lunedì 23 settembre 2019

Dumbo di Tim Burton (2019)



USA 2019
Titolo Originale: Dumbo
Regia: Tim Burton
Sceneggiatura: Ehren Kruger
Durata: 112 minuti
Genere: Fantastico, Avventura


I reboot dei classici Disney, per molti una piaga, per altri semplicemente dei film inutili, per i bambini invece un modo per scoprire tutte quelle storie con cui da piccoli si erano divertiti tanto i loro genitori. Fino ad ora, devo dire, nessuno dei reboot che sono usciti mi ha convinto particolarmente: "Cenerentola" non era stato troppo nelle mie corde, "Maleficent" mi aveva fatto abbastanza schifo e temo che non avrò voglia di vedere il seguito che uscirà a breve, l'unico che ho abbastanza apprezzato, pur con qualche riserva, rimane "Il libro della giungla", mentre per quanto riguarda "Il re leone" risultava essere troppo uguale e con gli animali, iperrealistici, talmente inespressivi che la componente emotiva andava a farsi benedire. Prima de "Il re leone" però in Italia e in tutto il mondo sono usciti "Dumbo", diretto da Tim Burton", e "Aladdin", che ancora non sono riuscito a vedere e che penso recupererò non appena sarà disponibile su qualche piattaforma di streaming o in home video. Nella recensione di oggi si parla proprio di "Dumbo", il cui film d'animazione originale dura poco più di un'ora e sul quale nutrivo il dubbio gigantesco su come, da un film d'animazione così breve, se ne potesse trarre uno in live action lungo quasi il doppio. Il cast è di quelli di altissimo livello, come spesso accade per queste pellicole: protagonista assoluto è Colin Farrell, l'antagonista della vicenda è interpretato da Michael Keaton, mentre abbiamo anche Danny DeVito ed Eva Green nel cast.
Siamo negli Stati Uniti, nel 1919, quando Holt Farrier, ex star del circo Medici, torna dalla Prima Guerra Mondiale per poter iniziare una nuova vita assieme ai suoi figli Milly e Joe, rispettivamente interpretati dai giovani Nico Parker e Finley Hobbins. Tornato finalmente a casa, il fatto di aver perso un braccio in guerra gli farà perdere anche il suo ruolo di star principale del circo, anche perchè il suo capo Max Medici ha venduto il cavallo con cui si esibiva. Max però ha per Holt un lavoro per non lasciarlo disoccupato, quello di occuparsi del nuovo elefante indiano acquistato dal circo. L'esemplare, una femmina, è incinta e sta per partorire e quando finalmente la creatura viene al mondo si scopre che il cucciolo ha delle orecchie enormi, che gli verranno coperte nel giorno della sua prima esibizione. Il cucciolo però, nel tentare di prendere una piuma, farà saltare la copertura e inizierà ad essere deriso dagli spettatori: la madre, per difenderlo, si imbizzarrisce e comincia ad attaccare gli ospiti, provocando la caduta di un tronco che farà collassare il tendone, uccidendo il frustatore. Con il cucciolo tenuto lontano dalla madre, i circensi scopriranno presto che Dumbo - così verrà chiamato in seguito all'evento - ha la capacità di volare grazie alle sue enormi orecchie e presto verrà notato anche da Vandervere, che si mostrerà intenzionato ad acquistare il circo e la collaborazione con Max Medici per far esibire l'elefantino assieme alla sua star Colette Marchant.
Negli ultimi anni sembra quasi che in qualche modo Tim Burton stia vivendo una grossa crisi creativa, tale per cui sta facendo fatica a portare al cinema dei film nel suo stile che riescano a coinvolgere il pubblico: "Big Eyes" aveva raccolto un consenso abbastanza unanime da parte della critica, ma non era certo un film burtoniano, anche se c'è da dire che lo stile per cui lo avevamo conosciuto nei suoi primi lavori è stato abbandonato da un po' di tempo, peccato che da quando l'ha abbandonato mi è parso che non gli sia riuscito più nemmeno un film. "Dumbo" però, d'altro canto, per quanto non segua particolarmente lo stile per cui Tim Burton si è fatto conoscere, si rivela essere, per l'ambientazione e anche per la colorazione utilizzata nella fotografia, molto vicino a "Big Fish - Le storie di una vita incredibile", il film di Tim Burton più diverso dagli altri che però è anche il suo lavoro che preferisco in assoluto. In questo senso "Dumbo", la cui storia si discosta fortemente da quella narrata nel classico Disney del 1941 e qui si spiega anche il doppio della durata, risulta essere un film magico e visivamente straordinario, nonostante dal punto di vista dello sviluppo dei personaggi denoti dei difetti piuttosto evidenti questa rivisitazione burtoniana del classico degli anni quaranta è stato in grado di divertirmi e di commuovermi, per dire, l'ho preferito di gran lunga al ben più osannato "Il re leone" che recentemente ha avuto un successo enorme.
Dicevamo dei difetti di questo "Dumbo", che si vedono principalmente per quanto riguarda lo sviluppo dei personaggi, che mi sono sembrati, per tutta la durata del film, quelli che la mia prof di inglese al liceo - ma mi pare di ricordare sia una vera e propria definizione letteraria -, dei flat characters, che non subiscono una vera e propria evoluzione nel corso della pellicola, ma sono in un certo modo quando inizia il film e rimangono tali quando finisce, con il solo Max Medici che ne rappresenta l'eccezione, anche se la sua evoluzione non è che sia così sostanziale comunque c'è qualcosa, rispetto a tutti gli altri. A deludermi maggiormente è stato da questo punto di vista il personaggio di Vandervere, interpretato da un Michael Keaton bravo, ma sicuramente non al meglio della sua forma, che è l'antagonista della vicenda, ma non si denota, nel suo arco narrativo, un vero e proprio motivo per il quale sia il cattivo della vicenda e per quanto mi riguarda, quando si costruisce un villain, la sua motivazione è una delle cose più importanti che ci siano che qui viene totalmente dimenticata.
In sostanza "Dumbo" è stato forse il remake in live action della Disney che mi ha soddisfatto maggiormente, nonostante le critiche non certo esaltanti che ha ricevuto. Certo è una pellicola con dei difetti piuttosto evidenti in cui la mano di Tim Burton non si vede tantissimo in favore di quell'organizzazione militare che è la Disney che obbliga i suoi registi a seguire delle linee guida ben precise, ma, a qualche mese dalla sua uscita, non avrei pensato di trovarmi davanti ad un film che mi facesse emozionare in questo modo.

Voto: 6,5

1 commento:

  1. Non memorabile, non il miglior Burton (anche se rispetto ai suoi ultimi film c'è da leccarsi le dita) ma comunque carino, soprattutto per chi, come me, non serba nel cuore il ricordo del Dumbo disneyano.

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