mercoledì 26 giugno 2019

Stanlio e Ollio di Jon S. Baird (2018)



USA, Regno Unito, Canada 2018
Titolo Originale: Stan & Ollie
Regia: Jon S. Baird
Sceneggiatura: Jeff Pope
Durata: 98 minuti
Genere: Biografico


Quando ero un po' più piccolo le comiche di Stanlio e Ollio mi facevano letteralmente morire. Tra i loro tanti sketch che ho visto e i loro film fatti e finiti, due li ricordo con particolare affezione, fondamentalmente perchè possedevo la videocassetta a casa e me li sono letteralmente divorati, più e più volte. Il primo era "Fra Diavolo", che è quello che a dirla tutta mi sono mangiato di meno, anche se forse migliore a livello cinematografico, mentre il secondo, del quale ancora oggi potrei raccontare a menadito gli eventi della vicenda, è "I figli del deserto", del quale mi piacevano le trovate comiche, la trama, il modo in cui andava a finire. La coppia comica più famosa del mondo d'altronde è sempre stata adatta a tutti, grandi e piccoli potevano vedere le loro imprese e ridere, su più livelli, delle loro gesta, che nella maggior parte dei casi andavano a finire nel disastro più totale. Per questo motivo attendevo con una certa curiosità l'uscita nei cinema di "Stanlio e Ollio, biopic di Jon S. Baird in cui ad interpretare i due attori abbiamo Steve Coogan e John C. Reilly, resi estremamente somiglianti agli originali senza però perdere le caratteristiche distintive del loro volto. Sono riuscito dunque a recuperare il film pochi giorni fa e devo dire di esserne rimasto piuttosto soddisfatto.
Il film ripercorre gli ultimi periodi della carriera di Stan Laurel e di Oliver Hardy, con i due piuttosto invecchiati e con evidenti problemi di salute: entrambi hanno affrontato problemi legati all'alcolismo, Stan è diventato diabetico, mentre Oliver è visibilmente ingrassato e soffre di problemi di cuore. Visto il loro successo calare inesorabilmente, ma con il progetto di girare un film sulla figura di Robin Hood decideranno di svolgere insieme una tournée teatrale nel Regno Unito e in Irlanda, per raccogliere i fondi necessari per sviluppare il film per cui Stan sta scrivendo la sceneggiatura. Inizialmente sconfortati da alloggi e pubblico non all'altezza della fama a cui erano abituati, pian piano le persone che assisteranno ai loro spettacoli cominceranno ad aumentare, grazie anche all'idea del loro impresario Bernard Delfont, interpretato da Rufus Jones, che suggerirà loro alcune apparizioni in pubblico, per promuovere la loro tournée e riacquistare la fama ormai perduta da tempo.
La mia paura per quanto riguardava la visione di "Stanlio e Ollio" era basata più che altro sul rischio che il film sfruttasse del facile sentimentalismo per accattivarsi i favori del pubblico, ma ancora di più mi faceva paura l'idea che i due personaggi fossero ridotti a delle macchiette, come avevamo imparato a conoscerli nei loro film così li avremmo conosciuti in questo biopic che racconta una piccola porzione della loro vita e carriera. Ciò a cui mi sono trovato davanti è invece un film intelligente che riesce a mostrarci i due personaggi per come potevano essere nella vita reale, due amici che non erano mai riusciti del tutto a perdonare a loro stessi il fatto di, una volta risolto il contratto che li legava ad Hal Roach, aver recitato con qualcun altro. Una coppia che in qualche modo sembrava essersi promessa di recitare sempre insieme che si ritrova, sedici anni dopo il tradimento, a fare i conti con l'insuccesso e con la fama ormai calata, ma con la stessa fame che li contraddistingueva nei primi film. Ci troviamo davanti ad un biopic in cui si ride di gusto, con i due attori che interpreteranno molte della gag che hanno reso famosi Stanlio e Ollio non solo all'interno dei teatri in cui si esibiscono, ma anche in situazioni di vita quotidiana, per allietare un po' la giornata di quei passanti che li vedono arrivare e li riconoscono per ciò che erano stati in passato. Ci troviamo però anche davanti ad un biopic in cui ci si commuove tantissimo, in cui ci viene mostrata una coppia di fatto inseparabile che ha fatto della loro amicizia un propulsore per la propria comicità, per far divertire le persone e, non meno importante, per la propria carriera.
Le atmosfere che si respirano in questo film sono dunque quelle che mi aspettavo prima della visione, la giusta dose di spensieratezza, ma anche un po' di malinconia, che i due protagonisti Steve Coogan e John C. Reilly riescono a trasmettere molto bene al pubblico. I due attori sono anche bravi nel riportare sullo schermo le gag e le battute che han reso famosa la coppia, senza mai arrivare nemmeno vicino a scimmiottarli, ma rimanendo sempre riconoscibili come interpreti di una coppia che ha fatto la storia del cinema e della comicità. E ora, proprio mentre commento questo film, mi sa che dovrete legarmi e bendarmi per impedirmi di vedere, per l'ennesima volta, ripetendo le battute a memoria, quel "I figli del deserto" che quando ero un ragazzino mi aveva fatto letteralmente innamorare della coppia e della loro comicità, che pochi ancora sanno riproporre in maniera credibile ma che, sicuramente, non morirà mai.

Voto: 7,5

2 commenti:

  1. L’ho trovato molto classico, forse anche troppo, e mi spiace che la parte Irlandese, sia stata relegata a pochissimi minuti (l’arrivo dei due attori in Irlanda, è stato un trionfo degno degli Imperatori del passato), in ogni caso un solido film, con due attori davvero calati nella parte, senza nulla togliere a Steve Coogan, per me John C. Reilly è il talento vero di cui si parla sempre troppo poco. Cheers!

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  2. A parte il film che ovviamente devo ancora vedere, sappi che di Fra Diavolo avevo la VHS, che è stata parecchio consumata ;)

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