non proprio benissimo, ma anche una serie che nel corso dei sei episodi che compongono la prima stagione sa bene quali carte sfruttare per intrattenere lo spettatore, senza mettere in atto puntate o colpi di scena pazzeschi, ma rimanendo narrativamente coerente dall'inizio alla fine.

Voto: 6


Sons of Anarchy - Stagione 6

Nel corso del mese di Giugno ho poi portato a termine la visione di "Sons of Anarchy", serie che avevo iniziato nei primi mesi dell'anno e che mi sono portato avanti fino a pochi giorni fa. Con la sua sesta stagione "Sons of Anarchy" ci porta davanti a quello che è un po' l'inizio della discesa agli inferi di Jax Teller, che ormai diventato presidente dei SAMCRO inizia dapprima a cercare un modo per far uscire il suo club dai traffici illeciti, in modo da dare pace alla cittadina di Charming, mentre Tara trama alle sue spalle per separarsi definitivamente da lui e per uscire pulita dalla storia dell'omicidio dell'infermiera commesso da Big Eight sotto i suoi occhi. Un'altra stagione secondo me non particolarmente eccelsa, ma che comunque riesce a mantenere altissimo il livello narrativo di puntata in puntata, mettendoci davanti a diversi colpi di scena, così come a scene inevitabili, quali l'esecuzione di Clay - sul quale la mietitrice pendeva ormai da un paio di stagioni - ma che con un finale shockante apre ad una settima stagione in cui ci saranno davvero i fuochi d'artificio.

Voto: 7,5


Sons of Anarchy - Stagione 7

Tara è morta, uccisa da Gemma nella puntata precedente, Jax in carcere, in preda al dolore, conosce Marylyn Manson, che è il capo della fratellanza ariana - non ce l'avrei visto ad interpretare nessun altro ruolo - mentre Juice è complice di Gemma e da lei viene protetto. La discesa agli inferi di Jax Teller è definitivamente servita e favorita da una bugia della madre, che gli dirà che sono stati i cinesi ad uccidere Tara. Il risultato è una catena di violenza che in qualche modo aiuterà i SAMCRO a fare piazza pulita di praticamente tutte le bande criminali che ruotano attorno a Charming. Ma nel finale ci sono dei conti da regolare: il primo è la punizione che Jax deve per forza infliggere a Gemma, mentre il secondo è un voto di morte, che penderà sulla testa stessa di Jax. É cos che il nostro protagonista deciderà, con la complicità dei membri del club, di andarsene in pace: la sua eredità è l'odio da parte dei suoi figli, tenuti a sapere della sua vita da criminale, tutti gli archi narrativi si sono chiusi nel modo più corretto possibile e Jax, proprio come molto probabilmente accaduto al padre anni prima, abbandona il manubrio della sua moto, buttandosi sotto ad un camion, mentre inseguito dalla polizia. Uno dei finali di serie migliori che abbia mai visto, narrativamente ed emotivamente pazzesco.

Voto: 9

2 commenti:

  1. The Last Dance ha insomma fatto faville, e di queste è proprio l'unica che vorrei vedere ;)

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  2. Ora che sei arrivato alla fine posso dirtelo, quando vidi la motocicletta paterna nel primo episodio di SOA pensai: «Questa serie finirà come Knightriders di George A. Romero» (storia vera). Su "The Last Dance" non so che altro aggiungere, per chi come noi ha vissuto in pieno dli anni '90 sta per arrivare un'onda di malinconia mai finita, questa serie per me è stata un viaggio indietro ai bei tempi andati ;-) Cheers

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