venerdì 15 marzo 2019

Una donna fantastica di Sebastián Lelio (2017)



Cile, Spagna, Germania, USA 2017
Titolo Originale: Una mujer fantàstica
Regia: Sebastiàn Lelio
Sceneggiatura: Gonzalo Maza, Sebastián Lelio
Cast: Daniela Vega, Francisco Reyes, Luis Gnecco, Aline Küppenheim, Nicolás Saavedra, Amparo Noguera, Trinidad González, Néstor Cantillana, Alejandro Goic, Antonia Zegers, Sergio Hernández, Roberto Farias, Diana Cassis
Durata: 100 minuti
Genere: Drammatico


Quando arriva la notte degli Oscar spesso e volentieri mi presento impreparato in due categorie: una è quella del miglior film d'animazione, ma più che altro perchè ho litigato da qualche anno con il genere e faccio fatica a visionarne uno all'anno, figurarsi cinque, mentre l'altro è quello del miglior film straniero, semplicemente perchè difficilmente i film che vengono candidati arrivano in Italia prima delle premiazioni e molti dei candidati degli ultimi anni non sono riuscito a recuperarli nemmeno nel periodo successivo. Essendosi presentata l'opportunità di vedere "Una donna fantastica", vincitore dell'Oscar come miglior film straniero nel 2018, grazie a NowTV che lo sta rendendo disponibile proprio in questi giorni, eccomi qui a parlare del film diretto dal cileno Sebastiàn Lelio capace di vincere altri premi in giro per il mondo oltre all'Oscar. Protagonista del film è l'attrice Daniela Vega, alla sua seconda partecipazione in un film, mentre nel cast sono presenti altri attori a me meno conosciuti come Francisco Reyes e Luis Gnecco.
Ispirato dalla storia vera di Arianna Gorska, la protagonista del film è Marina Vidal, che ha una relazione con Orlando, di vent'anni più vecchio di lei. Dopo aver festeggiato insieme il compleanno di lei, Orlando ha un malore che ne provoca una brutta caduta dalle scale e muore poco dopo in ospedale. Medici e familiari dell'uomo cominciano subito a nutrire sospetti su di lei e la polizia comincia ad indagare sulla morte di Orlando, sospettando che in qualche modo non si tratti di un incidente. Questi sospetti non si rivelano essere fondati, quanto più che altro fomentati dal fatto che Marina è una donna transessuale e la famiglia di Orlando, che non ha mai approvato la relazione dell'uomo con lei, la considera un abominio contro natura, facendole venir meno tutti i suoi diritti, come ad esempio la partecipazione al funerale di Orlando o il fatto di volerle togliere la casa in cui ha vissuto con l'uomo.
Partiamo subito dal presupposto che, per lo meno per quel che mi riguarda, ci troviamo davanti ad un film più importante che bello. Non ci ho visto dal punto di vista registico e tecnico nulla di particolarmente rivoluzionario, colpisce infatti più che altro l'intensità della narrazione e il modo in cui viene gestito il ritmo della stessa, che non stanca mai e riesce bene nell'intento di mettere al centro la protagonista della vicenda e i suoi turbamenti, condannando profondamente i comportamenti deprecabili dei familiari di Orlando. Marina è una donna che si ritrova dopo la morte dell'uomo amato a dover combattere nuovamente per il riconoscimento dei suoi diritti: non è ancora legalmente una donna, non ha ancora registrato il suo nuovo nome all'anagrafe, ma vuole che la sua sessualità, il suo modo di essere venga riconosciuto in quanto tale, senza discriminazioni di sorta e senza che il suo essere transessuale sia un pretesto perchè i suoi diritti non vengano riconosciuti. É impressionante in tal senso l'interpretazione di Daniela Vega, che riesce a trasmettere allo spettatore le emozioni che prova con una performance recitativa di un'intensità veramente rara.
La tematica trattata da "Una donna fantastica" è ben chiara sin dall'inizio e il film mostra la sua importanza, a livello di contenuti, per tutta la sua breve durata. Si ricorda inoltre in maniera più che positiva la performance della protagonista Daniela Vega, un po' di meno il comparto tecnico, che rimane un po' defilato di fronte a performance recitative intense e tematiche importanti.

Voto: 7

2 commenti:

  1. La storia "politicamente corretta" non che mi attiri tanto, tuttavia credo che vedrò ugualmente, sperando di non pentirmene..

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  2. E' facile per una che è transgender recitare benissimo la parte di se stessa.

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