venerdì 13 novembre 2015

Una tomba per le lucciole (1988)

Giappone 1988
Titolo Originale: 火垂るの墓 (Hotaru no haka)
Regia: Isao Takahata
Sceneggiatura: Isao Takahata
Personaggi: Seita, Setsuko, Madre di Seita e Setsuko, Zia di Seita e Setsuko
Durata: 88 minuti
Genere: Animazione

Non è che sia passato molto tempo da quando in qualche modo sono riuscito ad appassionarmi al cinema d'animazione dello Studio Ghibli, un cinema d'animazione interamente disegnato a mano e portato alla ribalta internazionale grazie alla mano del maestro Hayao Miyazaki, anche se non ci si deve mai dimenticare che non è solamente lui il personaggio di spicco dello studio, ma che ci sono stati altri, collaboratori o in qualche modo addirittura soci a livello di importanza, che hanno portato in alto il nome dell'animazione giapponese. La pellicola di cui vi parlo oggi, inoltre, è stata portata al cinema per un evento speciale durato solo due giorni, cosa che ormai è pratica nota nel nostro paese, ovvero riportare in auge vecchi lavori dell'animazione giapponese mandandoli nei cinema solo per pochi giorni. Cosa su cui non protesterei particolarmente se venisse fatta solo per le vecchie produzioni, mentre mi fa un po' storcere il naso quando viene fatta anche con i nuovi lavori, come l'ultimissimo "Quando c'era Marnie". Inoltre, "Una tomba per le lucciole" - rinominato "La tomba delle lucciole" per l'occasione - è firmato da Isao Takahata, visto un po' come la seconda ruota del carro per lo Studio Ghibli, ma che in realtà ha firmato moltissimi dei lavori più importanti.

Non essendo ancora riuscito a recuperare l'opera omnia dello studio, posso dire che "Una tomba per le lucciole" è un film che si discosta molto da quelle che sono le pellicole che ho visto fino ad ora: mentre la maggior parte di esse avevano una visione piuttosto ottimista, magari con qualche elemento che risvegliasse la fantasia dei più piccoli, senza mai dimenticarsi di dare una chiave di lettura per i più adulti, questo film in realtà parla di una situazione tragica come quella del Giappone nel periodo degli sganci delle bombe atomiche alla fine della Seconda Guerra Mondiale. I pochi personaggi che ci vengono presentati nel corso della narrazione appartengono ad una classe piuttosto povera, povertà che fa il paio con il razionamento dei cibi imposto dall'Impero giapponese in quel periodo. Tra le bombe atomiche e il razionamento del cibo, morire per mille ragioni differenze era la cosa più facile del mondo e Isao Takahata ci narra questa situazione con la massima sensibilità, non senza evidenziarne la crudezza.

I protagonisti della vicenda, i due fratelli Seita e Setsuko vivono prima la morte della madre nel corso di un bombardamento e in secondo luogo vivono la situazione di chi, in un modo o nell'altro, deve procurarsi del cibo per continuare a vivere. Il padre, tra l'altro, è un Ufficiale nella Marina Imperiale Giapponese e da un po' di tempo non si ricevono sue notizie. Capiamo subito come spettatori, data la tragicità della situazione, che il destino dei due fratelli è in qualche modo segnato: il maggiore Seita lo vediamo morire nella prima scena - dato che tutta la storia è un lungo flashback - quindi siamo già al corrente del fatto che la storia finirà in un certo modo, un modo che riesce ad evidenziare alla perfezione la tragicità dell'intera situazione.

L'elemento fantasioso presente all'interno della pellicola sono per l'appunto le lucciole, che accompagnano l'esistenza di Setzuko negli ultimi giorni della sua vita e sembrano essere l'unico elemento di pace, per entrambi i protagonisti della vicenda. Se per quanto riguarda lo Studio Ghibli l'equivoco più grande è quello di ritenere le sue produzioni rivolte esclusivamente ai bambini, ecco che con questo film si capisce molto meglio la situazione: la capacità di Takahata di raccontare la guerra attraverso un film d'animazione - un film d'animazione splendido tra l'altro - è stata di altissimo livello e sarebbe stato davvero un peccato perdersi l'occasione di vedere questo capolavoro al cinema!

Voto: 9

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