lunedì 13 novembre 2017

1922 di Zak Hilditch (2017)

USA 2017
Titolo Originale: 1922
Regia: Zak Hilditch
Sceneggiatura: Zak Hilditch
Cast: Thomas Jane, Molly Parker, Dylan Schmid, Kaitlyn Bernard, Bob Frazer, Neal McDonough, Brian d'Arcy James
Durata: 101 minuti
Genere: Drammatico, Horror


Stiamo da poco cominciando a respirare dopo l'onta dell'uscita nei cinema di "It", il gran bel film diretto da Andres Muschietti tratto dall'opera più conosciuta di Stephen King - mi sembra inutile ormai ribadire quale sia la mia opinione sui suoi romanzi - che su Non c'è Paragone si ritorna a parlare di un film tratto da un racconto dell'autore. Molti sostengono che questi nelle varie trasposizioni cinematografiche sia stato abbastanza maltrattato, io invece con i film tratti dalle opere di King mi ci sono quasi sempre abbastanza divertito, escludendo ovviamente il disastro de "La torre nera" in un'annata in cui l'autore è stato trasposto di più in assoluto. "1922" diretto da Zak Hilditch viene pubblicato tra l'altro su Netflix ad un solo mese di distanza da "Il gioco di Gerald", altra trasposizione dell'autore che mi aveva particolarmente soddisfatto e con una Carla Gugino decisamente sugli scudi.
Siamo nel Nebraska, manco a dirlo nell'anno 1922. Wilfred James, interpretato da Thomas Jane, vive una vita modesta assieme alla moglie Arlette, interpretata da Molly Parker, e con il figlio Henry, interpretato da Dylan Schmid, gestendo una fattoria dalla quale spera di ricavare un bel guadagno. I piani di Arlette sono però ben diversi e implicano la vendita della sua parte di terreno per trasferirsi in città e Wilfred mal sopporta le ambizioni della moglie, soprattutto perchè non accetta il fatto che venga messa in discussione la sua autorità di capo famiglia. Facendo leva sulle pulsioni adolescenziali del figlio, ordisce assieme a lui un omicidio ai danni della stessa Arlette, il cui ricordo non abbandonerà mai i componenti della famiglia. Con questo adattamento il regista Zak Hilditch riesce a costruire un film destreggiandosi abilmente tra i generi drammatico e horror - insegnamento che ormai molti altri film dell'orrore hanno saputo cogliere - cercando di concentrarsi maggiormente sulla parte drammatica, con la questione morale a farla davvero da padrona.
La componente horror è ovviamente presente, con i fantasmi del passato che si presentano ai protagonisti in maniera a volte spaventosa, ma non è mai preponderante e, alla fin fine, non riesce nemmeno tanto ad essere spaventosa, quanto più che altro prova a mettere nello spettatore un po' di inquietudine, riuscendo abbastanza bene nell'intento. E' interessante poi la regia di Hilditch, che si mantiene il più possibile su toni cupi e riesce a ritrarre abbastanza bene l'epoca in cui la storia è ambientata, distaccandosi però da certe usanze o credenze ormai vetuste. Insomma nulla di nuovo, ma sicuramente di grande effetto se visto assieme alla buonissima interpretazione di Thomas Jane, che riesce a dare al suo personaggio tutte le caratteristiche in grado di trasmettere allo spettatore il suo tormento interiore, un tormento che arde il nostro protagonista dall'interno e che non passa mai nonostante il trascorrere del tempo.

Voto: 7

2 commenti:

  1. Sono contento che ti sia piaciuto, come horror quasi atipico rispetto ai film farciti di "Jump Scare" che si trovano facilmente in giro, una storia alla Steinbeck con elementi horror anche migliore della storia originale di King. Thomas Jane quando può restare misurato riesce ad essere anche intenso. Cheers!

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  2. Bellissimo!
    Persino meglio del racconto da cui è tratto, che a sua volta era davvero ben scritto.
    L'ho preferito perché la storia d'amore tra i due ragazzini è molto meno romanzata rispetto al libro e quindi più credibile.

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