lunedì 9 settembre 2019

La maledizione di Chucky di Don Mancini (2013)


USA 2013
Titolo Originale: Curse of Chucky
Regia: Don Mancini
Sceneggiatura: Don Mancini
Durata: 97 minuti
Genere: Horror


Non essendo particolarmente fan degli appuntamenti fissi qui sul blog, capita a volte che, quando si sta portando avanti uno speciale, si saltino delle settimane - sta accadendo, per dire, con lo speciale sulle serie della Hammer, dal quale un po' mi sto disintossicando, mentre dall'altro lato faccio fatica a procurarmi i film successivi, trovandomi un po' in una situazione di stallo -, qui però c'è da portare avanti anche quello su "La bambola assassina", anche perchè non vedo veramente l'ora di parlarvi del nuovo capitolo, uscito ad inizio estate, da cui Don Mancini, creatore del personaggio, è stato praticamente estromesso contro la sua volontà. Lasciato alle spalle l'insuccesso de "Il figlio di Chucky" - che a me comunque non era per nulla dispiaciuto - Don Mancini riprende in mano il progetto, dopo le due parentesi comiche, virando nuovamente sull'horror e sullo slasher. Ancora una volta vediamo il creatore del personaggio alla regia, mentre nel cast de "La maledizione di Chucky" figurano Fiona Dourif, indimenticabile nel ruolo di Bart in "Dirk Gently" e figlia di Brad Dourif che è lo storico interprete di Charles Lee Ray, che interpreta la giovane paraplegica Nica Pierce, mentre Summer H. Howell ad interpretare Alice Pierce.
Sono passati ormai venticinque anni dagli eventi narrati ne "La bambola assassina", mentre non si sa quanto tempo sia passato dal film precedente. Misteriosamente, nell'abitazione della giovane paraplegica Nica Pierce, che vive con la madre Sarah, arriva per posta un bambolotto Tipo Bello. Non sapendo chi lo abbia spedito, Sarah decide di gettarlo nella spazzatura, ma la mattina seguente viene trovata morta, apparentemente per suicidio, con la bambola poco distante da lei. Avendo saputo della morte della madre, la sorella Barb raggiunge Nica nella sua abitazione assieme alla sua famiglia e alla figlia Alice, che si affezionerà subito al bambolotto, che dirà lei di chiamarsi Chucky. L'intenzione principale di Barb è quella di portare Nica fuori dalla villa di famiglia, in modo da poterla vendere senza problemi. Iniziano così a morire, una dopo l'altra, persone collegate a Nica e alla sua famiglia, tutte per mano del misterioso bambolotto, ma la colpa, in qualche modo, verrà fatta ricadere su Nica, cui nessuno crederà quando racconterà la sua versione.
Per quel che riguarda i miei gusti cinematografici, l'impressione che ho avuto guardando questo nuovo lavoro di Don Mancini, uscito nove anni dopo il film precedente, è stata quella che il creatore del personaggio volesse in qualche modo ritornare alle atmosfere cupe dei primi film della saga, derubando il personaggio di Chucky di buona parte della sua comicità in favore della creazione di un'atmosfera tetra e claustrofobica cui l'abitazione in cui vive la protagonista Nica Pierce contribuisce in maniera decisiva. Paga anche, dal mio umile punto di vista, la scelta di non mettere nuovamente il personaggio di Chucky al centro della vicenda, ma di renderlo un antagonista silenzioso, quasi spettrale - tanto che i primi omicidi non glieli vediamo nemmeno commettere, pur sapendo tutti i fan della saga che in realtà ne è lui il colpevole - tanto da aumentare la tensione del film che, grande peccato, mi pare fosse uscito direttamente in home video sei anni fa. Si arriva dunque tra omicidi in cui il sangue comunque continua a scorrere a fiumi e gli omicidi sono sempre più macabri a capire il vero motivo per cui Chucky sia arrivato nelle mani di Nica: dopo i primi tre film collegati alla vicenda di Charles Lee Ray, ucciso da un poliziotto nelle prime battute del primo film, e alla figura di Andy Barclay e dopo due film in cui Chucky veniva messo al centro, ecco che si ritorna a scoprire le vicende del serial killer esperto di voodoo la cui anima è intrappolata in un bambolotto, con una scena finale in cui ci vengono mostrati gli eventi antecedenti all'uccisione di Charles Lee Ray e in cui vediamo qual è il collegamento del serial killer con Nica, una delle tante cose che avrei voluto sapere sin dall'inizio della saga e che finalmente mi viene rivelata. Una scelta per me abbastanza azzeccata, che mi proietta dritto dritto verso l'ultimo capitolo della saga scritta da Don Mancini con un interesse alle stelle.
La saga avrà pure un andamento altalenante, ma c'è da dire senza ombra di dubbio che Don Mancini sa come riportare in vita i suoi personaggi: dopo un terzo film disastroso era nato "La sposa di Chucky" e la scelta di abbandonare l'horror per virare verso la commedia slasher in quello che è forse il miglior film dell'intera saga; dopo "Il figlio di Chucky" nasce invece "La maledizione di Chucky" che decide di fare il passaggio opposto, creando però delle atmosfere e una struttura narrativa decisamente diversi dai primi tre film della saga. Insomma, "La maledizione di Chucky" risulta essere un horror più classico rispetto ai suoi predecessori, ma riesce ancora una volta a dare nuova linfa vitale ad una serie che, pur non amandola con tutto me stesso, sa ancora rendersi interessante.


3 commenti:

  1. Per essere un film girato con un budget davvero minimo (si nota molto dal volto del nostro Chucky), trovo che faccia il suo dovere, strizza l’occhio agli horror gotici e Fiona Dourif fa il suo dovere, certo lei è molto più brava quando fa la matta come in “Dirk Gently”, però è un capitolo che si lascia guardare ;-) Cheers

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  2. Come "reboot" mi era piaciuto davvero tantissimo, poi la Dourif è una bellezza vera ^^

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  3. Quando lo vidi Chucky un po' mi mancava, forse per questo che mi piacque, anche se comunque questo film qualche pregio indubbiamente ha ;)

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